Le partite più chiaccherate della storia – 1

30/06/2009 - Breve rassegna (con scelta delle gare basata sulla mia memoria) delle partite più chiacchierate dove le due squadre in campo (anche… inconsapevolmente) hanno dato vita a risultati “imprevisti” (o meglio… fin troppo previsti a volte). Ovviamente non ho la presunzione

     
 

di

Breve rassegna (con scelta delle gare basata sulla mia memoria) delle partite più chiacchierate dove le due squadre in campo (anche… inconsapevolmente) hanno dato vita a risultati “imprevisti” (o meglio… fin troppo previsti a volte).

Ovviamente non ho la presunzione di conoscere o intuire l’esistenza di eventuali accordi illeciti e quant’altro: mi limiterò solo ad esporre la situazione e a verificare se gli eventuali sospetti avessero almeno un fondamento teorico basato sulla classifica.

ARGENTINA-PERU’ 6-0 - È la “regina” delle gare “strane”. In effetti c’è da dire che fu fatto di tutto per far sì che l’Argentina sapesse l’esatto risultato che doveva conquistare sul campo. Parliamo del Gruppo B di semifinale dei Mondiali 1978, ultima giornata disputata il 21 giugno. Guidano la classifica Brasile ed Argentina a quota 3, segue la Polonia a 2, chiude il Perù a quota zero. La prima classificata va in finale, la seconda si accontenta della finalina per il 3° posto. In caso di parità di punti vale la differenza reti: al momento il Brasile ha +3 e l’Argentina +2. Come si vede le distanze sono sottilissime.

Ultimo turno: le gare previste sono Brasile-Polonia e Argentina-Perù. In teoria, e da programma, le ultime due gare dovrebbero giocarsi in contemporanea (come accade nell’altro girone); nella realtà viene deciso all’ultimo che il Brasile giochi alle 16,45 e l’Argentina alle 19,15. Tradotto. l’Argentina scenderà in campo già sapendo il risultato dell’altra gara, dove il Brasile vince 3-1 cogliendo anche un bel po’ di pali.

Fatti due conti all’Argentina serve quindi vincere almeno 4-0. Al 90′ ne avrà segnati due in più del minimo necessario (6-0). La gara diventa subito nota come “marmelada peruana” (il… biscotto locale) e dubbi si addensano su Quiroga, portiere peruviano che in realtà è un naturalizzato argentino. E dire che al 2′ tale Munante aveva colto un palo per il Perù…

Nel tempo, periodicamente, salteranno fuori confessioni più o meno vere, con tanto di accordi governativi e giù di lì, ma in realtà nulla viene provato: ricordo infatti che la corruzione è imprescrittibile nel calcio internazionale (art. 42 del Codice Disciplinare FIFA), e se provata potrebbe portare alla revoca del titolo argentino.

SOL DE AMERICA-OLIMPIA ASUNCION 5-4 - Passiamo alla Copa Libertadores 1989, dove viene sperimentata una nuova formula. Rimangono i gironi a 4 squadre nella prima fase, composti come consueto (all’epoca) da squadre provenienti dalle stesse federazioni (2 per girone), ma è previsto il passaggio del turno per le prime tre (!) in classifica. O, se preferite, solo l’ultima classificata non accede al turno successivo.

Non solo: la particolare formula prevede che a parità di punti si disputi uno spareggio se ad essere interessate siano solo le 2 squadre di una stessa federazione, altrimenti, in tutti gli altri casi, si ricorre alla differenza reti e, in seconda battuta, al numero di reti segnate.

Il 29 marzo 1989 è prevista l’ultima giornata del girone A, quello cileno-paraguaiano, coi derby Cobreloa-Colo Colo e Sol de America-Olimpia. Se la prima gara si conclude sul 2-2, la seconda viene interrotta al 24′ per problemi all’impianto di illuminazione. Fatto sta che si deve rigiocare il giorno seguente, ma a quel punto le due squadre sanno già il risultato della altre due avversarie. Infatti la classifica, prima dell’ultima gara da ripetere, recita: Cobreloa 8 punti, Olimpia e Colo Colo 5 e Sol de America 4. Tradotto: vincendo, il Sol de America passa il turno, ma inguaierebbe l’Olimpia, che si troverebbe a pari punti col Colo Colo. Come detto in questi casi valgono la differenza reti e le reti segnate: il Colo Colo ha un saldo reti di 7-8, l’Olimpia invece di 4-4. Insomma, se l’Olimpia perde, per qualificarsi deve soccombere per una sola rete di scarto ma segnandone almeno 4. E come termina Sol de America-Olimpia? Proprio 5-4 per i padroni di casa!

Al danno si unisce anche la beffa: non solo l’Olimpia arriva fino alla finale (persa ai rigori contro il Nacional di Medellin) ma addirittura la CONMEBOL si limita a multare di 5.000 dollari le due squadre coinvolte nel pateracchio.

     
 

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie