Il Parlamento europeo è riuscito a non far passare la criminalizzazione del peer to peer, ma con la prossima presidenza dell’Unione a Sarkozy si corre nuovo rischio. E stavolta a spalleggiarlo potrebbe esserci sempre lui, il nostro Silvio Berlusconi
L’ENFANT QUI PISSE SUR LE FILE SHARING - Per raccontare questa storia bisogna tornare al voto del parlamento europeo del 10 aprile scorso. Una votazione sul filo di lana ha rigettato ogni forma di criminalizzazione per l’uso di programmi di file sharing (Emule, Kazaa, BitTorrent, …). Il voto del Parlamento europeo è stato un modo per riequilibrare la bilancia tra gli interessi dei proprietari e quelli degli utenti, vietando qualsiasi tipo di censura da parte dei provider su servizi considerati pericolosi. Questa decisione può essere letta come una vera e propria bocciatura della nuova “dottrina Sarkozy per internet”, meglio conosciuta in Francia come Riforma Olivieness, patron della Fnac (il corrispettivo francese, per intenderci, della catena Feltrinelli italiana).
A DORSO DI MULO, PARDON DI PONY, PER LA CAMARGUE - L’orientamento francese ipotizza una serie di misure per contrastare la pirateria on line. Per prima cosa dare modo ai provider di chiudere i rubinetti della banda per chi scarichi dalla rete. Una filosofia simile a quella delle palle del flipper o dei “tre cannoncini” per l’utente di internet: alla terza volta che sarà preso in castagna a scaricare file illegali potrà vedere la sua connessione bloccata e il suo contratto sciolto (ovviamente con un sovrapprezzo, altrimenti ci vanno a perdere i provider francesi). La dottrina Sarkozy aveva trovato in Europa il sostegno dell’Inghilterra, e al suo modello si stanno ispirando il Giappone e l’Australia. Ma a Bruxelles non è bastato.
GRAZIE, CARLA’ - A giugno la Francia sarà però presidente di turno dell’Unione Europea, e sono molte le voci che fanno pensare a un nuovo tentativo del Quadrilatero di riproporre la legge. E la cordiale telefonata al neo presidente del Consiglio italiano – Silvio Berlusconi – nella quale ha sottolineato i numerosi punti di convergenza, può far immaginare il tentativo di trovare un nuovo alleato.
PROVACI ANCORA, URBANI - Berlusconi ha già dimostrato in passato di essere molto ricettivo nel voler difendere i diritti dei produttori di musica, videogiochi e film. Anche perché “molto coinvolto da vicino”. Del Berlusconi 2 si ricorda infatti la legge Urbani, che criminalizzava anche chi scaricava file coperti da diritto d’autore senza fini di lucro, parzialmente sconfessata dalla Corte Costituzionale nel 2007. L’asse italo-francese, con l’appoggio della Gran Bretagna potrebbe dunque sconfessare, già nei prossimi mesi, l’orientamento del Parlamento Europeo (già comunque molto in bilico visto che la votazione è passata per soli 17 voti su 611).



























ma non basta pagare la pubblicita?
bloccare la conoscenza con i cannoni delle tasse.mah.
Non sparate sul Mulo…
il Parlamento europeo è riuscito a non far passare la criminalizzazione del peer to peer, ma con la prossima presidenza dell’Unione a Sarkozy si corre nuovo rischio. E stavolta a spalleggiarlo potrebbe esserci sempre lui, il nostro Silvio Berlusconi…
perchè non sparare sul mulo? e mica è quello simpatico che sta in campagna a casa di mia nonna. questo è brutto, antipatico e toglie il pane di bocca ad un sacco di gente. E non mi riferisco agli artisti, troppo facile, ma a tutti i negozi di dischi ed alle videoteche che a causa del file sharing chiudono i battenti e i poveri proprietari si ritrovano con una familgia da mandare avanti e i debiti sulle spalle. Ma perchè prendersela col mulo? poverino, lui non ne ha colpa, siamo noi fessi che paghiamo le tasse ad essere in torto…MA FATEMI IL PIACERE! CHE BUFFONI! W SARKOZY!
Molti giovani non si rendono conto che facendo i furbetti per avere 2 brani musicali e vedere qualche film stanno facendo arretrare il paese e perdere posti di lavoro, gli artisti guadagnano bene comunque ma tutti gli altri? Avete idea di quante persone traggono sostegno dal cinema e dalla musica? Commercianti, commessi,stampatori, tipografi, duplicatori, trasportatori, operai… tutti questi spero che un giorno siano assunti altrove al posto dei furbetti che forse allora capiranno…
Siamo sull’orlo del ridicolo.
Scusate ma perchè non abbassare i prezzi?
Perchè un album o meglio una raccolta, dovrebbe costare 20 euro?
Perchè un album nuovo uscito si e no da un mese deve costare perennemente per anni 24 euro almeno?
Perchè un album datato almeno di 10 anni(parliamo di uscita discografica) dovrebbe costare quasi quanto quello nuovo?
Perchè le case discografiche non possono mai darsi un pizzicotto sulla pancia per il benessere dei più?