La Palestina piange la sua “catastrofe”

di - Il 15 maggio 1948 le popolazioni arabe vennero costrette all'esodo per "far posto" a Israele

La Palestina piange la sua "catastrofe"
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Migliaia di palestinesi si sono riversati oggi nelle strade di Gaza e Cisgiordania in memoria della giornata della “Nakba”, la ”catastrofe” della fondazione di Israele, il 15 maggio 1948.

LA CATASTROFE - Nei Territori, al suono delle sirene, la vita si è fermata per un minuto di raccoglimento. Subito dopo sono partiti lunghi cortei di commemorazione. Lungo la frontiera siriana e libanese l’esercito di Tel Aviv ha in queste ore provveduto a rafforzare le proprie unità militari. Nakba è il nome che viene assegnato dai palestinesi all’esodo delle popolazioni arabe, intensificatosi a partire dal 15 maggio 1948 quando il Regno Unito attribuì allo Stato d’Israele, secondo il Piano di partizione della Palestina contenuto nella risoluzione Onu 181 stilato il 29 novembre 1947, la sovranità dei luoghi.

 

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LA DIASPORA PALESTINESE - Nel 1951 gli Arabi espulsi da Israele furono 711.000, mentre oggi si stima che i loro discendenti possano essere 4.250.000. Nelle manifestazioni trovano spazio striscioni nei quali si richiede ancora oggi il ritorno nelle loro terre di origine dopo la cacciata del 1948. Questo giorno non viene ricordato solo in Palestina, non solo nei campi profughi esistenti fin da allora ma anche tra tutti gli emigrati dispersi nei cinque continenti. Siano essi reduci della cacciata o discendenti diretti sono ormai milioni le persone che ricordano quella che per la popolazione araba è stata una tragedia.

GLI IMPERI CADONO - L’Huffington Post ha raccontato la storia di Saadat Jaber, 62 anni, ancora in attesa di tornare nella sua città, oggi diventata l’israeliana Lod. “Io ci spero ancora”. Queste le sue parole in occasione della marcia svoltasi a Ramallah. “Israele è diventata una grande potenza, ma la storia insegna che molti imperi sono caduti grazie alle spinte interne di persone oppresse che hanno fatto tutto per vedere riconosciuti i loro diritti”.

 

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LO STALLO DIPLOMATICO - In Cisgiordania c’è stato uno scontro tra dozzine di palestinesi, armati di sassi ed esercito israeliano, il quale ha risposto lanciando fumogeni e prioettili di gomma. Questa situazione è anche figlia dello stallo tra le rappresentanze diplomatiche israeliane e palestinesi le quali non si parlano dal 2008. Secondo Abu Abbas la condizione per tornare al tavolo della trattativa riguarda lo stop alla costruzione di nuovi insediamenti israeliani nei territori occupati, mentre per Benjamin Netanyahu non devono esistere precondizioni.

L’AMBIGUITA’ DI HAMAS - Il giorno dei Nakba serve agli stessi palestinesi anche per ricordarsi quali sono gli obiettivi della protesta. Secondo Abbas il paese ebraico deve ritirarsi dai territori occupati nel 1967 mentre da parte di Hamas si predica la distruzione dello stato ebraico e il ritorno dei palestinesi nelle terre occupate. Queste le dichiarazioni di facciata. Sottobanco il gruppo al governo di Gaza dal 2007 spingerebbe per la coesistenza di due stati, vista come “soluzione temporanea”.

RITORNEREMO - A Betlemme centinaia di bambini hanno indossato delle t-shirt con su stampato “1948″, l’anno della nascita d’Israele. Ognuno di loro poi sventolava una bandiera con su scritto “64 anni di Nakba”. A Gaza 3000 persone si sono diretti verso gli uffici dell’Onu con striscioni su cui erano scritti i nomi dei loro villaggi mentre cantavano “ritorneremo”.

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15 Commenti

  1. PRT scrive:

    Ah, Nakba. La parola bandita.

  2. Operazione Entebbe scrive:

    Sono perfettamente d’accordo con il signor Massimo Grecchi. La storia dell’esodo dei palestinesi nel 1948 è avvenuta solo dopo la fine della prima guerra arabo-israeliana dove la coalizione araba fu sconfitta dall’esercito israeliano. Inoltre, Israele non ha intimato nessuno ad abbandonare lo stato ebraico dai propri confini, ma sono stati gli stessi palestinesi volontariamente ad andare via nella falsa convizione di rientrare in maniera trionfante dopo l’eliminazione fisica di tutti gli ebrei .

  3. Vittorio S. scrive:

    Basta con le lamentationes filopalestinesi, le orrende keffià demodè, le freedom flottiglia e gli slogan alla Arrigoni.
    Israele c’è e resta. Non morirà mai. Tutto il resto è noia.
    Se ne facciano una ragione quegli straccioni di arabi e i loro accoliti.

