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	<title>Commenti a: Ministro Bondi, quanto è nero il &#8220;Sol dell&#8217;Avvenir&#8221;?</title>
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	<description>Riservato a molti eletti</description>
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		<title>Di: mildareveno</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/3004/ministro-bondi-quanto-e-nero-il-sol-dellavvenir/#comment-9596</link>
		<dc:creator>mildareveno</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Aug 2008 18:51:41 +0000</pubDate>
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		<description>Nell&#039;intervista sul &quot;Corriere&quot; però Bellocchio difende Pannone:

&quot;Con i soldi pubblici non si fanno mai per nessuna ragione film a favore del terrorismo, sarebbe osceno e vergognoso; ma Pannone voleva solo ragionare sui fatti, interrogarsi e far conoscere un pezzo della nostra storia&quot;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;intervista sul &#8220;Corriere&#8221; però Bellocchio difende Pannone:</p>
<p>&#8220;Con i soldi pubblici non si fanno mai per nessuna ragione film a favore del terrorismo, sarebbe osceno e vergognoso; ma Pannone voleva solo ragionare sui fatti, interrogarsi e far conoscere un pezzo della nostra storia&#8221;</p>
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		<title>Di: John Christian Falkenberg</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/3004/ministro-bondi-quanto-e-nero-il-sol-dellavvenir/#comment-9582</link>
		<dc:creator>John Christian Falkenberg</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Aug 2008 13:11:21 +0000</pubDate>
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		<description>Credo che Asdrubale abbia ragione: se neppure i documentari reiscono del tutto ad evitare l&#039;infiltrazione della finzione nella narrazione dei fatti, il cinema &quot;narrativo&quot; non può certo sperare di essere più oggettivo di un romanzo storico. La responsabilità di evitarlo ricade tuttavia anche sui cineasti, che dovrebbero rendere chiaro come le proprie opere siano finzione, narrativa - altrimenti è ovvio che nascano polemiche come quelle apparse in questi giorni. Non nascondiamoci quello che accade continuamente: in troppi prenderanno per vero quello che vedono presentato in immagini, senza sapere che si tratta della versione di una parte sola.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Credo che Asdrubale abbia ragione: se neppure i documentari reiscono del tutto ad evitare l&#8217;infiltrazione della finzione nella narrazione dei fatti, il cinema &#8220;narrativo&#8221; non può certo sperare di essere più oggettivo di un romanzo storico. La responsabilità di evitarlo ricade tuttavia anche sui cineasti, che dovrebbero rendere chiaro come le proprie opere siano finzione, narrativa &#8211; altrimenti è ovvio che nascano polemiche come quelle apparse in questi giorni. Non nascondiamoci quello che accade continuamente: in troppi prenderanno per vero quello che vedono presentato in immagini, senza sapere che si tratta della versione di una parte sola.</p>
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		<title>Di: asdrubale</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/3004/ministro-bondi-quanto-e-nero-il-sol-dellavvenir/#comment-9568</link>
		<dc:creator>asdrubale</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 Aug 2008 21:06:50 +0000</pubDate>
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		<description>Il cinema è un mezzo inadatto per fare riletture &quot;storiche&quot; di avvenimenti passati o anche trapassati. Il cinema è per forza di cose invenzione, invenzione di dialoghi, di caratteri e per questo fortemente non indicato per operazioni del genere, per le quali si dovrebbe utilizzare il mezzo del documentario.
