La Merkel affonda

di - 13/05/2012 - Nel più popoloso Bundesland della Germania cocente sconfitta per la Cancelliera. Il suo partito ottiene uno dei peggiori risultati della sua storia. La socialdemocrazia ottiene un trionfo attesto ma inaspettato nelle dimensioni. I 18 milioni di tedeschi del Nordereno-Vestfalia bocciano il rigore.

La Merkel affonda
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MESSAGGIO A BERLINO - La batosta subita dalla Cdu tra i fiumi Reno e Ruhr è stata davvero clamorosa. Non solo è uscito umiliato un ministro dello stesso governo Merkel, Norbert Röttgen, subito dimessosi dalla presidenza della sezione regionale, ma il partito è precipitato al suo peggior risultato della storia, sprofondando per la prima volta sotto la soglia psicologica del 30%.  In questo senso la sconfitta della Cdu assomiglia ai tonfi di inizio 2011, quando sotto i colpi dell’impopolarità per il ritorno al nucleare in epoca Fukushima i democristiani tedeschi ottennero i loro peggiori risultati di sempre ad Amburgo e in Baden-Württemberg. All’epoca i giallo-neri erano diventati netta minoranza dell’elettorato tedesco, ma grazie alla crisi dell’euro la Merkel era riuscita a risollevare il proprio partito, vampirizzando il consenso in libera uscita dalla Fdp, e riconquistando qualche elettore deluso dal suo governo. Il risultato che proviene da Düsseldorf sembra cancellare tutti i progressi fatti dalla Cancelliera negli ultimi mesi. Se prima di ieri il più probabile risultato delle prossime federali era la replica dopo quattro anni della Grande Coalizione, sempre guidata dalla Merkel, ora l’opposizione rosso-verde ottiene quel risultato che certifica il suo stato di credibile alternativa. L’ascesa dei Pirati aveva danneggiato sopratutto chi si oppone al governo di Berlino, visto che la nuova formazione è riuscita a raccogliere molti dei voti di protesta che ci sono anche nella ricca Germania.

LA STELLA DEL RENO – Il successo della Spd è stato invero netto, anche se i socialdemocratici sono ancora lontani dai risultati conseguiti dal partito all’epoca di Johannes Rau, il ministro presidente che trasformò il più popoloso Bundeland tedesco in un feudo rosso praticamente inespugnabile. Frau Kraft è ancora lontana dallo status di padre della patria conseguito dal secondo presidente della Repubblica socialdemocratico, ma i suoi valori di apprezzamento sono eccezionali. Il 76% degli elettori della NRW apprezzano la sua personalità, ed in un confronto diretto con il suo avversario Röttgen avrebbe vinto con quasi il settanta per cento, 68 a 26.Il successo della Spd è sopratutto un trionfo di Hannelore Kraft, la donna che aveva voluto formare un governo nonostante i rosso-verdi non avessero ottenuto una maggioranza nelle scorse elezioni. Una scommessa vinta, così come è stata stravinta la sfida delle consultazioni anticipate. Anche il suo stile di governo, tradizionalmente socialdemocratico, ha risvegliato la mobilitazione dell’elettorato della sinistra renana. In uno Stato ricco di industrie – alcune delle più grandi aziende come Telekom e Deutsche Post hanno la sede in NRW -, uno dei centri economici a livello mondiale, la Spd è riuscita a tornare credibile nella gestione dell’economia conciliandola con la giustizia sociale rischiesta dai suoi sostenitori. Il successo di oggi proietta la Kraft in una nuova dimensione, come possibile e credibile candidata contro la Merkel anche a livello federale. La ministro presidente ha detto più volte che vuole rimanere in Nordreno-Vestfalia, ma tra un anno la sua opinione potrebbe anche cambiare.

MOVIMENTI ELETTORALI - La Spd di Hannelore Kraft è riuscita a riproporre la classica coalizione socialdemocratica che ha portato il partito a dominare il panorama politico del più grande Bundesland tedesco. Il netto successo tra operai, impiegati e funzionari pubblici, con percentuali superiori al 40% negli exit poll della Tv pubblica tedesca, ha permesso alla socialdemocrazia di recuperare il suo antico elettorato, spegnendo definitivamente la protesta di sinistra della Die Linke. L’unico segmento elettorale dove la Spd è andata male, probabilmente impedendo ai socialdemocratici di superare il 40%, è stata la fascia più giovane dei votanti. Tra gli under 30 il partito di Hannelore Kraft è rimasto sotto il 30%, mentre i Pirati hanno raggiunto un ottimo 16%, simile al risultato dei Verdi. Il 55% dell’elettorato ha assegnato alla Spd la maggior competenza sul tema giustizia sociale. Un valore altissimo, che ha generato la mobilitazione decisiva per la netta vittoria della Kraft. La Cdu è andata particolarmente male tra gli operai e gli impiegati, il segmento dove sono stati più forti i flussi elettorali verso la Spd della Kraft. Deludente anche il risultato tra i lavoratori autonomi e i professionisti, dove sono andati particolarmente bene i liberali, che hanno recuperato il loro tradizionale bacino di consenso.

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3 Commenti

  1. sofia scrive:

    Anche in Germania y … sperando che l’America riconfermi Obama ( o comunque , un repubblicano ragionevole), forse se riusciamo a superare questi anni si vedrà uno spiraglio in fondo al tunnel, forse anche per i Paesi poveri…
    Speriamo che non tutte le crisi vengano per nuocere!
    :-| :’|

  2. solatio scrive:

    pure noi affonderemo se non daremo retta a rutelli che ha profetizzato che l’italia si troverà inguaiata e nei guai se il terzo polo verrà a mancare …mi sembra proprio la sua condizione:.isolato ,però continua a considerarsi indispensabile….

  3. elino scrive:

    l’europa va a sinistra ,chissa’ quando gli italiani capiranno che
    quella e’ la soluzione per risolevare in ns.disperato paese,non si
    puo’sentire ancora la voce del maialino nanomafioso che vuole
    dettare ancora delle regole (RAI-GIUSTIZIA) con tutti i disastri che ha fatto al ns.sfortunato paese. Svegliamoci……………………

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