Quello tra i seguaci della Chiesa di Roma e Silvio sembrava un legame inscindibile. Eppure il Noemigate e il caso D’Addario pare metterlo in crisi, almeno a sentire qualcuno. Perché “il sultano diventa un problema morale: è un punto di riferimento, dà un esempio”
Stefania Dellerio: cattolica, trentenne e politicamente “conservatrice”, tra Berlusconi e la D’Addario tu con chi stai?
Difficile dire. Sul lato personale, come tutti i cattolici tiro fuori la frasetta su travi e pagliuzze, non me la sento di mettere alla berlina nessuno. Sul lato politico, direi con la D’Addario.
Perché?
Perché in questo momento qualsiasi fattore metta in crisi il berlusconismo mi risulta benvenuto. Ho sostenuto la coalizione di centrodestra più di una volta, attendendo invano riforme liberali in campo economico e una proposta culturale conservatrice dotata di senso. Non è successo nulla del genere. Ora Berlusconi è vittima della stessa vacuità in cui si è crogiolato fino a ieri. Repubblica gioca sporco, ovviamente, però in questo caso mi sento di dire che il fine giustifica i mezzi.
Una cattolica che cita Machiavelli? Non sarai mica andata a scuola da De Gasperi, tu, eh? E come fai, da cattocosa, a stare con una che faceva la prostituta?
Prima di tutto, mi cadi clamorosamente sui fondamentali: risulta che il fondatore della mia combriccola si accompagnasse pubblicamente con prostitute (no, non è una bestemmia atroce), e che persino dicesse ai benpensanti del tempo che esse sarebbero passate loro davanti al momento del giudizio. Ma non confondiamo i piani, questo era solo per dire che a un cattolico non può far schifo una persona perché è prostituta o commerciante d’armi o spacciatore di eroina.
Per questo prima sottolineavo che non davo un giudizio morale sugli individui, bensì un giudizio politico sulla vicenda, e in quel senso sto con la D’Addario perché danneggia Berlus
coni e Berlusconi danneggia me nonché tutto il resto della cittadinanza, ora come ora. La Chiesa in quanto istituzione sociale, e in particolare la Chiesa italiana, sta poi in questi giorni anche elaborando un giudizio etico – ma di nuovo, sulla vicenda nei suoi significati pubblici e non sui personaggi nelle loro circostanze private. Mi sembra ragionevole che lo faccia, anche se non credo si siano ancora sciolti alcuni nodi politici dentro la CEI.
Ok, ma dal punto di vista morale? Da cattolica, pensi che Silvio abbia delle colpe? E la D’Addario, la Montereale e le altre invece?
Ma ti ripeto che questo non lo posso dire! C’è un divieto secco, o per lo meno una indicazione forte: non giudicate e non sarete giudicati. Capisci che per noialtri credenti nel giudizio universale è molto conveniente: evito di perdere il mio tempo a decidere se Berlusconi è un tizzone d’inferno, attività che comunque non mi affascina più di tanto, e ne guadagno un trattamento decente quando si tratterà di far la lista dei miei guai. Detto questo, in senso più astratto ti posso dire che la scala di valori che emerge da questa vicenda non è la mia e credo sia sbagliata.
Qui il punto non è che un capo di governo abbia relazioni con prostitute: non è il primo e non sarà l’ultimo. Il punto non è nemmeno che una prostituta veda convenienza economica o d’altro tipo nel denunciare ciò che le è accaduto: sai che sorpresa. A me quello che disturba, come credo a molti altri cattolici inclini al pragmatismo, è che questo bordello in mondovisione trasforma la più elevata facoltà umana, quella di amare con cuore, corpo, mente e anima in una sfilza di teatrini di potere e di ricatto. Letteralmente una porcata. In questo senso il sultano Silvio diventa un problema morale: è un punto di riferimento, dà un esempio. Ed è peggio rispetto alla prostituta D’Addario, perchè dalle prostitute di norma non ci si attende un limpido esempio etico.
Ecco, questo è un giudizio netto. E come credi che il mondo cattolico stia prendendo questa vic
enda, al di là delle analisi degli statistici (che parlano di un “raffreddamento”)? Cosa hai “sentito dire”?
Guarda, posso però darti un’impressione di massima. I cattolici di area progressista non amavano Berlusconi prima e non lo amano adesso. Per gli altri il discorso è meno lineare. Penso a CL che è un ambiente che conosco bene: lì si è sempre passato sotto silenzio il lato sibaritico del premier, un po’ per rifiuto (autenticamente cattolico) del moralismo specifico e un po’ perchè, come ricordava Cossiga, una parte della Chiesa lascia perdere i comportamenti privati dei politici a condizione che facciano leggi ad essa favorevoli. Quindi, se Berlusconi spinge il ciellino Mario Mauro in Europa allora spinga tutto ciò che gli pare a casa sua.























