Interni

Che caldo… accendi la stufa!

30 giugno 2009

La Terra si sta riscaldando troppo… o forse no. Molte sono le notizie che si leggono e gli scienziati in azione al fine di riuscire a  trovare un “marchingegno” che possa contrastare il surriscaldamento del globo e lo scioglimento dei ghiacciai. Vediamo di iniziare a “raffreddarci” un po’ le idee.

Da un po’ di tempo lo si poteva leggere sui volti dei manifestanti in marcia nei cortei di protesta contro il Global Warming, il riscaldamento globale: tutti lì in fila, ad agitare mani e cartelli e a urlare slogan allarmanti, indossando giubbotti anti-vento e sciarpe termiche sotto la pioggia, la neve, la grandine… a luglio come in agosto, in Sud America come in Europa Meridionale… si guardavano tra loro, le facce spaurite e sconcertate mentre urlavano contro il riscaldamento del pianeta e appiccavano il fuoco a cassonetti e bidoni di spazzatura per riscaldarsi le mani semi-congelate. Lo pensavano tutti ma nessuno aveva il coraggio di dirlo: “Come accidenti funziona ‘sto Global Warming, che ogni anno che passa fa sempre più freddo, la primavera è sparita e l’estate si è ridotta a una manciata di giorni sempre più ristretta?”. Finché, negli ultimi mesi, qualcuno si è fatto coraggio, ha alzato la mano e ha detto con voce tremula: “Scusate, ma a me questa storia del Global Warming non mi convince più…”. E da quel momento sul Web e nei circoli scientifici la protesta impazza: il riscaldamento globale è una grossa bufala!. E dunque, come stanno le cose? Che fine faremo? Moriremo arsi dal Sole cocente o annegati dalle acque dei ghiacciai che si sciolgono o congelati dal freddo nella nostra autovettura a bassissime emissioni di CO?

LA SCIENZA DEL CLIMA E’ STORIA RECENTE - E’ importante tenere a mente che a fronte di un’età della Terra pari a circa cinque miliardi di anni, l’uomo moderno occupa solo pochi millenni della sua vita più recente e solo tra le due guerre mondiali, con lo sviluppo dell’aviazione, è iniziato lo studio scientifico e sistematico del clima terrestre a livello globale. L’individuazione di cicli e tendenze climatiche, pertanto, può basarsi solo sui dati raccolti in un segmento temporale recente e ristretto, mentre incontra limiti insormontabili quando si addentra attraverso il passato più lontano. Al Gore è il simbolo della lotta contro il riscaldamento globale. Nato nel 1948, Al Gore ha varcato le porte del Campidoglio nel 1977, come deputato. Diventato senatore nel 1985, tre anni dopo tentò la via della Casa Bianca ma fu sconfitto alle primarie del Partito Democratico. Nel 1993 diventò vice presidente degli Stati Uniti, con Bill Clinton alla presidenza. Nel 2000 perse per una manciata di voti le elezioni presidenziali, vinte da George Bush. La sua fama di ambientalista nacque nel 1998, quando firmò simbolicamente il Protocollo di Kyoto che il Senato degli Stati Uniti, all’unanimità, aveva già deciso di non firmare (difatti Clinton si astenne persino dal sottoporre il trattato all’assemblea per la ratifica, anche se per qualche strana ragione gran parte della gente continua ad attribuire a Bush la colpa del misfatto). Da quel momento, le campagne di Al Gore contro il Global Warming e per la riduzione delle emissioni industriali giudicate colpevoli dell’aumento delle temperature a livello mondiale, diventarono sempre più famose e culminarono addirittura con il premio Nobel assegnatogli nel 2007.

