Fino all’ultima goccia di petrolio
09/05/2012 - Fracking. Managed Pressure Drilling. Piattaforme robot. Per estrarre l'oro nero non si bada a spese. Si sviluppano sempre nuove tecnologie. Anche la Nasa fiuta il mercato dell'oro nero. Che la crisi non ha intaccato. E il riscaldamento globale nemmeno
L’aumento della domanda energetica premia lo sfruttamento di riserve fino a ieri economicamente improponibili
AUMENTA LA DOMANDA - L’ Agenzia Internazionale dell’Energia stima che l’industria petrolifera dovrà investire una cifra intorno ai 25.000 miliardi di dollari in infrastrutture e nuovi progetti per tenere il passo dell’aumento della domanda energetica. Un aumento stimato nel 30% da qui al 2040. Già quest’anno la somma di Capex e Opex (capitali e costi d’esercizio globali) raggiungerà livelli record nel mondo come in Nordamerica, dove attualmente si concentrano gli investimenti più rilevanti. Secondo l’ultimo IHS Upstream Spending Report si spenderanno quest’anno 1.230 miliardi di dollari, che nel 2016 saliranno a 1.640.
AUMENTI OVUNQUE - Nel solo Nordamerica questa cifra passerà dai 395 miliardi attuali ai 528 del 2016, spinta dalla grande varietà degli investimenti in giacimenti un tempo considerati non convenzionale e oggi avviati a conquistare buona parte delle quote di produzione future. Il medioriente sarà un’altra delle regioni che vedrà aumentare moltissimo gli investimenti, di un 80% nei cinque anni considerati, principalmente localizzati in Arabia Saudita e Iraq. Non molto indietro l’Africa, con la previsione di un +62%.
SI ESTRAE DI TUTTO - Cambierà molto anche il mix dei prodotti petroliferi sul mercato. Al 2025 i pozzi off-shore in acque profonde forniranno il 10% degli idrocarburi liquidi. Il gas naturale liquefatto coprirà il 15% del consumo di gas entro il 2040, mentre le produzioni “non convenzionali” raggiungeranno il 30%.
PREZZI STABILMENTE ALTI - I prezzi di petrolio e gas rimarranno abbastanza alti da rendere praticabili e redditizi quasi tutti i progetti d’estrazione proposti, anche tra i più estremi e tra quelli che generano maggiori inquietudini in chi teme le devastazioni già in corso. Ancora di più inquieta il fatto che con un tale aumento della produzione e del consumo, difficilmente si finirà per ridurre le emissioni globali, come invece sembrerebbe sia il caso di fare e come tutti i governi hanno assicurato.
VA BENE TUTTO - Questioni che l’industria petrolifera non si pone, non se le pongono le grandi compagnie statali e non se le pongono nemmeno le grandi compagnie private, anche la nostra ENI ha fatto di tutto per ottenere la concessione per lo sfruttamento delle sabbie bituminose in Congo (Brazzaville) , forse la riserva petrolifera più “sporca” da sfruttare e per di più in questo caso controllata da una dittatura. Che incasserà i soldi di ENI e li farà sparire nel nulla come sempre.































