La grande pop-star americana aveva un debole per i bambini? E fino a che punto? Indaghiamo in maniera più approfondita anche in virtù degli accadimenti che hanno visto Jackson protagonista
In tutta onestà –
e questa è un’opinione personale – a volte si ha la sensazione che lo spettro dello pedofilia abbia ingenerato un clima di sospetti e di caccia alle streghe che ha avvelenato parte delle normali relazioni di vita quotidiane. Gesti che fino a qualche anno fa erano del tutto normali e spontanei (sorridere a un bambino che ti guarda incuriosito, restituire una palla scagliata troppo lontano, aiutare un piccolo che si è perso) oggi possono insinuare il sospetto. Alcuni genitori sono preoccupati dal semplice fatto che l’insegnante dei propri figli sia un maschio ed è capitato che altri abbiano presentato denuncia per sospetta pedofilia nei confronti di un povero passante che ha aiutato una bambina a schiacciare il pulsante del citofono di casa (“E’ strano che l’abbia sollevata per permetterle di schiacciare il bottone, faceva prima a farsi dire il cognome e a schiacciarlo lui”). Però la pedofilia esiste, è più diffusa di quanto non si pensasse (c’era anche prima, ma molti episodi non venivano denunciati) ed è comprensibile che un genitore abbia una particolare apprensione, anche se spesso ingiustificata. Di questi aspetti psicologici e sociali occorre tener conto, quando si deve valutare la fondatezza di accuse e di massacranti campagne mediatiche che colpiscono personaggi celebri, e quello di Michael Jackson è certamente un caso che ben si presta a stimolare la riflessione.




Io mi sono sempre detto, al di là di quella che mi è parsa una personalità talmente sola e isolata (cosa confermata dagli ultimi eventi dopo la sua morte) da poter avere dei problemi di conseguenza, che se un genitore è convinto che i suoi figli siano stati molestati non vuole un risarcimento in denaro, ma giustizia.
Il fatto che si sia fatto di tutto invece per avere un rimborso suona come la migliore delle assoluzioni per Jackson.
“si ha la sensazione che lo spettro dello pedofilia abbia ingenerato un clima di sospetti e di caccia alle streghe che ha avvelenato parte delle normali relazioni di vita quotidiane. Gesti che fino a qualche anno fa erano del tutto normali e spontanei (sorridere a un bambino che ti guarda incuriosito, restituire una palla scagliata troppo lontano, aiutare un piccolo che si è perso) oggi possono insinuare il sospetto”: assolutamente d’accordo. Anche nella comunicazione, nel senso comune, nei comportamenti quotidiani, si fa strada una pedofobia assolutamente inconcepibile fino a pochi anni fa (anche io, se devo fare un buffetto a un bimbo simpatico mentre faccio la fila al supermercato, me ne astengo, e preferisco rivolgere un gesto di tenerezza, che so, a un cagnolino).
Riascoltando l’altro giorno una canzone di Gilbert o’ Sullivan di parecchi anni fa( poi scomparso…artisticamente) riflettevo sul fatto che un testo come quello della canzone “Clair” (che ha comunque una sua autonomia poetica, nella sua semplicità anche melodica),se mandato oggi alla radio provocherebbe una sollevazione unanime, denunce di apologia del reato e derive di ipocrisie varie e trasversali;la canzone sarebbe stata immediatamente stroncata, fatta fuori.
http://www.sing365.com/music/lyric.nsf/Clair-lyrics-Gilbert-O‘Sullivan/32514CDCCAF4749548256A0800173B8C
Lo dico da fan, quindi non so quanto potrei esser obiettiva.
Michael era un uomo incompreso e solo.
Si era fatto un mondo tutto suo per sfuggire alle cattiverie che gli son state dette.
Ma purtroppo non gli è andata bene, io scommetto che se non l’avessero accusato di pedofilia, sarebbe ancora vivo e la storia sarebbe andata diversamente.
Anche io penso che se mi molestassero un figlio, non vorrei 22 milioni di dollari, ma preferirei giustizia. Mi basterebbe pure un anno di galera, per far capire al signor x che la vita è un ciclo continuo, oggi puoi avere tutto, ma domani potresti ritrovarti con un pugno di sabbia.
E’ stato umiliante per lui far vedere il suo pene in un aula di tribunale. Le foto erano agli atti, per il confronto con ciò che diceva Jordan Chandler, lui non ce l’ha fatta più e l’ha pagato. Come dargli torto, ormai aveva perso il prestigio che aveva intorno. La pepsi l’aveva abbandonato, non vendeva più cd come prima.
