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L’eurocrisi al bordello

L’eurocrisi è percepita dappertutto, anche nei posti dove si va solo per divertirsi. Nei bordelli svizzeri la recessione europea sta provocando una diminuzione dei clienti, così come una crescita delle donne che vendono il loro corpo per trovare un’altra fonte di reddito.

 

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EURO, PROBLEMA ESCORT – La Svizzera è una delle capitali della prostituzione europea. Le leggi più liberali della Confederazione Elvetica hanno infatti fatto da calamita per molte prostitute, e dai tre grandi Paesi confinanti, Germania, Francia ed Italia, c’è un notevole pendolarismo del sesso. Ora però l’eurocrisi sta colpendo anche bordelli ed escort di lusso, come racconta il quotidiano Blick. A Ginevra, dove le professioniste di maggior successo arrivano a guadagnare anche 30 mila euro al mese, c’è una notevole concorrenza di prostitute low cost. In Svizzera francese le agenzie di escort sono raddoppiate in tre anni, così come sono aumentati del 40% i saloni erotici, che sono sostanzialmente dei bordelli mascherati. A Ginevra, la città più grande della Romandia, lavorano 4200 prostitute registrate, ma in realtà sarebbero molto di più perchè dalla vicina Francia arrivano donne europee, autoctone, tedesche oppure dell’est,  che fanno le pendolari del sesso per rimpinguare il conto in banca.

SOFFRE IL SESSO DI LUSSO – A Zurigo, una delle capitali della finanza mondiale, esistono molti locali che offrono prestazioni sessuali di costo elevato per manager di banche ed assicurazioni. L’euro debole però ha creato problemi. “Prima offrivamo un’ora e mezzo di sesso per 320 euro, ora invece costa 450 a causa del deprezzamento della moneta unica rispetto al franco svizzero. Molti clienti preferiscono rinunciare”, confessa Markus Schlosser dell’agenzia «Belle Donne» di Zurigo. Meno problemi hanno gli svizzeri che si possono permettere certe cifre, che chiedono espressamente escort capaci di parlare la loro lingua. “Per un’escort di classe elvetica chiediamo tra i 400 e i 600 euro l’ora” dice il responsabile di Jessica’s Agency.

CALANO GLI ITALIANI – Anche in Ticino i tanti postriboli che affollano il confine con l’Italia – alcuni sono siti proprio alle frontiere, come le Saune di Pompei a Como/Chiasso – stanno risentendo delle ristrettezze economiche causate dall’eurocrisi. I clienti italiani sono diminuiti nell’ultimo anno, rendendo molto meno popolati i vari bar pieni di ragazze che vendono il loro corpo per cento euro a prestazione. Inoltre, la magistratura della Svizzera italiana ha deciso di dare un giro di vite a tutti i locali non in regola, dove erano presenti infiltrazioni malavitose. Il mondo delle luci rosse subisce anche nella ricca Svizzera il costo della crisi.

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