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Sembrava un calesse… e lo era: Storhacker e la Santanché non si amano più

QUANDO SI DICE 2.0 - Insomma, un partito tutto in rete, e si vede proprio nel momento più frenetico: sono continui i rimandi alle websezioni territoriali, per vedere “che aria tira” e che percentuale la Santanchè potrebbe sfoderare al Congresso. Addirittura, i ragazzi che dicono la propria vengono supportati per eventuali candidature (al posto di chi è “al soldo dell’uomo di Arcore“), si scambiano i contatti per organizzarsi anche in privato e indicono le riunioni urgenti via mail. E’ sul web che si denuncia “l’appendice infiammata” di gruppi (estremistici) che troppo apertamente si ispirano al fascismo, dicendolo apertamente e anzi chiedendo commenti di adesione totale a quella che per queste persone è una ragione di vita politica. Malgrado i numeri esigui, è impossibile non notare come l’attività del blog di Storace sia di gran lunga più organizzata di quella dei colleghi dal grande portale, e verosimilmente il motivo è uno soltanto: il segretario risponde alla base. Anzi sfoggia la sua anima da vero blogger e si vanta addirittura di aver vinto la gara a chi “ce l’ha più lungo” con Di Pietro e Grillo, indicendo il primo “S-day” o DestraBarcamp che dir si voglia. Forse da prendere ad esempio, comunicativamente parlando (non bisogna dimenticare che in gran parte di quei commenti c’è apologia di fascismo, tanto che c’è un disclaimer a ricordarlo ai camerati distratti e infervorati).

INSULTO LIBERO – Come per ogni riunione di partito che si rispetti, non mancano quelli che in maniera pittoresca esprimono il loro astio verso la traditrice. “È come se Bertinotti avesse detto al suo congresso: ‘entriamo nella Costituente del PD’. I suoi gli avrebbero menato” dice qualcuno, mentre impazzano gli accostamenti, facilmente immaginabili, tra la Portavoce nazionale e una nota città dell’Asia Minore. Spicca per finezza il commento di un sedicente Domenico Fonti, secondo il quale la famosa “bava alla bocca” del suo primo comizio rischia a breve di trasformarsi in un liquido organico ancora “meno nobile”. C’è chi ne mette in dubbio l’intelligenza, sottolineando che votare qualcuno a capo del partito che poi vorrà sciogliere sarebbe pura pazzia. E poi, con il PDL proprio no: sono in tanti a manifestare perplessità per i provvedimenti adottati dal Governo in carica. La normativa sulle intercettazioni sarebbe di destra? Andiamo bene… E il lodo Alfano? E la social card? Troppo poco social, col suo misero euro al giorno. E poi, in generale, troppi, troppi ciellini, craxiani e lamalfiani. Troppo centrismo e addirittura (e qui a qualche economista della redazione di Giornalettismo prenderà un colpo) “troppo liberismo“. Non è un caso che tale Tribuno, spaesato, a un certo punto sia portato candidamente a chiedere: “quali sono le differenze tra voi e i comunisti?“. Ma ci si dedica, soprattutto, all’esegesi delle numerose dichiarazioni della Santanché. Insomma, vuole una fusione, un’alleanza (e di che tipo), o che cosa? Difficile capirlo, onestamente. Difficile anche dare torto alle parole di dolore urlate (sì, perché nel gergo internettaro scrivere in maiuscolo equivale a gridare, per chi non lo sapesse) da Barone Nero: “MA COME POSSIAMO PENSARE DI ESSERE ALLEATI QUANDO HA FAGOCITATO UN PARTITO COME AN?“.

Ha collaborato Maddalena Balacco

10 commenti a Sembrava un calesse… e lo era: Storhacker e la Santanché non si amano più

  1. federico

    Bleahhhhhhhhhhhhhhhhh

  2. cordapazza

    “la Santanché è un “cavallo di troia” e bisogna resistere”

    Andato quello, rimangono con il cavallo di (san) Francesco. A piedi.
    Comunque ormai è un partito andato puttane, e non solo per sostituire il suo ex candidato premier.

  3. @federico: esatto!
    @corda: ma quello di andare a puttane è il destino odierno comune di più di un partito, a prescindere dalla presenza del cavallo

  4. Offro un contributo al dibattito intorno all’infatuazione ‘pidiellina’ della Santanchè. E se facesse la fine della Bella di Torriglia, che tutti la vogliono, ma nessuno la piglia???

    Dal BLOG “SPIGOLI”: http://www.spigoli.info/archives/161

  5. cordapazza

    e ce lo so,loskè, ma le battute spesso necessitano di forzature e generalizzazioni;-)

  6. @faber: bah secondo me la storia del cavallo di troia non è del tutto così inverosimile :D

    @corda: I know! ;)

  7. Gateo

    Ma Storace legge e risponde ai commenti del suo blog?
    Se e’ vero, mi pare encomiabile, tocca rivalutarlo.