Infine è diventato l’ombra di se stesso.
Un grosso dispiacere… Ma così è! e così sarà… La vita di Michael è stata dura, tosta, non oso immaginare cosa lui abbia provato, ma non lo biasimo affatto se si sia ridotto a drogarsi per non provare ansie e dolori.
“E difatti, questo sospetto si trasformò in certezza per gran parte dei media e da quel momento il nome del cantante fu costantemente associato alla sua presunta pedofilia, compromettendo per sempre la sua immagine e la sua carriera” vabeh, figurati se si lasciavano scappare un’occasione del genere
ah, “Non era mia intenzione distruggere l’immagine di Michael Jackson, ma mio padre mi ha fatto dire solo bugie. Ora non posso dire a Michael quanto mi dispiace e sapere se mai mi perdonerà” e poi ha aggiunto “Michael Jackson non mi ha fatto nulla, è stato mio padre, lo ha fatto per uscire dalla povertà”. Sono le parole di Jordan Chandler all’indomani della morte di Jackson
http://magazine.ciaopeople.com/News_WorldInfo-1/Mondo-8/Michael_Jackson_pedofilo,_il_piccolo_Jordie_ritratta-11418
“e un genitore è convinto che i suoi figli siano stati molestati non vuole un risarcimento in denaro, ma giustizia”
Dipende, Essemme. Ad esempio il sottoscritto, non avendo fra le mani le carte processuali ed interessandosene poco o nulla del personaggio, all’epoca pensò, rovesciando il punto di vista: “Ma se sono innocente perché devo pagare per evitare un processo per un’accusa tanto infamante? Tanto più che non ho problemi di dindi.”. Perplessità che aumentò dopo il secondo processo, dove ci fu l’assoluzione: “Se è andato avanti nel secondo caso, dove ha dimostrato la sua innocenza, perché non l’ha fatto anche la prima volta?”.
A volte si preferisce l’ingiustizia pagata a peso d’oro, che una giustizia troppo onerosa: si potrebbero preferire 22 milioni di dollari e ricominciare – nel limiti del possibile – un’altra vita al vedere un Michael Jackson reo in galera (magari per un annetto o poco più o agli arresti domiciliari) ed essere povero come prima ed in balia di fan incazzati.
Ovviamente, discorsi che non significano assoluzione o condanna nei casi specifici, ma semplicemente che si possono fare ragionamenti diversi spostando l’ottica dalla vittima al colpevole (presunti entrambi).
Non ci sono dubbi sui comportamenti di questa “”persona”". Potete farvi anche le “Pippe” col cervello ma non cambierete la Sua biografia. Certamente è conveniente economicamente continuare con la ” farsa ” del personaggio.
Buon appetito!
Non ci sono dubbi sui comportamenti di questa “”persona””.
Così dicevano, quando appicavano il fuoco alla pira su cui era legata la strega…
@ rado
Il primo scandalo fu nel ’93 quando era all’apice della carriera. Facile gli sia stato consigliato di evitare lungaggini che avrebbero potuto deteriorare la sua immagine. Sappiamo anche qui da noi come un’accusa portata a lungo diventi una condanna a prescindere dal risultato di un processo.
Nel 2003 era già nascosto da un po’. Forse anche quello ha pesato.
enrico, sempre fermo restando che si tratta di ragionamenti senza carte processuali e quindi senza la pretesa che siano considerate prove gli atteggiamenti tenuti, ma appunto perché sei all’apice della carriera e per di più innocente, non hai problemi di soldi, e preferisci pagare dando l’impressione di voler monetizzare una tua colpa? Sempre che durante il processo a Mj fosse stato interdetta la libertà di circolazione o fosse detenuto anche solo ai domiciliari (ma non mi ricordo che fosse così), in tal caso capisco la scelta di pagare per rimuovere ogni impedimento alla mia attività professionale: altrimenti casi no.
A maggior ragione, perché andare avanti nel 2003 quando sei nell’ombra e quindi avresti, semmai, tutto l’interesse a non essere ridestato all’attenzione collettiva per episodi del genere.
anch’io sono da sempre convinta che michael sia stato sempre innocente…perchè, come lo dimostrano tanti video, tante documentazioni, lui amava i bambini forse più di se stesso….sono questi maledetti giornali, che,pur di fare soldi, scrivono di tutto uccidendo talvolta l’animo delle persone….e poi un genitore al quale è stato molestato il figlio non chiederebbe mai e poi mai dei soldi in risarcimento, ma vorrebbe vedere l’individuo marcire in una delle carceri più schifose del mondo per tutta la vita…