Liguori e quel popolo di imbecilli che legge Repubblica

29 giugno 2009

In effetti in mezzo al frastuono le piccolezze sfuggono. E quindi è passato quasi inosservato che la settimana scorsa Paolo Liguori, oggi direttore del TgCom, abbia esternato a proposito del caso Noemi-Patrizia-Silvio e dell’attenzione dedicatagli da Repubblica: “Io sono convinto che i lettori di Repubblica siano un popolo di imbecilli, perche’ continuano a leggere un giornale che gli racconta un sacco di panzane“, ha detto all’Agr. “Repubblica sono 15 anni che dice che Berlusconi stupra, violenta, inganna, spaccia droga, ruba soldi – ha detto Liguori -. Lo dice impunemente, perche’ nessuno le chiede conto. Sono convinti che gli italiani siano un popolo di imbecilli, perché seguono Berlusconi“. Deliziosamente assurdo come soltanto l’ex direttore di Studio Aperto, poi figurante tifoso romanista durante le trasmissioni sportive di Mediaset, sa essere, Liguori è riuscito nello stesso momento a dare del “popolo di imbecilli” sia i lettori di Repubblica che agli elettori di Silvio, e questo la dice lunga sulle sue capacità lessicali.

Ma la cosa più interessante è quel “nessuno le chiede conto” rivolto al quotidiano di Ezio Mauro, che è allo stesso tempo minaccioso – visto che sembra sottendere una specie di “impunità giudiziaria” nonostante le ripetute calunnie – e ridicolo, tanto ridicolo. Perché immagina, a non voler seguire la pista “giuridica” nell’interpretazione delle parole, una specie di “tribunale del popolo” dove finalmente i giornalisti di Rep. debbano finalmente rispondere di tutto quello che hanno fatto. E in bocca a lui, tutto ciò, suona davvero strano. Liguori è infatti tipico un caso schizofrenia clinica. Nel ‘68 è tra i fondatori (con il nomignolo di “Straccio”) del gruppo degli “Uccelli”, una congrega di allegri bontemponi che durante gli scontri di Valle Giulia attraversavano gli schieramenti di polizia travestiti da pastori e con pecore al seguito. Poi diventa giornalista e militante di Lotta Continua (il nickname stavolta è Paolo il Bello), occupandosi di politica interna. E il 16/1/80 racconta i problemi del PSI parlando di un Craxi che non gli sembra molto intelligente: “Il Craxi-pensiero, come si vede, è molto debole”. Il 9/2/80 si occupa dei finanziamenti dell’ENI alla Stampa e al Corriere della Sera: “Il petrolio ha molti derivati. Compresa la carta stampata?”. Ma il suo capolavoro è un reportage scritto con Bruno Ruggiero sulla P2: “Cane non mangia cane”, si intitola. E all’interno scrive: “Perché non si è mai riusciti in Italia ad impedire la cospirazione politica? Perché prospera sempre più la politica del ricatto?”. Come perché? Ma è chiaro: “Sin dai tempi del Sifar i capi di tutti i servizi segreti sono ‘fratelli’ di Gelli”, e quindi non c’è niente di meglio da aspettarsi che logge massoniche comandino e ricattino il potere. “Un’inchiesta che prometteva bene è quella su Edgardo Sogno, – racconta Paolo – ma Luciano Violante è stato ostacolato dal SID” quando stava per scoperchiare la pentola del contropotere golpista di stampo italico.

