La più grande crisi dal dopoguerra è una crisi di solvibilità che deriva dall’eccessiva fragilità dei sistemi economici e dalla troppa speculazione dei mercati finanziari. Governi e banche centrali si stanno dando tanto da fare. Ma forse stanno preparando il terreno per nuove turbolenze e crisi
Le autorità monetarie in particolare si stanno impegnando per aumentare ulteriormente la fragilità finanziaria delle nostre economie. La situazione è finanziariamente fragile se
piccoli shock possono innescare reazioni a catena di grandi proporzioni. La fragilità finanziaria ha varie dimensioni: può prendere la forma di eccesso di debito sul capitale (leva finanziaria), di eccesso di costi fissi sui costi variabili (leva operativa), di eccesso di debiti a breve nel finanziamento di attività di lungo termine (maturity mismatch), di eccessiva esposizione ai rischi di mercato (rischio sui tassi di interesse o rischio di cambio).
LA SBRONZA DA CREDITO – Durante le fasi di boom, queste forme di fragilità finanziaria tendono ad aggravarsi: le aziende e i privati si indebitano, interi paesi si espongono a rischi di tasso indebitandosi in valuta estera, veicoli di investimento strutturato (SIV) scommettono la propria sopravvivenza sulla pendenza della curva dei rendimenti. La cosa positiva nelle recessioni è che tutta questa porcheria finanziaria tende a ridursi, in modo che il sistema economico diventi più robusto. Pagare i debiti (o fallire, che è un modo un po’ brutale di liberare risorse più utili altrove, o risorse inutili tout court), cercare nuovo capitale proprio, finanziare gli acquisti immobiliari senza andare una volta al mese sul mercato a “rollare” i propri debiti è indubbiamente necessario per avere un’economia più stabile. Il problema è che non c’è alcun modo per far rientrare una sbronza da credito che non sia avere una crisi economica: se tutti cercano di ridurre la propria esposizione contemporaneamente, l’economia ne risente, nel breve term
ine, anche pesantemente. Non voler passare attraverso una recessione è come curare un mal di testa da sbronza ubriacandosi di nuovo.
UNA SPINTA IN NEGATIVO DAI TASSI? - Per questo motivo i governi non sono all’altezza di sopportare una recessione, e in genere finiscono con il creare rischio morale enorme, perché la promessa di intervenire agisce sulle aspettative degli agenti finanziari incentivandoli ad assumersi maggiori rischi (i cui costi qualcun altro sarà costretto ad accollarsi). Interrompendo il normale processo di ristrutturazione economica, i governi impediscono alla fragilità sistemica di diminuire (ceteris paribus: altre politiche, ad esempio rubare i soldi al contribuente per arricchire le banche, possono in parte compensare il problema). Un esempio di tutto ciò lo si vede nel mercato immobiliare, secondo un interessante articolo pubblicato su Repubblica. Scrive l’articolista: “Si sono ridotti gli importi e le durate medie dei finanziamenti, ma anche le operazioni che coprono oltre l’80 per cento del valore dell’immobile”, il che è il mercato che sta recuperando un minimo di sanità mentale dopo le follie di inizio millennio. Ma le cose non possono andare così: la correzione deve essere impedita con ogni mezzo, e così, continua l’articolo, “Dai dati dell’Osservatorio di MutuiOnline emerge che la richiesta di mutui a tasso “ondeggiante” è più che raddoppiata, passando dal 18,2 per cento del primo semestre 2008 al 47,4 dei primi cinque mesi di quest’anno”. Perché? “L’Euribor a un mese/365 è addirittura sotto la soglia dell’1 per cento fissato dalla Bce. Ottime condizioni qu
indi per chi accende un mutuo variabile”.
SPIRALE INFINITA – La prima legge dell’economia è che le persone reagiscono agli incentivi. Gli incentivi messi in atto dai governi spingono a comportarsi in maniera irresponsabile? Il risultato sono gli ultimi decenni di storia macroeconomica. La chiusura dell’articolo fa pensare ad un consiglio per gli acquisti, ma questo è un altro discorso, su cui non mi pronuncio. La morale della storia è che molte persone stanno approfittando dell’assicurazione implicita fornita dai governi sui mutui a tasso variabile, una sorta di cap finanziato dal contribuente, per risparmiare sulle rate. Alcune di queste persone si compreranno la casa di proprietà, altre stanno investendo soldi forse su seconde case: tutte, comunque, si troveranno ad avere una maggiore esposizione ai rischi, visto che, tanto, se i costi sono collettivi, è come se non esistessero.


“tutte, comunque, si troveranno ad avere una maggiore esposizione ai rischi, visto che, tanto, se i costi sono collettivi, è come se non esistessero.” mi sembra una giusta conclusione
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“L’Euribor a un mese/365 è addirittura sotto la soglia dell’1 per cento fissato dalla Bce. Ottime condizioni quindi per chi accende un mutuo variabile”.
ottime condizioni “finché dura”, il tasso è variabile, e tra due anni è già atteso al 3%… c’è molta ignoranza nei mutuatari, miopia, furbizia presso i venditori, oltre che alla solita speculazione sull’aiuto dello stato che però non potrà essere infinito.
la mia politica di tassi bassi è adottata per consentire la fluidità del mercato immobiliare
tale fluidità non tanto per favorire le vendite di nuove costruzioni, ma per consentire ai proprietari immobiliari di vendere più facilmente i propri beni ad acquirenti favoriti nei tassi di indebitamento
tali vendite sono a loro volta destinate a coprire esposizioni finanziarie per precedenti investimenti con scarso ritorno e ricapitalizzare le aziende per fortificarle ed elimimamdo o riducendo l’ indebitamento bancario
che il dio del denaro maledica le banche
poi tra due o tre anni so’ cazzi degli acquirenti immobiliari….
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Ogni volta che LDP scrive qualcosa mi tremano le gambe:-)
In banca nessuno prende come tasso di riferimento l’euribor ad un mese, usano sempre quello a 3(leggermente piu’ alto)…….a meno che non li minacci ma devi avere già dei soldi se no si mettono a ridere.
Nei prossimi mesi comprero’ casa 70% contanti e 30% con mutuo variabile……