di Simone Bressan
postato alle 16:00 del 13 Agosto 2008 in InterniTorna alla home

Tremonti e gli Illuminati: al di là del Nuovo Ordine Mondiale, il nuovo ministro dell’Economia si sente l’alfiere di una guerra contro Bankitalia e la grande finanza. In nome di una nuova idea forte di politica. Indipendente anche da quelli che vorrebbero condizionarla

Venti dal Nord è una rubrica che ogni settimana raccoglierà rumors e indiscrezioni su come si sta muovendo la politica del Nord. Protagonisti, progetti, novità. Gli estensori fanno parte, a vario titolo, del Popolo delle Libertà

Nessuno ha mai capito fino in fondo quale fosse il suo percorso politico: Reviglio Boy in salsa socialista all’inizio, uomo di Mariotto Segni poi, Berlusconiano di ferro e,infine, libero pensatore di centrodestra con tendenze anti-mondialiste. L’identikit è quello di Giulio Tremonti, potentissimo quanto contrastato Superministro dell’Economia di tutti i Governi Berlusconi, incolore parentesi Siniscalco esclusa.

BREVE BIO - Il percorso, personale e politico, è quello di un uomo difficilmente inquadrabile in schemi e concetti tipici del giornalismo: non è un liberale classico, ma non è nemmeno un socialista ortodosso, non è di destra ma è certamente all’opposto della sinistra, non è un mercatista ma fa dell’antistatalismo un punto d’onore.  Istrtionico, fuori dagli schemi, semplifica le cose difficilissime e riesce ad arzigogolare i concetti più elementari: per i detrattori è molto fumo e poco arrosto, per i sostenitori (tra cui chi scrive) un autentico genio. Certo, anche ai più ferventi apologeti del tremonti pensiero, non sfuggono le curve, le inversioni, le frenate e le accelerazioni di quello che è senza dubbio uno dei politici più discussi degli ultimi vent’anni. In ordine di tempo una delle ultime velocizzazioni verbali del Prof di Sondrio ha riguardato un tema che non poteva passare inosservato e di cui, invece, magicamente nessuno ha parlato. Siamo ad Anno Zero, poche settimane prima delle elezioni che rimetteranno Silvio Berlusconi sulla poltrona di Palazzo Chigi, e Tremonti spara: “Tutti questi Illuminati che governano l’economia, hanno gestito la crisi che c’è e che ci sarà e che continua e si aggrava e contagia. L’’hanno gestita con gli strumenti vecchi: con la riduzione dei tassi d’interesse, con l’iniezione di liquidità. Non reagisce l’organismo, anzi, si sta ancora peggio. E’ cambiato il mondo, deve cambiare il governo del mondo.

GLOBALIZZAZIONE? - Mettiamo da parte, per un secondo, le teorie complottiste avanzate da qualcuno circa Illuminati, Ordine Mondiale e compagnia briscola e concentriamoci sul Tremonti-pensiero. Una cosa è evidente: Tremonti ce l’ha con qualcuno e i nomi li fa molto volentieri: ““Siamo ad un bivio della Storia, la Storia sta facendo un tornante, e la globalizzazione sta presentando a tutto il mondo il suo conto, che non è un conto positivo. Io non ho mai pensato che fosse possibile bloccarla, ho sempre pensato che sia stata una pazzia fatta da pazzi autentici, gli illuminati, i fanatici, lanciarla di colpo in pochi anni, un processo che doveva essere fatto in decenni, più saggiamente, come è sempre stato nella storia dell’umanità. Ma negli anni ‘90 chi governava, una setta di pazzi illuminati e fanatici, ha deciso che il mondo doveva andare… era la terza via di Clinton, era quel mondo, era il mondo della Walmart il supermercato americano. Insomma credo che i disastri stiano arrivando“. Parlerà poi di banchieri che diventano politici, di politici che si interessano di banche e di intrecci tra economia e finanza. Ma cosa c’è dietro al livore tremontiano per questi “pazzi”? Una setta da combattere, come dice qualcuno, o più semplicemente divergenze politiche e salotti buoni che non si sopportano?

RIUNIONI ESCLUSIVISSIME - Andiamo con ordine: Tremonti è presidente dell’Aspen Institute Italia. Non è un fatto irrilevante: l’Aspen porta nel mondo un chiaro marchio di fabbrica, denominato appunto “Metodo Aspen”. Si tratta, come dicono loro stessi, di “un confronto “a porte chiuse” che “favorisce le relazioni interpersonali e consente un effettivo aggiornamento dei temi in discussione.” All’Aspen non vogliono “trovare risposte unanimi o semplicemente rassicuranti” ma “evidenziare la complessità dei fenomeni del mondo contemporaneo”. Un metodo che calza a pennello al Divo Giulio. Lui lo capisce, si infila e riesce ad accreditarsi in quegli ambienti chic che fino a poco tempo prima lo consideravano un semplice “berluscones”. Diventa così appetita la sua presenza che si spinge fino alle porte del famigerato Gruppo Bilderberg: una conferenza annuale che riunisce più di un centinaio tra alti funzionari pubblici, uomini politici, intellettuali occidentali e che si svolge a porte rigidamente chiuse e nel segreto degli hotel di extralusso di mezza europa. Gran cerimoniere Henry Kissinger, quel Kissinger così vicino a certi ambienti italiani (leggasi Agnelli) e così amato da larga parte dell’intellighenzia salottiera del nostro paese. Tremonti, come detto, viene ritenuto “idoneo” per partecipare a queste riunioni in cui, a seconda della fonte che consulterete, si “fa filosofia politica” o si “definisce il Nuovo Ordine Mondiale”. Ci sono tutti i grandi alla riunione a cui partecipa: Clinton ,Blair, il Presidente della Coca Cola, quello della Federal Reserve e quello del Washington Post. Per tacere delle presenze europee: Barroso, Trichet  e Super Mario Monti. E proprio dall’Italia arriva una nutrita pattuglia di manager: Paolo Scaroni, John Ellkan, Tommaso Padoa Schioppa e, appunto, il nostro Giulio.

TREMONTI RIBELLE - Non dev’essersi trovato bene in quella compagnia e non devono averlo accolto con gli onori del caso se è vero,come è vero, che l’anno successivo (questo, pochi mesi fa) è rimasto (o sarebbe rimasto) fuori dalla porta. Ad escluderlo, si dice, sono stati proprio gli italiani:gli uomini del Gruppo Fiat, quelli vicini a Bankitalia e gli odiatissimi Monti & Padoa- Schioppa. Era arrivato fin lì, alle porte dei Nuovi Cospiratori, grazie al grande credito che gli era stato dato dalla presidenza dell’Aspen. Ne è rimasto fuori, probabilmente, perché troppo libero per uniformarsi al pensiero unico di questa congrega di economisti-politici. Dietro la sua ultima conversione, che ha comunque radici lontanissime, la sensazione che quel gruppetto di intellettuali lontanissimi dalla realtà non sia in grado di governare alcunché e che troppo spesso la politica abbia chinato il capo di fronte a questi santoni da salotto buono. La guerra tremontiana ai professori del Bilderberg è appena iniziata: prima agita lo spettro “illuminati”, poi rilancerà un’idea diversa di Politica. Forte, determinata, indipendente. Soprattutto dai Poteri Forti, Bilderberg in testa.

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