Prima giravolta negli anni ’90. Diventa direttore del Sabato, settimanale di Comunione e Liberazione, e in un’intervista a Prima Comunicazione dell’ottobre ’91 dichiara: “De Benedetti, Romiti e Berlusconi hanno molto più potere di chiunque altro in Italia e controllano gran parte dei mezzi di comunicazione. Chi parlerà delle loro manovre? Io me ne sono fatto un dovere”. Ovviamente, il fatto che il giornale si regga in piedi grazie ai fondi assai generosi che rimedia lo Squalo, alias Vittorio Sbardella (ex pugile, il più “rustico” esponente romano – in Sicilia c’era di peggio, anche se non si sapeva – della corrente andreottiana) Poi, nel 1992, la svolta: diventa direttore di Studio Aperto (Italia 1), e la sua linea editoriale accompagna la discesa in campo del padrone. Studio Aperto diventa in poco tempo il tg più sanzionato dall’Authority delle TLC per servilismo nei confronti del padrone, peggiore a tratti di quello di Fede. Il 5/3/94 smista, da conduttore una telefonata di Berlusconi: riesce a farlo parlare per 10 minuti e 20 secondi senza interromperlo mai. Si scatena contro le “toghe rosse” e quel Violante che prima elogiava diventa il nemico pubblico numero uno, l’autore di tutti i complotti della zona Euro ed oltre. Il suo telegiornale, l’11/1/96, si “dimentica” di dare la notizia dell’avviso di garanzia a Dell’Utri e della condanna di Paolo Berlusconi. In un’intervista uscita su Cuore 15/7/95 gli domandano: “Non hai avuto problemi a passare da Lotta Continua a Forza Italia?”. Risposta: “Non me ne frega niente degli ideali. Viviamo in una società dove si teorizza addirittura la fedeltà agli ideali. Visto che gli ideali cambiano bisogna essere fedeli alle persone”. Ma la fedeltà non basta, specialmente nel lungo termine. Anche perché ci vuole poco a trovare qualcuno più servo di te: nel 2003 gli tolgono la guida di Studio Aperto e diventa (per poco) capo della redazione sportiva di Mediaset e direttore di TgCom. Dove prospera (si fa per dire) ancora oggi. Ecco: di tutto questo, a Paolo Liguori detto Straccio, nessuno ha mai “chiesto conto“, come direbbe lui. Se si cominciasse, brrrrr.

Immagine da HCJ

18 commenti a Liguori e quel popolo di imbecilli che legge Repubblica

  1. maria teresa

    “Si fa presto a trovare qualcuno più servo di te”

    Questa frase fa paura per quanto è vera. Chissà se Liguori, o chiunque altro abbia barattato la propria integrità per una qualsiasi contropartita, che sia potere, denaro o altro, se ne rende conto di essere un perdente in partenza, nononostante in molti casi le apparenze dicano il contrario.

  2. MORTIMER

    mi domando e mi piacerebbe domandare a qualcuno di mia conoscenza :

    ma in realtà, c’è ancora qualche jiornalista bbuono ?

    o so’ tutti paraculo ?

  3. Lelith

    il povero liguori è stato sfortunato a trovare sulla sua strada gente come fede che inevitabilmente lo surclassa in adulazione del capo. E poi liguori non ha mai avuto la prontezza di spirito di portare al padrone book di minorenni.
    Ovvio che uno con una tale carenza di fantasia e spirito di iniziativa finisse a fare marchette di seconda linea.

  4. “Si fa presto a trovare qualcuno più servo di te”
    da brividi. In effetti la competizione è serratissima, con sempre nuovi adepti.
    D’altronde, siamo il paese del “Franza o Spagna basta che se magna”

    UN sorriso doppio. Con affetto

    C.

  5. Sulla scheda di TgCom ha sbianchettato il suo passato “de sinistra”. Sempre coerente con la sua demenza
    http://www.key4biz.it/Who_is_who/2007/03/Liguori_Paolo.html

  6. ambrogio brambilla

    Non ridete di “Straccio”, perché farete la sua stessa fine.
    Perché poi non ve la prendete con tutti gli ex lotta continua che sono andati a lavorare a La Stampa, per gli Agnelli, i veri padroni dell’Italia?
    Quelli si che sono ridicoli!

  7. “Perché poi non ve la prendete con tutti gli ex lotta continua che sono andati a lavorare a La Stampa, per gli Agnelli, i veri padroni dell’Italia?
    Quelli si che sono ridicoli!”

    Ambrò, guarda che ce la siamo presa ripetutamente con quelli lì, in ‘sto sito.

  8. Giamba

    Liguori sarà, anzi è sicuramente un imbecille..
    Ma Ezio Mauro che continua a sfrucugliare Berlusconi co le veline e improbabili declini politici nun è da meno..

  9. Giamba

    Dice Gregorio:
    “Liguori è riuscito nello stesso momento a dare del “popolo di imbecilli” sia i lettori di Repubblica che agli elettori di Silvio”

    EH..
    E SE C’ AVESSE RAGIONE LUI ?’

    Provate mpò a pensacce..

  10. Giamba

    MORTIMER29 giugno 2009 , 10:02
    mi domando e mi piacerebbe domandare a qualcuno di mia conoscenza :
    ma in realtà, c’è ancora qualche jiornalista bbuono ?
    o so’ tutti paraculo ?

    La seconda Mortimer..
    Assolutamente la seconda..

  11. cordapazza

    Il compagno Straccio si è poi sempre distinto nel vendersi a prezzi stracciati…

  12. Giamba

    Rimando il mio post sugli inutili sfrucugli antiberlusconiani di ezimauri e repubblichi..
    Leggetelo figluoli..E meditatelo..