Molto in gamba questa cattolica.
Sono d’accordo sul fatto che Berlusconi sia un ostacolo al bene dell’Italia, e quindi prima cade meglio è per tutti.
(Il brutto verrà DOPO, ahimé..ma ogni giorno ha la sua croce)
Posto che non credo però che si tratta di una “fine” rapida, ma piuttosto di una lenta e velenosa (per l’Italia) agonia, non c’è molto da stare allegri.
Quanto all’aspetto morale, io non giudico nessuno, siamo tutti peccatori e imperfetti, figuriamoci!
Però…lo spettacolo che emerge dai racconti e dai fatti (Dall’ uscita della Fondazione FareFuturo sulle veline, alla prima lettera di Veronica Lario giù giù fino alle storie di Noemi, Feste e festini, escort e chissà che altro) ne esce un quadro che sarebbe imbarazzante anche se Berlusconi fosse SOLO un ricco imprenditore. Perchè è la somam delle circostanze, e non le singole cose prese una ad una, a essere aberrante.
E ricordo che in Gran Bretagna, in Germania, addirittura in Giappone (!!!) cadono teste per molto molto meno di questo “quadro”
UN sorriso semplice
C.
Si Grego..
Ma de seguaci della chiesa de roma, come li chiami tu, che fanno ancora problemi sun un vecchio chhe va co le velione quanti ce ne staranno in Italia?
2, 3% della popolazione ?
Silvio li mette dentro al congelatoeee UDC finchè nun servono..
Poi quando servianno li scongelano..
Tanto più che Bossi appena vede Pierferdi Caltagirone comincia a schiuma..
E mò Bossi porta er triplo de voti de Pierfedi..
E tutti al nord..
E decisivi..
Parliamo brutalmente..
Se te trombi le veline perdi i voti dei cattolici bigotti..
Ma guadagni quelli dei leghisti celoduristi..
VOI METTE ?
“Io, cattolica, tra Silvio e Patrizia sto con lei”…
Quello tra i seguaci della Chiesa di Roma e Silvio sembrava un legame inscindibile. Eppure il Noemigate e il caso D’Addario pare metterlo in crisi, almeno a sentire qualcuno. Perché “il sultano diventa un problema morale: è un punto di riferimento, dà …
“Noialtri non si sarebbe in giro da duemila anni, sponsorizzazione divina a parte, se non si avesse una certa misura di realismo.”
Questa frase, a mio avviso, condensa il senso di tutte le risposte, che denotano un forte legame con la realtà, e sono chiare e concrete e non necessariamente legate a una visione strettamente cattolica, ma solamente a una visione di buon senso.
Mura, la verità è che siete cattocose, indipercui vi piacete. Perché ogni scarrafone è beddu a mamma sua.
Eh e che sto a di io?
Nun je frega un cazzo se Silvio se teomba le veline..
Anche se poi lì ci sarebbe da fare il solito discorso..
MA PERCHE’ FANNO NA MORALE COSI’ RIGIDA SE POI OGNUNO FA COME CAZZO SE PARE?..
Ma qua ce vo un pò di tempo pe risponne e mò è ora de pranzao..
Ve lo spiego n’antra vorta..
“l’area cattolica conservatrice, soprattutto in Italia, è molto legata alle gerarchie prima che a qualsiasi fazione politica, e se come sembra i vescovi prendono le distanze da Berlusconi lo faranno anche i ciellini. Il che dipinge un quadro di conferenza episcopale spostata a sinistra per overdose di varietà scollacciato”
Uhm, credo che questa situazione stia già cambiando da anni, non per lo scandalo del berlusca; ci son tanti cattolici, anche che di laico cattolico svolge funzioni per la chiesa, che da tempo in politica si sono risistemati nelle più svariate direzioni, in particolar modo a sinistra, senza troppi ripensamenti!
credo che la politica dovrebbe assumere il volto concreto, immediato, vicino alla gente…a prescindere da destra e sinistra!
Alessandro, hai un bel un modo di intervistare la gente in maniera semplice…mi piace!
Yesssss, i’m cattocosa too! Embè?
embé vergognati.
va caca!
E’ la prima volta che siamo in maggioranza numerica su un thread di commenti (noi e il nostro strabiliante buonsenso
). Ale, vá a chiamare un po’ di combattenti laicisti che sennó non mi diverto piú eh…
giammai
@ topinamburs e mt: se non ve la smettete chiamo Chiaralalli!
@ mariasol: non avevamo dubbi.
