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Internidi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 8 luglio 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

La legge scatena reazioni e polemiche anche dentro la maggioranza. Molti parlano di razzismo, forse a sproposito. Vediamo perché il provvedimento è tanto popolare. E perché non risolve i problemi

Dopo l’approvazione definitiva al Senato delle norme relative al contrasto all’immigrazione clandestina,  si è scatenata l’opposizione, hanno picchiato duro la Chiesa e i vescovi, e si aperta qualche crepa anche dentro la maggioranza, soprattutto sulla questione della regolarizzazione di colf e badanti. Anche su Giornalettismo ci sono state critiche, e la testimonianza di una lettrice482ee136b07e0 normal Pacchetto sicurezza, più inefficace che razzista, immigrata regolare, che si sente indesiderata. Eppure il provvedimento piace a molti italiani, non solo di “destra”. E parlare di razzismo e xenofobia in Italia per ora sembra un po’ forzato. La base del consenso è di altra natura, e i molti gravi limiti della legge non sono per la deriva xenofoba, ma per la scarsa capacità di rispondere ai problemi.

IMMIGRAZIONE: RISORSA, MA ANCHE PROBLEMA – L’immigrato visto solo come un problema di sicurezza e di ordine pubblico è una sciocchezza. Ma lo è anche l’immigrato dipinto come vittima del razzismo di un popolo diventato improvvisamente egoista e cattivo. Due sciocchezze, perché è sbagliato far diventare reato l’essere un immigrato clandestino anziché colpire chi commette un’azione “perseguibile”. Ma è altrettanto sbagliato pensare che – fermo restando il rispetto dei diritti umani – l’Italia possa accogliere tutto e tutti, sempre e comunque. L’immigrazione è una necessità, anzi è una risorsa per il paese ma è un processo che genera anche problemi di integrazione, coesistenza e di sicurezza e che va governato. Tenerla sotto controllo non è di destra: è di buon senso. E la popolarità che il governo si è guadagnata, anche oltre il suo elettorato “tradizionale”, si deve alla sensazione diffusa che Berlusconi e soci abbiano provato a farlo. Per motivi che con il razzismo c’entrano poco.

L’OSTILITA’ NON E’ RAZZISMO… – L’ostilità di molti italiani, specie di quelli  più poveri, verso gli “stranieri” ha  poco a che vedere con il razzismo. E’ un fenomeno che, secondo l’European Social Survey, è cresciuto negli ultimi 7 anni in tutta Europa. Ma è soprattutto dovuta alla preoccupazione che gli immigrati possano essere un peso fiscale, perché beneficiari dei trasferimenti di carattere sociale. Con la recessione in atto, la disoccupazione che esplode ed i deficit pubblici alle stelle, cresce la “legittima” preoccupazione che la coperta sia troppo corta per tutti. E che sia necessario scegliere tra tagliare le prestazioni sociali per i “residenti” oppure limitare l’immigrazione o almeno l’accesso degli immigrati al welfare. Il razzismo, quando c’è, è quindi un sottoprodotto dell’ostilità, non la causa scatenante, che è invece un conflitto redistributivo (almeno potenziale) tra i molti italiani non ricchi e gli immigrati. Se si aggiungono i fenomeni di criminalità (spesso “ingigantiti” ad arte dai media) la inevitabile conseguenza è la richiesta di “maniere forti” per la “sicurezza”, plapr 13003010 44160 Pacchetto sicurezza, più inefficace che razzistaer “non farli entrare” o per “rimandarli a casa loro”. Il governo Berlusconi ha risposto con il pacchetto appena approvato. Ma la risposta sarà efficace? Ed è quella giusta?

