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38 anni senza Peppino Impastato

Il 9 maggio del 1978 a Cinisi moriva Peppino Impastato, giovane attivista comunista ucciso dalla mafia per aver attaccato poteri forti e interessi della criminalità organizzata attraverso le frequenze libere di Radio Aut. Per il suo omicidio, rimasto senza colpevoli per oltre trent’anni, è stato condannato all’ergastolo il boss Tano Badalamenti. Nato nel 1948 a Cinisi (Palermo), Impastato faceva parte di una famiglia ben inserita negli ambienti mafiosi. Negli anni del liceo si avvicina alla politica, nel 1975 organizza il circolo “Musica e cultura”, associazione che diventa presto un punto di riferimento per i giovani di Cinisi. Nel 1977, cercando di superare la crisi dei gruppi che facevano riferimento alla sinistra rivoluzionaria, fonda Radio Aut, emittente libera ed autofinanziata che si impegna nella controinformazione criticando duramente gli esponenti mafiosi ed i rappresentanti della politica locale attraverso lo strumento della satira. Viene assassinato il 9 maggio del 1978, il suo corpo viene ritrovato dilaniato da una carica di tritolo sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, con le indagini che si orientano presto in direzione di un attentato terroristico fallito o di un suicidio eclatante.

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