Io cattolica non giudico e dico che chi è senza peccato scagli la prima pietra! Forse non ho letto bene il Vangelo.
So venuto a pija er caffè sulla scrivania der computer..
Loro lo chiamano buonsenso..
Io lo chiamo..
TROMBATE TUTTE LE VELINE CHE VUOI BASTA CHE NUN CE LEVI L’ESENZIONE ICI E L’OTTO EPR MILLE.
AMEN…
daniela, non so se hai letto bene il vangelo. Di sicuro non hai letto per niente l’articolo.
maria teresa29 giugno 2009 , 12:56
“Noialtri non si sarebbe in giro da duemila anni,
Eh..
E tu immagine in dumila anni quanti palazzi se so fattio a Roma..
Li dovranno pur difendere in qualche modo..
Mejo fa affidamento sul’esenzaione ICI di un governo terreno che sull’assistenza di un omprobabile vecchietto con la barba bianca che protegge dall’alto..
Che nun ce crede manco più er papa..
Che poi io dei cattolici na cosa nun capisco..
Perchè continuano a fa finta de nun fa come cazzo se pare e poi a fallo de nascosto..
Tutti quanto fanno ormai mpò come cazzo se pare alla luce der sole..
Solo per additarli al pubblico ludibrio e colpevolizzarli?
Ma tanto nun je frega più niente a nessuno manco de quetso..
Boh..
Misteri della fede..
Piglaimo uno cme Casini..
C’ha na trentina de famiglie..
Fa mpo come cazzo se pare..
Perchè continua a fa i family day e le predice sull’unitòà della famiglia..
Ma a chi se crede de dalla a beve?
Questo nun è buonsenso..
Questa è coglionaggine..
Pe nun parla della preoccupazione che me pija davanti ai manifesti de quelli dell’UDC che se fanno la fotografia con la famiglia..
Me viene sempre da pensa ai rancori ed ai risentimenti che sta cosa provoca in tutte le altre famiglie che c’hanno..
Ogni vorta je tocca sopporta la stessa storia:
Tutte le ex mogli trascurate in foto je cominciano a strila dietro:
PERCHE’ TE SEI FATTO LA FOTOGRAFIA CON QUELLA TROIA E CON QUEI FIGLI DI PUTTANA ?
Ma perchè..
Quando fanno finta de nun vole niente perchè la vera vita non è di questa Tera e tutti, che ormai li conoscono, cominciano a metet la mano in tasca pe vede se cce sta ancora il portafogli?
Pe chiude Maria Teresa, Lucia ed altri..
Quello che chiamate BUONSENSO a casa mia e di altri si chiama IPOCRISIA.
Ma nun è quello il problema..
Quello che ve volevo di è un’altra cosa..
Lungi da me lo stigmatizzare il “buonsenso cattolico” cioè il DIRITTO DE PROVACCE.
Il problema vero è che nun funziona più sta cosa..
“Quello che posso dire in favore di Silvio è lo stesso che posso dire in favore di Veronica, ovvero: sono persone umane e avranno pure loro dei sentimenti, no?”
secondo me Silvio però potrebbe star peggio di Veronica.
vedrete che con un bel finanziamento alle scuole private e un altro poco di privilegi fiscali alle istituzioni ecclesiastiche silvio metterà a tacere tutte le remore morali delle gerarchie ecclesastiche.
In fondo bastano appena una trentina di miliardi di denari pagati dalle tasche dei contribuenti.
Non si possono fare leggi, se questi non rappresentano degnamente il Paese. Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio, è la vita eterna in Gesù Cristo. Io sono dalla parte di di Dio.
Gregory, l’ho talmente letto bene l’articolo, che mi astengo dal commentare. Commenti e giudizi che invece nell’articolo sono ben espressi, con la presunzione di sapere addirittura cosa pensano gli altri cattolici! Vedi un pò tu! E’ forse il Padre eterno l’articolista?
Ricchiu falla finita a cazzeggia da cattolico..
Che sta cosa la facevo giò io a Positano nel 1972..
daniela, non hai letto bene l’articolo perché altrimenti avresti notato che il principio “non giudicare per non essere giudicati” è ciò da cui parte l’intervistata per il suo ragionamento. E poi aggiunge: “Qui il punto non è che un capo di governo abbia relazioni con prostitute: non è il primo e non sarà l’ultimo. Il punto non è nemmeno che una prostituta veda convenienza economica o d’altro tipo nel denunciare ciò che le è accaduto: sai che sorpresa. A me quello che disturba, come credo a molti altri cattolici inclini al pragmatismo, è che questo bordello in mondovisione trasforma la più elevata facoltà umana, quella di amare con cuore, corpo, mente e anima in una sfilza di teatrini di potere e di ricatto. Letteralmente una porcata. In questo senso il sultano Silvio diventa un problema morale: è un punto di riferimento, dà un esempio. Ed è peggio rispetto alla prostituta D’Addario, perchè dalle prostitute di norma non ci si attende un limpido esempio etico
Vincenzo29 giugno 2009 , 14:01
Il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio, è la vita eterna in Gesù Cristo.
