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PD, in arrivo l’”accordone” contro Marino?

9 luglio 2009

Lo chiamano “l’accordone”, ma dovesse davvero prendere corpo state certi che vedremmo saltar fuori una parola che credevamo essere fortunatamente passata di moda: inciucio. Un accordo tra Franceschini e Bersani, magari in extremis, per permettere a questo gruppo dirigente di uscire da una situazione di stallo che potrebbe rivelarsi molto pericolosa

Si sa per certo che dell’ipotesi si è parlato, prima che i due big lanciassero le loro candidature, e che influenti personaggi vedrebbero benissimo una soluzione che oggi appare lontana, ma rimane comunque tutto meno che impossibile. Perché si arrivi all’accordone, ovviamente, diversi tasselli devono posizionarsi in un certo modo da qui a ottobre. E’ necessario che ci sia un generale equilibrio tra i candidati da qui alle primarie: se già alla convenzione nazionale di ottobre uno tra Dario Franceschini e Pierluigi Bersani dovesse dimostrare di essere molto più forte del suo avversario, allora è probabile che quello squilibrio prosegua fino alle primarie. Non si tratta di una condizione impossibile. Ci sono le premesse perché i giochi rimangano aperti. C’è l’inedita spaccatura dei Ds, probabilmente il risultato più importante ottenuto finora da Franceschini, che sta frantumando solide alleanze nei territori e sta avendo il significato di un “liberi tutti” per i tanti militanti diessini che hanno apprezzato il lavoro dell’attuale segretario. C’è la candidatura di Marino e Civati, che promette di scompaginare le carte, per l’attuale difficoltà di politici e media nel misurarne la forza e perché porterà nel dibattito congressuale questioni e domande che altrimenti sarebbero finite ai margini.

LE TRE CONSEGUENZE – Il fatto che la gara rimanga aperta porterebbe a tre conseguenze, ognuna direttamente collegata all’altra, sia come causa che come effetto. Prima conseguenza: i toni inizierebbero a scaldarsi. Di fatto lo stiamo già vedendo: le candidature non sono ancora nemmeno state ufficialmente consegnate che abbiamo già visto il linciaggio di Debora Serracchiani, Franco Marini che dà degli «idioti» a destra e a manca, D’Alema che attacca frontalmente Franceschini e Fassino che in tutta risposta dà dell’esagitato. Quante ne vedremo, da qui a ottobre? E quali saranno le conseguenze di queste schermaglie verbali, che davvero poco hanno di politico? Arriviamo al secondo punto. Questo è un congresso, non un’elezione, e gli elettori del Pd hanno dimostrato più volte di non tollerare le liti continue del loro gruppo dirigente, che vedono come principali responsabili dell’emorragia di consensi. Per questo motivo, i toni elevati e le polemiche personali rischiano di non portare affatto a una polarizzazione del voto, bensì a un imprevedibile riposizionamento di forze, consensi e attenzioni, con un’inevitabile consolidamento della candidatura di Marino. Terzo punto: tutti inizierebbero ad avere paura di perdere. A cominciare dai king-maker per proseguire coi segretari regionali e finire coi consiglieri comunali, impegnati in questi giorni in una massiccia campagna di reclutamento per i loro candidati. Se ci fosse un vincitore designato, la squadra perdente designata potrebbe dialogare, contrattare e prendere accordi con la probabile minoranza. Quando i giochi sono completamente aperti, gli equilibri non esistono e il disorientamento dei quadri locali si farebbe sentire.

