“Il Tg1 ha scelto la linea della moderazione e non delle gossip, delle notizie certe e non delle indiscrezioni“. Con l’austera moderazione che contraddistingue chi è stato designato non solo a dirigere qualcosa, ma anche agli alti destini della patria, lo dice il direttore del Tg1 Augusto Minzolini, in un editoriale in cui ieri sera ha commentato le polemiche di questi giorni per la linea informativa scelta sul caso dell’inchiesta di Bari. Proprio subito dopo una servizio da Bari, in cui parla l’avvocato di Tarantini e che riassume le vicende di questi giorni, Minzolini prende la parola per spiegare ai telespettatori la sua linea. “Voglio spiegarvi perchè – dice dalla sua scrivania – il Tg1 ha assunto una posizione prudente sull’ultimo gossip, l’ultimo pettegolezzo del momento, le famose cene o feste nelle residenze private del premier Berlusconi, Palazzo Grazioli e Villa Certosa. Dentro questa storia piena di allusioni, rancori personali, non c’è ancora una notizia certa né un’ipotesi di reato che riguardi il premier e i suoi collaboratori“. E qui lo interromperebbe il telespettatore sveglio: chi ha mai sostenuto il contrario? Però, da che mondo e mondo, non è mica soltanto dei reati che commettono i presidenti del Consiglio e le persone in vista, che si occupa il giornalismo. Spesso, se ne parla anche per le cose che, semplicemente, fanno.
E lo consentirà l’inventore del minzolinismo (ovvero, quella “forma di giornalismo che si basa sulla raccolta di dichiarazioni anche informali di uomini politici, senza alcuna verifica delle informazioni raccolte“, diceva l’Annale del lessico del 1996) qui qualcosa è successo. C’è un signore indagato per induzione alla prostituzione che, secondo alcune testimoni le quali lo hanno detto a un magistrato, ha svolto questo servizio per Silvio Berlusconi, che il premier lo sappia o no. Ora, ben sapendo che Minzolini era quello che su una chiacchiera sentita alla buvette di Montecitorio imbastiva colonne su colonne di ipotesi fantasiose pubblicate in prima pagina sulla Stampa, non pensa il direttore di essere caduto un po’ in contraddizione, nel non considerare questi fatti? “Minzo” pare non la colga, anzi: prima parla un po’ apertamente di complotto, poi ricorda che tutto questo coinvolse pure l’allora “presidente del Consiglio Romano Prodi per la vicenda della foto di un suo collaboratore ripreso in una situazione scabrosa“. Minzolini qui aveva l’aria del centravanti che ha appena fatto goal: ve lo ricordate Sircana? Volete che ricominciamo a parlarne, così segnamo la rete del pareggio, pezzenti? Praticamente, una testa di cavallo recapitata nel letto del primo leader di centrosinistra disposto ad abboccare. E infine viene al dunque, parlando ancora più in codice: “Ho visto celebri mangiapreti nelle vesti di novelli Savonarola“. A chi si riferisce, pur senza nominarlo? A Eugenio Scalfari, che diamine. Anche se non lo ammetterà mai, il riferimento è quello. Quindi chiude: “queste strumentalizzazioni, questi processi mediatici, non hanno nulla a che vedere con l’informazione del servizio pubblico. Questa è la linea che vi ho promesso fin dal primo giorno e che continuerò a garantirvi“. E’ chiaro: Minzolini è il poliziotto cattivo del gruppo: ricordatevi chi sono, cari leader, ricordatevi che so tutto di voi. Io non sono stato messo qui per caso – continua, svettando sullo schermo come Terminator - e ricordatevi che sono cattivo. Bau.