Ricchiu ma poi esageri sempre..
Sei barocco, ridondante..
Reciti cme Amedeo Nazzari in Cabiria..
Va fatto più sobrio il personaggio del CATTOLICO BIGOTTO..
Alla Dustin Hoffman..
Ascolta Giamba..
Ma perchè ce l’hai cosi’ tanto con la relòione e con Dio?
Hai avuto una vita sfortunata?
Ma anche la sofferenza è undono di Dio e va accettata..
Vedi “Luca” Ricchiu?
Guarda come ho interpretato..
E’ sobrio, ma capzioso e subdolo..
Lui dà per scontata la fede e poi attribuisce la mancanza di fede ad eventuali situazioni sfortunate nella vita che l’hanno tolta..
E si propone come strumento di dio per ridartela..
Cosi’ se fa..
No IL SALARIO DEL PECCATO E’ LA MORTE..
Ma come cazzo te viene in mente?
A Giamba ma perchè ce l’hai tanto co la religone?
Te s’è inchiappettao un prete da piccolo?
Ecco..
Al limite Ricchiu me potresti proporre l’alternativa che ti ho mostrato in “Matteo”..
Greve, pesante, ad efetto..
L’interlocutore è colpito, si mette sulla difensiva, si giustifica, e tu ribadisci:
MA DAI PERCHE’ NON LO DICI? TI VERGOGNI? TE S’E’ INCHIAPPETTAO UN PRETE E HAI EPRSO LA FEDE? MA MICA TTTUI I PRETI SONO UGUALI..
Ascolta Giamba..
Pascal diceva che conviene credere che ci sia dio e una vita dopo la morte.
Chi crede se c’è qualcosa è premiato e se non cìè niente viene punito..
Chi non crede invece si trova ad essere unito dopo la morte se eventualmente ci fosse qualcosa..
Pasquale – Pascal è l’extrema ratio..
Quando nun sanno proprio più che fa se attaccano a Pascal..
Capito Ricchiu..
Mò t’ho mostrato tuto il repertorio..
Pe carità nun me te ne uscì più alla Amedeo Nazzari, col SALARIO DEL PECCATO CHE E’ LA MORTE (o il salario della morte è il peccato..boh..tanto è uguale sempre na cazzata è..)..
Il cattolico fammelo sobrio..Alla Dustin Hoffman
La consapevolezza della realtà è sempre e comunque rivoluzionaria, semplicemente perchè la società umana è, sempre e comunque, fondata sulla menzogna.
Lo sanno tutti che i cattolici stanno coi Casini, non è una novità, e nei casini ci trovi le Patrizie.
@Drammadell’ignoranza:
“il salario del peccato é la morte” non é una “barocca cazzata” di Ricchiuti né Amadeo Nazzari ma una citazione dalla lettera ai Romani, 6:23.
Devo dire, questa D’Addario sarà pure una cattocosa, però ha testa.
““il salario del peccato é la morte” non é una “barocca cazzata” di Ricchiuti né Amadeo Nazzari ma una citazione dalla lettera ai Romani, 6:23.”
Chi è quel matto che alle 6:23 del mattino si mette a scrivere lettere?
ai romani, poi…
E perchè dalle prostitute non ci si dovrebbe aspettare un esmpio etico?
Forse pensiamo che le prostitute si divertano a fare il lavoro che fanno o che abbiano avuto grandi alternative?
Distinguiamo tra le protitute come tra tutti gli esseri viventi.
Ci sono le zoccole vere, quelle che usano i registratori per trarre un profitto (ma che dandola addosso al Berlusca diventano eroine) e quelle che pur non esercitando la professione sono più zoccole delle prime.
Le prositute assolvono ad una funzione sociale da millenni.
Vi sono persone che senza di esse neppure potrebbero ipotizzare un rapporto sessuale.
Certo, il loro lavoro non è un granchè, ma fuori da questo si sonop dimostrate madri ineccepibili (Cassazione docet) alle quali dei magistrati senza pregiudizi hanno saputo affidare i figli.
Ho due buoni motivi per avere a cuore la parte buone delle prostitute che ho indicato.
Il Cristo, che ne ha avuta vicina una e la circostanza che la mia prima volta è stata con una di loro, molto più dolce, senza esservi tenuta, di molte virtuose donne (zoccole dentro) che di seguito ebbi a conoscere.