L’EQUILIBRIO SQUILIBRATO – Si arriverebbe quindi alle primarie in una situazione di equilibrio tra Franceschini e Bersani e con un terzo candidato, Marino, che tutti sono convinti possa conseguire alle primarie un risultato migliore di quello – peraltro ininfluente – conseguito alla convenzione nazionale. Sarebbe addirittura probabile, quindi, che a quel punto nessuno dei candidati sfondi il muro del 51% dei consensi, necessari per essere sicuri dell’elezione. Supponiamo che uno dei candidati prenda il 47%, un altro il 35% e un altro ancora il 15%, con il restante 3% distribuito tra schede nulle ed eventuali candidati minori. La prima cosa che verrebbe da pensare è che il candidato che ha ottenuto il 15% – Marino, presumibilmente – faccia da ago della bilancia e scelga, di fatto, a chi affidare la segreteria nazionale. Se non fosse che qui scatta l’accordone. Tutto può accadere ma una cosa è certa: Bersani e Franceschini, dalemiani e popolari, veltroniani e lettiani, non lasceranno che il loro destino stia nelle mani di una mina vagante come Ignazio Marino, che a quel punto sarebbe a tutti gli effetti il vero vincitore della competizione. L’accordone scatterebbe nel giro di poche ore: tra Franceschini e Bersani il candidato più votato verrebbe mandato a dirigere il partito, quello meno votato avrebbe la garanzia di correre alle primarie di coalizione come candidato del Pd alla presidenza del consiglio. Chi pensa che i toni accesi della campagna congressuale impediscano un’alleanza di questo tipo si ricordi con quale rapidità veltroniani, popolari e dalemiani si strinsero attorno alla candidatura di Franceschini, pochissimi giorni dopo il termine dell’opera di logoramento che portò lo stesso Veltroni alle dimissioni. Chi pensa che le divergenze politiche tra i due gruppi siano insanabili si ricordi di quando, poco meno di due anni fa, D’Alema e Bersani facevano attivamente campagna elettorale per Veltroni, e si ricordino di come l’attuale segretario del partito, Franceschini, sia appoggiato dallo schieramento più largo e unanime possibile, che lascia fuori soltanto pochi parisiani ribelli. Si tratterebbe, tra l’altro, di una decisione in completa continuità con la storia degli ultimi vent’anni del centrosinistra italiano: tutti uniti, tutti vincitori, tutti contenti. Nessun cambiamento, nessuna svolta, nessun futuro.

9 commenti a PD, in arrivo l’”accordone” contro Marino?

  1. premessa n. 1: la candidatura Marino è positiva, ma velleitaria

    premessa n. 2: Bersani mi sembra il meno peggio

    premessa n. 3: Franceschini è il male

    …mi sono scordato quello che volevo dire.

  2. Pingback: Francesco Costa » E vogliamoci tanto bene

  3. ADIPOLPO ADINOLPO

    beh, nun ve groggiolate, nun ve preoccupate, nun ve trastullate,,,

    ce so’ io, ce so’ sembre io, l’ atinolpo vostro che ve vuol bene

    mò me metto a pensa’ e ve trovo io la soluzione

    Gregorio, te sei come ar solito dimenticato de me come tutti gli altri……ammazza come siete solidali a oubliare l’ unica voce fuori dar coretto del magna-magna der potere cattocomunista….

    ….che so’ io

  4. ho molti dubbi ancora, ma la vedo abb. come gregorj, sopratutto perchè oggi citava Venus in Furs su gmail
    ma lui vuole il caos, quindi mi inquieto

  5. la prossima volta che violi la mia praivasi mi rivolgo al Garante e alla polizia pentecostale.

  6. rebyjaco

    E’ probabile, possibile, credibile. Che i parassiti , il cancro del partito, gli eterni sconfitti, si ritirino dignitosamente, è fuori dalla logica. Saranno LORO stessi fino all’ultimo, faranno di tutto per impedire di essere messi alla “” porta “”. Sono come i Medici che fanno della loro professione, solo fonte di guadagno, sulla pelle dei pazienti.
    Se, ripeto, SE, faranno le primarie, io e la mia famiglia andremo a votare, ma non mi faccio illusioni, il Partito è in brutte mani, venga chi venga. Ha bisogno disperatamente “”dell’ossigeno”" degli Imprenditori, e fino a che sarà(il partito), nelle mani di quella razzumaglia, non avrà futuro, esattamente come un drogato che continua a drogarsi.
    Ma Voi siete più bravi di me e troverete la soluzione magica!

  7. Procellaria

    Bersani prenderà più del 50% alle primarie. Intervistato da Zoro, mi è caduto solo sull’adozione per i gay. C’è da verificare la sua posizione sulla politica energetica (storicamente troppo legato alle fonti fossili, è ora che si dia una svegliata sul fronte rinnovabili). Marino otterrà un risultato poco più che scalfarottiano. Franceschini non è il male, il male sono quelli che lo sostengono.

  8. ADOLF

    quando ero giovane mi innamoravo di tutto a dall’ alba al tramomto inseguivo sogni di gloria

    e poi venne un giorno in cui mi alzai in una birreria e parlai e parlai con in bicchiere di birra in mano

    e ad ascoltarmi furono in dieci e ad ascoltarmi furono in dieci

    ma io continuai e continuai con una bottiglia di birra in mano e ad ascoltarmi furono in venti e ad ascoltarmi furono in cento

    e a un Dio e a un Diooooo……non credere mai

    poi venne il giorno dei lunghi coltelli, ero grande, ero cresciuto, ormai mi seguivano in tanti…..e a un dio, aun dio, non crederemai…….

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