  4. carlo quinto scrive:

    Ma Israele non si è fermata mai ,invadere altri paesi ,annettere il GOLAN SIRIANO e una cosa lecita!..Adesso ci stanno cercando il petrolio…La popolazione di gazza in una prigione al aperto? è lecito..invadere il LIBANO e bombardalo? è lecito…CON ISRAELE non si discute …agli ordini…Perfino OBAMA ha dovuto ingoiare le parole dette in favore alla pace…

    • carlo scrive:

      carlo 5° giusto perchè te ne ricordi, è stata la SIRIA AD ATTACCARE israele, quando israele vincendo quella guerra ha annesso parte del suo deserto. Facile dopo andare a piangere all’onu “rivoglio il mio confine”. Quanto agli ebrei, un buon numero ha sempre vissuto da millenni in medio oriente, anche se la propaganda palestinese vorrebbe far credere che sono tornati solo nel 48. Infatti dai paesi vicini, allo scoppio della guerra, ci furono quasi altrettanti profughi ebrei in fuga dai paesi nemici verso israele. MA quelli non li contiamo, ne neghiamo l’esistenza ecc.. sono ebrei quindi chissenè. non ci credi? In iran esiste ancora una minoranza ebrea, che pur non contando un cazzo è comunque presente in parlamento. Da dove è venuta? emigrati pure loro nel 48, ma sbagliarono aereo?

  5. Operazione Entebbe scrive:

    PER CARLO QUINTO….
    Guarda che non sei ben informato sugli avvenimenti storici.In primo luogo, il Golan è stato conquistato durante la guerra dei 6 giorni dopo la minaccia della Siria ma soprattutto dell’Egitto di attaccare lo stato ebraico. La Striscia di Gaza, è è una prigione a cielo aperto per il semplice fatto che continuamente terroristi di Hamas cercano di entrare in territorio israeliano per fare attentati; senza contare che gli israeliani si sono ritirati da Gaza per dare la possibilità ai palestinesi di vivire in pace e questo è stato il ringraziamento da parte di questi terroristi palestinesi.Il Libano è stato invaso per il semplice fatto che continuamente terroristi palestinesi dal Libano entravano in Israele per fare attentati terroristici ( tantissimi sono stati i civili israeliani uccisi da terroristi palestinesi venuti dal Libano…..).

  6. carlo quinto scrive:

    E’ proprio il contrario il golan è territorio SIRIANO e lo sai molto bene ,sicuramete sai anche il significato la bandiera israeliana!dal NILO AL’EUFRATE… questo spiega la vera intensione della guerra…e l’occupazione…

    • carlo scrive:

      Sbagliato carlo, è territorio romano perchè se non lo sai roma ha conquistato tutte le coste del mediterraneo. Ma come no? è stato molti anni fa e anche se abbiamo perso una guerra e ce lo hanno riconquistato indietro rimarrà sempre territorio romano. Ora, tutti gli stati del mondo dovrebbero fare come la palestina: rifiutarsi di formare uno stato, piangere e fare la vittima, fino a quando in sede onu non venga riconosciuta la massima estensione storica dei suoi confini. Pensa che figata, l’austria ingloberebbe mezza europa! Ma i palestinesi non hanno uno stato, non intendono formarne uno e lasciano che in questo modo l’influenza di israele li schiacci per fare le vittime. Intanto nel lungo mare di gaza, i palazzi dei ricchi, quelli che ricevono finanziamenti per la libertà dai paesi fratelli, si godono la bella vista di piscine e centri commerciali ultra moderni. Chissacome arrigoni però non li filmava mai, lui andava solo nella zona povera di gaza, quella di gente che non fa politica. Restiamo obbiettivi

  7. Operazione Entebbe scrive:

    PER CARLO QUINTO…
    Il Golan era territorio siriano, ma è stato conquistato da Israele dopo la guerra del 6 giorni, con il sangue dei soldati israeliani.In ogni caso, è stata la Siria la causa del conflitto senza contare che, gli ebrei hanno conquistato l’altura del Golan in quanto, i siriani sparavano da quella collina continuamente in territorio israeliano, pertanto Israele è stata ” costretta ” a conquistare il Golan per evitare il tiro dei cecchini ogni giorno.Leggi bene gli avvenimenti storici prima di parlare.
    Inoltre, sono perfettamente d’accordo con CARLO, nel precisare che i milioni di euro che la comunità internazionale ( compreso Israele…)sono utilizzati dai porci terroristi di Hamas per farsi le ville a mare e per costruire centri commerciali che nemmeno a Milano si vedono.

  8. carlo quinto scrive:

    Siete stati a GAZA? E’ vero allora la parola è del più forte .Ben tornata terza guerra mondiale !!!L’ITALIA è in prima linea

  9. Operazione Entebbe scrive:

    PER CARLO QUINTO…
    Vuoi le prove di quello che diciamo:
    http://www.focusonisrael.org/2011/07/13/gaza-embargo-crudelta-vittime/

  10. carlo quinto scrive:

    Non ho bisogno di leggerlo ,conosco questo sito,il sionismo è un movimento politico ultra ortodosso ,chiama la grande israele ;quella BIBBLICA !!! Cercate di allargare i vostri orizonti .Oggi molti dirigenti di HAMAS ,hanno avuto il bavaglio da al QATAR,si sono trasferiti dove cè un buon profumo del petrodollari ,il QATAR trattiene rapporti di AMICIZIA con ISRAELE….FIAMMA Ha fatto scuola…

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