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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 8 luglio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Mettiamo subito le cose in chiaro: Matteo Salvini, il deputato leghista beccato a cantare un coro contro i napoletani (“colerosi, terremotati, con il sapone non si sono mai lavati”), non si è dimesso da parlamentare per quanto accaduto. E ci mancherebbe pure, ’sti colerosi e terremotati se lo sognano. Semplicemente, ieri era l’ultimo giorno per poter scegliere se restare a Bruxelles o fare il deputato in Italia, e Matteo Salvini ha scelto la prima soluzione. “Nessun legame, spiegano in ambienti del Carroccio, con il caso del video“, specificano le agenzie di stampa.

aka02 Salvini non si è per niente dimesso, cari miei colerosi e terremotati Possiamo quindi stare tranquilli (e voi, cari i miei colerosi e terremotati, dovete rassegnarvi): Salvini non si è dimesso perché ha fatto una gravissima cazzata, di quelle che di solito chiudono le carriere dei politici – per lo meno in altri paesi. Nossignori. Salvini si è dimesso dal parlamento italiano per rimanere in quello europeo, a Bruxelles. Pensando magari tra sé e sé che magari in Belgio è meglio perché ci sono meno napoletani che a Roma. Sbagliando tra l’altro, visto che – come insegnano in Delitto al Ristorante Cinese – “i napoletani li incontri sempre, in qualsiasi posto vai: sono dappertutto!“. Indipercui, cari i miei colerosi e terremotati, sia chiaro che Matteo Salvini, colui che propose i mezzi pubblici differenziati per gli stranieri – d’altronde, come festeggiare altrimenti il fatto che i mondiali l’anno prossimo si giochino in Sudafrica? Ah, i bei tempi di Mandela in galera! – a Milano. Giornalista, direttore di Radio Padania per cinque anni, consigliere comunale a Milano, parlamentare europeo e per un anno anche deputato in quello italiano, appassionato di Milan, di montagna e di Fabrizio De Andrè, dei dialetti e dei tortelli di zucca), iscritto al Carroccio dal 1990, responsabile del gruppo giovani dal 1994 al 1997, e poi di nuovo segretario provinciale dal 2006, a Palazzo Marino capogruppo della Lega, che quest’anno con oltre 70mila preferenze è stato eletto a Strasburgo. Mica uno qualunque, cari i miei colerosi e terremotati.

Prossimamente Salvini sarà sindaco o candidato in una grande città, poi forse anche viceministro e magari anche ministro. Il video verrà tirato fuori ad ogni occasione: quando sarà eletto o nominato da qualche parte, ripartirà il simpatico coretto sui napoletani. O meglio: visto che lui – sia chiaro! – non si è dimesso, ma ha semplicemente scelto (come i veri signori – e soltanto loro – possono fare: non come voi, cari i miei colerosi e terremotati) tra un parlamento e l’altro, la celebrazione avverrà prima di tutto nella sede europea. Lì non ci sarà un Umberto Bossi che dichiara: “Dovrebbero farlo decadere perchè canta male“, allo scopo di buttarla sul ridere. Per ora, il suo collega al Parlamento europeo, Enzo Rivellini (Pdl) dichiara: “Ho chiesto l’intervento del capodelegazione del Ppe a Bruxelles, Mario Mauro“. In seguito, si vedrà se ci sarà qualcun altro ancor più pronto a dissociarsi. Di sicuro rivedremo il video ogni volta che Salvini salirà un gradino nel cursus honorum della politica italiana. Prima lo metteranno integrale, poi faranno passare qualche fotogramma, infine comparirà in un’unica foto, mentre la giornalista accennerà al fatterello all’interno del servizio – massimo una riga. Ma se qualcuno lo ricorderà, Salvini non potrà dare la colpa alla sinistra, visto che – lo scrive l’Ansa – “tra i suoi è conosciuto come «il comunista padano» per essere stato nel 1997 leader dei comunisti padani. «Io non ho cambiato idea – diceva a settembre scorso – perchè c’è ancora bisogno di una sinistra seria in Italia. E alle prossime amministrative faremo campagna elettorale su temi di sinistra che la sinistra ha abbandonato: la difesa del territorio, il diritto alla casa e al lavoro per i lavoratori, primo di tutto italiani»“. Per ora però deve passare la tempesta: ecco perché Salvini, in una nota, torna a precisare che le sue dimissioni da deputato “non sono assolutamente riconducibili alle polemiche relative alla mia persona. E mi preparo – conclude – a lavorare come parlamentare europeo nell’interesse del Nord, di Napoli e dei napoletani“. E così, alla fine di tutto questo vi toccherà pure ringraziarlo. Quindi adesso dite “grazie” e “Jawohl“, cari i miei colerosi e terremotati che non siete altro. Poi potete anche andare.

(vignetta di Artefatti)

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