Facciamo le valige dal SudAfrika. Mandela è vivo, Michael Jackson no. A cinquant’anni appena e con un colpo al cuore. Ma come, lui magro allenato che ha fatto sempre movimento sport, che ballava cantava danzava si muoveva, che pure per muovere il collo con tutti quei destra sinistra bruciava duecento kgcalorie muore di un colpo al cuore e noi tre bisonti, che l’ultimo esercizio fisico l’abbiamo fatto sollevando il foglio con su scritto il conto (loro, io manco quello). Guardaci qui, liberi, vivi, che ancora commentiamo la cronaca giusto per non mangiare e basta che tanto si sta zitti mica solo con la bocca piena. Galeazzi chiosa, a Michael Jackson benché dicano bene gli ha detto sempre male. E’ morto da bianco proprio mentre i neri si so’presi la libertà per stare tra i diamanti. Tra le trombette, l’unico trombato.























“E’ morto da bianco proprio mentre i neri si so’presi la libertà per stare tra i diamanti.”
Un artista è un uomo libero, non è esistito per esistere, ma credo che Jackson sia vissuto nella consapevolezza del suo enorme talento…talento sinonimo di bellezza che lo ha aiutato a vivere!
Ma sta Lucia UN ARTISTA E UN UOMO LIBERO..NON E’ ESISTITO PER ESISTERE..TALENTO SINONIMO DI BELLEZZA..da dove viene?
Dal paese dei Luoghi Comuni e degli Stereotipi..
Ricchiu co’ questa bisogna comincia’ dall’ABC..
Na faticaccia..
Io mò dal primo luglio vado al mare la mattina e nun c’ho tempo..
Ce pensi tu?
No, Giamba! provengo dal paese dei “visi pirati”
dove vivono i cieli azzurri, le zagare, i pampini inebrianti, le macchie gialle delle ginestre, l’azzurro mattinale del mare che si perde nello spazio, l’assoluta immobilità dell’estate e il trepido agitarsi dei riflessi lunari sulle onde notturne mosse dal maestrale!
Ricchiu co’ questa bisogna comincia’ dall’ABC..
Ma guarda, dall’ ABC…dovresti ricominciare tu!
…sei troppo all’antica…con i tuoi “accoppiarsi e riprodursi”
oggi come oggi, l’unica realizzazione personale per la donna è il L A V O R O!…non siamo più “catenacci” dell’uomo!
tatafiore, amato, jackson…
se uno per due non caghi la minchia ad un morto non riesci proprio a sentirti vivo, eh…?
Fa molta rabbia vedere che c’è chi la propria vita la passa senza capirla, soprattutto quando quella vita non c’è più.
No, Giamba! provengo dal paese dei “visi pirati” dove vivono i cieli azzurri, le zagare, i pampini inebrianti, le macchie gialle delle ginestre, l’azzurro mattinale del mare che si perde nello spazio, l’assoluta immobilità dell’estate e il trepido agitarsi dei riflessi lunari sulle onde notturne mosse dal maestrale!
E vabbè..
Ma ste cose ce l’ho pure io..
Ma nun caoisco perchè te agiti cosi’?
Quello che me preoccupa de quelli come Lucia è che godono de più a scive de quele cose in modo poetico che delle cose in sè..
Pensace Luci nella tua camneretta stasera..
Un godimento fittizio, che avviene nel cervello, alienato dal corpo, che non è più in grado di godere direttamente..
Un surrogato..
Na tragedia..
L’alienazione inevitabile da sè e dal proprio copro dei potatori di pensiero dualistico..
Lucia29 giugno 2009 , 11:56
l’unica realizzazione personale per la donna è il L A V O R O!
Si si..
Le conosco quelle come te Luci..
Poi stanno tutto il giorno a STIGMATIZZARE quelle che diventano ministro con un pompino o fanno le veline..
ROSICANTI..
TIE LUCI’..
D’ANNUNZIO..
RIAPPROPRIATI DEL TUO CORPO..
E GODINE..
Canta la gioia! Io voglio cingerti
di tutti i fiori perchè tu celebri
la gioia la gioia la gioia,
questa magnifica donatrice!