Ho scoperto di avere un omonimo che ha scritto a Giamba.
Aggiungerò qualcosa al nome
E’ la protagonista stessa della presunta intervista ad una cattolica ( in realtà una straprogressista, una apostata cattokom) che ci svela da che parte sta, quando parla di Scalfari di Repubblica:
“stiamo dalla stessa parte”
Ma dai, davvero ? Non ce ne eravamo accorti…
Ai romani poi..
QUA SCATTA L’APPLAUSO..
citzione: Un americano a Roma . Sandy Byron)
Uno che cadendo da cavallo e sbattendo la testa vide na gran luce e pensò fosse na visione invece che una normale commozione cerebrale (e con questa mi son giocato tutte le cattocose
)
prendo a prestito una frase di TOTO’:MA MI FACCIA IL PIACERE……………….!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
“Ai romani poi..”
Qua famo na pausa.
Perchè qua entra l’applauso..
Matematico..
(Citazione: Un americano a Roma – Sandy Byron)
E pensa’ che Topinambur nun c’ha capito un cazz..
Topinambur ormai hai ventun’anni..E’ tempo che tu sappia di chi sei figlio.l.
(Cit. stesso film)
ho dimenticato di precisare che sono napoletano e se il caro silvio
per sbarazzarci del duo “fasano”BASSOLINO-IERVOLINO COME HA FATTO PER L’IMMONDIZIA,HA BISOGNO DI “CARICARSI”molto bene!
Sto a stramazza per tera dal ride..
Ma come se fa?
topinamburs29 giugno 2009 , 14:51
@Drammadell’ignoranza:
“il salario del peccato é la morte” non é una “barocca cazzata” di Ricchiuti né Amadeo Nazzari ma una citazione dalla lettera ai Romani, 6:23.
Continuamo che sta cosa sta a veni bene..
Comicità inconsapevole..
La migliore..
Tu immagina uno che se mette a scrive na lettera ai romani alle 6:23 della mattina, invece de dormi, e scrive:
IL SALARIO DEL PECCCATO E’ LA MORTE..
Già normale nun è..
Ma poi che cazzzo vor di ?
Ma mori se more a prescindere..
Nun è mica un salario..
Ma che cazzo sta a di?
Mò ariva Topinambur e precisa..
Aspettate mpò che ce sta da ride..
All’amico libertyfirst, la prossima volta che dici “questa D’Addario” al posto che “questa Dellerio” parlando di me abbiamo proprio finito.
A chi mi etichetta come “in realtà una straprogressista, una apostata cattokom” va il mio sincero stupore perchè proprio non è vero.
A Giamba non dico niente perchè sono una persona educata.
Topina:
1. chiedo perdono, non mi strangolare con le corde per chitarra.
2. Lascia perdere chi crede che basti criticare la destra per essere automaticamente di sinistra: è un problema tipico della mentalità manicheista tipica della politica, come diceva Mani* “chi non è con me è contro di me”, è un problema di quantizzazione ad un bit.
3. Lascia perdere chi riempie di clutter i commenti, Ricchiuti+ ha ampliamente descritto in passato qual è il problema.
* Pseudocitazione sarcastica.
+ Stavo per scrivere Ricucci, oggi ho problemi coi cognomi.
Un consiglio ai due uultimi figliuoli..
Ll vostro pensiero è rigido.
E’ un penisero che CERCA SICUREZZE, non è un pensiero FINALIZATO ALLA CONSAPEVOLEZZA DELla REALTA’.
Cosi’ com’è continuerà solo ad autoalimentare se stesso per confermarsi e rassicurarsi ed a sconnettersi dalla realtà.
DESTRUTTURATE IL VOSTRO PENSIERO.
COSI’COM’E’ NON SERVE A NIENTE.
Gli esseri umani hanno bisogno di due cose fondamentali: capire la realtà ed avere sicurezza.
Il problema è che qiasi sempre la seconda esigenza condiziona la prima.
Per il Topino, in un’ultimo disperato tentativo di stimolare il suo cervello e portarlo alla compresione)
Vedi Topino..
Sto SALARIO DEL PECCATO E’ LA MORTE nun importa se l’hanno scirtto alle 6:43 o alle 6:45 (sto a scherza topino eh,,lo dico per il tuo rigidissimo cervello..direi quasi reso ottuso dal bisogno di rassicurazione).
E’ NA CAZZATA..NUN VOR DI’ NIENTE..E’ UN DELIRIO DI CUI IL TUO CERVELLO SI NUTRE PER AVERE CERTEZZE.
E’ na frase sugestiva pe suggestiona cervelli timorosi della morte..
