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	<title>Commenti a: The Final Ricchiuti #299</title>
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		<title>Di: pier pippo</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32226</link>
		<dc:creator>pier pippo</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:14:50 +0000</pubDate>
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		<description>per me Jamba sta uscendo i-pazzo

nun me trattengo, so&#039; troppo spiritoso....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>per me Jamba sta uscendo i-pazzo</p>
<p>nun me trattengo, so&#8217; troppo spiritoso&#8230;.</p>
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		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32220</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 08:01:47 +0000</pubDate>
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		<description>Naturalmente per valutare appieno il pensiero totalitario e totalizzante di Ipazia / Ipazio basta valutare il suo ossessivo ed ostinato prosi nei confronti dell&#039;latro per giudicarlo, valutarlo allo scopo di controllarlo.

Atteggiamento apparentem,ente aggressivo e volitivo che funziona su chi non è consapevole, come lo sono io, che questo atteggiamento apparentemente aggressivo si fonda in realtà sulla Paura dell&#039;altro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Naturalmente per valutare appieno il pensiero totalitario e totalizzante di Ipazia / Ipazio basta valutare il suo ossessivo ed ostinato prosi nei confronti dell&#8217;latro per giudicarlo, valutarlo allo scopo di controllarlo.</p>
<p>Atteggiamento apparentem,ente aggressivo e volitivo che funziona su chi non è consapevole, come lo sono io, che questo atteggiamento apparentemente aggressivo si fonda in realtà sulla Paura dell&#8217;altro.</p>
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		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32217</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:53:52 +0000</pubDate>
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		<description>Il dialogo tra Giamba ed Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stesso di essere Ipazio che si finge Ipazia ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..) è un dialogo classico tra un portatore di pensiero libero che libera e vuole liberare (divieni ciò che sei Ipazia, Ipazio o quel che sia..) e un portatore di pensiero totalitario che vuole controllare e convertire l&#039;atro.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il dialogo tra Giamba ed Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stesso di essere Ipazio che si finge Ipazia ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..) è un dialogo classico tra un portatore di pensiero libero che libera e vuole liberare (divieni ciò che sei Ipazia, Ipazio o quel che sia..) e un portatore di pensiero totalitario che vuole controllare e convertire l&#8217;atro.</p>
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		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32211</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:33:56 +0000</pubDate>
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		<description>QUADRO RIASSUNTIVO FINALE.

1) ELASTICITA&#039; E FLUIDITA&#039; COME CONDIZIONE NATURALE DEL CERVELLO
(IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE)

Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.

La sua funzione è quella di costruire un&#039;immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un&#039;zione intelligente nella realtà terrena.

2) IRRIGIDIMENTO DEL CERVELLO
8IL PENSIERO TOTALITARIO)

Nel costruire un&#039; immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte e della libertà dell&#039;altro, che considera come un pericolo di morte.

Il cervello, per rassicurare il corPo, di cui è parte, costruisce a questo punto delel IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA&#039;,che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell&#039;altro.

Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all&#039;altro, perchè se l&#039;altro conserva lòa sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della moret che danno angoscia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>QUADRO RIASSUNTIVO FINALE.</p>
<p>1) ELASTICITA&#8217; E FLUIDITA&#8217; COME CONDIZIONE NATURALE DEL CERVELLO<br />
(IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE)</p>
<p>Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.</p>
<p>La sua funzione è quella di costruire un&#8217;immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un&#8217;zione intelligente nella realtà terrena.</p>
<p>2) IRRIGIDIMENTO DEL CERVELLO<br />
8IL PENSIERO TOTALITARIO)</p>
<p>Nel costruire un&#8217; immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte e della libertà dell&#8217;altro, che considera come un pericolo di morte.</p>
<p>Il cervello, per rassicurare il corPo, di cui è parte, costruisce a questo punto delel IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA&#8217;,che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell&#8217;altro.</p>
<p>Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all&#8217;altro, perchè se l&#8217;altro conserva lòa sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della moret che danno angoscia.</p>
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		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32210</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:24:15 +0000</pubDate>
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		<description>Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stessio di essere Ipazio ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente)  un caso classico di CERVELLO IRRIGIDITO DALL’ANGOSCIA DELLA MORTE E DALLA PAURA DELL&#039;ALTRO, che usa se stesso per rassicurare il corpo, di cui è parte, angosciato dalL morte e dall&#039;altro, piuttosto che per avere consapevolezza della realtà.
In questo modo il cervello viene sottratto alla sua funzione naturale, che è quella di strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
Una funzione che si esprime nel costruire un’immagine della realtà che sia più simile alla realtà effettiva per poi agire intelligenetemnete nella realtà.
Il cervello di Ipazia, Ipazio, tutti e due, irrigidito, contratto e raggrinzito dall’angoscia di morte, COSTRUISCE IMMAGINI ALLUCINATE E DELIRANTI DELLA REALTA’, rendendolo cosi’ incapace di vivere intelligentemente nella realtà.
Inutile aggiungere l&#039;inevitabile tentativo susseguente di PORTARE AGLI ALTRI IL SUO PENSIERO, nel tentativo (impossibile razionalmnete ma non per l&#039;inconscio, che non conosce la realtà) di eliminare altre visioni della realtà dche riaprano langoscia e la libertà dell&#039;altro, che viene temuta comepericolo di morte.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stessio di essere Ipazio ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente)  un caso classico di CERVELLO IRRIGIDITO DALL’ANGOSCIA DELLA MORTE E DALLA PAURA DELL&#8217;ALTRO, che usa se stesso per rassicurare il corpo, di cui è parte, angosciato dalL morte e dall&#8217;altro, piuttosto che per avere consapevolezza della realtà.<br />
In questo modo il cervello viene sottratto alla sua funzione naturale, che è quella di strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.<br />
Una funzione che si esprime nel costruire un’immagine della realtà che sia più simile alla realtà effettiva per poi agire intelligenetemnete nella realtà.<br />
Il cervello di Ipazia, Ipazio, tutti e due, irrigidito, contratto e raggrinzito dall’angoscia di morte, COSTRUISCE IMMAGINI ALLUCINATE E DELIRANTI DELLA REALTA’, rendendolo cosi’ incapace di vivere intelligentemente nella realtà.<br />
Inutile aggiungere l&#8217;inevitabile tentativo susseguente di PORTARE AGLI ALTRI IL SUO PENSIERO, nel tentativo (impossibile razionalmnete ma non per l&#8217;inconscio, che non conosce la realtà) di eliminare altre visioni della realtà dche riaprano langoscia e la libertà dell&#8217;altro, che viene temuta comepericolo di morte.</p>
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	<item>
		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32206</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 07:04:24 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=30370#comment-32206</guid>
		<description>Un consiglio finale ad Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia ma che è un Ipaziao che in eraltà è veramente un&#039;Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente?

