Il popolo de La Destra in subbuglio dopo le “bombe” della sua Portavoce e le risposte piccate dell’ex Epurator. Il blog di Storace s’infiamma: tra valanghe di insulti da scaricatori di porto, i panni sporchi si lavano in pubblico.
Il PdL alle prese con i continui guaiti di un Bossi che non morde (per ora). Il PDmenoL in ostaggio delle rutellate interne e dei forconi sapientemente agitati da un ringalluzzito Di Pietro. Rifondazione che
finalmente raggiunge la menopausa dopo gli inurbani scontri di Chianciano Terme. E, ormai è chiaro, pure la destrorsa oasi felice era solo un’allucinazione. Insomma, è evidente che coalizioni e partiti (chi più, chi meno) siano ancora indaffarati a smaltire i postumi delle scorse elezioni politiche. Sarà lo sbarramento insuperabile previsto per le prossime elezioni europee che crea apprensione, saranno i battibecchi sulla spartizione della torta – dieci milioni di rimborsi elettorali non sono noccioline – ma anche nel cespuglio della Fiamma (peraltro momentaneamente rapita dal legittimo detentore, Romagnoli) mamma e papà non vanno più d’accordo come una volta. Storace, in vista del congresso novembrino, annuncia che si ricandiderà solo in caso di mozione unica e respinge al mittente il biscione tentatore, dal fasci-no di questi tempi particolarmente irresistibile. La Russa “è contrario a un’alleanza? Sono io che non voglio lui“. Ma che non si permetta a insultare la Santanché. Quasi come a sottintendere: “quello posso farlo solo io, o al limite i miei fan sul mio visitatissimo blog“.
LA DONNA È MOBILE (MA LA SANTANCHÉ DDE PIÙ) – Che fico ‘sto Billionaire, lusso, culi, vita mondana, quasi quasi divento socia. No, contrordine, il Billionaire fa schifo ai porci, è diseducativo e chi lo popola è solo un rude cafone lampadato immorale liftato ignorante. E pure miliardario, per giunta. Il che di
questi tempi, con la ggente che fatica ad arrivare alla [inserire numero ordinale a caso] settimana del mese, diciamocelo, è inammissibile. E fa perdere consensi. “Non faccio sesso da un anno, io“. Mentre “Berlusconi le donne le vuole solo orizzontali“, però ora, a pensarci bene, se mi allunga un sottosegretariato o un posticino a Strasburgo quasi quasi… Del resto, “io ho sempre creduto in lui” (anche mentre, praticamente, lo insultava durante la scorsa campagna elettorale?). Il 20% dei rimborsi elettorali? Va bene. Anzi no, sono pochi: aveva ragione “Er caciotta” (il comandante Lastarza, l’amministratore di AN che abbandonò Storax dicendone robe inenarrabili, secondo Il Giornale, non prima però di aver sbattuto rumorosamente la porta). Certo, si può sostenere di tutto riguardo la Santanché, tranne che sia incastonata nelle sue convinzioni e posizioni. L’eroina della destra sociale in tacchi a spillo, dopo aver abbandonato nel novembre scorso AN ammaliata dal posto di candidato premier farlocco offertole da La Destra (ma soprattutto da quello sul comodo divano televisivo di Bruno Vespa), è ora pronta a spiccare il più spregiudicato dei balzi pur di finire tra le fauci del contenitore-aziend… ehm, partito più grande d’Italia. Atteggiamento che ha portato alla pronta scomunica da parte dell’ex governatore laziale, con tanto di epiteti quali “voltagabbana“, “traditrice” e addirittura un irriguardoso accostamento a Capezzone (si sono viste volare querele per molto, molto meno).
PANNI SPORCHI E PUBBLICA PIAZZA – E il blog del tradito diventa la sede vera di un partito 2.0 sui generis dove si fanno i conti pubblicamente, fra giovani che vivono l’aderenza al segretario e alla vita de La Destra molto più di altri colleghi. I primi commentatori avvisano, la Santanché è un “cavallo di troia” e bisogna resistere. Le correnti, come quella del blocco sociale nazionale, sono in fermento e inviano tutte le novità sulla mozione di Giuda, mentre si pretendono i nomi dei traditori che intendono firmarla. Di più, i delegati vengono raggiunti e le loro risposte condivise con gli altri (notare la motivazione di questo delegato, che lamenta i troppi insulti sul “blog del segretario”). A legittimare queste riunioni più ch
e pubbliche è la presenza dello stesso Storace, che ridendo sardonico denuncia una lettera da parte di un traditore “più lunga della mozione che firmerà” e alla misteriosa e allusiva domanda di tal Fabio (“Storà, contento vero?”) risponde di no. E come potrebbe essere altrimenti, visto che ha scoperto la congiura proprio dai commenti sul suo blog? Se nei primi momenti ha mantenuto una certa flemma, con l’arrivo delle notizie verificate si è permesso un pubblico sfogo accusando qualcuno, senza mezzi termini, “di odiare la destra”. Di più, livido di rabbia ha ammesso la possibilità di chiedere, in caso di vittoria, più di una testa. Se perde Daniela è fuori (certo, dovrà dimettersi, ‘che Storace è democratico). Il segretario quota a destra e a manca la rabbia della base, e così spuntano retroscena che altrove si sussurrerebbero in lussuose sale private: l’uscita della Giuda in gonnella non è casuale, ma serve a coprire la crisi del Centrodestra a cui Storace e i suoi avrebbero potuto strappare consensi in un periodo di difficoltà. Almeno così dicono loro.

Bleahhhhhhhhhhhhhhhhh
“la Santanché è un “cavallo di troia” e bisogna resistere”
Andato quello, rimangono con il cavallo di (san) Francesco. A piedi.
Comunque ormai è un partito andato puttane, e non solo per sostituire il suo ex candidato premier.
@federico: esatto!
@corda: ma quello di andare a puttane è il destino odierno comune di più di un partito, a prescindere dalla presenza del cavallo
Offro un contributo al dibattito intorno all’infatuazione ‘pidiellina’ della Santanchè. E se facesse la fine della Bella di Torriglia, che tutti la vogliono, ma nessuno la piglia???
Dal BLOG “SPIGOLI”: http://www.spigoli.info/archives/161
e ce lo so,loskè, ma le battute spesso necessitano di forzature e generalizzazioni;-)
@faber: bah secondo me la storia del cavallo di troia non è del tutto così inverosimile
@corda: I know!
Ma Storace legge e risponde ai commenti del suo blog?
Se e’ vero, mi pare encomiabile, tocca rivalutarlo.
purtroppo è vero. Mi sa che è proprio lui ._.
LETTERA APERTA A CONCITA DE GREGORIO “La rabbia dal profondo”
Cara e dolce Concita, l’improvvido esercizio volto a spiegare l’evidenza e l’incontestabilità dei fatti, non solo non paga e mortifica la verità ma, rischia di trasfigurare la realtà in mistificazione e la vittima in carnefice. Alla luce degli ultimi, ennesimi e inauditi avvenimenti, Berlusconi e cricca dovrebbero rassegnare, seduta stante, le loro dimissioni e calarsi in un dignitoso e tombale silenzio. Questi signori, diversamente e contro ogni logica e ragionevolezza, attaccano e aggrediscono con violenza ancora maggiore, compatti, determinati e, certi che, la già sperimentata diabolica strategia mediatica della delegittimazione e della diffamazione, produrranno i loro frutti velenosi.
E’ inaccettabile e incomprensibile che lei, cara Concita De Gregorio, permetta ancora a questa gente (nello specifico, Daniela Santanchè e Paolo Liguori), di offendere la sua onorabilità, intelligenza e onestà intellettuale e si presti (come chi dubita di se), ad essere interrotta, irrisa e zittita, dallo scomposto e fastidioso starnazzare di un oca isterica in menopausa e dalla tronfia ostentazione di superiorità di un cretino.
