Niente resterà impunitodi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 4 luglio 2009 alle 10:55 dallo stesso autore - torna alla home

Non l’avessero mai fatto, l’Unità di oggi e tutti i media ieri, che hanno titolato “Ecco il terzo uomo”, quando è stata annunciata la candidatura di Ignazio Marino a segretario del Partito Democratico. Infatti, quello che aveva cronologicamente il diritto alla palma di terzo – e alla medaglia di bronzo, così come alla faccia – s’è incazzato come una iena. La scusa ufficiale è che, secondo Adinolfi, il medico laico difensore dei diritti civili sarebbe la “quinta colonna” di Goffredo Bettini, che lui definisce un “puparo”.

La verità, che invece brucia all’Adinolfi, è che quella di Marino è una candidatura interessante. Perché, a parte che discutendo di “pupari”, ciascuno – anche Franceschini e Bersani – ha il proprio (e chi non ce li ha li definisce così semplicemente perché rosica), arriva da uno che ha preso una marea di applausi al Lingotto parlando di laicità e diritti. E questo a Marione non può andar giù, visto che applausi veri e sentiti non ne ha mai presi.

Ma soprattutto: gli elettori del (e gli iscritti al) Partito Democratico, che per il 90% sono a favore della laicità e di un rapporto corretto con la Chiesa, di sicuro apprezzano di più la candidatura di Marino rispetto a quella di un Adinolfi, che è andato al Family Day, la manifestazione chiesastica immacolata a cui intervenne persino Berlusconi (per dire quanto era malfrequentata all’epoca). Ed è importante che tutti lo ricordino, specialmente oggi che il pokerista, della candidatura Marino, fa una questione di principio. Ma si sa, i morti di fama sono fatti così.

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