SICURI CHE QUALCUNO CI GUADAGNERÀ – La posizione del Governo, che abbiamo cercato di interpretare, è resa chiarissima da una serie di norme passate sotto silenzio. L’introduzione di contributi (vere e proprie tasse) di 200 euro a carico del cittadino che voglia inoltrare domande inerenti la cittadinanza, e di una cifra compresa tra gli 80 e i 200 euro per coloro i quali richiedano il permesso di soggiorno (per ogni volta che lo si chieda). La previsione di spesa inerente i Centri di Identificazione ed Espulsione (i famigerati CIE in cui dovrebbero essere condotti i clandestini in attesa di espulsione o rimpatrio), quantificata in 35 milioni per il 2009, 83 per il 2010 e 21 per il 2011. Le restrizioni alle rimesse di denaro verso Paesi extraeuropei, subordinate alla presentazione del permesso di soggiorno, e che avranno come unico effetto concreto la nascita di figure di intermediari, persone in possesso di regolare documentazione che effettueranno i versamenti in cambio di una percentuale. La clamorosa assenza di norme riguardanti il lavoro nero, infine. Come giustificare la scelta di non inasprire le pene per coloro i quali si servano del cittadino irregolare (per lo più approfittando della sua condizione di illegale, e quindi spesso con l’arma del ricatto) per trarre profitto dalla sua situazione? Crediamo sia questo l’argomento decisivo a conferma di una sensazione, che sullo straniero si vogliano far ricadere colpe diffuse nella società (e nei Governi, prima di tutto). La colpa della povertà e della disperazione, su tutte. Non si può essere buoni, sostiene Maroni. Ma si può impiegare il clandestino, se è vero che al massimo si va incontro ad una sanzione amministrativa (peraltro introdotta dal Ministro Bersani nella precedente legislatura). In un periodo in cui peraltro si è assistito alla diminuzione dei controlli sul sommerso, sembra davvero un invito ad approfittarne. Immaginiamo un immigrato in possesso di regolare permesso di soggiorno e contratto di lavoro a tempo determinato. Cosa succederebbe se alla scadenza di quest’ultimo il datore di lavoro ricattasse il lavoratore, offrendo condizioni peggiori? Non si tratterebbe forse di un ricatto legittimato dalla legge, considerato che il rilascio del permesso resta subordinato alla esibizione di un regolare contratto di lavoro? E’ questa forse una forma di contrasto della crisi economica pensata dal Governo?
SICURI CHE NON SI PUÒ RIMANERE ZITTI – Si è detto delle proteste di medici e presidi. Si è detto della denuncia del CSM. Resta una nota di colore. L
a disposizione che forse più di tutte ha creato malumori riguardava la rete. Il famoso emendamento D’Alia (dal nome del deputato dell’UDC che lo aveva presentato) avrebbe permesso la “repressione di attività di apologia o incitamento di associazioni criminose o di attività illecite compiuta a mezzo internet”, ossia l’istigazione a delinquere e persino il semplice invito a disobbedire le leggi, attraverso una misura repressiva decisa dal Ministero dell’Interno, consistente di fatto nell’oscuramento della pagina. Nonostante gli allarmi tuttora presenti sul web, da queste pagine si è già dato conto del fatto che questa norma è stata soppressa prima ancora del passaggio del disegno di legge al Senato. Ci piacerebbe in conclusione che non fossero le singole categorie colpite, siano essi i medici, i presidi o i blogger a sentire la necessità di alzare la voce, ognuno rispetto al proprio “campo di azione”. Non possiamo oggi abdicare la nostra condizione di cittadini e chiedere al Presidente Napolitano di far valere la propria competenza, esercitando la facoltà di rinviare il testo al Parlamento. Non possono bastare movimenti spontanei nati sul web, seppure capaci di organizzare manifestazioni di protesta come quella che ha avuto luogo ieri davanti al Senato e di cui si è dato conto ancora una volta via web. La legge licenziata oggi dal Parlamento italiano è una legge xenofoba, che insegna il razzismo alle nuove generazioni (abbiamo soprasseduto sull’esame di norme come quella che prevede il permesso di soggiorno a punti o l’obbligo di sottoscrivere un Accordo di Integrazione da parte del richiedente, ma sono parte della legge anche queste): è una legge che oggi legittima la paura verso il diverso, lo relega a una condizione di semicittadinanza (visto che tuttora non si parla di diritto di voto), e domani chissà. In Italia vivono oggi circa 4 milioni di stranieri regolari, il 6,5% della popolazione, ma addirittura il 12,7% dei nuovi nati nel 2008. Non vorremmo che la difesa odierna della razza si trasformi in una rivolta delle banlieue, domani.
























“”Scorrendo le nuove “Disposizioni in materia di sicurezza pubblica”, un occhio non troppo esperto noterà la ricorrenza di alcuni termini e concetti. La parola “straniero” compare ben 27 volte, il “permesso di soggiorno” 23…che tristezza
Si affronta la paura che la complessità di un fenomeno così complesso com’è l’immigrazione, che si porta dietro la ancestrale paura del nuovo, del “diverso” che è innata nell’essere umano, con la semplificazione.