MA COS’E’ IL GLOBAL WARMING?Studi scientifici hanno verificato che la concentrazione di diossido di carbonio (ossia l’anidride carbonica) nell’atmosfera è andata aumentando in modo allarmante a partire dal 1995. Basandosi sui rilievi dei carotaggi nei ghiacciai, gli scienziati hanno calcolato che nell’epoca pre-industriale il valore era pari a 280 ppm (parti per milione), ossia nei limiti del valore naturale che negli ultimi 650.000 anni non ha mai superato i 300 ppm. Dal 1960 (quando sono iniziate le misurazioni scientifiche sui livelli di CO2 nell’aria) questi valori sono andati aumentando con una media di 1,4 ppm all’anno, e dal 1995 l’incremento è balzato a 1,9 ppm all’anno, al punto che nel 2005 la concentrazione era ormai arrivata a 379 ppm, ben oltre il picco naturale. Il diossido di carbonio è responsabile dell’ “effetto serra”, ossia una specie di “cappa” atmosferica che lascia passare i raggi del Sole verso la Terra ma impedisce al calore di disperdersi verso lo spazio, determinando così un progressivo innalzamento della temperatura terrestre. Ma il diossido di carbonio non è l’unico gas con questa spiacevole caratteristica: anche metano e protossido di azoto si comportano nella stessa maniera e anche per essi si è rilevato un analogo aumento dei livelli di concentrazione nell’aria. Il risultato, secondo gli scienziati, è che la temperatura media terrestre è aumentata di quasi 1 grado centigrado negli ultimi cento anni e – con gli attuali ritmi di emissione dei citati gas nell’aria – aumenterà fino a ulteriori 6 gradi centigradi nel corso dei prossimi cento anni. La cosa di per sé è già molto preoccupante (6 gradi sono davvero tanti) ma diventa un vero incubo ove si pensi che una delle conseguenze sarebbe lo scioglimento dei ghiacciai e l’innalzamento dei livelli oceanici di oltre mezzo metro (il che significa che una gran percentuale delle fasce costiere mondiali sarebbe sommersa dalle acque salate). Ma questo è solo uno degli effetti derivati: lo scenario finale potrebbe essere quello di rendere l’intero pianeta incompatibile con moltissime forme di vita, tra cui la nostra.

12 commenti a Che caldo… accendi la stufa!

  1. Pingback: diggita.it

  2. “Nel frattempo, però, tenete a portata di mano il giubbotto e la sciarpa…”

    In effetti per essere il 30 giugno, fa un pò freddino! :)

    Qualche anno fa, ho letto sulla rivista Focus che ci avviamo spediti verso un era glaciale previsto per l’anno 2050: e mi colpì, una foto surreale, il colosseo completamente ghiacciato! pura fantasia??
    chissà!
    una cosa è certa…il clima è impazzito, su questo punto non ci son dubbi!

    Bel post John!

  3. @gateo

    l’aumento di pirati al largo della somalia potrebbe spiegare gli inverni rigidi che abbiamo subito ultimamente.

    Ramen.

  4. Tuo Kuggino

    Articolo equilibrato, ben diverso da quella cosa penosa pubblicata da Granzotto un po’ di mesi fa sul “Giornale”, in cui si spacciava (spero dolosamente) un inverno ricco di precipitazioni ma non particolaremnte freddo come prova della non esistenza del Global Warning.

  5. MJ

    ” un inverno ricco di precipitazioni ma non particolaremnte freddo come prova della non esistenza del Global Warning.”

    Prova empirica altrimenti detta la prova del:” oggi a wagga wagga piove-fa freddo-nevica, QUINDI non c’è global warming”

  6. questa stragrande maggioranza degli scenziati , a favore del global warming E’ UNA PUTTANATA COLOSSALE .
    .
    indovina un po……………..
    l’IPCC , massimo organo complottista pro global warming si avvale delal firma di circa 2000 tra scienziati e politici .
    .
    ma a firmare CONTRO LA BUFALA DEL RISCALDAMENTO GLOBALE
    sono ………….solo in USA…………OLTRE 31.000
    http://www.petitionproject.org
    si …..trentuno mila scienziati che dicono cose diverse

  7. Gateo

    @Enrico: vedi come tutto torna?

    “Ramen”

    R O T F L !

    Mi sarebbe piaciuto argomentare il mio scetticismo, ma a fronte di Mauriziosat preferisco far finta di niente.

  8. MJ

    MaurizioSAt, sul sito della petizione contro la teoria del riscaldamento globale, sono riportate i campi di competenza dei firmatari. Dei 31000 firmatari, solo 3803 sono del campo della climatologia. Gi altri , sono medici, matematici, chimici, insomma materie più che rispettabili, ma essere un buon medico, per dire, non significa che puoi essere un esperto in climatolgia.

  9. MJ

    ( buffo. qui mi prende il commento, sotto il post-solita-ca**ata di Zamaz mi dice che l’indirizzo non è valido)

  10. “Dei 31000 firmatari, solo 3803 sono del campo della climatologia.”

    premesso che la scienza non è democratica, sono comunque quasi il doppio di quelli dell’ipcc

  11. MJ

    Astrolabio, in reatà , dei 3803 che citavo, solo un’altra parte più piccola attiene strettamente al campo della climatologia.

    Io ho riferito, prudenzialmente e grossolanamente, il dato che lo stesso sito riporta. Ma se si va sul sito , si vede che di climatologi veri e propri ce ne sono MOLTI meno. Nel numero 3803 includono anche meteorologi, astronomi, in modo un po’ arbitrario. Ma mettiamo che vada bene. Dall’altra parte, però, l’IPCC non include tutti gli scienziati che si occupano di clima , così come non comprende tutti gli scienziati sostenitori del Global warming per mano umana. Per cui, questi sono molti di più.

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