Lei non può pensare e, davvero credere (almeno in questa circostanza eccezionale) che il suo argomentare sereno, non pregiudiziale e composto, possa sortire un qualche effetto positivo o chiarificatore. E’ un’imperdonabile ingenuità che rischia di essere interpretata, come un atto di codardia, debolezza e mancanza di contenuti. Una patetica e improduttiva pratica relazionale che, in breve, accomuna tutti gli esponenti dell’opposizione. Non voglio credere, neppure per un secondo che, nessun moto di sana rabbia, abbia mai pervaso il suo cuore e che il suo carattere, sia a tal punto conciliante e docile, da impedirle un qualsiasi sussulto di orgoglio e di amor proprio. Il sentimento di rabbia, non è un’invenzione dell’uomo, ma un atto dovuto; un’estrema e opportuna risorsa di umana ribellione, di fronte ai sistematici e volgari attacchi dell’uomo corrotto.
Lei questa rabbia ce la deve! La deve a me, a tutti i suoi lettori e, in modo particolare, a tutte quelle donne, per la dignità delle quali, lei si batte da sempre con impegno, dispendio di energie e vera solidarietà. E’ finito il tempo della buona educazione e del “politicamente corretto.” Il messaggio che arriva agli italiani (che già non brillano per acume e senso civico), è quello di una sinistra senza spina dorsale, ricurva e appiattita su anacronistiche ideologie e investita dal privilegio di essere detentrice della cultura e dell’intellighentia e quindi, impermeabile ad ogni tipo di intrusione di diversa natura. Molti italiani, del resto, decidono il loro voto politico, proprio in ragione di quest’ultima considerazione, ritenendosi discriminati e. in un certo senso, offesi, proprio in ragione del loro basso livello culturale e di consapevolezza. Un tipico complesso di inferiorità indotto dall’atteggiamento di una sinistra supponente e salottiera, poco propensa a confrontarsi (anche turandosi il naso) sul terreno degli altri. Nel berlusconismo, contrariamente, molti italiani trovano conforto alla loro parte peggiore e più nascosta, sentendosi (almeno riguardo a questo), pienamente rappresentati e riabilitati dalla loro condizione di emarginazione socio-culturale. Come in certe regioni italiane dove, in mancanza di alternative, la mafia diventa, paradossalmente, motivo di orgoglio.
Volere giustificare gli italiani per la loro incapacità di discernimento e di una oggettiva comprensione e valutazione degli avvenimenti, è l’ultimo dei miei pensieri e fantasie. Le loro responsabilità sono gravissime, imperdonabili e conclamate ma, certe attenuanti relative alla barbara campagna di disinformazione di mistificazione, di plagio e omologazione perpetrata in questi ultimi 15 anni dalla televisione commerciale, nello specifico ruolo di Grande Diseducatore, andrebbero (per amor di verità) considerate, in quanto reali e non opinabili. Unico caso nella storia delle democrazie occidentali.
Per tanto, dolce Concita, disertiamo la sterile, inconcludente indignazione, per rovesciare, come un’onda anomala, su questa banda di cialtroni e impostori, tutta la nostra rabbia e ribellione. E’ questo l’atteggiamento che gli italiani, confusi, rassegnati e intorpiditi dalle subdole lusinghe del berlusconismo, aspettano, a buon diritto, da tempo immemorabile. Un certo vittimismo della sinistra e un’antiberlusconismo inconsistente e fatuo, hanno concorso al prolungarsi di questa incredibile situazione tutta italiana e a consolidarla nel tempo.
Dunque, cara Concita: “ Che rabbia sia!” Ci sentiremo tutti molto meglio, liberati dal peso di quella frustrazione da impotenza che ci ha indeboliti, castrati e umiliati. Al punto tale (in particolari momenti di sconforto), di accettare la realtà dei fatti, come la suprema volontà di un tragico destino.
Gianni Tirelli
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