Non l’avessero mai fatto, l’Unità di oggi e tutti i media ieri, che hanno titolato “Ecco il terzo uomo”, quando è stata annunciata la candidatura di Ignazio Marino a segretario del Partito Democratico. Infatti, quello che aveva cronologicamente il diritto alla palma di terzo – e alla medaglia di bronzo, così come alla faccia – s’è incazzato come una iena. La scusa ufficiale è che, secondo Adinolfi, il medico laico difensore dei diritti civili sarebbe la “quinta colonna” di Goffredo Bettini, che lui definisce un “puparo”.
La verità, che invece brucia all’Adinolfi, è che quella di Marino è una candidatura interessante. Perché, a parte che discutendo di “pupari”, ciascuno – anche Franceschini e Bersani – ha il proprio (e chi non ce li ha li definisce così semplicemente perché rosica), arriva da uno che ha preso una marea di applausi al Lingotto parlando di laicità e diritti. E questo a Marione non può andar giù, visto che applausi veri e sentiti non ne ha mai presi.
Ma soprattutto: gli elettori del (e gli iscritti al) Partito Democratico, che per il 90% sono a favore della laicità e di un rapporto corretto con la Chiesa, di sicuro apprezzano di più la candidatura di Marino rispetto a quella di un Adinolfi, che è andato al Family Day, la manifestazione chiesastica immacolata a cui intervenne persino Berlusconi (per dire quanto era malfrequentata all’epoca). Ed è importante che tutti lo ricordino, specialmente oggi che il pokerista, della candidatura Marino, fa una questione di principio. Ma si sa, i morti di fama sono fatti così.



“Family Day, la manifestazione chiesastica immacolata a cui intervenne persino Berlusconi (per dire quanto era malfrequentata all’epoca).”
Chissà se avremo un futuro migliore…
Applausi, applausi, applausi. Peccato solo per le quindici persone che sono intervenute alla presentazione della sua candidatura.