Confondendo l’ansia del “fare” per dare risposte che effettivamente servono (l’atteggiamento speculare di altri, che il fenomeno migratorio non crei criticità da governare è altrettanto sbagliata) con una serie di provvedimenti-manifesto, provvediemnti -slogan, che anzichè risolvere i problemi esistenti ne creano anche degli altri.
C.
Mi sembra una legge abbastanza idiota, e la cosa non mi stupisce. Però rimango convinto che quei pochi immigrati che abbiamo diano un contributo così pesante alla criminalità rispetto al loro numero che ritengo che un fondamento quantitativo nelle fobie su cui il governo soffia ci sia. Che il 6% della popolazione commetta ad esempio oltre il 30% degli stupri è preoccupante. Che poi il governo orchestri campagne di allarme sociale sulla criminalità nonostante i numeri dicano che stia in calo è un altro discorso. Esiste un problema reale di criminalità concentrata tra immigrati, secondo me, e qualcosa si potrebbe comunque pensare di fare.
il concetto di sicurezza è un concetto estremamente relativo: sicurezza di chi e da cosa?
Dando una rapida scorsa alle iniziative dei vari governi berlusconi si intravede il concetto di sicurezza immaginato da questa classe dirigente: sicurezza del ceto politico-economico dalle conseguenze della commissioni di svariate tipologie di illeciti. Si va dalla commissione di reati quali la corruzione (ormai di fatto depenalizzata a seguito della riforma cirielli che ha dimezzato la prescrizione) ai reati ambientali, dalla violazione di norme sulla sicurezza sul posto di lavoro all’evasione fiscale, dalla limitazione delle intercettazioni al lodo alfano e così via.
Per la “gente” della strada restano i tagli dei finanziamenti all’apparato giudiziario e alle forze di polizia.
Però poi ti danno le ronde (che oggi sono disarmate ma vedrete che prima o poi qualche armina gliela concederanno) e ti dicono chi sono i cattivi da addirare all’indice.
E gli italiani sono felici, ma si sa siamo un popolo che si accontenta di poco (ultimamente poi proprio di molto poco).
Provo un forte, disgustoso, incontenibile senso di nausea.
“Che il 6% della popolazione commetta ad esempio oltre il 30% degli stupri è preoccupante”
Boh, io ho letto spesso che le violenze carnali si consumano per quote di oltre l’80% tra le mura domestiche. Le due cifre si concilierebbero considerando che una quota d’immigrati sia coniugata ed eserciti la violenza verosimilmente su una propria connazionale, nella maggioranza dei casi. Ma anche quest’ipotesi statistica va presa con le molle. E’ infatti lecito pensare che la percentuale di violenze domestiche occulte (non denunciate da parte di chi le subisce) sia enormemente superiore rispetto a quelle subite per strada da parte di un aggressore sconosciuto, tanto più se straniero.
Comunque stiano le cose credo che questo non sia il punto.
Le società occidentali sono destinate a perdere la loro identità etnica e razziale. L’unica alternativa a questa ipotesi è lo sterminio nazista, che non voglio nemmeno prendere in considerazione.
Le società progressive si predispongono all’integrazione ed alla multietnicità. Quelle regressive, come la nostra, si predispongono alla xenofobia ed alla guerriglia urbana.
Solo l’integrazione può disinnescare il pericolo di uno scontro violento tra diverse culture in una società multietnica. E non mi sembra che si vada in questa direzione.
L’emarginazione, l’infelicità,la segregazione e lo sfruttamento sono i vivai della violenza microcriminale, della violenza fine a se stessa.
La cosa triste è che il fronte che per primo sosterrà l’impatto di questa violenza che monta sarà proprio quella massa di sfigati precari, mutuati, morti di fame, sfruttati senza futuro che, oggi, vota perlopiù a destra. La famosa guerra tra poveri, tanto cara a questo regime senza idee e senza visioni.
Di certo quelli come berlusconi o come i maggiorenti della Lega, che vanno per strada con la scorta armata al seguito, non avranno nulla da temere. Ma le mogli e le figlie dei muratori e degli operai che li votano sì.
Badate bene, siamo di fronte ad una nuova strategia della tensione. L’anatema anticomunista berlusconiano si fa sempre più ridicolo, giorno dopo giorno. C’è bisogno di nuovi nemici per sorreggere il vuoto pneumatico ideale che sorregge questa classe dirigente.
E questo nemico sarà più palpabile e concreto quanto più sarà violento.
La violenza degli extracomunitari non è ciò che questa maggioranza vuole combattere, ma l’obiettivo che si prefigge.
solo una precisazione sull’articolo: volevo sottolineare soprattutto come da questo provvedimento traggono vantaggio i soliti potentati economici, e come IL PARTITO DEL POPOLO DEL NORD (la Lega) si guardi bene nei fatti dal combattere LA PRIMA CAUSA DELL’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA: il lavoro nero.
finché ci sarà lavoro irregolare e pomodori da raccogliere in puglia, ci saranno immigrati clandestini.
inutile prenderci per il culo con la solfa sui crimini.
il vero punto nodale è questo: il lavoro nero – E QUINDI L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA – convengono economicamente a qualcuno, e quel qualcuno di fatto continua a impedire scelte politiche coraggiose quanto necessarie.
non servirebbe neanche il decreto flussi, se ci fossero controlli sui datori di lavoro e i contratti.
tutto qui.
