A colpi d’ascia sulla scuola pubblica

08/07/2009 - La Gelmini con una mano brandisce l’ascia per sfoltire gli organici di fatto (circa cinquemila posti in meno) e con l’altra sguaina la Legge 133 per mandare a casa 1.294 persone tra bidelli, segretari e tecnici. Intanto Tremonti ripesca la

     
 

di

La Gelmini con una mano brandisce l’ascia per sfoltire gli organici di fatto (circa cinquemila posti in meno) e con l’altra sguaina la Legge 133 per mandare a casa 1.294 persone tra bidelli, segretari e tecnici. Intanto Tremonti ripesca la norma sui 40 anni di contributi utili al pensionamento forzato. E sono altri settemila posti in meno.

Le riforme scolastiche si fanno, da qualche anno a questa parte, con l’accetta. Un occhio al contenimento della spesa pubblica, l’altro ben serrato per non vedere gli effetti devastanti di tagli, riduzioni di orari, soppressioni di cattedre, razionalizzazioni territoriali. E’ che sulla carta i conti tornano e l’obiettivo è raggiunto, ma le implicazioni reali, oggettive di questa drastica riduzione di risorse economiche e umane sono inquietanti e delineano uno scenario desolante.

BUONE VACANZE – A settembre si preannuncia una ecatombe di posti. Sarà un autunno nero soprattutto per migliaia di precari. Il divario tra l’organico di diritto e quello di fatto si è ulteriormente allargato tanto da aver portato ad una compressione di altri 5mila posti a fronte delle 36.850 unità già soppresse, per un totale complessivo di 42mila posti. Tradotto nella pratica lavorativa, questo significa che diminuiranno le supplenze annuali ed ogni altra opportunità di occupazione a tempo determinato. Vuol dire anche che molti docenti dovranno cambiare sede, con le dovute ripercussioni sul fenomeno del pendolarismo e che molti altri resteranno a casa perché avviati forzatamente al pensionamento.

I MIEI PRIMI 40 ANNI – Al riguardo, interviene un prossimo maxiemendamento governativo in cui verrà riproposto il pensionamento con 40 anni di contributi. Intorno a questa questione si è molto dibattuto ultimamente perché molti docenti, in virtù di questo provvedimento, hanno ricevuto una lettera dal Ministero che notificava loro l’uscita dal mondo lavorativo. E senza tanti giri di parole. Una successiva circolare di rettifica ha indotto moli insegnanti a fare ricorso, confidando nell’opportunità offerta dalla riforma Brunetta che, invece, prevede il pensionamento dopo 40 anni di servizio effettivo. Uno spiraglio per tutti quei docenti che non hanno gradito l’aut aut del governo.

CONTROTENDENZE – Ma non basta. I tagli riguardano anche bidelli, personale di segreteria, tecnici di laboratorio. Una drastica riduzione di personale preannunciata dalla Legge 133. Anche in questo caso, i tagli saranno assorbiti, in parte, dai pensionamenti anticipati e graveranno principalmente sui precari con contratti in scadenza. Il provvedimento incide anche sulle singole realtà scolastiche visto che la riduzione del personale non garantisce, a fronte di una popolazione scolastica in aumento, un servizio efficace e funzionale ai bisogni dell’utenza. Vedremo cosa succederà nel proseguo. L’estate è ancora lunga e hai voglia a modificare, rivedere, correggere, architettare. Aspettiamo, mentre matura l’ennesima stangata ai danni della scuola pubblica.

     
 

8 Commenti

  1. gloria scrive:

    qualche mese fa una docente, che avevo sentiro per capirci qualcosa in più, mi diceva che i peggiori provvedimenti in materia scolastica/universitaria son proprio quelli che vengono presi nei mesi estivi quando tutto il personale è in vacanza e non sta all’erta. Spero proprio che ai piani alti non approfittino della calura per operare ulteriori tagli
    benvenuta Sami

  2. Comicomix scrive:

    Maria Stella Gelmini sta assolvendo il compito che gli è stato dato: distruggere la pubblica istruzione. E il bello è che riesce a farla passare per una riforma. E il bello è che c’è chi ci crede.

    C.

  3. bah scrive:

    “E il bello è che c’è chi ci crede.”

    ed ancora piu’ bello che si continui a votarli…

    ma questo, ahime, e’ solo indice della scarsa credibilita’ della possibile alternativa…

  4. lelith scrive:

    dov’è il problema? ci sono tante belle e costose scuole private pronte ad accogliere i nuovi giovani dell’era berlusconi.

    in fondo comunque non sarà una gran perdita, la scuola pubblica italiana ha fallito nel suo obiettivo: avrebbe dovuto creare dei cittadini e invece ha finito per creare dei consumatori.
    Che poi sono gli stessi che oggi votano eleggendo chi ne decide lo smantellamento.
    Il cerchio si chiude, avanti il prossimo.

  5. la bi scrive:

    La gelmini che sorridente brandisce la spada in versione “guerriera” ragazzi è mitica!!!

  6. Falkenberg scrive:

    Dovremmo smetterla di parlare di “scuola pubblica” e “privata” : tutte le scuole sono pubbliche, solo che alcune sono statali, altre gestite da confraternite cattoliche varie, qualcuna da privati. D’altronde, l’utilità di marketing della definizione attuale è troppo forte perché i difensori dell’assetto attuale possano rinunciarvi.

  7. Lucius scrive:

    Hmm l’argomento non mi convince affatto: altrove, per esempio in Svizzera, le scuole hanno un solo bidello che si occupa di tutto, da noi invece ci sono diversi bidelli in una sola scuola per fare lo stesso lavoro. Qualcosa non torna, visto anche come sono sporche le nostre scuole.

  8. Clara Münchausen scrive:

    Andrà a finire che a scuola ci saranno più bambini che adulti: che aberrazione.

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie