l’acqua putrida nelle tubature ha trasformato un ridente paesino da turistico in desertico
San Felice del Benaco è un’amena località di villeggiatura sulle rive del lago di Garda meridionale e, evidentemente solo per il fatto di essere a sud di qualcosa, soffre di un fastidioso problema di igiene ambientale.
REALTA’ – Immagino già il candidato sindaco che, qualche settimana fa, in un comizio, magari diceva qualcosa tipo “in poco tempo saremo
sulla bocca di tutti”. Più che una promessa, una profezia. Manco il tempo di contare i voti ed ecco che il paesino è sulla bocca di tutti, e non solo sulla bocca. Garda Uno, l’azienda che, tra le altre attività, gestisce l’acquedotto dei paesini lacustri della Valtenesi, ove è appunto sita San Felice, possiede un impianto con tubatura che aspira e depura l’acqua del lago immettendola poi nelle tubature. Sicuramente hanno fatto tutti i dovuti controlli e anche più di quelli dovuti ma i controlli costano e comunque un’azienda è giustamente lì per realizzare un profitto. O era lì per fornire un servizio? Comunque non si sono accorti che, per una qualche oscura inesplicabile ragione, è stato aspirato l’inaspirabile, il quale è stato poi immesso nella rete idrica di San Felice. In breve tempo si è diffusa un’epidemia di mal di pancia con complicazioni contrarie a una corretta e profumata socialità, che lascio alla vostra immaginazione. Oltre duemila casi di gastroenterite da acqua potabile contaminata in un solo piccolo comune in pochi giorni.
CASMIRO, BEVO E SPIRO – felice sarà il neosindaco ora che il ridente paesino ha portato fama di sé in Italia e all’estero. Meno galvanizzati invece gli abitanti, sia per il problemuccio che per il fatto di non potersi nemmeno farsi un riso lessato né un bidè. No, perché il virus presente nell’acqua potabile ha la caratteristica di penetrare in tutti gli orifizi e in più di rinforzarsi con la bollitura. Così, insieme al divieto di utilizzo dell’acqua corrente su tutto il territorio comunale, è stato promulgato un decalogo contenente suggerimenti per evitare il contagio. Il punto più affascinante della grida è: Lavarsi la faccia con la bocca chiusa. E i denti? Devo comportarmi così anche con i denti e lavarmeli con la bocca chiusa? E se faccio la doccia e il liquido contaminato mi entra nelle orecchie o nel naso? Meglio restare puzzolenti e rancidi. Praticamente i villeggianti sono scappati tutti. Disgrazia poi ha voluto che il primo epicentro della spiacevole vicenda sia stato un hotel solitamente affollato di stranieri, il Casimiro.
2009 - Per quest’anno la stagione per loro è finita, ma ho in mente un efficace slogan per il rilancio del prossimo anno: Casimiro bevo e spiro. E meno male che l’albergo non si chiama Atra Virago. In giro non c’è un turista, un visitatore, un gitante, nemmeno l’ombra di un cane proveniente da un paese limitrofo che passi per caso. Le poche anime rimaste sono poveri residenti che, con la faccia verde da colica, si aggirano allucinati nelle vie deserte. Con queste premesse prende il via una stagione turistica già funestata dalla crisi. Sfruttamento commerciale. Tuttavia i lati positivi sono molti nonché evidenti. Per esempio, chi ambisse balneare in un luogo veramente appartato e sentirsi più solingo del passero solitario di Giacomo Leopardi, ha trovato la sua meta elettiva, lì dove le spiagge sono più deserte che alle Maldive. E c’è anche incorporata la cura dimagrante, meglio che alla beauty farm. Un buon motivo per andare in vacanza a San Felice, motivo che va aggiunto ai forti sconti che potranno ottenere gli sparuti audaci i quali, in barba al dissenten, oseranno trascorrere quivi le tanto agognate ferie. Vantaggio ancora maggiore si otterrebbe sfruttando
l’acqua in modo intensivo. Perché dannarsi per estirpare il virus? Non sarebbe più proficuo imbottigliare e commercializzare il prezioso liquido?
FELICE – Anche in questo caso ho pronto il manifesto. C’è un giovane uomo sorridente che versa un bel bicchierone d’acqua a quella che poi si capirà essere la suocera. Sotto compare la scritta: Felice di offrire Acqua San Felice. Impossibile non trovare estimatori di un prodotto tanto irrinunciabile. Quanto sareste disposti a spendere per una bottiglietta di tale pozione magica? E non dite che l’articolo in questione non vi interessa, perché non è possibile. Buoi che corrono nel ventO. IInfine in tutta la vicenda non c’è proprio nulla di divertente. Si rinsalda sempre più la sinistra impressione che ci sia disinteresse e sciatteria nel trattare le cose di tutti, perché è invalso il ragionamento che siccome sono di tutti allora è come se non fossero di nessuno. E quindi chissenefrega dei controlli, chissenefrega della manutenzione, chissenefrega del futuro. Meglio organizzarsi con gli intrallazzi politici, con le cialtronate e con il marketing, che sono ormai un valido sostituto alla professionalità e si ricompone il danno dopo che è stato fatto, perché è più facile e meno costoso che prevenirlo. Per loro, ovviamente.Questa gente non può nemmeno chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, perché per guadagnare di più non ha costruito la porta.Anche a loro sarei felice di offrire Acqua San Felice.




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era lì per fornire un servizio.