Ma se Minzolini è il poliziotto cattivo, chi è quello buono? Per svelarlo, senza tuttavia voler incorrere nel reato di vilipendio nei confronti di una carica dello Stato, si commenterà con dovizia la lettera inviata dal ministro della Cultura Sandro Bondi al Giornale, moderatamente intitolata “La Repubblica è un pericolo per la democrazia“. Tale quasi-ossimoro – sì, se uno pensa alla forma di Stato invece che al giornale di Ezio Mauro, la frase può suonare deliziosamente comica – è venuto come miglior titolo al titolista del quotidiano di Paolo Berlusconi dopo aver letto questo delizioso, degasperiano articolo: “Egregio direttore, [...] nel corso di un dibattito con Eugenio Scalfari svoltosi a Cortina lo scorso anno, dissi apertamente al fondatore di La Repubblica che il suo viscerale antiberlusconismo avrebbe portato la sinistra in un vicolo cieco e alla sua sconfitta definitiva. Avevo visto bene. Non avevo previsto, tuttavia, che il quotidiano che Scalfari dirige avrebbe condotto la sinistra allo snaturamento della propria identità. E ancor meno avevo previsto che l’attacco nei confronti del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi sarebbe stato portato al livello di questi ultimi giorni, fino al punto cioè di mettere a repentaglio gli stessi interessi generali del nostro Paese“. Nel caso Bondi non fosse stato chiaro, si potrebbe tradurre più sinteticamente con un “Non solo comunisti, ma anche traditori della patria!”. Quindi, il ministro della Cultura continuava: “La maestria di Scalfari, bisogna ammetterlo, consiste da sempre nella capacità di divulgare e accreditare nell’opinione pubblica una visione storiografica, politica e culturale che è esattamente agli antipodi della realtà. Quello che sta avvenendo in questi giorni è la conferma più clamorosa di quanto sostengo. Scalfari è abile nel descrivere un regime corrotto e morente, contro il quale il suo quotidiano ha lanciato l’offensiva finale, trascinando con sé anche il Corriere della Sera e ciò che resta della sinistra, mentre la realtà è che un governo democraticamente eletto subisce un’aggressione sistematica da parte di un centro di potere economico e politico, che non può vantare alcuna legittimità democratica né morale, sulla base di una campagna scandalistica paragonabile alla pesca con lo strascico“. Nel caso non si fosse capito, si potrebbe tradurre più sinteticamente con un “Non solo comunisti, ma anche pedofili!”.
Infine, moderatamente il Bondi sosteneva: “Io non dimentico mai che, se Berlusconi non avesse avuto il coraggio di impedire nel 1994 alla gioiosa macchina da guerra della sinistra capitanata da Achille Occhetto di conquistare il potere, l’Italia sarebbe stata governata da una torbida alleanza formata dalla sinistra comunista e da tutti quei poteri economici rappresentati da un quotidiano come La Repubblica, che avrebbe dato vita sì a un vero regime politico privo di alternative. Questo rischio esiste anche oggi, aggravato semmai dalla circostanza che la sinistra rappresenta oggi una larva di soggetto politico, mentre l’influenza di La Repubblica è divenuta dominante. Se sapremo sconfiggere anche quest’ultimo disperato attacco contro il governo e contro Berlusconi, la nostra democrazia sarà più salda, il nostro futuro più sereno. Questo gli italiani lo sanno e hanno la possibilità di testimoniarlo con il loro voto“. Anche qui potremmo sintetizzare solo con un “Non solo comunisti, ma anche larve!”, ma ci preme sottolineare che da questo capolavoro di non detto emerge, più che altro, una genuina e apprezzabile ansia di perdere tutto quello che si è raccattato in anni di nonvoglioscriverecosa. Insomma, digrigna i denti Bondi, ma alla fine non morde perché si capisce che è impaurito: lui è l’anello debole della catena, è già nervosissimo quando non è ancora accaduto nulla (fossi nell’ala dura, prenderei in considerazione l’ipotesi di sacrificarlo; tra l’altro, potrebbe anche piacergli). Sandro il poeta è il poliziotto buono. E per questo dovremmo perlomeno solidarizzare con il ministro. Se non altro, per pena.
(immagine da HCJ)
























“Tu pensi che io picchio un bambino, ti rubo il panino e invece son solamente… un lupo tanto buonino, aughhhhhh!!!!” Mavalà Minzolin!
Minzolini è coerente: l’hanno messo lì apposta.
Mi chiedo: Paolo Garimberti (ex di Repubblica, o sbaglio?) non si vergogna neppure un po’ del Tg1 della “sua” Rai?
E i redattori del Tg1, almeno quelli “anziani” non hanno nulla da dire?
Mala tempora currunt.
Minzolini non è solo coerente: fa anche capire che rinunciando a Belpietro e mettendo lui ci hanno solo guadagnato, perché Belpietro abbaia e lui, lo squalo, azzanna…
Garimberti si vergogna di sicuro, ma quando ha accettato l’incarico tutto questo se lo doveva aspettare (oppure è così stupido da non essersi chiesto perché De Bortoli ha rinunciato e da non aver capito a che livello di spudoratezza è arrivato il Caimano?)