Straquoto Luigi: lavoro nero… Come tutte le leggi restrittive sono un mercato nero per le varie mafie…
Propaganda (paracula)
[...] 5) http://www.giornalettismo.com/archives/30694/pacchetto-sicurezza-sicuri-di-essere-meno-sicuri/ [...]
abuso di maggioranza
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L’approvazione della legge sulla sicurezza avvenuta ieri in via definitiva al Senato con voto di fiducia chiesto dal Governo pone problemi assai seri per la tenuta dello stesso sistema democratico e per la libertà e civiltà del nostro Paese. Il Senato e prima la Camera hanno approvato una legge che violenta principi fondamentali della Costituzione per volontà di una maggioranza che, per fare pesare ancora di più il proprio potere di maggioranza che non deve rendere conto a nessuno, ricorre al voto di fiducia chiesto da un Governo guidato da un gruppo di ministri che si presentano in divisa al Parlamento ed alle TeleCamere con tanto di cravatta e fazzoletto verde. Questo manipolo oramai abbastanza numeroso di legislatori e governanti in divisa ha fortemente voluto ed imposto l’istituzione di ronde con l’evidente scopo di farne una sorta di ampliamento nazionale della guardia padana e la milizia privata del Partito di Governo. Una milizia per ora disarmata ma non è detto che non lo sia in un futuro più o meno vicino. Questo obiettivo è palesato dal fatto che saranno le associazioni a fare le ronde e non singoli cittadini iscritti in un albo aperto a tutti.
La devastazione del diritto fatta dalla legge approvata ieri è tanta e tale da porre il problema di una riconsiderazione dei poteri del Parlamento rispetto la Costituzione. Può una maggioranza semplice stravolgere principi che riguardano la tutela della dignità e della libertà delle persone garantiti dalla Carta Costituzionale e da norme internazionali alle quali abbiamo aderito? A questa domanda si deve rispondere
sottraendo tutte le proposte di legge che investono i principi contenuti nella prima parte della Costituzione alla legiferazione ordinaria e stabilendo per esse la necessità di una maggioranza qualificata (due terzi) per la loro eventuale modifica.
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Tutti le persone di origine straniera che stanno in Italia magari da moltissimo tempo vengono consegnate
dalla normativa approvata ieri ai loro datori di lavoro che diventeranno arbitri assoluti della loro permanenza. Basterà la minaccia di non rinnovare il contratto per piegare alle voglie più insane del padronato italiano i lavoratori stranieri dal momento che nessuna garanzia viene loro concessa per il rispetto dei loro diritti sindacali. Il permesso di soggiorno a punti è il sadico strumento di controllo e di schiavizzazione degi immigrati.
Colpisce inoltre l’enormità degli aggravamenti del regime di detenzione previsto dal 41 bis. Aumenta a dismisura il potere del Governo su quello della legge dal momento che si può aumentare il carcere duro ed inasprirlo su richiesta del Ministro degli Interni a quello della Giustizia.
Questa norma sembra fatta apposta per affermare un potere diretto del Governo sui mafiosi carcerati che sorpassa quello del giudice di sorveglianza e del sistema giudiziario in genere. Dal momento che sono assai scettico sulla reale volontà del centro destra di combattere la mafia, (ricordate il Ministro Lunardi che invitò a convivere con la Mafia e Berlusconi che definisce eroe il suo mafioso “stalliere”), penso che il carcere durissimo a disposizione del Governo possa diventare un pericoloso ed inquietante strumento di contrattazione e di aggiustamento con la criminalità mafiosa.
L’adesione dei giuristi democratici e della sinistra a suo tempo data al 41 bis sia pure condizionata dalla durata limitata e da procedure di garanzia credo sia stato un grave errore dal momento che le prigioni non
possono diventare le segrete del governo come nei regimi totalitari e come lo furono nel nostro passato.
La pena carceraria non deve prevedere vari gradi e vari livelli di sofferenza inflitta. Deve essere eguale per tutti e distinta soltanto dalla durata di espiazione dettata dalla sentenza.
Il Presidente della Repubblica, custode supremo della Costituzione, dovrebbe bocciare la legge approvata ieri per il degrado che introduce nel Diritto italiano. Spero che lo faccia ma ne dubito dal momento che, se avesse voluto, avrebbe potuto sconsigliarne la presentazione alle aule parlamentari. Dopo che Napolitano avrà messo il suo sigillo alla legge, l’Italia sarà molto più fascista di quanto non lo sia già oggi con una legge razziale che punisce sulla base dell’etnia e un carcere che sarà manovrato dal Governo come nello Stato Pontificio e nella Repubblica Serenissima che chiudeva ai Piombi chi era sospettato o inviso al Potere dei Dogi.
pietro ancona
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