Il tuo pensiero è rigido.

E’ un pensiero che CERCA SICUREZZE (la sicurezza di essere un maschio ?), non è un pensiero FINALIZATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELlA REALTA’.
Cosi’ com’è continuerà solo ad autoalimentare se stesso per confermarsi e rassicurarsi ed a sconnettersi dalla realtà.

DESTRUTTURA IL TUO PENSIERO.
COSI’COM’E’ NON SERVE A NIENTE.


CITAZIONE

Gli esseri umani hanno bisogno di due cose fondamentali: capire la realtà ed avere sicurezza.

Il problema è che qiasi sempre la seconda esigenza condiziona la prima.

Bertrand Russell</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Un consiglio finale ad Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia ma che è un Ipaziao che in eraltà è veramente un&#8217;Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente?</p>
<p>Il tuo pensiero è rigido.</p>
<p>E’ un pensiero che CERCA SICUREZZE (la sicurezza di essere un maschio ?), non è un pensiero FINALIZATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELlA REALTA’.<br />
Cosi’ com’è continuerà solo ad autoalimentare se stesso per confermarsi e rassicurarsi ed a sconnettersi dalla realtà.</p>
<p>DESTRUTTURA IL TUO PENSIERO.<br />
COSI’COM’E’ NON SERVE A NIENTE.</p>
<p>CITAZIONE</p>
<p>Gli esseri umani hanno bisogno di due cose fondamentali: capire la realtà ed avere sicurezza.</p>
<p>Il problema è che qiasi sempre la seconda esigenza condiziona la prima.</p>
<p>Bertrand Russell</p>
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	<item>
		<title>Di: Gabriele D'Annunzio</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32203</link>
		<dc:creator>Gabriele D'Annunzio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:51:38 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=30370#comment-32203</guid>
		<description>Furonvi donne serene 
con chiari occhi, infinite 
nel lor silenzio 
come le contrade 
piane ove scorre un fiume; 
furonvi donne per lume 
d&#039;oro emule dell&#039;estate 
e dell&#039;incendio, 
simili a biade 
lussurianti 
che non toccò la falce 
ma che divora il fuoco 
degli astri sotto un cielo immite; 
furonvi donne sì lievi 
che una parola 
le fece schiave 
come una coppa riversa 
tiene prigione un&#039;ape; 
furonvi altre con mani smorte 
che spensero ogni pensier forte 
senza romore; 