I redattori anziani del Tg1 ormai ne avranno viste troppe anche loro e probabilmente saranno stati messi in un angolino. Aspettano amaramente la pensione per consolarsi con le melanzane del loro orto, tanto un comunicato di minoranza che effetto avrebbe?
Dai sei canali televisivi nazionali ormai non mi aspetto più nulla. Per fortuna ci sono anche altri mezzi d’informazione (Giornalettismo incluso): perfino l’Elefantino riconosce che la notizia il Tg1 avrebbe dovuto darla…
“non c’è ancora una notizia certa”
Ah beh, Minzolini dica addio a Cogne, Garlasco, etc etc etc
con quante g si scrive garlasco?
Appare comunque chiaro che il Minzolini scriveva per un editore privato, e oggi si dovrebbe poter dire proprio di tutto, ma per un editore privato. Ora l’editore è pubblico, è bene fa il Minzolini ad essere prudente. Si dovrebbe attendere un bel gossip su esponenti del PD e soci per valutare la coerenza di codesto giornalista. Oppure si domandi al PD, ogni giorno, quali potrebbero essere le notizie da dare ai cittadini attraverso la RAI. Badate che l’interessamento di un PM non fa venire meno la causa soprastante dell’origine della notizia.
“Ora l’editore è pubblico, è bene fa il Minzolini ad essere prudente.”
Mi puzza di arrampicarsi sugli specchi… una notizia è una notizia è basta!
L’inchiesta di Bari va avanti da tempo, non è partita l’altro giorno con l’entrata in scena del Presidente del Consiglio… Tutti i giornali ne parlano, italiani e stranieri… solo Rai 1-Rai 2 e Mediaset hanno decison (a nome di tutti gli italiani) che non era importante parlarne… meglio il servizio sull’uomo tartaruga o sull’ultima moda del tanga a 3 pezzi????
Siamo seri… ogni volta che Berlusconi va al governo, ai TG spariscono le informazioni… Mimun era un campione del camuffo… ma Minzolini se ciontinua cosi lo faranno direttore editoriale di Canale 5 in futuro.
Ha ragione Minzolini ad essere cauto con il gossip di sinistra. Se sarà coerente uomo lodevole. Questa dovrebbe, e dovrebbe essere stata la linea dei media per tutto ciò che non ha una causa o un colpevole certi. C’è gente che al di la delle stupidate politiche in cui uno al massimo perde un po’ di potere, ha la vita distrutta per causa di giornalisti sciacalli, faziosi ed incapaci. Se fossi il presunto una bomber, o tanti altri che hanno avuto pagine di giornali sulle loro presunte nefandezze, salvo poi risultare assolutamente innocenti in tribunale, vorrei che chi ha speculato sulla mia disgrazia per ingordigia mediatica fosse inibito a vita dalla professione. E’ troppo facile poter rovinare una persona senza doverne rispondere. Stessa responsabilità, dovrebbe gravare anche sui giudici, (sicuramente in modo diverso, visto che loro devono dare un giudizio per legge) ma con dei principi di giudizio chiari.
In rete girano delle dichiarazioni di Minzolini di 15 anni fà… è vero è tanto tempo… ma si potrebbe studiare il fenomeno di trasformazione totale che lo ha colpito il giorno dell’investitura a direttore del TG1…
Minzolini d’annata:
“Le smentite a ripetizione rivelano solo che abbiamo una classe politica nuova che non ha ancora assimilato il fatto che un politico è un uomo pubblico in ogni momento della sua giornata e che deve comportarsi e parlare come tale. […] Quattro anni fa, e cioè in tempi non sospetti, scrissi che la nomina di Giampaolo Sodano alla Rai nasceva dai salotti di Gbr, la televisione di Anja Pieroni. Oggi penso che se noi avessimo raccontato di più la vita privata dei leader politici forse non saremmo arrivati a tangentopoli, forse li avremmo costretti a cambiare oppure ad andarsene. Non è stato un buon servizio per il paese il nostro fair play: abbiamo semplicemente peccato di ipocrisia. Di Anja Pieroni sapevamo tutto da sempre e non era solo un personaggio della vita intima di Craxi. La distinzione fra pubblico e privato è manichea: ripeto, un politico deve sapere che ogni aspetto della sua vita è pubblico. Se non accetta questa regola rinunci a fare il politico.”
