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“Ecco chi ha detto che il direttore dell’Avvenire è gay”

L’accusa viene da Dino Boffo ed è messa nero su bianco in un fax inviato a Padre Georg, collaboratore del Papa. C’è scritto chiaro e tondo che a mettere in giro il documento che lo accusava di omosessualità è stato il direttore dell’Osservatore Romano. Il documento si trova nel libro-inchiesta Sua Santità (Chiarelettere) di Gianluigi Nuzzi, di cui alcune anticipazioni verranno pubblicate dal Corriere della Sera – Sette:

 

e esce una ricostruzione minuziosa delle guerre di potere che ogni giorno si consumano nei sacri palazzi vaticani. Nessuna illazione, solo documenti, come le lettere inviate per fax da Dino Boffo a padre Georg dalla sua casa di campagna di Oné di Fonte (Treviso). Cominciano così: «Sono venuto a conoscenza di un fondamentale retroscena e cioè che a trasmettere al dottor Feltri il documento falso sul mio conto è stato il direttore dell’Osservatore Romano, professor Gian Maria Vian, il quale non ha solo materialmente passato il testo della lettera anonima ma ha dato ampie assicurazioni che il fatto giudiziario da cui quel foglio prendeva le mosse riguardava una vicenda certa di omosessualità…».

Boffo, travolto dalle accuse pubblicate da Il Giornale diretto da Vittorio Feltri, si era dovuto dimettere:

Ora, nelle lettere spedite al Papa attraverso il suo segretario particolare, cerca un «mandante morale». Il nome che emerge è quello del segretario di Stato, Tarcisio Bertone. A sostegno delle sue accuse, però, solo deduzioni e indizi: «Non credo, per essere con Lei schietto fino in fondo, che il cardinale Bertone fosse informato fin nei dettagli sull’azione condotta da Vian, ma quest’ultimo forse poteva far conto di interpretare la mens del suo Superiore: allontanato Boffo da quel ruolo, sarebbe venuto meno qualcuno che operava per la continuità tra la presidenza del cardinale Ruini e quella del cardinale Bagnasco…».

Nuzzi trascrive, nel libro, anche la nota preparata in occasione di una cena in Vaticano, rimasta riservata, tra papa Ratzinger, Giorgio Napolitano e la moglie Clio:

Il presidente è presentato come interlocutore strategico «pur essendosi sposato con rito civile ». Tra i temi suggeriti, la famiglia tradizionale: il rapporto sottolinea i tentativi di porre le altre unioni sullo stesso piano, visto che «due esponenti del governo (Brunetta e Rotondi) hanno fatto annunci in tal senso». La linea è chiara e ferma: «Si devono evitare equiparazioni legislative o amministrative fra le famiglie fondate sul matrimonio e altri tipi di unione». In questa ottica, «potrebbe risultare utile un sistema di tassazione del reddito delle famiglie che tenga conto, accanto all’ammontare del reddito percepito, anche del numero dei componenti della famiglia».

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