  13. Giamba

    Ezio Mauro il tenerone, con la sua solita faccia da pacioccone, conferma la sua meritata fame di coglione ed inizia così il suo quotidiano sfrucuglio antiberlusconiano sul tenero quotidiano sfrucuglione che dirige:

    Con un passo in più verso il suo personale abisso politico, ieri Silvio Berlusconi si è collocato all’opposizione rispetto all’establishment internazionale di cui dovrebbe far parte come imprenditore e come capo del governo italiano

    Abisso politico…. Ullallà..
    Establishment internazionale..Ullallà..
    Sfrucuglio forte..
    Peggio dello sfrucuglio diTotò che fa allusioni sulla trombetta in bocca della sorella trombona dell’onorevole Trombetta.
    Peggio, molto peggio, dell’ onorevole Trombetta trasformato, sempre da Totò, da ostetrico in ostricaro che vende le ostriche e le sigarette de contrabbando.
    Peggio pure di Franceschino Totus Tuus Boccone da Prete che si mette in posa come Amedeo Nazzari e declama:
    “Fareste mai educare i vostri figli da un simil uomo ?”
    So’ cose forti.
    Sfrucugli teribbbili…

    Qual è il problema ?

    Il problema è che lo sfrucuglio (vedi nota a piè di testo) nun funziona più.
    Lo conoscono tutti ormai.
    Nun ce casca più nessuno.
    Intendiamoci..
    Nun è che sto a stigmatizza’ lo sfrucuglio come tecnica immorale.
    VE STO A DI’ CHE NUN FUNZIONA PIU’.

    E’ una constatazione pratica la mia.
    Non una valutazione morale.

    Non funziona più perchè tutti hanno visto i films di Totò, l’onorevole Trombetta con la trombetta in bocca della sorella trombona, l’ostetrico che diventa ostricaro che venne le ostriche e le sigarette de contrabbando.

    Ma soprattutto non fuziona con uno come Silvio.

    So’ mesi che lo state a sfrucuglia co le veline.
    So’ mesi che lo state a sfrucuglia con ipotesi sulla sua successione.
    So’ mesi che lo state a sfrucuglia in tutti i modi possibili ed immaginabili.

    Se ne frega..
    Ve pija pe culo..

    Silvio è maschio terreno, cresciuto senza alcuna criminalizzazione del sano e naturale egoismo e senza alcuna colpevolizzaione del fatto di non occuparsi degli altri. Questo vuol dire che si fa i cazzi suoi serenamente e consapevolmente, senza alcun senso di colpa su cui lo sfrucuglio possa eventualemnete agire..

    Lo sfrucuglio funziona sui cattocomunisti, su quelli che si fanno i cazzi loro, come tutti peraltro, però di nascosto e con sensi di colpa, perchè considerano il farsi i cazzi propri un crimine..

    Che succede poi?
    Succede che questa gente, cioè i cattocomunisti, siccome sta cosa funziona su di loro, pensano di poterla usare con gli altri..

    Senza essere consapevoli che questa cosa nun funziona con gli altri, semplicemente perchè non sono come loro.

    Voi siete convinti che funziona e continuate.
    Se siete ntelligenti ve ne accorgerete da soli.
    Che nun funziona..
    E smetterete.

    Se invece siete scemi continuerete.
    Continuando a dimostrare a tutti che siete scemi.
    Volete continuà?
    Continuate.
    So’ cazzi vostri.
    A me che me frega?

  14. carlo

    CONDIVIDO TOTALMENTE TUTTO QUELLO CHE HA DETTO PAOLO LIGUORI!

  15. lelith

    @carlo
    aspetta c’è bisogno di un chiarimento, lo condividi quando:
    1 folgorato dal ’68 gridava contro il capitalismo assassino
    2 folgorato sulla via di damasco, baciava le ecclesiastiche pile
    3 folgorato da una montagna di soldi innalzava le lodi del nano pelato

    (barrare una delle caselle tenendo presente che una risposta esclude logicamente l’altra)

  16. Chi volesse conoscere la vera indole di Straccio,dovrebbe farsi raccontare l’episodio poco conosciuto che coinvolse il medesimo e Martino Branca quella volta che con i soldi di Bellocchio comprarono le pecore….,senza aspettare quello che è successo dopo,da Reporter in poi…..

  17. (+)

    quando la situazione cambiera… e cambiera, RICORDATEVI di questo STRACCIVENDOLO

  18. Pingback: Paolo Liguori… | Metallo tra i denti

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