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Vuoi comprare una laurea? Chiedigli come

Ah. La laurea. Quel benedetto pezzo di carta che una coppia di genitori riesce a volte solo a sognare per il proprio figlio.

UNO SU DUE CE LA FA – Perché solo sognare? Perché porta via anni, porta via energie, soldi, opportunità. Tasse, dispense, vita universitaria, calendari di esami. Tutti coloro che sono riusciti a portare a casa il risultato sanno cosa voglia dire spendere almeno cinque anni in aula. L’iscrizione poi non porta automaticamente al compimento degli studi. Secondo il Miur i laureati nell’anno accademico 2009/2010 sono stati 271.153, a fronte di 506.758 iscrizioni al primo anno nel 2005/2006, quindi cinque anni prima.

IO SO’ DOTTORE – Quindi, mediamente, uno su due ce la fa. Non è detto che ci voglia una grande intelligenza per pervenire all’obiettivo. Servono costanza, impegno e soprattutto fortuna, quella che consente di poter affrontare il quinquennio successivo all’iscrizione senza avvenimenti particolari che scombinino la vita degli individui. E poi ci sono quelli che non ce la fanno, che per un motivo o per un altro il “pezzo di carta” lo vedono con il cannocchiale, e che lo desiderano più di ogni altra cosa, sia per garantirsi un certo status sociale -“io so’ dottore!” diceva Bombolo in “Viva la Foca”- sia per poter realizzare il sogno di una vita (l’ho promesso a nonna).