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Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 24 giugno 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

La risposta ufficiale del Grande Statista è arrivata, nei luoghi preposti ad essa. E, a ben vedere, Silvio Berlusconi, stando alle anticipazioni, qualcosa l’ha ammessa nell’intervista al settimanale della Mondadori “Chi“, che in questa vicenda c’era già entrato in altre occasioni, non sempre pulite.

Hn4CZClkqp0xun4mTfD7xRiyo1 500 Berlusconi, la DAddario e lindignazione che non cèIn primo luogo, il premier dice: “Dietro l’inchiesta di Bari c’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora D’Addario“. Poi aggiunge: “Non ho mai pagato una donna. Non ho mai capito che soddisfazione ci sia se non c’è il piacere della conquista” . Poi l’apoteosi: «Non si era reso conto che potesse essere una prostituta d’alto bordo che voleva tenderle una trappola?» domanda il direttore del settimanale Alfonso Signorini al premier. «Se sospettassi di una persona una cosa del genere, le starei lontano mille miglia», risponde Berlusconi. E in questo breve scambio di battute c’è scritto molto di più di quello che si vede a prima vista. Perché Silvio non nega di aver fatto sesso con Patrizia, se si legge con attenzione. Nega soltanto una cosa della quale nessuno l’ha accusato: di averla pagata. Ma questo si sapeva già: offriva Gianpaolo Tarantini, mentre il presidente del Consiglio aveva solo fatto qualche simpatico cadeau in gioielli e denaro alla signora (così come ad altre, visto che è sua abitudine). E si sa, che chi non nega implicitamente afferma o, per meglio dire, ammette.

Ecco quindi che ciò che sembrava essere parte di un oscuro complotto, dimostra invece l’esatto contrario. Siccome nessuno ha affermato che abbia pagato lui, ma qualcuno ha invece affermato di aver passato una serata “nel letto grande”, e stop. Silvio parla di qualcuno che ha pagato “benissimo” la D’Addario, ma come capita a chi non sa più che dire, non dice chi sarebbe il pagatore né indicherebbe ragioni per individuarlo, nonostante siano trasparenti le allusioni nei confronti del gruppo editoriale l’Espresso, non nominato nell’intervista perché altrimenti avrebbero potuto querelarlo. E la stessa cosa, volendo, potrebbe fare Patrizia. La quale, però, ha per ora scelto di non procedere. Ha semplicemente affidato all’Ansa una dichiarazione neutra e soft, in avvocatese puro:  “In una intervista rilasciata ad un settimanale il Presidente del Consiglio sostiene, riferendosi a me, che ‘c’è qualcuno che ha dato un mandato molto preciso e benissimo retribuito a questa signora’. Smentisco che ciò sia accaduto. E invito l’onorevole Berlusconi, qualora sia in possesso della minima prova a sostegno della sua affermazione, a volerla trasmettere all’Autorità giudiziaria. Se così non fosse – conclude – vorrei pregarlo di astenersi da simili affermazioni“.

Evidentemente, per ora un’intervista in cui è meglio la parte del non detto è il massimo che potevamo aspettarci. D’altronde, a parte gli ultras dei rispettivi schieramente e grazie anche alla scarsa e mediata copertura che sta avendo la storia, di grandissimi sconvolgimenti non c’è traccia. Anche se dovrebbe essercene, soprattutto nei confronti della guida di un governo che aveva chiesto di rendere reato anche pagare una prostituta per sesso.

Anzi, c’è persino chi fa lo spiritoso: a margine di una conferenza stampa, chiacchierando con i giornalisti, il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ha risposto ridendo a una domanda sul rischio crisi per il governo. “L’esecutivo è saldissimo – ha poi aggiunto – e so benissimo cosa state per dirmi: anche di Craxi nel 1992 si diceva la stessa cosa, e poi si sa com’è andata a finire. Vero, ma rispetto a 17 anni fa la situazione sociopolitica è diversa: allora c’era indignazione, adesso indifferenza“. Oppure curiosità morbosa sul chi, cosa, come e perché, e basta. Quindi, le cose sono due: o il giallo dell’estate è destinato a rimanere tale, oppure qualcuno deve cominciare a organizzarsi, un po’ come facevano il tour itinerante della contestazione quelli di Azione Giovani all’epoca del governo Prodi. Perché il segreto alla fin fine  sta tutto qui: in quello che si mostra, nel cosiddetto circondario. E basta dare l’illusione ottica che stia per accadere un clamoroso rivoltamento, basta questo affinché sembra che tutto ciò accada. Ecco perché, come Bettino all’Hotel Raphael, basterebbe che qualcuno si organizzasse per seguire il Cavaliere gridando “Vuoi pure queste, Silvio vuoi pure queste”, e mostrando stavolta non le millelire della Montessori ma pacchetti di Viagra o Cialis, e anche l’ultimo requisito chiesto da Sacconi sarebbe soddisfatto. Per creare un’illusione di qualcosa che non c’è, certo. Ma d’altronde, chi di illusione ferisce…

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