Una morte che è fine naturale della vita, per altri..
Che quindi nun se suggestionano..
Rasserenati topino va tutto bene..
Come tuti nasci..
come tutti vivi..
Come tutti muori..
Il topino è un caso classico di CERVELLO IRRIGIDITO DALL’ANGOSCIA DELLA MORTE, che usa se stesso per rassicurare il corpo, di cui è parte, angosciato dalal morte, piuttosto che per avere consapevolezza della realtà.
In questo modo il cervello viene sottratto alla sua funzione naturale, che è quella di strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
Una funzione che si esprime nel costruire un’immagine delal realtà che sia più simile alla realtà effettiva per poi agire intelligenetemnete nella realtà.
Il cervello del Topino, irrigidito, contratto e raggrinzito dall’angoscia di morte, COSTRUISCE IMMAGINI ALLUCINATE E DELIRANTI DELLA REALTA’, rendendolo cosi’ incapace di vivere intelligentemente nella realtà.
QUESTO E’ IL MOMENTO DECISIVO:
topinamburs29 giugno 2009 , 14:51
@Drammadell’ignoranza:
“il salario del peccato é la morte” non é una “barocca cazzata” di Ricchiuti né Amadeo Nazzari ma una citazione dalla lettera ai Romani, 6:23.
QUADRO RIASSUNTIVO FINALE.
1) ELASTICITA’ E FLUIDITA’ COME CONDIZIONE NATURALE DEL CERVELLO
(IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE)
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’zione intelligente nella realtà terrena.
2) IRRIGIDIMENTO DEL CERVELLO
8IL PENSIERO TOTALITARIO)
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte e della libertà dell’altro, che considera come un pericolo di morte.
Il cervello, per rassicurare il corPo, di cui è parte, costruisce a questo punto delel IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA’,che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell’altro.
Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all’altro, perchè se l’altro conserva lòa sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della moret che danno angoscia.
Il dialogo tra Giamba ed il Topino è un dialogo classico tra un portatore di pensiero libero che libera e vuole liberare (divieni ciò che sei Topino, qualunque cosa tu sia..) e un portatore di pensiero totalitario che vuole controllare e convertire l’altro.
Le rigidità (“il salario del peccato é la morte” non é una “barocca cazzata” di Ricchiuti né Amadeo Nazzari ma una citazione dalla lettera ai Romani, 6:23.
e gli arroccamenti (A Giamba non dico niente perchè sono una persona educata) del Topino sono rivelatori del pensiero ttoalitario di cui il Topino è portatore.
Naturalmente per valutare appieno il pensiero totalitario e totalizzante del Topino basta valutare il suo ossessivo ed ostinato prosi nei confronti dell’altro per giudicarlo, valutarlo allo scopo di controllarlo (il dramma dell’ignoranza, la lettera i romani..) e addirittura esluderlo ed amerginarlo come extrema ratio di conversione (A Giamba non dico niente perchè sono una perosna educata)
Atteggiamento apparentemente aggressivo e volitivo che funziona su chi non è consapevole, come lo sono io, del fatto che questo atteggiamento apparentemente aggressivo si fonda in realtà sulla paura dell’altro e della sua libertà.
O SI PENSA O SI CREDE.
CHI PENSA NON HA ALCUN PROBLEMA A PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE
CHI CREDE NON PUO’ PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE, PERCHE’ IL PENSARE DEGLI ALTRI RIAPRE QUELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTA’ DELLA VITA E DELLA MORTE CHE LO ANGOSCIANO.
Il pensiero libero ed il pensiero totalitario sono la conseguenza finale di due approcci diversi alla consapevolezza della morte
O SI PENSA O SI CREDE.
CHI PENSA NON HA ALCUN PROBLEMA NEL PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE.
CHI CREDE NON PUO’ PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE, PERCHE’ CONSIDERA IL LORO PENSARE UN PERICOLO PER LA SUA VITA, IN QUANTO RIAPRE QUELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTA’ DELLA VITA E DELEL AMORTE CHE LO ANGOSCIA, E CHE IL SUO CREDERE SERVE A CANCELLARE.
1) ELASTICITA’ E FLUIDITA’ COME CONDIZIONE NATURALE DEL CERVELLO, USATO NATURALMNETE COME STRUMENTO DI CONOSCENZA DELLA REALTA’
(IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE)
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’azione intelligente nella realtà terrena.
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte, che considera come la fine naturale della vita, e della libertà dell’altro, che è vissuta serenamente perchè non considerata come fonte di pericolo per la propria vita.
Si giunge alla consapevolezza della realtà, quindi della realtà della vita e della morte, e si vive la prorpia esistenza cn la consapevolezza della morte come sua fine naturale.