Il pericolo di dare letture parziale e interpretazioni fantasiose è sempre presente (basti ricordare il finale ridicolo del film di Bellocchio). Meglio sarebbe allora scrivere una sceneggiatura romanzata, liberamente ispirata al fatto storico, in modo da essere liberi dal ricercare una verità che nessuno veramente conosce.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il cinema è un mezzo inadatto per fare riletture &#8220;storiche&#8221; di avvenimenti passati o anche trapassati. Il cinema è per forza di cose invenzione, invenzione di dialoghi, di caratteri e per questo fortemente non indicato per operazioni del genere, per le quali si dovrebbe utilizzare il mezzo del documentario.<br />
Il pericolo di dare letture parziale e interpretazioni fantasiose è sempre presente (basti ricordare il finale ridicolo del film di Bellocchio). Meglio sarebbe allora scrivere una sceneggiatura romanzata, liberamente ispirata al fatto storico, in modo da essere liberi dal ricercare una verità che nessuno veramente conosce.</p>
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		<title>Di: cordapazza</title>
		<link>http://www.giornalettismo.com/archives/3004/ministro-bondi-quanto-e-nero-il-sol-dellavvenir/#comment-9515</link>
		<dc:creator>cordapazza</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Aug 2008 11:43:05 +0000</pubDate>
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		<description>Di altissimo conio culturale, appunto. I rappresentanti del governo di centro-destra, e la loro corte di &quot;intellettuali&quot; (hanno letto e studiato alacremente &quot;Il cortegiano&quot; di Castiglione, immagino) continuano ad applicare una visione strettamente pedagogica ad un prodotto che si suppone artistico, e che ha quindi bisogno di specifici criteri di analisi e lettura COERENTI, omogenei e congrui rispetto al testo considerato. E&#039; un atteggiamento, questo, che è visibilissimo nell&#039;attenzione morbosa che i suddetti riservano alla scelta dei contenuti e dei personaggi storici delle fiction nostrane, per esempio.
Si invoca una ridicola par condicio di punti di vista per cose in cui non ha alcun senso (l&#039;unico senso è se sia riuscito o no artisticamente, visto che il pubblico non è sempre il solito gregge che ha bisogno di essere imboccato per cogliere i significati o così messo a malpartito da non saper esercitare uno straccio di spirito critico.Faccio un esempio: applicando un angusto criterio del genere, un capolavoro letterario come &quot;Le benevole&quot; di Jonathan Littel, scritto, mirabilmente, dal punto di vista di un carnefice delle SS, sarebbe a priori strozzato nella culla).
Mi ricorda una polemica di tempo fa. Ne fu protagonista Mauro Mazza, direttore del tg2,all&#039;epoca dell&#039;uscita del &quot;Caimano&quot; di Moretti, con quella sua frase da scolpire nella pietra: &quot;non ne parlo per par condicio, visto che non è in uscita un film su Prodi&quot;. E non ne parlò! Chiaro che essi vedono nella cultura uno strumento dall&#039;immediata ricaduta ideologica, politica, spesso elettorale. Impoverendola irrimediabilmente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Di altissimo conio culturale, appunto. I rappresentanti del governo di centro-destra, e la loro corte di &#8220;intellettuali&#8221; (hanno letto e studiato alacremente &#8220;Il cortegiano&#8221; di Castiglione, immagino) continuano ad applicare una visione strettamente pedagogica ad un prodotto che si suppone artistico, e che ha quindi bisogno di specifici criteri di analisi e lettura COERENTI, omogenei e congrui rispetto al testo considerato. E&#8217; un atteggiamento, questo, che è visibilissimo nell&#8217;attenzione morbosa che i suddetti riservano alla scelta dei contenuti e dei personaggi storici delle fiction nostrane, per esempio.<br />
Si invoca una ridicola par condicio di punti di vista per cose in cui non ha alcun senso (l&#8217;unico senso è se sia riuscito o no artisticamente, visto che il pubblico non è sempre il solito gregge che ha bisogno di essere imboccato per cogliere i significati o così messo a malpartito da non saper esercitare uno straccio di spirito critico.Faccio un esempio: applicando un angusto criterio del genere, un capolavoro letterario come &#8220;Le benevole&#8221; di Jonathan Littel, scritto, mirabilmente, dal punto di vista di un carnefice delle SS, sarebbe a priori strozzato nella culla).<br />
Mi ricorda una polemica di tempo fa. Ne fu protagonista Mauro Mazza, direttore del tg2,all&#8217;epoca dell&#8217;uscita del &#8220;Caimano&#8221; di Moretti, con quella sua frase da scolpire nella pietra: &#8220;non ne parlo per par condicio, visto che non è in uscita un film su Prodi&#8221;. E non ne parlò! Chiaro che essi vedono nella cultura uno strumento dall&#8217;immediata ricaduta ideologica, politica, spesso elettorale. Impoverendola irrimediabilmente.</p>
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