E’ lo stato in cui versa la sinistra italiana, tra giacobinismo e questione morale.
Infrantosi col collasso politico e sociale succeduto alla fine della prima
guerra mondiale il graduale processo d’inserimento del movimento socialista nella vita parlamentare italiana, il massimalismo che ne è seguito ha generato le due forme antidemocratiche e antiliberali del socialismo nazionale – ossia il fascismo – e del socialismo internazionalista – ossia il comunismo. Il paese cedette al primo fino alla sua caduta con la sconfitta nella seconda guerra mondiale. Da allora il massimalismo si colorò, quasi unicamente, di rosso. Con il crollo del comunismo in Europa, privo di un progetto politico di un qualsiasi colore, il massimalismo si è ridotto alla pratica del giacobinismo, ossia alla pura delegittimazione dell’avversario con argomenti extrapolitici, o almeno quelli non compresi nel normale perimetro del dibattito politico delle democrazie liberali. Ciò spiega come oggi sia possibile il confluire in una stessa area politica – nominalmente di sinistra – di uomini d’ordine come Di Pietro o Travaglio.
L’ITALIA DI MEZZO - Le elezioni politiche del 2008, vinte dal centrodestra guidato da Berlusconi, sono da considerarsi storiche. Hanno segnato la fine per il massimalismo di ogni reale prospettiva di potere, in quanto quell’Italia di mezzo rappresentativa di conservative oligarchie economiche, e quindi interessata a tenere in basso la marea montante delle classi economicamente più dinamiche del paese alle quali il self-made man Berlusconi dava voce politica, e quindi potenziale alleata della sinistra in un disegno di conservazione, anche perché intimorita dalle conseguenze che una fine traumatica del Cavaliere avrebbe per essa significato se gli si fosse legata in qualche modo esplicitamente; quell’Italia di mezzo dunque ha riposto nel cassetto il sogno di archiviare il Cavaliere come un’anomalia della storia italiana e di accettarne la realtà politica. Ciò è testimoniato dal netto cambio di rotta attuato dai grandi giornali del Nord, il Corriere della Sera, La Stampa e il Sole24Ore all’indomani delle elezioni. Ciò è testimoniato dalla vicenda del salvataggio di Alitalia, faccenda invero ben poco onorevole da un punto di vista di cultura economica ma assai significativa dal punto di vista politico, in quanto ha concretamente simboleggiato la nuova epoca di collaborazione, o per meglio dire l’armistizio, tra la realtà politica della Casa delle Libertà e i cosiddetti ex poteri forti, il cui indebolimento e il cui venire a patti costituiscono non l’inizio del regime berlusconiano, ma al contrario una democratizzazione dei poteri reali nel paese.
LA RETORICA DELLA LEGALITA’ - La neutralizzazione del
massimalismo pone finalmente la base per la pacificazione e la normalizzazione liberaldemocratica del paese, e la reale conclusione di un infinito dopoguerra. L’ultima arma in mano alla fazione antidemocratica, esaurito ogni altro argomento e maneggiata ben s’intende nel nome della democrazia, alla bisogna sostanziale, è la retorica legata al rispetto della legalità, nel campo privato, pubblico e costituzionale, mantenendo, con quest’ultimo ambito, la possibilità di accusare di “fascismo” l’avversario politico. La lotta per la “legalità” non è perciò disinteressata, ma è strumentale ad una visione palingenetica dei cambiamenti politici, destinata però nei momenti cruciali a venir respinta dalla nazione per istinto di autoconservazione. Questa particolare fisiologia dei processi democratici, in un paese che riesce ancora a produrre gli anticorpi necessari, fu bene illustrata in una paginetta di Alexis de Tocqueville:
La nostra filosofia irreligiosa fu predicata tra loro [gli inglesi] anche prima che la maggior parte dei nostri filosofi venisse al mondo: fu Bolingbroke che ammaestrò Voltaire. Durante tutto il diciottesimo secolo l’incredulità ebbe in Inghilterra rappresentanti celebri. Scrittori abili e profondi pensatori ne sposarono la causa; ma non poterono mai farla trionfare come in Francia, perché tutti coloro che avevano qualcosa da temere dalle rivoluzioni si affrettarono a venire in soccorso della religione riconosciuta. Anche quelli che erano più vicini alla società francese di quel tempo e non giudicavano false le dottrine dei nostri filosofi le respinsero come pericolose. Grandi partiti politici, come accade sempre fra i popoli liberi, trovarono interesse a vincolare la loro causa a quella della Chiesa; si vide Bolingbroke stesso divenire alleato dei vescovi. Il clero, animato da tali esempi e non sentendosi mai solo, difese energicamente la propria causa. La Chiesa d’Inghilterra, nonostante il vizio della sua costituzione e gli abusi di ogni genere che formicolavano in essa, sostenne vittoriosamente l’urto; scrittori, oratori uscirono dalle sue file e si schierarono con ardore a difesa del cristianesimo. Le teorie che gli erano ostili, dopo essere state discusse e confutate, furono infine respinte dallo sforzo stesso della società, senza che il governo se ne immischiasse.” (Alexis de Tocqueville, L’Antico Regime e la Rivoluzione, Libro III, Capitolo II)
Lo abbiamo visto anche in questi giorni. L’improvvido appello allo straniero di Di Pietro è stato il catalizzatore di un rigetto generalizzato dell’approccio distruttivo della fazione giacobina: giornalisti e personalità sempre critiche nei confronti di Berlusconi hanno fatto muro in sua difesa, senza dirlo esplicitamente, nei giorni del G8 italiano: Sergio Romano, Gian Antonio Stella, Stefano Folli e altri. Fra questi, Piero Ostellino, che ha attaccato direttamente e duramente Di Pietro, ma con dovizia di argomenti, e con pacatezza. Gli ha risposto assai sgradevolmente invece D’Avanzo, alfiere di Largo Fochetti di una delle tante “vere opposizioni” della sbrindellata e sempre più minoritaria sinistra; siamo nel 2009, ma al suo interno, in Italia, c’è sempre un’opposizione più “vera” della tua che ti manda all’opposizione, e quindi nel campo dei collaborazionisti, e quindi nel gregge dei “servi e dei lacchè”:
Dunque, se non a ugole gregarie per vocazione (come Piero Ostellino, soi-disant liberale di via Solferino, parolaio indifferente ai fatti, che vede separazione dei poteri dove c’è – macroscopico – un “potere unico” che liquida il principio costituzionale d’eguaglianza), almeno al capo del governo è chiaro di che cosa si discute.
QUESTIONE MORALE - Niente di nuovo; oggi possiamo perfin sorridere, ma in altri anni con certi marchi d’infamia addosso non avrei passeggiato tanto tranquillo per strada. Tuttavia la fazione massimalista, la grande falange politicamente corretta che è stata il vero modello del tribalismo della società italiana, pur essendo ormai un ramo politicamente secco, è ancora assai vasta.























C’è una cosa da notare, che Zamax presuppone un’unità di intenti e opinioni al’interno della sinistra assolutamente inestistente, se c’è una caratteristica della sinistra italiana è che non si trovano 2 singole persone che siano d’accordo su un qualsiasi argomento, è un caos di posizioni diversificate senza capo ne coda in cui è fin troppo facile trovare giustificazioni per qualsiasi critica o opinione.
Quello che dovrebbe preoccupare zamax è che invece a destra è normalissimo difendere a spada tratta all’unanimità qualsiasi presa di posizione del governo o di un suo rappresentante salvo poi quando c’è un cambiamento di rotta dimenticare tutti gli argomenti precedenti e filosofeggiare sulla nuova direttiva.
