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Che caldo… accendi la stufa!

DISEQUILIBRI – Il protocollo di Kyoto si pone l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas “effetto serra” nell’aria, secondo un piano progressivo, in maniera da abbassarle entro il 2012 a livelli inferiori a quelli del 1990 e rallentare così il riscaldamento globale nella speranza di riuscire infine – nel corso di decenni – a invertire la tendenza e a riportare la temperatura del pianeta ai suoi livelli naturali. Il problema degli accordi di Kyoto è che la riduzione delle emissioni comporta costi industriali notevoli, in gran parte caricati sulle spalle delle imprese private, che si traducono in un aumento dei costi produttivi e quindi, in definitiva, del costo dei prodotti finali (secondo il noto principio fisico per il quale – qualunque sia il punto di partenza, in questo caso Kyoto, alla fine ogni supposta finisce al consumatore finale…). Più costi uguale minore competitività, uno svantaggio sopportabile se condiviso nello stesso modo da tutti gli operatori del mercato, ma il protocollo prevede dei meccanismi di calcolo per le riduzioni delle emissioni di “gas serra” che finiscono per penalizzare alcuni paesi e per agevolarne altri. Particolarmente criticata è stata la decisione di adottare come base di calcolo le emissioni del 1990 nonché quella di stabilire percentuali di riduzione solo per alcuni paesi. Grazie a questi meccanismi, nazioni come la Cina (che pure è ai primi posti quanto a emissione di gas serra) non subivano alcun contraccolpo significativo e anzi miglioravano la propria competitività sui mercati. Esitono, però, posizioni molto scettiche sia sull’efficacia dei protocolli che sulla reale dimensione del problema.

TESI SENZA FONDAMENTO? - Prestigiosi economisti spiegano che gli accordi di Kyoto non porteranno risultati significativi a fronte dei costi richiesti. Questa posizione è però “sui generis”: gli esperti di economia infatti non sostengono che il “global warming” sia una bufala, né affermano che esso sia un fenomeno naturale. Semplicemente ritengono che il denaro speso per applicare gli accordi di Kyoto potrebbe essere utilizzato con miglior efficienza affrontando il problema con altre soluzioni tecniche. Non mancano però documentari (The Great Global Warming Swindle) e convegni che mettono in discussione l’intero impianto della teoria del riscaldamento globale. Secondo alcuni di questi scettici, la Terra si starebbe raffreddando e non riscaldando; altri affermano che il Global Warming è una gigantesca bufala scientifica; altri ancora sottolineano che i cambiamenti climatici del Pianeta sono assolutamente normali e le attività umane non hanno alcun peso di essi. Il fatto che gli scettici non oppongano un’unica argomentazione ben documentata ma tante critiche diverse e talvolta in contraddizione tra loro, non depone a favore delle loro affermazioni. Al contrario la stragrande maggioranza del mondo scientifico, sia pure con cautela, ritiene che il riscaldamento del globo terrestre sia un fatto reale e provato, anche se non c’è altrettanta unità di pensiero sul grado di responsabilità delle attività industriali né sull’efficacia di misure come quelle previste dal protocollo di Kyoto. E’ poi un dato obiettivo che la concentrazione di gas serra nell’atmosfera è a livelli decisamente superiori rispetto a quelli naturali ed è accertato che il clima stia mutando. La relazione tra i due fenomeni non è provata al di là di ogni dubbio, ma è senz’altro logica e verosimile. Quindi, è bene non lasciarsi incantare dall’ottimismo di chi non crede al Global Warming e continuare a lavorare per ridurre la concentrazione di gas serra nell’atmosfera.

Nel frattempo, però, tenete a portata di mano il giubbotto e la sciarpa…

12 commenti a Che caldo… accendi la stufa!

  1. Pingback: diggita.it

  2. “Nel frattempo, però, tenete a portata di mano il giubbotto e la sciarpa…”

    In effetti per essere il 30 giugno, fa un pò freddino! :)

    Qualche anno fa, ho letto sulla rivista Focus che ci avviamo spediti verso un era glaciale previsto per l’anno 2050: e mi colpì, una foto surreale, il colosseo completamente ghiacciato! pura fantasia??
    chissà!
    una cosa è certa…il clima è impazzito, su questo punto non ci son dubbi!

    Bel post John!

  3. @gateo

    l’aumento di pirati al largo della somalia potrebbe spiegare gli inverni rigidi che abbiamo subito ultimamente.

    Ramen.

  4. Tuo Kuggino

    Articolo equilibrato, ben diverso da quella cosa penosa pubblicata da Granzotto un po’ di mesi fa sul “Giornale”, in cui si spacciava (spero dolosamente) un inverno ricco di precipitazioni ma non particolaremnte freddo come prova della non esistenza del Global Warning.

  5. MJ

    ” un inverno ricco di precipitazioni ma non particolaremnte freddo come prova della non esistenza del Global Warning.”

    Prova empirica altrimenti detta la prova del:” oggi a wagga wagga piove-fa freddo-nevica, QUINDI non c’è global warming”

  6. questa stragrande maggioranza degli scenziati , a favore del global warming E’ UNA PUTTANATA COLOSSALE .
    .
    indovina un po……………..
    l’IPCC , massimo organo complottista pro global warming si avvale delal firma di circa 2000 tra scienziati e politici .
    .
    ma a firmare CONTRO LA BUFALA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
    sono ………….solo in USA…………OLTRE 31.000
    http://www.petitionproject.org
    si …..trentuno mila scienziati che dicono cose diverse

  7. Gateo

    @Enrico: vedi come tutto torna?

    “Ramen”

    R O T F L !

    Mi sarebbe piaciuto argomentare il mio scetticismo, ma a fronte di Mauriziosat preferisco far finta di niente.

  8. MJ

    MaurizioSAt, sul sito della petizione contro la teoria del riscaldamento globale, sono riportate i campi di competenza dei firmatari. Dei 31000 firmatari, solo 3803 sono del campo della climatologia. Gi altri , sono medici, matematici, chimici, insomma materie più che rispettabili, ma essere un buon medico, per dire, non significa che puoi essere un esperto in climatolgia.

  9. MJ

    ( buffo. qui mi prende il commento, sotto il post-solita-ca**ata di Zamaz mi dice che l’indirizzo non è valido)

  10. “Dei 31000 firmatari, solo 3803 sono del campo della climatologia.”

    premesso che la scienza non è democratica, sono comunque quasi il doppio di quelli dell’ipcc

  11. MJ

    Astrolabio, in reatà , dei 3803 che citavo, solo un’altra parte più piccola attiene strettamente al campo della climatologia.

    Io ho riferito, prudenzialmente e grossolanamente, il dato che lo stesso sito riporta. Ma se si va sul sito , si vede che di climatologi veri e propri ce ne sono MOLTI meno. Nel numero 3803 includono anche meteorologi, astronomi, in modo un po’ arbitrario. Ma mettiamo che vada bene. Dall’altra parte, però, l’IPCC non include tutti gli scienziati che si occupano di clima , così come non comprende tutti gli scienziati sostenitori del Global warming per mano umana. Per cui, questi sono molti di più.

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