UNA RISPOSTA SBAGLIATA – Il buon senso, i dati e l’economia ci aiutano a riflettere. Nel 2007 il decreto-flussi ha permesso l’ingresso (in realtà la regolarizzazione) di 170 mila persone. Ci furono 741 mila domande. Fu fatto allora un secondo decreto flussi nel 2008, per altre 150 mila persone. Poi, nuovo governo ha scelto l’approccio “duro” e lo stop ai flussi d’ingresso. Visto che non ci sono state espulsioni di massa (nel 2008 sono state 6 mila), il governo di centrodestra ha di fatto creato per legge almeno 400 mila clandestini: gente che voleva regolarizzarsi, di cui il ministero degli Interni conosce nome, cognome, indirizzo, datori di lavoro. Per arrestarli, non serve niente: basta trovare le carceri dove rinchiuderli, il personale per sorvegliarli e soprattutto i molti milioni di euro necessari per organizzare il rimpatrio. E poi mettere sotto processo i loro datori di lavoro. Aver fatto diventare “criminale” questa gente ope legis è ridicolo, più che razzista. Anche perché nel frattempo gli ingressi sono continuati. E il “nuovo corso” più “duro”, quello dei respingimenti, serve a poco. Perché gli arrivi via mare non rappresentano più del 10-12%, dell’immigrazione irregolare dall’Africa verso l’Italia, secondo le stime della Fondazione Ismu di Milano. Infatti nel 2008 sono sbarcate “appena” 30 mila persone, ma ne sono entrate molte di più. Perché la stragrande maggioranza, circa il 75%, arriva semplicemente con un regolare visto turistico, che alla scadenza trasforma spesso il turista in un immigrato irregolare, magari con un lavoro irregolare. Lo segnalava a suo tempo anche questo rapporto dell’Università di Oxford.

BUONSENSO DOVE SEI? - Quindi, non è di buon senso (e non è una risposta) bloccare i flussi “regolari” creando poi di fatto una condizione di clandestinità per legge, mettendo in difficoltà – più che gli “stranieri” – le migliaia di imprese italiane e le centinaia di migliaia di famiglie che si trovano alle dipendenze un “clandestino”. Solo tra le badanti, per l’Acli, 500 mila sono “irregolari”, con 500 mila famiglie italiane “colpevoli”. E’ ridicolo – vista l’opposizione della Lega Nord a sanatorie – che ora si pensi a fare in fretta l’ennesimo decreto flussi “straordinario”, per al massimo 150 mila persone. Il buonsenso dice che l’impatto economico e sociale di un’espulsione di massa delle 500 mila assistenti a domicilio sarebbe devastante. Perché costerebbe un sacco di soldi, e scardinerebbe pure il sistema di welfare eliminando l’unica possibilità per migliaia di famiglie di dare assistenza a loro familiari a prezzo contenuto senza essere costretti a rinunciare all’indispensabile doppio stipendio o ingolfare ospedali e strutture sanitarie. O davvero qualcuno pensa che questo (assieme all’imbianchino e al contadino) sarà il mestiere del futuro per i giovani precari espulsi dal mondo del lavoro dalla crisi?

MANCANO RISPOSTE EFFICACI – Le risposte del centrodestra sono prive di buon senso. Ma sono comunque risposte alle paure (non al razzismo) di buona parte degli italiani: cancellano l’accesso al welfare e all’istruzione dell’immigrato “regolare” che perde il lavoro (facendoloF 200610 October23ed 62846a Pacchetto sicurezza, più inefficace che razzista diventare un “clandestino” criminale). Non risolvono nulla, perché la recessione sarà lunga, perché le restrizioni all’immigrazione non funzionano da nessuna parte in Europa, perché è pure difficile limitare l’accesso al welfare agli immigrati, si vedano gli USA. Ma danno la sensazione che “la musica sia cambiata”. A parte i richiami (DOVEROSI) al rispetto dei diritti umani, che risposte si possono dare all’ostilità di cui si è detto, anche da “sinistra”? Molte. A partire dalla programmazione dei flussi d’ingresso, concedendo più facilmente il permesso di soggiorno alle persone che per caratteristiche professionali e umane servono di più al paese. E stringendo i confini per gli altri. Proponendo la riforma del welfare che estenda a tutti la copertura ma subordinandola al pagamento dei contributi (gli immigrati sono ovunque contribuenti netti). Favorendo e non punendo le famiglie che scelgono la badante “regolare”. Intensificando i controlli alle frontiere ma anche quelli degli ispettorati del lavoro (servono sia alla sicurezza degli italiani sia ad evitare il proliferare del lavoro dei clandestini). Accompagnando gli inasprimenti legislativi alla gestione dell’immigrazione con misure per favorire l’integrazione. Il fondo per le politiche di integrazione degli immigrati è stato quasi azzerato, sono rimasti appena 5 milioni di euro, contro i 300 della Spagna e i 750 della Germania. Se a sinistra ci si limita solo a piagnucolare, l’unica risposta sarà quella di questa destra. E sarà inefficace e inutile, più che razzista.

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