In questo senso le vignette “contro ordine compagni” di Guareschi sono molto più adatte ai Berlusconiani trinariciuti attuali che alla sinistra allo sbando.
Per esempio fino a settimana scorsa ho letto almeno una decina di commenti e post che sotenevano l’idea che la regolarizzazione delle badanti fosse inutile, dannosa, e che la legge votata alle camere non contemplava il reato di clandestinità per le persone già presenti in Italia prima del voto.
Adesso già si stanno allinenando tutti in difesa del provvedimento allo studio.
Ci sono poi le persone in malafede, che danno la colpa alla comunità europea della mancata liberalizzazione degli slot aeroportuali, facendo finta di non sapere che è opera del commissario ai trasporti Franco Frattini, ed era la logica controparrita all’impegno economico della cordata che ha salvato l’Alitalia a spese dei contribuenti e dei viaggiatori, l’affare Alitalia non è stato discutbile, è stata una fregatura bella e buona.
Zamax non presuppome affatto l’unità d’intenti e opinioni a sinistra, tanto che parla di grande confusione. Zamax dice che nel vuoto e nella confusione di questa lotta per bande prevale l’istinto – sbagliato – di accreditarsi nei confronti delle altre come la “vera opposizione” a Berlusconi. Persino Marino ritira fuori la fatale “questione morale”, Di Pietro praticamente accusa il PD di collaborazionismo col dittatore, e ora Grillo si proclama l’erede – quello “vero”, naturalmente – di Berlinguer, il padre ipocrita della “questione morale”. Non se ne esce. Questo è un problema “storico”, non di cronaca spicciola. Le magagne, le tattichette, le piccole ipocrisie che tu denunci a destra rimangono nel campo della spiacevole e brutta mediocrità della politica di tutti i giorni e di tutte le latitudini.
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A conferma di quanto dico in generale e di quanto dico in particolare in merito al nuovo corso del Corriere ecco stamattina questo editoriale piuttosto esplicito:
http://www.corriere.it/editoriali/09_luglio_13/pedagogia_normalita_e175b2e0-6f6b-11de-bf72-00144f02aabc.shtml
Zamax, stilisticamente vai sempre benissimo, ma ultimamente mi sembra che tu stia perdendo molto smalto sul piano dei contenuti, tendendo a rifriggere gli stessi concetti. Non mi ritengo prevenuto, ma noto che recentemente il più delle volte mi annoio prima di metà e di rado arrivo in fondo. Perdonami, ma mi sa che così gli interventi dell’infame Franti perdono di senso (repetita iuvant, ma ad un certo punto ci si stufa…).
Una volta, giusto per riprendere un po’ di slancio, prova a scrivere un’infamata da insider sul centrodestra. Non mi dirai che ti manca il materiale.
devo dire che zamax manifesta una acrimonia nei confronti della sinistra fondamentalmente analoga a quella di un travaglio nei confronti della destra(e con persino la stessa pretesa di autorevolezza).
Avete lo stesso modo spesso disperato di travisare la storia o la cronaca pur di farla rientrare nelle vostre rappresentazioni mentali.
Però almeno travaglio nel suo delirio di solito non scivola in toni da trionfalismo venato di paranoia.
Anch’io vorrei liberarmi da queste tematiche, ma ad ogni tornata la sinistra si rivela quella di sempre, e non riesce ad affrontare i problemi fondamentali e a liberarsi dei suoi fantasmi; e ad ogni tornata si parla, si parla, non solo fra i politici, ma anche nei media, di piccole cose, di aspetti secondari…
“Con il crollo del comunismo in Europa, privo di un progetto politico di un qualsiasi colore, il massimalismo si è ridotto alla pratica del giacobinismo, ossia alla pura delegittimazione dell’avversario con argomenti extrapolitici, o almeno quelli non compresi nel normale perimetro del dibattito politico delle democrazie liberali.”
http://www.youtube.com/watch?v=5w_HbICAEeI
La citazione di Tocqueville è illuminante.
L’uscita di Marino è ridicola.
La lucidità di analisi di zamax è impressionante.
“La lucidità di analisi di zamax è impressionante.”
E si noi a sinistra siamo tutti giacobini… pensa che io ho appena processato il mio gatto perchè è moralmente impresentabile… si ostina a farla fuori dalla lettiera.
E poi piango tutte le sere sulla foto di Berlinguer…
Come siete fortunati voi di destra, vi basta qualche offesa razzista, qualche braccio alzato, un paio di urletti “comunisti di merda” e dormite come angioletti… e noi qui a processare tutti ed a piangere…
Ma per fortuna che zamax c’è… zamax basta la parola!
Per rimanere in tema, concordo con grano che zamax fa sempre gli stessi articoli… sembra quasi abbia una fissazione.
“La lucidità di analisi di zamax è impressionante.”
e beh…
mica e’ un coglione, lui…
Se è per quello, quanto a capacità di non riuscire ad affrontare i problemi fondamentali e non riuscire a (o non volere) liberarsi dei propri fantasmi Berlusconi dà un sacco di punti a tutti, tranne forse a Di Pietro.
Secondo me ci sono giacobini e girondini in entrambi gli schieramenti (dove più, dove meno, secondo i punti di vista) e per liberarci del potere di veto delle ali giacobine – che purtroppo riscuotono molto consenso popolare, come spesso è accaduto nella storia – non vedo molto altro che un passaggio per un governo di unità nazionale senza investitura elettorale, verso il quale si dovrà prima o poi convergere. I cantori dell’intoccabilità del mandato popolare saranno scontenti, ma temo che dovranno farsene una ragione.
Madò, che due palle, stè articolesse di Zamaz.
( no, non ho letto tutto, francamente mi fermo appena vedo che è solita ca**ata)
La cosa diveretente, che qui si nota parzialmente solo in Zamax e ABR ma è un tratto comune dei blog militanti del centrodestra è l’ossessione per le avventure dell’opposizione, e dei mezzi di comunicazione non allineati con le momentanee posizioni del governo.
Se si consulta l’aggregatore dei blog di centrodestra Tocqueville si nota che il 90% dei commenti riguardano l’opposizione, e una buona metà dei restanti solo semplici incensamenti delle virtù taumaturgiche di ogni minimo atto del governo.
Capisco che nella politica italiana sia a destra che a sinistra i militanti siano considerati solo utili idioti, portatori d’acqua e nel migliore dei casi manodopera a buon mercato per manifestazioni di piazza, e che i non allineati che si permettono opinioni personali subiscono un ostracismo, e vengono considerati traditori e ricoperti di insulti come è successo a Mario Seminerio (Phastidio), il fatto di essere al governo per i sostenitori del centrodestra dovrebbe essere l’occasione di dimostrare che il luogo comune per cui i sostenitroi di Berlusconi sono solo una massa di pecoroni capaci esclusivamente di adorare il capo e attaccarne con ogni argomento gli oppositori è falso e stupido.
Purtroppo, mentre quando si tratta di discutere a quattrocchi molti seguaci di Berlusconi si dimostrano persone intelligenti con una buona autonomia di giudizio, nel momento in cui ci si deve esporre sembra temano di uscire dalla truppa e ritrovarsi soli e abbandonati e utilizzano le proprie forse esclusivamente per l’attacco agli avversari o l’adorazione del capo, senza rendersi conto che queste attività alla fine trasformano la politica in pura ricerca del consenso, tradendone l’essenza che sarebbe contribuire in ogni modo al coseguimento di una possibile forma di buongoverno.