Chi usa il cervello in questo modo non ha ovviamente alcun timore del pensiero libero e delal libertà dell’altro, poichè non ha alcun timore che gli altri giungano ad una consapevolezza che già gli appartiene.
2) IRRIGIDIMENTO DEL CERVELLO, OVVEROSSIA IL CERVELLO USATO COME STRUMENTO DI RASSICURAZIONE
(IL PENSIERO TOTALITARIO)
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’azione intelligente nella realtà terrena.
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte, che lo angoscia, e della libertà dell’altro, che considera come un pericolo di morte.
Il cervello, per rassicurare il corpo, di cui è parte, costruisce delle IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA’,che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell’altro.
Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all’altro, perchè se l’altro conserva la sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della morte che danno angoscia.
L’ignoranza è una brutta bestia. L’uomo che vive senza Dio, è morto
nei falli, e nel peccato. C’è bisogno che ogni uomo si lascia trasformare dalla mano di Dio, arrendendo la sua vita nelle mani
del Creatore, solo così potremo avere un mondo migliore. Chi vive
nelle tenebre non sa cosa è la luce.
Giamba: tieni presente che tu non mi conosci. Se parlassimo per sette minuti nel mondo vero ti renderesti conto che stai dicendo una marea di scemenze.
mi mancano gli articoli di Pino Nicotri
sarebbe bello tornare a leggerlo
juppes….(ammollatele al jamba che è fijo de preti e di terra papalina)
Cosa dire?
Ogni volta che scrivono manifestano la loro paura..
Ogni volta che scrivono manifestano la loro aggressività..
Ogni volta che scrivono manifestano il loro pensiero totalitario..
IL PENSIERO TOTAILITARIO
Il cervello viene usato come strumento di rassicurazione.
La rigidità è la caratteristica del pensiero.
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’azione intelligente nella realtà terrena.
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte, che lo angoscia, e della libertà dell’altro, che considera come un pericolo di morte.
Il cervello, per rassicurare il corpo, di cui è parte, costruisce delle IMMAGINI RASSICURANTI DELLA REALTA’ che cancellino la consapevolezza della morte e la realtà della libertà dell’altro.
Queste immagini rassicuranti della realtà devono per forza essere trasmesse all’altro, perchè se l’altro conserva la sua libertà di pensiero conserva la sua capacità di usare il cervello in modo naturale e quindi la possibilità di giungere a quella consapevolezza della realtà e della realtà della vita e della morte che danno angoscia.
IL PENSIERO LIBERO E LIBERALE
Il cervello viene usato naturalmente come strumento di conoscenza della realtà.
L’elasticità e la fluidità sono le caratteristiche naturali del pensiero
Il cervello è strumento peculiare di sopravvivenza della specie Homo Sapiens.
La sua funzione è quella di costruire un’immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva per consentire un’azione intelligente nella realtà terrena.
Nel costruire un’ immagine della realtà terrena più simile possibile alla realtà effettiva il cervello giunge alla consapevolezza della morte, che considera come la fine naturale della vita, e della libertà dell’altro, che è vissuta serenamente perchè non considerata come fonte di pericolo per la propria vita.
Si giunge alla consapevolezza della realtà, quindi della realtà della vita e della morte, e si vive la prorpia esistenza con la consapevolezza della morte come sua fine naturale.
Chi usa il cervello in questo modo non ha ovviamente alcun timore del pensiero libero e della libertà dell’altro, poichè non ha alcun timore che gli altri giungano ad una consapevolezza che già gli appartiene.
O SI PENSA O SI CREDE.
CHI PENSA NON HA ALCUN PROBLEMA NEL PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE.
CHI CREDE NON PUO’ PERMETTERE AGLI ALTRI DI PENSARE, PERCHE’ CONSIDERA IL LORO PENSARE UN PERICOLO PER LA SUA VITA, IN QUANTO RIAPRE QUELLA CONSAPEVOLEZZA DELLA REALTA’ DELLA VITA E DELLA MORTE CHE LO ANGOSCIA, E CHE IL SUO CREDERE SERVE A CANCELLARE.
Come rapportarsi a chi crede, cioè a chi è portatore di un pensiero totalitaerio?
Quelli che pensano, cioè i portatori di pensiero laico, terreno e liberale devono sapere che quando parlano con quelli che credono, cioè coi portatori di pensiero totalitario. parlano sempre e comunque con individui che non dialogano, ma che fanno monologhi finalizzati alla conversione.
Sono individui che non sono disposti ad accettere che una conversazione si concluda restando ognuno della sua opinione e continuando a vivere su quella.
Il pensiero libero è per loro un apossibilità di giungere alla consapevolezza della realtà della vita e della morte, e quindi una possibile riapertura dell’angoscia che quella consapevolezza genera.
