Cultura

Catecumenal

8 luglio 2009

Quante cose che non sai di me, quante cose che non puoi sapere. Dialogo con un catecumenale

G. ignorava perché stesse lì, perché mai si trovasse in quel luogo. Una chiesa. Con la stessa semplicità con cui anni prima, o forse da sempre, aveva rifiutato tutto quello, vi aveva, così, di punto in bianco, accondisceso. Lo aveva accettato. Molti sono i chiamati, pochi gli eletti: questa una delle frasi, insieme a quanto fossero beati gli invitati alla cena del signore, che gli andava rimbombando in testa, facendogli compagnia anche quando la veglia laica che faceva a se stesso in quella bizzarria si faceva più disincantata, intelligente, feroce.

DOMANDA – Che cosa vuoi, Dio, che ti corteggi come una femmina ? Cos’è, devo dirti per la millesima volta quanto tu mi piaccia, quanto trovi meraviglia splendente i tuoi misteri svelati o meno ? Sarebbe tanto grave se ti dicessi la verità, che tu d’altronde già conosci: le grazie tue le ho già viste (come le tette), lasciami profittarne in modo meccanico, senza stare a fare ooh ogni cinque minuti. Pensando ad altro. A vivere, per esempio, ma con te, si capisce: di questo, questo è, accontentati. E riprovò a fare le orazioni o semplicemente stare lì, al calduccio. Dire la “verità” era una cosa, pensava, che accomunava Iddio agli amanti: un compromesso finalizzato all’orgasmo. Fingere per farsi spremere i migliori umori fisiologicamente, e chi se ne frega del resto, tutto meccanicamente. A spremersi (reciprocamente e) fisiologicamente i migliori umori, e chi s’è visto (non) s’è visto. A intanto fisiologicamente godere. Una manipolazione reciproca di buon umore ridotta all’essenziale a scopo matrimonio tra due che pensano solo all’essenziale, disillusi: venire. Quindi buono e dentro tutto. Poi dopo se ne parli.

FINGI – Sono con un catecumenale. Sono un uomo che raccomanda l’anima al Signore cercando di sedurlo. Con l’amore. Con il sesso. E l’amore è una storia miserabile.Poi dopo parli, fai i conti, te ne accorgi dell’altro, prima lo usi. Attingere succhi d’uomo, concentrando prolisse e lunghissime esistenze in una selezione, separati bene dal male, essenziale da inessenziale, di errori. Slabbrati tronchi di tutto e il contrario di tutto identificati in un solo momento: dare l’anima di sé, scelta al televoto, chiamandolo fare l’amore. Chiamandolo venire chiamati. E ripensarci. Dopo. Fingi, mio Dio, se ti sei fatto veramente uomo sai di cosa parlo, fingi. Visto ? alla fine era tornato al sesso, anche lì dentro. Che una chiesa facesse sesso era impensabile: qualcosa dentro, nonostante tutto, andava storto. D’altronde.

TENTAZIONI – Gola (profonda) e dolore: invincibili. E’ per questo che sin dall’antichità l’uomo s’era inventato l’impossibilità di farci un granché della sua vita, posto la perfezione assoluta possibile, e la punizione per l’inevitabile peccare. I tanto televisivi protestanti, con i loro dialoghi interiori con la parola scritta, i loro monologhi psicotici infarciti e fatti del loro brodo primordiale psichico, le loro suorone grasse e meregane a cantare felici chissà che cosa, oltre a cantarsela e suonarsela da soli avevano rispolverato quell’antico adagio-assunto: l’impossibilità di andare oltre qualche volta l’imperfezione e farci qualche cosa di buono che però valesse come se se ne fosse fatto sempre. E tanto. Ancora a menarsela con gli assoluti, la perfezione o nulla: molto meglio quei cupi e corrotti chierici romani, con le loro indulgenze, la loro volgarità, la loro mondana obbedienza, la loro profonda umanità di grazia data dal potere il cui esercizio ti umanizza, un po’ di respiro e di speranza nell’ingiustizia. Che quella se c’è comunque è perché non fa poi male .

QUANTE – Ecco il prete, ha appena parcheggiato la macchina, borbottando contro gli anziani che credono di stare al circolo occupandosi di orizzonti. Lui, a parità di anni, stava in guerra e s’occupava di vivi.Accanto al prete, un chierico: uno mezzo strano, cieco o almeno così sembrava. Ecco cos’era quella sua fastidiosa diversità: che camminasse a tentoni era una sfida alla religione del mio disinteresse verso lui. Quante ne ho sentite. Quante me ne son dette. Quante ce ne sono.La stella di davide. Pagano, cristiano della domenica, sono un peccatore, una bizzoca, anche un vecchio ebreo che all’occhio rompe il dente. Inginocchiare non si può ? potessi invece lo farei.Perché vengo in chiesa, l’ultima conversione ? è l’ultima trasgressione, come in un matrimonio a volte capita che si aneli per consumare l’ultima pietanza, l’ultima novità, essere persino infelici, meglio la croce che la felicità, più igienico. Non voglio sette, mi sarei scelto i testimoni di geova, non voglio fanatici ed accattoni, la decima mi atterrisce, preferisco la libera offerta e le indulgenze. La chiesa comprensiva dei peccatori, mondana, tollerante, umana, fondata su pietro che era un ebreo molto tardo e molto scettico, materiale ed ateo, la chiesa che voglio io è quella che mi insegna a dire il rosario, che mi protegge il senso del cammino con il rituale, la preghiera del buondì, la messa al pomeriggio, la preghiera finale della sera, la chiesa che conosco io è quella che, amico morto, ho pensato che meno male fossimo stati soci avremmo dovuto pagargli pure i funerali perché la battuta io la devo fare, la penso, anche se non la dico l’ho pensata, però poi dopo vado ad accendergli una candela a un euro, perché posso scherzarlo e piangerlo ugualmente, amico morto, e dio gesù lo sanno come sono fatto, dio m’ha fatto così, gesù è stato persino uomo e sa persino quanto sia fastidioso e puzzolente e angusto e maligno esserlo, però gli sta bene sia così e decida libero e vada libero a peccare e pentire. Ad umiliarmi, altro che la vostra boria di essere i cristiani perfetti e migliori che vi assomiglia agli atei. E nel non potere tutto, essere niente.