Tra l’altro l’articolo di Zamaz ha lo stesso ” vizio” degli articoli del Corriere che lui di solito cita: GRANDI dichiarazioni di principio che sembrano provenire dal pianeta Realtà virtuale. In questi articoli si accusa la sinistra di fare la giacobina, la disfattista, di quella che non ” ascolta” gli inviti alla saggezza e palle varie e si ignorano completamente i comportamenti della controparte, rappresentata da questa destra e dal cofoncello Berlusconi. Oh, ci fosse mai un accennino, anche piccino picciò , ad uno di questi comportamenti. No, sembra che da un giorno all’altro, così, senza motivo, alla sinistra ( o alla perfida REpubblica), venga in mente di mettersi a sbandierare la ” questione morale”, oppre che da un giorno all’altro la stessa sinistra si ” scopra” moralista, giusto per dare addosso a Berlusconi. Refrattarietà acuta alla realtà. Che vi succederà quando Berlusconi non ci sarà più? Affronterete finalmente VOI( la non-sinistra) le vostre di contraddizioni e vi renderete conto del marasma in cui è precipitata la vostra parte politica?
“La cosa diveretente, che qui si nota parzialmente solo in Zamax e ABR ma è un tratto comune dei blog militanti del centrodestra è l’ossessione per le avventure dell’opposizione, e dei mezzi di comunicazione non allineati con le momentanee posizioni del governo.”
La cosa divertente, che si nota ovunque, è che i “bloggers” militanti del centrosinistra hanno l’ossessione per le avventure di Berlusconi e dei suoi stupidi e allineati elettori. Eppure avrebbero di meglio da fare anche loro, no?
Personalmente, mi sarei anche stufato di questo atteggiamento da giudici della adeguatezza altrui per cui sono gli elettori di Berlusconi a dover dimostrare qualcosa a qualcuno. In virtù di quale altissima investitura ti senti in diritto di scrivere: “…il fatto di essere al governo per i sostenitori del centrodestra dovrebbe essere l’occasione di dimostrare che il luogo comune per cui i sostenitroi di Berlusconi sono solo una massa di pecoroni capaci esclusivamente di adorare il capo e attaccarne con ogni argomento gli oppositori è falso e stupido.”
Se è un luogo comune – e lo è – è un problema di chi lo prende per buono. Io non ho alcuna remora ad ammettere di averlo votato alle ultime politiche e nemmeno a scrivere che mi sono astenuto ad amministrative ed europee perchè, a mio parere, il governo Berlusconi ha preso una strada sbagliata. Come me, lo hanno fatto in tanti, numeri alla mano. Ma non è necessariamente vero che chi l’ha rivotato sia più stupido di me o più pecorone. Forse, è soltanto d’accordo con lui. Si chiama democrazia, bellezza
…si chiama democrazia……………..
giustappunto si chiama….ma c’è una bella differenza fra il chiamarla ed il praticarla……una differenza che e comprensibile anche ai meno colti…di politica….
la democrazia da la possibilità a chiunque…..di avere il potere di…servire il popolo…..quando si manipola il popolo per il potere personale… anche se eletti…la democrazia…. diventa altro.
“La cosa divertente, che si nota ovunque, è che i “bloggers” militanti del centrosinistra hanno l’ossessione per le avventure di Berlusconi e dei suoi stupidi e allineati elettori. Eppure avrebbero di meglio da fare anche loro, no?”
Be governa Berlusconi, quindi mi sembra sensato parlare di chi governa e degli atti di governo… in fondo sono quelli che cambiano la nazione, non sapere le lotte interne al PD (cosa di cui si deve parlare, ma che non può essere centrale nella blogosfera).
Quando governava Prodi i blogger di sinistra parlavano (male) del governo e raramente della crisi (profonda) dell’opposizione di destra, mentre i blogger di destra parlavano (molto male) del governo e praticamente mai della loro crisi interna.
Ora che Governa Berlusconi, i blogger di sinistra continuano a parlare di chi governa e sono critici sull’opposizione, mentre i blogger di destra parlano SOLO di opposizione e non ci pensano minimamente ad attirare l’attenzione sugli atti (quali?) di governo.
Tetsuo, “E si noi a sinistra siamo tutti giacobini”.