Il bisogno di conversione è semplicemente una conseguenza della paura e dell’angoscia.
In quanto tale è è fortissimo ed ineliminabile.
L’errore che si fa è quello di farsi coinvolgere dalla loro paura, e dall’aggressività e dalla violenza che ne conseguono.
Si finisce col prendere la loro stessa posizione, di “tentativo di conversione” che invece non è la nostra.
Da individui liberi e liberali accettiamo serenamente che si termini una conversazione restando ognuno della propria opinione.
Dunque dov’è il problema?
La soluzione sta nel lasciar perdere..
Semplicemente..
Continuare a pensare a vivere come si vuole..
Continuare a far pensare a far vivere come si vuole.
Dando per scontata ed ovvia questa possibilità.
Combattendo soltanto quelli che non la danno per ovvia e scontata.
Giamba,vedo che oggi ti sei astenuto lodevolmente dal ricorrere alle tue improvvide citazioni quotidiane fatte a sproposito;noto però una tua elementare dimestichezza rispetto all’aggettivazione nella nostra bella lingua nazionale.Da mezza giornata stai usando in maniera intercambiabile ( come sinonimi,per capirci )totalitario e totalizzante che sinonimi non sono ,ed anzi appartengono a registri semantici non paralleli.Metti ordine dunque,sii più chiaro e rendici più semplice la continua,snervante esegesi che dobbiamo esercitare sulla tua scrittura.Anche se siamo antichi esperti di critica semantica di taglio pagliariano,l’impresa ci riesce ogni giorno più ardua.
Ipazi quanto me metti 7..
E chi se ne frega nun ce lo metti ?
6 ?
M’a rimbarza..
4 ?
Nun me ne po frega de meno..
La solita domanda..
Ma sei veramente convinta che basti porsi come giudice perchè l’interlocitore si ponga come giudicato?
Ma nun t’è bastato Berlusconi?
Te servo pure io pe impara?
Rimannamoje er èesso chiarificatore..
Anche se secondo me st’atteggiamento è l’unico che je permette de sopravvive..
Lo fa più per mantenere in vita se stessa che per una reale convinzione che la cosa funzioni..
Il maschio terreno, cresciuto senza alcuna criminalizzazione del sano e naturale egoismo e senza alcuna colpevolizzaione del fatto di non occuparsi degli altri si fa i cazzi suoi serenamente e consapevolmente, senza alcun senso di colpa su cui la valutazione altrui possa eventualemente agire..
Questa tecnica funziona sui cattocomunisti, su quelli che si fanno i cazzi loro, come tutti peraltro, però di nascosto e con sensi di colpa, perchè considerano il farsi i cazzi propri un crimine..
Che succede poi?
Succede che questa gente, cioè i cattocomunisti, siccome sta cosa funziona su di loro, pensano di poterla usare con gli altri..
Senza essere consapevoli che questa cosa nun funziona con gli altri, semplicemente perchè non sono come loro.
Ipazi sei convinti che funziona ?
Continua..
Se sei ntelligente te ne accorgi da sola.
Che nun funziona..
E smetti.
Se invece sei scema continui.
Continuando a dimostrare a tutti che sei scema.
Voi continuà?
Continua.
So’ cazzi tua.
A me che me frega?
Giambaaaaaaa…..arrenditi!!!
Giambaaaaaa……arrenditi!!!
Ipazia, intercedo per Giamba, fai conto che si sia arreso.
E’ fatto così.
Crede di essere Celine ma è solo di Ascoli Piceno.
Non credo che dipenda da una questione puramente logistica:Ascoli non è lontanissima da Recanati,se non ricordo male.
Chi c’ha li sordi gode..
Chi nun c’ha li sordi parla de quelli che c’hanno li sordi..
Chi tromba gode..
Chi nun tromba parla de quelli che trombano..
L’eterna storia della servetta e della padrona..
Quello che me stimola de Ricchiuti e de Ipazia è l’atteggiamento da intellettuale della Magna Grecia furbo convinto de pote pija pe culo tutti che trasuda da ogni loro parola..
Mica l’ha capito ancora che so’ i più scemi de tutti e che ce se pijano gusto tutti..
[...] si avesse una certa misura di realismo» dice con cristallina verità una cattolica odierna (vedi «Io, cattolica tra Silvio e Patrizia sto con lei», Giornalettismo, 29 giugno). È proprio questo realismo che va portato fino in fondo e non usato, [...]
Capita spesso di essere tentati di pensare: cattolico = imbecille, pecorone, ipocrita, e di peggio andando. Questa intervista scaccia quel pensiero e lascia ammirazione per l’intervistata. Bene così.