Canta l’immensa gioia di vivere,
d’essere forte, d’essere giovine,
di mordere i frutti terrestri
con saldi e bianchi denti voraci,
di por le mani audaci e cupide
su ogni dolce cosa tangibile,
di tendere l’arco su ogni
preda novella che il desìo miri,
e di ascoltar tutte le musiche,
e di guardar con occhi fiammei
il volto divino del mondo
come l’amante guarda l’amata,
e di adorare ogni fuggevole
forma,ogni segno vago, ogni immagine
vanente, ogni grazia caduca,
ogni apparenza ne l’ora breve.
Canta la gioia! Lungi da l’anima
nostra il dolore, veste cinerea.
E’ un misero schiavo colui
che del dolore fa sua veste.
A te la gioia, Ospite! Io voglio
vestirti da la più rossa porpora
s’io debba pur tingere il tuo
bisso nel sangue de le mie vene.
Di tutti i fiori io voglio cingerti
trasfigurata perchè tu celebri
la gioia la gioia la gioia,
questa invincibile creatrice!
Mò se sta a bagna tutta Lucia..
Je faccio st’effetto alle femmine..
Pure via Internet..
All’inizio se impressione mpò e va a prega..
Poi comincia a vede che je piace, se abitua e comincia a canta
SEMPRE LIBERA VEGG’IO FOLLEGGIAR DI GIOIA IN GIOIA..
IO NON HO MAI CAPVITO PEVCHE’ QUEL BVUON UOMO STAVA IN UVA CAMEVA IPEVBAVICA PER DIVENTAVE BIANCVO SECONDVO ME E’ COME LA BAVZELLETTA DI QUEL BAMVINO DI COLOVE, ^^CHE VA DAL PVAPA’ E GLI DVICE PAVA’ E’ BVUTTO ESSEVE NEVI NESSUNO TI CONSIDEVA TUTTI TI SCHIENAVO SAVEBBE BELLO DIVENTAVE NEVI E IL PAPA’: SE STAVAI BVUONO E NON RUBI LE MEVENDINE AI COMPAGNI BIANCHI TI FACVO DIVENTAVE BIANCVO..ALLOVA LUI BVUONO BVUONO NON RUBA LE MEVENDINE E UN BEL GIOVNO TOVANDO A CAVA IL PAPA’ COME ALAVDINO LO STAVSFORMA IN BIANCVO ALCVE’ IL FIGLIO TUTTO CONTENTO VA A DOVMIVE..IL GIOVNO DOPVO SI ALZVA E VA SCUOVA TUTVO CONTENTVO DI SOCIALIZZAVE COI SUOI NUOVI COMPVAGNI DI CLAFFE..PAFFA QUALCVE OVA E SI VA A FAVE GINNAFTICVA…I COMPVAGNI SI RIUNIFCONO PEV FAVE LA SUAQDVA E A UN CEVTO PUNTVO IL CAVITANO DI COLOVE SI AVVICINA AL VAGAZZINO DIVENTVO BIANCVO E L’APOVTROVA DICENDVO: SCUVA MA LA SUQADVA E’ FATVA DA GIOCATOVI DI COLOVE E TU SE BIANCVO NON VOPPIAMO FAVTI ENTRAVE. E..IL BAMBINO TVA SE E SE: ^^POVCA MISEVIA E’ DA UN GIOVNO CHE FONO BIANCVO E GVA’ MI STANNO SUL CUVO I NEGVI…!^^ AHAHAHAHA SI DEFE PVOPVIO ESSEVE COSi’ ..L’ETEVNO DILEMMA DEL DIVEVSO E DEI GVUPPI DI VIFEVIMENTO ALLA FINE LE DIVEVSITA’ SONO SOVO VAPPORTI TVA MINOVANZE TOLLEVATE E MAGGIOVANZE TOLLEVANTI. FINCVE’ ..NON SI INVEVTONO LE PVOPOVZIONI E VITOVANO A VOVALE GLI SKIAFFONI ..AHAHAHAHAH ..
POVEVO MICAHEL LUI FOVSE FOLEVA EVITAVE GLI SKIAFFONI DEI BVIANCHI… E PEV DIVENTAVE COME LOVO..NE HA PVESO I VIZI…COME I SIOUX CHE VIVONO NEVVE VISERVE DEI BIANCVI E SONO UBVIACHI…CHE SEMVANO LO SHEVIVVO SCVEMO DEI WESTEVRN FATVI DAI BAINCVI ..QAUNDVO EVANO LIBEVI NON SPAEVANO NEANCVE COVA FOFFE IL WHISKY..E EVANO FOVTI, INTEGVI E ICORROTVI …POI CI HANNO INCVONTVATI E DA LI E’ INZIATA LA LOVO FINE…IV LOVO VIAVE DEI TVAMONTO WWWWW IL BLACV POWER WWWWWIVA…
Adesso do’ ragione a Giamba. Che adesso sarà sotto un ombrellone ma che con una chiavetta USB potrà speriamo, restare a commentare con noi( ne sentiamo la mancanza già quando è qui in mezzo a noi ).Magari con una bella al fianco. Sottomessa.
Insomma il tipo di donna apprezzato da donne come Ipazia, come si evince.
Dunque dicevo!? …a si ..curati o entra in riserva. Ti prendono.
E’ un lavoro anche quello perdindirindina.
Ci risiamo,Giamba,ci risiamo!Fra tutta la sterminata produzione vitalistica dannunziana,sei andato a prendere propio “Canto novo”,opera nella quale più che il vitalismo panico,cui tu vorresti accennare maldestramente,passa una concezione autodistruttiva in cui il desiderio di morte fa aggio su tutto il resto.Ovviamente tu ignori bellamente ciò che accadde a d’Annunzio (Alcuni sostengono che sia più corretto scriverne il cogneme con la minuscola iniziale)durante il 1881,cosa che lo portò a produrre la composizione di cui sopra che tu,al solito,citi a sproposito.Già ti ho invitato ad astenerti,quando la cosa si eleva anche di un solo palmo al di sopra del tuo livello.
Morte..Vita.
E’ tutta la stessa cosa Ipazi..
Per vivere bisogna essere un corpo con cui ci stanno tutte e due insieme
Solo quelle come te, con un cervello alinetao dal corpo fanno ste seprazioni..
Che nella realtà non esistono..
Tu pensi col cervello alienato dal corpo..
Non cosi’ io..
IL CORPO E’ LA MIA GRANDE RAGIONE..
Tu le poesie de D’Annunzio lo analizzi cor cervello..
Je fai l’autopsia..
Come a na cosa morta..
Io le vivo col corpo..
Perchè le poesie de D’Anunzio so na cosa viva..
Na cosa che pulsa..
Non dimenticare, o Ipazia, che il Vate è originario, come me, di una regione in cui si ha una concezione fisica, corporea, bestiale della vita e del sesso..
L’abruzzese, pastore, non fa alcuna distinzione tra la femmina e la pecora, con cui si accoppia nei mesi in cui vive da solo con loro in montagna,
LA FEMMINA E’ PECORA, CAGNA, ANIMALE..
E LA FEMMINA GODE NELL’ESSERE PECORA, CAGNA E ANIMALE..
Flaiano, nato a pochi metri da dove nacque il Vate, abruzzese anche lui, scisse Melampus, da cui poi fu girato il film LA CAGNA, con Mastroianni e la Deneuce.
Una regione in cui si dice:
L’OMM HA DA PUZZA’ E LA FEMMENA HA DA PUZZA’ DELL’OMM SUE.
Ma che ne sai tu de ste cose?
Che ne sai della femmina che segue il maschio ovunque, viene posseduta dal maschio, si impregaa sel suo odore e diventa lui..
Queste cose ti saranno sempre negate..
Piccola stupida femmina ossessionata da ideologie fuorvianti che proclamano IL CORPO E’ MIO E LO GESTISCO DA ME !!
RISEVVA PIENA …PAVVINO VOSSO MI FEMVO PEV IV PIENO.
ipazia29 giugno 2009 , 19:11
Canto novo”,opera nella quale più che il vitalismo panico..
una concezione autodistruttiva in cui il desiderio di morte fa aggio..
ciò che accadde a d’Annunziodurante il 1881,cosa che lo portò a produrre la composizione di cui sopra..
O Ipazi’ ma come cazzo parli?
Mica stamno a fa l’esame de maturitò,,
Che tristezza sta femmina..
Come tutte le femmine che se mettono a usa er cervello..
LA FEMMINA NON DEVE USA ER CERVELLO..
NUN DEVE PENSA..
Se abbrutisce..Se abruttisce..
Nun la vo più nessuno..
Diventa acida..
Repellente…
DIVENTA N’OMO..
COME TE IPAZI’ INSOMMA..
Sempre cosi’ fa per trombassele..
D’Annunzio, la femmina cagna e pecora. l’ommha da puzza..
E il bello è che alal fine se le tromba sempre..
Ah,ma allora intigni,caro Giamba,o vuoi essere chiamato Sasà:ogni aggiunta che fai,accresci la tua insipienza.Questa cagna di cui parli(ma tu che cosa ne sai?),non è una donna,egregio signore.Flaiano la usa come metafora,e sai di che cosa?..del linguaggio moderno che si assoggetta alla violenza dello stereotipo,del significato consolidato e ripetitivo,che si disumanizza,come fa la signora in exemplum.In questo sei tu a somigliare,non al maschio,ma alla femmina di Melampo:dici sempre le stesse cose,prive di senso autonomo e creativo.Zitto,stai zitto,zoccoletto…
AVVIVO CVE GABVIELE SI FECVE TOVVIERE DVUE COSTOVE..PE FAFFE I POMPVINI DVA SOVO ..INFOMMA ANCVE SENZVA FEMMIVE …SAPEVA STAVE DVA SOVO E DIVVEVTIVSI AL VITTOVIAVE CHE EVA MOLTVO PVIU SUO CHE DEVGLI ITAVVIANI ..UNA VIA DI MEZVO TVA MICHVAEL JAFKSON…E SILVVIO D’ADDAVVIO..
La povera Ipazia insiste nell’atteggiamento che la redne infelice..
Quell’atteggiamento che rende infelice la femmina..
Cosa possiamo fare per lei?
Solo aperare che non sia una femmina..
NEL CASO IPAZIA FOSSE UNA FEMMINA (fisiologicamente intendo, cosa di cui dubito perchè a questo punto una femmina alienata dal suo corpo, a contatto con me, sarebbe già tornata femmina..)
Rilassati Ipazia..
Lasciati andare..
Non potrai mai giungere alla felicità dei sensi con questo approccio ostinatamete ed ottusamente contratto ed aggressivo..
Continua a interroga..
Continua a fa gli esami di maturità..
Continua ad approcciare esemplari adulti della specie come cuccioli..
Certa di ricondurre alla dipendenza infantile..
Alienata da sè da suo copro e dalal sua vita..
Continua a pretendere interlocutori che si pongano come giudicati.
Ignara che ciò non con tutti è possibile..
LASSATE ANDA IPAZI..
SEI RIGIDA..
INUTYILMNETE PERALTRO..
Più che una donna vedo in questa Ipazia un maschio PARANOICAMENTE COSTRETTO A CONTROLLARE L’ALTRO PER TERRORE DELLA LIBERTA’ DELL’ALTRO, CHE EGLI INTEN DE COME PERICOLO PER LA SUA VITA.
Un paranoico che, come tutti i paranoici di tale fatta, sarà schiantato dalla consapevolezza finale della indomabile persistenza della libertà di Giamba.
Uno schianto dfa intendersi non come distruzione, bensì come terapia, perchè il paranoico, finalmente oiberato dalle sue paure, si porrà, libero e felice, in mezzo ad altri individui liberi e felici.
Non più ossessionato dalla sua ANOGOSCIA DI CONTROLLO.
IO STO CON LA VITA !!!
IO STO CON GIAMBA !!
Io nacqui ogni mattina.
Ogni mio risveglio
fu come un’improvvisa
nascita nella luce:
attoniti i miei occhi
miravano la luce
e il mondo. Chiedea l’ignaro:
«Perché ti meravigli?».
Attonito io rimirava
la luce e il mondo. Quanti
furono i miei giacigli!
Giacqui su la bica flava
udendo sotto il mio peso
stridere l’aride ariste.
Giacqui su i fragranti
fieni, su le sabbie calde,
su i carri, su i navigli,
nelle logge di marmo,
sotto le pergole, sotto
le tende, sotto le querci.
Dove giacqui, rinacqui.