Stando ai risultati delle europee, e conteggiando solo i seguaci del giacobino capo, almeno il 16% di voi. Quasi uno su cinque. Non è poco.
grano, “Se è per quello, quanto a capacità di non riuscire ad affrontare i problemi fondamentali e non riuscire a (o non volere) liberarsi dei propri fantasmi Berlusconi dà un sacco di punti a tutti”.
Sui fantasmi sono d’accordo, anche se qualche ragione, per me, ce l’ha. Sono i modi, che spesso sbaglia.
Sui problemi fondamentali, invece, qualcosina si è mosso. Non tanto, per la verità, ma certo più di quanto avrebbe fatto chiunque altro tra i politici italiani viventi.
Vincenzillo, si potrebbe rispondere che un elettore del centrodestra su 5 ragiona e si esprime come Salvini, il che non è poco.IO non parlavo degli elettori quando criticavo le seghe mentali di chi continua a parlare quasi esclusivamente dell’opposizione e dei giornali suoi amici, ma dei militanti degli espliciti sostenitori di questo governo, ricordavo loro che la politica non è pura ricerca del consenso e ossessione dei sondaggi (che poi non coicidono mai coi risultati elettorali, chissà perchè), ma sporcarsi le mani con i problemi reali, pensare PRIMA a risolvere i problemi e poi al pericolo di perdere l’1% di consenso.
E che finchè il contributo alle possibili riforme o ai possibili interventi del governo di fronte a problemi reali, da parte dei sostenitori del governo sarà pari a zero è stupido stupirsi del fatto che li si possa considerare solo dei pecoroni.
La mia domanda è se ci si ritiene tanto geniali nel criticare l’opposizione perchè non lo si dimostra dove serve, cioè nel proporre azioni concrete di fronte a problemi concreti?
Forse perchè per esempio dire che si dovrebbero quotare in borsa e lasciare la possibilità per chiunque abbia i soldi 2 reti Rai sarebbe utile sia per i conti dello stato che per la libertà di informazione è disdicevole perchè creerebbe un po di più di concorrenza in un campo caro al presidente del consiglio?
O che nel caso di Roma invece di sganciare 500 milioni di euro per riparare il bilancio dissestato da Veltroni si doveva quotare in borsa una parte dell’ACEA anche se questo sarebbe costato il posto ad un buon numero di dirigenti incapaci di nomina politica di destra e di sinistra sarebbe stata un azione che badava più al bene pubblico che a quello dei lacchè di partito, ed era anche stato consigliato da più parti, ma non certo dalla gran parte dei blog di centrodestra.
Insomma al mio portafoglio è interessato più al buongoverno che alle menate inutili su Repubblica Dipietro e il PD, se quello che leggo su Tocqueville e Co è il futuro del centrodestra siete messi come il centrosinistra, con la differenza che adesso siete al governo, e questo porta qualche responsabilità.
@ pier paolo basso.
“… una differenza che e comprensibile anche ai meno colti…”
Come non detto.
@ Testsuo:
“Be governa Berlusconi, quindi mi sembra sensato parlare di chi governa e degli atti di governo… in fondo sono quelli che cambiano la nazione, non sapere le lotte interne al PD (cosa di cui si deve parlare, ma che non può essere centrale nella blogosfera)”
Peccato che una democrazia funziona solo se esiste un’opposizione. Avendo spesso letto Zamax, condivido con lui – pur avendo votato centrodestra – la preoccupazione per un’assenza che giudico grave. Anche chi sta all’opposizione ha delle reponsabilità, mica solo chi governa.
Sul resto lasciamo perdere visto che, tradotto, significa semplicemente che quelli de sinistra so mejo de quelli de destra.
@ pietro:
“Vincenzillo, si potrebbe rispondere che un elettore del centrodestra su 5 ragiona e si esprime come Salvini, il che non è poco.”
Già. Uno su tre, a sinistra, ragiona e si esprime come Di Pietro. E scusa se è poco.