4 commenti a Catecumenal

  1. vorrei poterlo vivere.

  2. Amaranta

    Anche quando sembra tutto spento, e sembra di fingere, può cambiare tutto.

  3. Ci vorrebbe una Chiesa che non dovrebbe addossare “obblighi” ad una vita già piena di obblighi!…ma offrire lo spazio per esprimere e sviluppare se stesso, anche se apparentemente si dimostra così! :)

  4. Rodolfo Plata

    LA CRISIS DE LA IGLESIA ES DOCTRINAL. La relación entre la fe y la razón expuesta parabolicamente por Cristo al ciego de nacimiento (Juan IX, 39), nos enseña la necesidad del raciocinio para hacer juicio justo de nuestras creencias, a fin de disolver las falsas certezas de la fe que nos hacen ciegos a la verdad mediante el discernimiento de los textos bíblicos. Lo cual nos exige criticar el profetismo judío o revelación para indagar “si es verdad o es mentira” que los textos bíblicos son palabra de Dios. Enmarcado la crítica en el fenómeno espiritual de la trasformación humana y, las ciencias y técnicas que nos ayudan a desarrollarnos espiritualmente. Abordados por la doctrina y la teoría de la trascendencia humana, conceptualizadas por los filósofos griegos y los místicos hindúes. Sabiduría védica instruida por Buda e ilustrada por Cristo, la cual concuerda con los planteamientos de la filosofía clásica y moderna, y las respuestas que la ciencia ha dado a los planteamientos trascendentales: (psicología, psicoterapia, logoterápia, desarrollo humano, etc.). Utilizando los principios universales del saber filosófico y espiritual como tabla rasa, a fin de deslindar y hacer objetivo lo “que es” o “no es” del mundo del espíritu. Método o criterio que nos ayuda a discernir objetivamente __la verdad o el error en los textos bíblicos analizando los diferentes aspectos y características que integran la triada preteológica: (la fenomenología, la explicación y la aplicación, del encuentro cercano escritos en los textos bíblicos). Vg: la conducta de los profetas Abraham y Moisés, no es la conducta de los místicos; la directriz del pensamiento de Abraham, es el deseo intenso de llegar a tener una descendencia numerosísima y llegar a ser un país rico como el de Ur, deseo intenso y obsesivo que es opuesto al despego de las cosas materiales pregonado por Cristo y seguido por los místicos y; es por ello, que la promesas de Yahvé a Abraham son alucinaciones contestatarias de los deseos del patriarca, y no tienen nada que ver con el mundo del espíritu. La directriz del pensamiento de Moisés, es la existencia de Israel entre la naciones a fin de llegar a ser la principal de todas, que es opuesta a la directriz de vida eterna o existencia después de la vida que orienta el pensamiento místico (Vg: la moradas celestiales, la salvación o perdición eterna a causa del bien o mal de nuestras obras en el juicio final de nuestra vida terrenal, abordadas por Cristo); el encuentro cercano descrito por Moisés en la zarza ardiente describe el fuego fatuo; el pie del rayo que pasa por el altar erigido por Moisés en el Monte Horeb, describe un fenómeno meteorológico; el pacto del Sinaí o mito fundacional de Israel como nación entre las naciones por voluntad divina a fin de santificar sus ancestros, su pueblo, su territorio, Jerusalén, el templo y la Torah; descripciones que no corresponden al encuentro cercano expresado por Cristo al experimentar la común unión: “El Padre y Yo, somos una misma cosa”, la cual coincide con la descrita por los místicos iluminados. Las leyes de la guerra dictadas por Moisés en el Deuteronomio causales del despojo, exterminio y sometimiento de las doce tribus cananeas y del actual genocidio del pueblo palestino, hacen evidente la ideología racista, criminal y genocida serial que sigue el pueblo judío desde tiempos bíblicos hasta hoy en día, conducta opuesta a la doctrina de la no violencia enseñada por Cristo __ Discernimiento que nos aporta las suficientes pruebas objetivas de juicio que nos dan la certeza que el profetismo judío o revelación bíblica, es un semillero del mal OPUESTO A LAS ENSEÑANZAS DE CRISTO, ya que en lugar de sanar y prevenir las enfermedades del alma para desarrollarnos espiritualmente, enerva a sus seguidores provocándoles: alucinaciones, estulticia, delirios, histeria y paranoia; propiciando la bibliolatría, el fanatismo, la intolerancia, el puritanismo, el sectarismo, e impidiendo su desarrollo espiritual. http://www.scribd.com/doc/17148152/ EN-DEFENSA-DE-LAS-RAICES-CRISTIANAS-DE-EUROPA-LAICA

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