Lo “sciopero” dei blogger lanciato da Alessandro Gilioli in contemporanea con l’astensione dal lavoro dei giornalisti per protestare contro il decreto Alfano ha in sé una garanzia di successo: essendo stato indetto il 14 luglio, è assai probabile che riuscirà perfettamente, così come riescono i boicottaggi dall’acquisto di frigoriferi al Polo Sud. E se è vero che probabilmente il governo si troverà a dover modificare il provvedimento sotto la pressione del presidente della Repubblica, allora ecco che è già pronta una prima bandierina di vittoria da piantare sul cocuzzolo della Montagna dell’Ego; con buona pace di tutti quelli che sciopererebbero soltanto per questo.
Se poi invece di “movimentarsi“, la gente riflettesse un pochino, si renderebbe conto in primo luogo che, per quanto concerne la blogosfera, il decreto Alfano poco cambia rispetto a quello che c’è già, e che più responsabilità non vuol dire meno libertà, anzi: “Non ci distolgano dal punto centrale i casi limite: non si parla di giornalismo partecipativo, non si nominano espressamente i politici piuttosto che i notai. Un giorno potrebbe capitarci di leggere (in un sito internet che non rappresenti testata giornalistica) non un semplice giudizio su di noi, ma una vera e propria calunnia: Tizio ha preso dei soldi da Caio. La calunnia e la diffamazione sono reati, certo. Ma come comportarsi quando si ha a che fare con un blog o un sito “amatoriale”? Possiamo rivolgerci alla magistratura, chiedere i dati al gestore del sito, seguire le procedure. Quella pagina tuttavia resta a disposizione di chiunque possa accedere alla rete. E’ giusto imporre a un cittadino di aspettare che intervenga un giudice (che può disporre un sequestro del sito o di una sua parte), senza poter fare nulla?“. E voi non avete idea di quanti idioti circolino in rete (così come in città, ovvio): ce ne sono alcuni che continuano a spammare messaggi diffamatori nei confronti di altri comuni cittadini persino in questo sito, “accusandoli” di avere rapporti sessuali con persone dello stesso sesso o di avere rubato soldi e averli portati in Svizzera: che cosa si fa quando l’antispam non proteggerà più? Si aspettano le sentenze di un giudice, e la lentezza della giustizia italiana?
E infatti c’è chi, come Stefano Quintarelli, si è imposto pragmaticamente tutt’altro invece di scioperare: “Con Marco abbiamo avuto fitti scambi con l’On.Antonio Palmieri, che si era già dimostrato ricettivo ed attivo in occasione dell’emendamento D’Alia per sondare la sua disponibilita’ a recepire e riproporre l’emendamento prodotto collettivamente sul wiki; alla fine abbiamo fatto una riunione in cui è stato coinvolto anche l’On. Malan. Visto che e’ probabile che il testo possa non essere cambiato (tantopiu’ su una questione che ad alcuni potrebbe apparire secondaria), la cosa migliore abbiamo convenuto essere la presentazione di un ordine del giorno che chiarira’ che per “siti informatici” si intendono “i giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5″, come proposto nel wiki“. Se questo regolamento passasse, ecco che, per lo meno per quanto riguarda la blogosfera, la situazione cambierebbe radicalmente. Mentre per quanto riguarda il decreto Alfano vero e proprio – le cui criticità e lo sprezzo del ridicolo sono palesi – è difficile che esso regga alla prima analisi di costituzionalità; e se è vero quello che ha detto Marco Travaglio – ovvero, che è pronto a fare obiezione di coscienza pubblicando notizie in violazione della legge non appena essa andrà in vigore, sollevando poi l’eccezione di incostituzionalità nell’eventuale processo – anche esso, come è giusto che sia, avrà vita più che breve. E, insieme, l’onta di una bocciatura che dimostrerà per l’ennesima volta che fare le leggi contro qualcuno è assolutamente inutile.
Poi, c’è anche da dire che resistere è futile. Anche in piena estate, gli happenings web vanno di moda, così tanto di moda che cercare di far passare qualche elemento di ragionevolezza non è difficile, è inutile. Al prossimo giro ricomincerà la polemica con i blogger, quando magari qualcuno oserà perculare il viziaccio da Grande Fratello di chiedere di partecipare ai lettori, e poi lamentarsi se qualcuno partecipa a modo suo. La prossima emergenza democratica è alle porte: attenti agli spifferi.
(immagine da HCJ)




smitizziamo smitizziamo…però secondo me, al di là dell’utilità/inutilità del tutto, la gente rinuncerà un giorno per a postare sul blog magari, ma non a farlo sui SN, il che poi non è del tutto diverso
Sembra quasi paradossale che la blogosfera, il mondo virtuale, faccia sciopero!
Non si dovrebbe scioperare…è un errore: il 14 luglio ognuno nel proprio blog dovrebbe scrivere di tutto e di più! no al silenzio…nemmeno per un giorno!
Il mio professore di filosofia diceva che gli scioperi più riusciti sono quelli fatti in un bel sabato di sole.
Quasi quasi il 14 luglio riapro il blog apposta per dire a Gilioli specchio specchietto ti faccio un dispetto, e richiudere il 15.
Ma sono pigro, perciò fatelo voi al posto mio.
Il 14 scriverò sicuramente qualcosa.