“Forse perchè per esempio dire che si dovrebbero quotare in borsa e lasciare la possibilità per chiunque abbia i soldi 2 reti Rai sarebbe utile sia per i conti dello stato che per la libertà di informazione è disdicevole perchè creerebbe un po di più di concorrenza in un campo caro al presidente del consiglio?”
Facciamo due conti: dal 1994 ad oggi, Berlusconi ha governato per otto anni e rotti e il centrosinistra per sette anni e rotti. Lascio a te trarre le dovute conseguenze su chi avrebbe potuto, o dovuto, a avrebbe avuto interesse ad affrontare il problema. Ti risulta che sia avvenuto qualcosa? Che non lo faccia Berlusconi mi sembra ovvio, ma gli altri? Dimmelo te che io sono pecorone e non ci arrivo.
“O che nel caso di Roma invece di sganciare 500 milioni di euro per riparare il bilancio dissestato da Veltroni si doveva quotare in borsa una parte dell’ACEA anche se questo sarebbe costato il posto ad un buon numero di dirigenti incapaci di nomina politica di destra e di sinistra sarebbe stata un azione che badava più al bene pubblico che a quello dei lacchè di partito, ed era anche stato consigliato da più parti, ma non certo dalla gran parte dei blog di centrodestra”
Rifacciamo due conti: a Roma il centrosinistra è stato ininterrottamente al potere dal 1993 al 2008. 15 anni, mica ciccioli. Ora il problema è Alemanno che, dopo un anno e tre mesi, ancora non ha fatto quotare una parte del’ACEA in borsa per rimediare alle porcate di bilancio di Veltroni? Anche qui, scusami, da buon pecorone non ci arrivo.
Su Tocqueville, che ha pregi e difetti come tutti quanti e non credo sia peggio di Kilombo, io trovo – tra gli scelti della redazione – più spesso Phastidio di tutti gli altri. E non è esattamente un fan di Tremonti, mi pare.
E quindi?
pietro, “parlare quasi esclusivamente dell’opposizione e dei giornali suoi amici”.
Personalmente, a me piacerebbe che il centrodestra producesse fenomeni culturali e politici altrettanto riconoscibili, radicati e coriacei quanto il blocco Repubblica-Espresso + Micromega (e fino alle politiche 2008 anche Corsera + Sole). Ma credo che non accadrà mai, a causa delle caratteristiche “antropologiche” di noi centrodestri, individualist-liberal-anarcoidi.
Personalmente, interpretare i segnali e gli umori di Scalfari & Co. mi ha fatto e mi fa capire parecchie cose sull’Italia e su certi intrecci (oggi un po’ in declino) perversi tra il massimalismo e certi interessi economico-finanziari.
E infine c’è una ragione “fisiognomica”: per dimensioni e per riconoscibilità, non possono non attirare l’attenzione. E’ un po’ quello che accade a chi fa satira: viene naturale concentrarsi su chi ha caratteristiche fisiche e umane ben delineate. I mezzo e mezzo, gli annacquati, passano inosservati, che siano di destra o di sinistra.
Vedete? Un poco alla volta la verità viene a galla e le balle spaziali si sgonfiano:
http://www.corriere.it/politica/09_luglio_15/Garibaldi_veltroni_berlinguer_b06da232-7107-11de-b1fb-00144f02aabc.shtml
E come no. Silenzio, parla Veltroni, ascoltiamo in religioso silenzio. Dall’alto dei suoi successi è la dimostrazione vivente della sua capacità di capire la società italiana.
Gente come Zamax alimenta la speranza…
Se lui si può definire giornalista, chiunque di noi si può definire qualsiasi cosa.
Zamax è l’incarnazione del demiurgo contemporaneo, di Alice, quella famosa, del genio della lampada, Zamax è l’incarnazione della contemporaneità: di’ una qualsiasi cazzata e il mondo sarà tuo.