Qui l’intervista completa al giovane Minzolini
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/10/29/il-politico-non-ha-un-privato.html
@ roberto e aramis,
a parte che tetsuo è stato un grande (ieri quella fonte l’ho cercata senza trovarla per mezz’ora
), qui c’è un fatto: una signora ha dettto a un magistrato di essere andata dal Zilvio, e che il Zilvio era il suo “utilizzatore finale” (cit.). Siccome il Zilvio è presdelcons, questo fatto E’ UNA NOTIZIA in tutti i media del mondo occidentale. Pubblici, privati o ibridi che siano. Rassegnatevi, non è cattiveria. Si chiama giornalismo
“Questa dovrebbe, e dovrebbe essere stata la linea dei media per tutto ciò che non ha una causa o un colpevole certi.”
Tiè con un colpo secco hai ucciso il giornalismo d’inchiesta… anzi il giornalismo intero!
Cmq ci sono anche politici condannati in via definitiva… ma non è che se ne parla tanto… oppure un Dell’Utri che ha appena cominciato il processo d’appello, dove in promo grado è stato condannato per favoreggiamento alla mafia (se è sbagliata l’imputazione chiedo venia)… ma pure quello è sparito da tutti i media italiani…
Quello che tu proponi (come tutta la destra ed i suoi elettori) è una specie di Grande Fratello (non il reality, ma il libro) dove si danno solo notizie di regime e che possano tranquillizare la gente… bella prospettiva.
Ma tu ti indignavi per Telekom Serbia e Mitrokin?
Dove un giorno si e pure l’altro le TV di Berlusconi ed i giornali di Berlusconi pubblicavano cazzate a ripetizione su Prodi, Fassino ed altri di sinistra?
In più li c’erano i soldi dello stato a finanziare due commisioni d’inchiesta che non hanno trovato NIENTE se non le esternazioni di truffatori e personaggi da operetta…
Leggendo l’articolo oggi mi è tornata in mente questa canzone, adatta proprio per il Minzohttp://www.youtube.com/watch?v=jdK_bjWlidU
Leggendo l’articolo oggi mi è tornata in mente questa canzone, adatta proprio per il Minzo:
http://www.youtube.com/watch?v=jdK_bjWlidU.
@ gregori
Non per sottilizzare, ma non capisco a cosa dovrei rassegnarmi (questo è un termine che nel mio vocabolario non occupa un posto di rilievo), alla volontà di Dio o alla tua? Venendo al commento, capisco che si possa definire giornalismo qualunque concetto o locuzione anche campata in aria. Posso essere anche in linea con te, del resto esiste anche il giornale di Signorini, e chi ci scrive sopra ha scolarizzazione e praticantato per poter essere definito un giornalista. I giornali sportivi fanno comperare decine di calciatori di livello alle maggiori società di serie A, salvo poi vedere alla fine del calciomercato che di tutti i fenomeni indicati non è arrivato nessuno. In tutte le categorie trovi i draghi e i ciarlatani, Minzolini non lo vedo fra i secondi. La maggior parte di quelli che si spacciano per giornalisti in questi casi hanno dimenticato (se mai l’hanno posseduta) professionalità ed obiettività. O forse sono solo dei faziosi.
@ aramis:
“In tutte le categorie trovi i draghi e i ciarlatani, Minzolini non lo vedo fra i secondi. ”
lo dico senza alcuna polemica (e te lo dice uno che ha scritto cose per gente INSOSPETTABILE, se lo si sapesse qui mi sparerebbero alle gambe
): Minzolini, dall’inizio della sua carriera, ha inventato il virgolettato inesistente. Ovvero, la logica di attribuire a personaggi cose che NON hanno detto. Fatti un giro per internet o anche qui sul sito, usando la chiave di ricerca “minzolini”. Ne leggerai delle bellissime
intanto continuano a piovere le critiche da parte degli utenti sulla pagina facebook del tg1
Colpevolmente e in ritardo: l’evoluzione di Pinocchiet, da quello che ne prende due su quattro, a quello che le nasconde. Del resto se non si ama la verità, che ne si crei una inesistente, o che ne si cerchi di minimizzare gli effetti mettendola sotto il tappeto, non cambia poi molto, sono solo due variazioni dello stesso tema.
che vuol dire “colpevolmente E in ritardo”?
Avrei dovuto commentare prima, non l’ho fatto e me ne scuso. Mi dispiace.
Silvio B. e la ricetta per l’economia…
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leggi troppo in fretta persino i commenti.