L’Imu che stanga i poveri e salva i ricchi

di - Più esenti gli abbienti rispetto ai pensionati poveri dalla tassa sulla casa

L'Imu che stanga i poveri e salva i ricchi
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Il 30% dei superbenestanti non è tenuto a pagare l’Imu. Lo scrive Repubblica in un articolo a firma di Roberto Petrini, citando i dati del ministero dell’Economia e delle Finanze. Dice il quotidiano che la tassa sulla casa si accanisce sulla categoria dei pensionati con redditi più bassi, che non possono beneficiare delle detrazioni previste per i figli a carico:

Ai vertici della piramide, invece, i redditi più alti sentono meno la mano del fisco, almeno per la prima casa: oltre i 75 mila euro di reddito sono solo mezzo milione coloro che pagano l’Imu, il 72,2 per cento dei proprietari, come nella media, mentre il restante 30 per cento sfuggirà alla tassa. Ma c’è di più: buona parte dei benestanti hanno case nei centri storici e beneficiano dei vecchi accatastamenti con valori più bassi.

E’ questo il quadro che emerge, a circa un mese dal pagamento della prima rata dell’Imu (prevista per il 18 giugno), dai dati diffusi dal ministero dell’Economia:

Il dato generale è che i contribuenti sono 41,5 milioni, di questi i proprietari di una prima casa in Italia sono 24,2 milioni, di cui 17,5 milioni, ovvero il 72,2 per cento, paga l’Imu (194 euro in media per ciascun proprietario). Ma che cosa accade all’interno della media nazionale? Nella fascia più bassa emergono le maggiori contraddizioni: gli italiani che guadagnano meno di 10 mila euro sono 14,1 milioni, solo la metà di questi possiede una casa (il 44 per cento), e di questi quasi tutti (il 94,8 per cento) cade sotto la tagliola dell’Imu.

 

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Il grafico del quotidiano:

La lettura dei dati del Mef dimostra che il numero dei contribuenti che paga l’Imu si abbassa drasticamente quando si prendono in considerazione le famiglie con uno o più figli:

E’ la dimostrazione che nella stragrande maggioranza si tratta di pensionati che non hanno avuto – come è stato richiesto da più parti durante la discussione del provvedimento – una detrazione specifica per la loro condizione. Ai vertici della piramide la situazione è opposta. I contribuenti italiani che dichiarano oltre i 75 mila euro non sono molti, circa 790 mila: un numero assai limitato dovuto al fenomeno dell’evasione fiscale. Molti benestanti sono proprietari di casa: l’88 per cento.

Quanti di loro pagano l’Imu?

Il 72,2 per cento, esattamente come la media nazionale. Costoro possono infatti beneficiare delle detrazioni per figli che non sono parametrate al reddito, ma uguali per tutte le fasce sociali. Giusto o sbagliato che sia, è stridente il confronto con la categoria dei pensionati.

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“L’Imu sulla prima casa può essere azzerata”

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2 Commenti

  1. traslato scrive:

    vatti a leggere l’art 53 della costitzione che non fa alcuna distinzione tra imposte reali od altro—–è la capacità contributiva il parametro-per gli evasori c’è un corpo armato che solo l’italia ha…. facesse meno disciplina militare….

  2. Giulio Caso scrive:

    Tutti dovremmo contribuire alle spese comuni in base alle capacità contributive reali e non a quelle presunte. Inoltre una cosa è la prima casa ed un’altra cosa: la casa unica (o sola casa); quest’ultima dovrebbe essere tutelata da ogni vessazione. Trovarsi ad una certa età, quando si ha meno reddito, a vivere in una casa grande (o accatastata come tale) non deve essere penalizzante. Le rendite catastali sono, poi, inique ed una stessa casa può essere valutata villino in una località e casa popolare in un’altra. Quindi, come minimo, ci voleva prima la riforma del catasto. Suppongo che Monti sia stato impulsivo a voler impostare il discorso d’insediamente citando solo la tassa sulla prima casa. E’ ancora in tempo per cambiare rotta per evitare che l’IMU prima casa (che brutta sigla) impoverisca ancora l’economia e soprattutto le famiglie.

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