Furonvi donne serene
con chiari occhi, infinite
nel lor silenzio
come le contrade
piane ove scorre un fiume;
furonvi donne per lume
d’oro emule dell’estate
e dell’incendio,
simili a biade
lussurianti
che non toccò la falce
ma che divora il fuoco
degli astri sotto un cielo immite;
furonvi donne sì lievi
che una parola
le fece schiave
come una coppa riversa
tiene prigione un’ape;
furonvi altre con mani smorte
che spensero ogni pensier forte
senza romore;
altre con mani esigue
e pieghevoli, il cui gioco
lento parea s’insinuasse
a dividere le vene
quasi fili di matasse
tinte in oltremarino;
altre, pallide e lasse,
devastate dai baci,
riarse d’amore sino
alle midolle,
perdute il cocente
viso entro le chiome,
con le nari come
inquiete alette,
con le labbra come
parole dette,
con le palpebre come
le violette.
E vi furono altre ancóra;
e meravigliosamente
io le conobbi.
Un consiglio finale ad Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia ma che è un Ipaziao che in eraltà è veramente un’Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente?
Il tuo pensiero è rigido.
E’ un pensiero che CERCA SICUREZZE (la sicurezza di essere un maschio ?), non è un pensiero FINALIZATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELlA REALTA’.
Cosi’ com’è continuerà solo ad autoalimentare se stesso per confermarsi e rassicurarsi ed a sconnettersi dalla realtà.
DESTRUTTURA IL TUO PENSIERO.
COSI’COM’E’ NON SERVE A NIENTE.
CITAZIONE
Gli esseri umani hanno bisogno di due cose fondamentali: capire la realtà ed avere sicurezza.
Il problema è che qiasi sempre la seconda esigenza condiziona la prima.
Bertrand Russell
Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stessio di essere Ipazio ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..Paranoia come copertura della omosessualità latente) un caso classico di CERVELLO IRRIGIDITO DALL’ANGOSCIA DELLA MORTE E DALLA PAURA DELL’ALTRO, che usa se stesso per rassicurare il corpo, di cui è parte, angosciato dalL morte e dall’altro, piuttosto che per avere consapevolezza della realtà.
In questo modo il cervello viene sottratto alla sua funzione naturale, che è quella di strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
Una funzione che si esprime nel costruire un’immagine della realtà che sia più simile alla realtà effettiva per poi agire intelligenetemnete nella realtà.
Il cervello di Ipazia, Ipazio, tutti e due, irrigidito, contratto e raggrinzito dall’angoscia di morte, COSTRUISCE IMMAGINI ALLUCINATE E DELIRANTI DELLA REALTA’, rendendolo cosi’ incapace di vivere intelligentemente nella realtà.
Inutile aggiungere l’inevitabile tentativo susseguente di PORTARE AGLI ALTRI IL SUO PENSIERO, nel tentativo (impossibile razionalmnete ma non per l’inconscio, che non conosce la realtà) di eliminare altre visioni della realtà dche riaprano langoscia e la libertà dell’altro, che viene temuta comepericolo di morte.
QUADRO RIASSUNTIVO FINALE.
1) ELASTICITA’ E FLUIDITA’ COME CONDIZIONE NATURALE DEL CERVELLO
(IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE)
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’zione intelligente nella realtà terrena.
2) IRRIGIDIMENTO DEL CERVELLO
8IL PENSIERO TOTALITARIO)
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte e della libertà dell’altro, che considera come un pericolo di morte.
Il cervello, per rassicurare il corPo, di cui è parte, costruisce a questo punto delel IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA’,che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell’altro.
Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all’altro, perchè se l’altro conserva lòa sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della moret che danno angoscia.
Il dialogo tra Giamba ed Ipazia (Ipazio? tutti e due ? Ipazio che finge di esere Ipazia per dimostrare a se stesso di essere Ipazio che si finge Ipazia ma che in realtà è un Ipazio che è veramente un’Ipazia..) è un dialogo classico tra un portatore di pensiero libero che libera e vuole liberare (divieni ciò che sei Ipazia, Ipazio o quel che sia..) e un portatore di pensiero totalitario che vuole controllare e convertire l’atro.
Naturalmente per valutare appieno il pensiero totalitario e totalizzante di Ipazia / Ipazio basta valutare il suo ossessivo ed ostinato prosi nei confronti dell’latro per giudicarlo, valutarlo allo scopo di controllarlo.
Atteggiamento apparentem,ente aggressivo e volitivo che funziona su chi non è consapevole, come lo sono io, che questo atteggiamento apparentemente aggressivo si fonda in realtà sulla Paura dell’altro.
per me Jamba sta uscendo i-pazzo
nun me trattengo, so’ troppo spiritoso….