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I segreti dell’agenda di una prostituta

La settimana inizia di mattino per andare a sbrigare le pratiche per la patente in centro città, poi la domenica sera si chiude con una cena e del sesso, per il quale è essenziale ricordarsi di pizzo nero e tacchi alti. E’ l’agenda di una prostituta di Berlino, pubblicata da B-Z con tanto di commento della escort su come va la sua vita così piena di impegni.

AGENDA PER IL SESSO – Kate, il nome è falso, è una giovane ragazza che svolge il mestiere di prostituta nella capitale berlinese. Per Kate avere un’agenda degli appuntamenti è indispensabile, perché altrimenti non saprebbe più come vivere tra bordello, appuntamenti privati, serate con le sue amiche e il suo commercialista. “ Quando si lavora in un postribolo e poi si combinano appuntamenti da escort nelle abitazioni private o negli alberghi ci si può facilmente confondere. In questo momento sto anche prendendo la patente, ho le lezioni di guida, e poi ogni settimana devo fare almeno un’ora di allenamenti”. Martedì Kate ha una giornata impegnativa. Tra le 11 e le 16 lavora al bordello Van Kampen di Wilmersdorf, zona residenziale della parte occidentale di Berlino. C’è scritto che quel giorno passa la Gummi Frau, la donna gomma in italiano, ovvero la signora che vende in modo molto discreto preservativi e lubrificanti alle ragazze.

 

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NON DIMENTICARE IL PIZZO NERO– Di giovedì Kate ha un appuntamento con un cliente abituale, memorizzato sul suo cellulare, con tanto di indirizzo dove recarsi per fare sesso. “Vuole tacchi alti e lingerie di pizzo”. Kate lavora da due anni come prostituta. Prima aveva studiato per lavorare negli alberghi, ma ha preferito fare l’escort. “Non è certo il lavoro che sognavo, ma guadagno bene, molto di più di quello che avrei potuto ottenere con i miei studi”. Kate però, così come le sue colleghe della scena berlinese, preferisce non rilevare quanto guadagna. I suoi genitori sanno che mestiere fa, anche se quando li incontra – nella sua agenda è segnato il brunch con mamma o il pranzo a casa – non si parla della sua professione. “Sarebbe davvero strano se mio padre mi chiedesse come è andata la mia giornata di lavoro”.

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