altre con mani esigue 
e pieghevoli, il cui gioco 
lento parea s&#039;insinuasse 
a dividere le vene 
quasi fili di matasse 
tinte in oltremarino; 
altre, pallide e lasse, 
devastate dai baci, 
riarse d&#039;amore sino 
alle midolle, 
perdute il cocente 
viso entro le chiome, 
con le nari come 
inquiete alette, 
con le labbra come 
parole dette, 
con le palpebre come 
le violette. 
E vi furono altre ancóra; 
e meravigliosamente 
io le conobbi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Furonvi donne serene<br />
con chiari occhi, infinite<br />
nel lor silenzio<br />
come le contrade<br />
piane ove scorre un fiume;<br />
furonvi donne per lume<br />
d&#8217;oro emule dell&#8217;estate<br />
e dell&#8217;incendio,<br />
simili a biade<br />
lussurianti<br />
che non toccò la falce<br />
ma che divora il fuoco<br />
degli astri sotto un cielo immite;<br />
furonvi donne sì lievi<br />
che una parola<br />
le fece schiave<br />
come una coppa riversa<br />
tiene prigione un&#8217;ape;<br />
furonvi altre con mani smorte<br />
che spensero ogni pensier forte<br />
senza romore; </p>
<p>altre con mani esigue<br />
e pieghevoli, il cui gioco<br />
lento parea s&#8217;insinuasse<br />
a dividere le vene<br />
quasi fili di matasse<br />
tinte in oltremarino;<br />
altre, pallide e lasse,<br />
devastate dai baci,<br />
riarse d&#8217;amore sino<br />
alle midolle,<br />
perdute il cocente<br />
viso entro le chiome,<br />
con le nari come<br />
inquiete alette,<br />
con le labbra come<br />
parole dette,<br />
con le palpebre come<br />
le violette.<br />
E vi furono altre ancóra;<br />
e meravigliosamente<br />
io le conobbi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele D'Annunzio</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32202</link>
		<dc:creator>Gabriele D'Annunzio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:50:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=30370#comment-32202</guid>
		<description>Io nacqui ogni mattina. 
Ogni mio risveglio 
fu come un&#039;improvvisa 
nascita nella luce: 
attoniti i miei occhi 
miravano la luce 
e il mondo. Chiedea l&#039;ignaro: 
«Perché ti meravigli?». 
Attonito io rimirava 
la luce e il mondo. Quanti 
furono i miei giacigli! 
Giacqui su la bica flava 
udendo sotto il mio peso 
stridere l&#039;aride ariste. 
Giacqui su i fragranti 
fieni, su le sabbie calde, 
su i carri, su i navigli, 
nelle logge di marmo, 
sotto le pergole, sotto 
le tende, sotto le querci. 
Dove giacqui, rinacqui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io nacqui ogni mattina.<br />
Ogni mio risveglio<br />
fu come un&#8217;improvvisa<br />
nascita nella luce:<br />
attoniti i miei occhi<br />
miravano la luce<br />
e il mondo. Chiedea l&#8217;ignaro:<br />
«Perché ti meravigli?».<br />
Attonito io rimirava<br />
la luce e il mondo. Quanti<br />
furono i miei giacigli!<br />
Giacqui su la bica flava<br />
udendo sotto il mio peso<br />
stridere l&#8217;aride ariste.<br />
Giacqui su i fragranti<br />
fieni, su le sabbie calde,<br />
su i carri, su i navigli,<br />
nelle logge di marmo,<br />
sotto le pergole, sotto<br />
le tende, sotto le querci.<br />
Dove giacqui, rinacqui.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Gabriele D'Annunzio</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32201</link>
		<dc:creator>Gabriele D'Annunzio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:45:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=30370#comment-32201</guid>
		<description>IO STO CON LA VITA !!!

IO STO CON GIAMBA !!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>IO STO CON LA VITA !!!</p>
<p>IO STO CON GIAMBA !!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Giamba</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/30370/the-final-ricchiuti-299/#comment-32200</link>
		<dc:creator>Giamba</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Jun 2009 06:42:31 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.giornalettismo.com/?p=30370#comment-32200</guid>
		<description>Più che una donna vedo in questa Ipazia un maschio PARANOICAMENTE COSTRETTO A CONTROLLARE L&#039;ALTRO PER TERRORE DELLA LIBERTA&#039; DELL&#039;ALTRO, CHE EGLI INTEN DE COME PERICOLO PER LA SUA VITA.

Un paranoico che, come tutti i paranoici di tale fatta, sarà schiantato dalla consapevolezza finale della indomabile persistenza della libertà di Giamba.

Uno schianto dfa intendersi non come distruzione, bensì come terapia, perchè il paranoico, finalmente oiberato dalle sue paure, si porrà, libero e felice, in mezzo ad altri individui liberi e felici.

Non più ossessionato dalla sua ANOGOSCIA DI CONTROLLO.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Più che una donna vedo in questa Ipazia un maschio PARANOICAMENTE COSTRETTO A CONTROLLARE L&#8217;ALTRO PER TERRORE DELLA LIBERTA&#8217; DELL&#8217;ALTRO, CHE EGLI INTEN DE COME PERICOLO PER LA SUA VITA.</p>
<p>Un paranoico che, come tutti i paranoici di tale fatta, sarà schiantato dalla consapevolezza finale della indomabile persistenza della libertà di Giamba.</p>
<p>Uno schianto dfa intendersi non come distruzione, bensì come terapia, perchè il paranoico, finalmente oiberato dalle sue paure, si porrà, libero e felice, in mezzo ad altri individui liberi e felici.</p>
<p>Non più ossessionato dalla sua ANOGOSCIA DI CONTROLLO.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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