  8. purtroppo è vero. Mi sa che è proprio lui ._.

  9. LETTERA APERTA A CONCITA DE GREGORIO “La rabbia dal profondo”

    Cara e dolce Concita, l’improvvido esercizio volto a spiegare l’evidenza e l’incontestabilità dei fatti, non solo non paga e mortifica la verità ma, rischia di trasfigurare la realtà in mistificazione e la vittima in carnefice. Alla luce degli ultimi, ennesimi e inauditi avvenimenti, Berlusconi e cricca dovrebbero rassegnare, seduta stante, le loro dimissioni e calarsi in un dignitoso e tombale silenzio. Questi signori, diversamente e contro ogni logica e ragionevolezza, attaccano e aggrediscono con violenza ancora maggiore, compatti, determinati e, certi che, la già sperimentata diabolica strategia mediatica della delegittimazione e della diffamazione, produrranno i loro frutti velenosi.
    E’ inaccettabile e incomprensibile che lei, cara Concita De Gregorio, permetta ancora a questa gente (nello specifico, Daniela Santanchè e Paolo Liguori), di offendere la sua onorabilità, intelligenza e onestà intellettuale e si presti (come chi dubita di se), ad essere interrotta, irrisa e zittita, dallo scomposto e fastidioso starnazzare di un oca isterica in menopausa e dalla tronfia ostentazione di superiorità di un cretino.
    Lei non può pensare e, davvero credere (almeno in questa circostanza eccezionale) che il suo argomentare sereno, non pregiudiziale e composto, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore. E’ un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata, come un atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica e improduttiva pratica relazionale che, in breve, accomuna tutti gli esponenti dell’opposizione. Non voglio credere, neppure per un secondo che, nessun moto di sana rabbia, abbia mai pervaso il suo cuore e che il suo carattere, sia a tal punto conciliante e docile, da impedirle un qualsiasi sussulto di orgoglio e di amor proprio. Il sentimento di rabbia, non è un’invenzione dell’uomo, ma un atto dovuto; un’estrema e opportuna risorsa di umana ribellione, di fronte ai sistematici e volgari attacchi dell’uomo corrotto.
    Lei questa rabbia ce la deve! La deve a me, a tutti i suoi lettori e, in modo particolare, a tutte quelle donne, per la dignità delle quali, lei si batte da sempre con impegno, dispendio di energie e vera solidarietà. E’ finito il tempo della buona educazione e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e. in un certo senso, offesi, proprio in ragione del loro basso livello culturale e di consapevolezza. Un tipico complesso di inferiorità indotto dall’atteggiamento di una sinistra supponente e salottiera, poco propensa a confrontarsi (anche turandosi il naso) sul terreno degli altri. Nel berlusconismo, contrariamente, molti italiani trovano conforto alla loro parte peggiore e più nascosta, sentendosi (almeno riguardo a questo), pienamente rappresentati e riabilitati dalla loro condizione di emarginazione socio-culturale. Come in certe regioni italiane dove, in mancanza di alternative, la mafia diventa, paradossalmente, motivo di orgoglio.
    Volere giustificare gli italiani per la loro incapacità di discernimento e di una oggettiva comprensione e valutazione degli avvenimenti, è l’ultimo dei miei pensieri e fantasie. Le loro responsabilità sono gravissime, imperdonabili e conclamate ma, certe attenuanti relative alla barbara campagna di disinformazione di mistificazione, di plagio e omologazione perpetrata in questi ultimi 15 anni dalla televisione commerciale, nello specifico ruolo di Grande Diseducatore, andrebbero (per amor di verità) considerate, in quanto reali e non opinabili. Unico caso nella storia delle democrazie occidentali.
    Per tanto, dolce Concita, disertiamo la sterile, inconcludente indignazione, per rovesciare, come un’onda anomala, su questa banda di cialtroni e impostori, tutta la nostra rabbia e ribellione. E’ questo l’atteggiamento che gli italiani, confusi, rassegnati e intorpiditi dalle subdole lusinghe del berlusconismo, aspettano, a buon diritto, da tempo immemorabile. Un certo vittimismo della sinistra e un’antiberlusconismo inconsistente e fatuo, hanno concorso al prolungarsi di questa incredibile situazione tutta italiana e a consolidarla nel tempo.
    Dunque, cara Concita: “ Che rabbia sia!” Ci sentiremo tutti molto meglio, liberati dal peso di quella frustrazione da impotenza che ci ha indeboliti, castrati e umiliati. Al punto tale (in particolari momenti di sconforto), di accettare la realtà dei fatti, come la suprema volontà di un tragico destino.

    Gianni Tirelli

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