Il paese sull’orlo del Beppe Grillo
di Maddalena Balacco - 08/05/2012
Non si placano le polemiche del dopo amministrative, ma nemmeno quelle sull’odioso scaricabarile che ultimamente è diventato la nuova moda del nostro paese: di chi sono colpa i suicidi che si susseguono con ritmo sempre più terribile nel paese?
ODIOSO DISQUISIRE - Si rende necessario un piccolo prequel: meno di un anno fa, qualcuno andava dicendo in giro che la crisi non c’era, tutti mangiavamo al ristorante, la sinistra spandeva odio e terrore a destra e a manca etc etc. Dopo pochi mesi, scoprivamo che non era vero: lo scoprivamo ovviamente a nostre spese, così come capivamo che ci aspettavano mesi di tasse, chiunque andasse al governo. Da Monti a Topo Gigio. E abbiamo anche capito, sempre a spese nostre, che avevamo sbagliato a farci abbindolare da risposte semplici a problemi complessi. Lo abbiamo capito (forse), e lo stiamo espiando (sicuramente). Detto questo, è stato fastidioso in qualità di pubblico pagante per errori anche altrui, assistere al triste teatrino dei mesi scorsi, quando qualcuno aveva incolpato il governo Monti dei suicidi. Peggio ancora poi trovarsi spettatori di quello più recente, che vede i partiti impegnati ad incolpare l’esecutivo dei tecnici per la loro perdita di voti. E francamente, la risposta di Monti non stupisce più di tanto: spiace piuttosto si sia abbassato al livello di chi lo circonda, ma si sa: quando vivi nella fanga, prima o poi ti sporcherai.
VOTAZIONI - L’altro grande tema della giornata, si diceva, è il voto: un’ecatombe, per i partiti. Più in generale, per la politica. E che fa registrare una grossa crescita del Movimento 5 Stelle di Grillo. Su questo, in particolare, il Presidente della Repubblica in persona ha voluto dire la sua, continuando la sua personale battaglia contro i mulini a vento di un’antipolitica che ci circonda da vent’anni. Non si capisce come abbia fatto ad accorgersene solo ora. Detto questo, non ha torto: e non nei numeri, perché il boom c’è ed è innegabile, ma nei timori. Nessuno vuole accusare Grillo di tenere le fila del complotto NWO: è però comunque lampante come il suo comunicare – poi spesso mutuato da chi si riconosce nel suo movimento – segue la stessa linea dei suoi “predecessori” (politici e non comici). Lo schema dell’attacco al nemico, l’impersonificazione del volere del popolo, la caratterizzazione di chi non concorda come un “nemico della patria” è old. Non certo 2.0. E rischia di invalidare una struttura che invece può fare molto, ma soprattutto di rendere secondaria l’importanza del programma. La cui esistenza, mi permetto di sottolineare, non è una prova schiacciante della bontà di un partito. Anche quello di Berlusconi a leggerlo sembrava ragionevole in certi punti.
MENTALITA’ - Quello che conta è che deve cambiare la mentalità: ma non nel senso che cambiano solo le facce nei partiti. Nel senso, piuttosto, che si accenda la nostra curiosità politica, la nostra voglia di controllare ciò che accade intorno a noi e non permettere – mai più – che accadano fatti come quelli che ci portano oggi a vivere in mutande. Per fare ciò, serve che sappiamo ascoltare gli altri, comprenderne le ragioni e costruire assieme a loro una via che vada a bene a tutti di risolvere un problema comune. Questa è la mentalità che deve cambiare: e questa è la mentalità che, stando a ciò che si vede, non sembra aver cambiato nemmeno Grillo.












Dare la colpa a Monti dei suicidi è demagogia berlusconiana. Se uno si suicida per debiti con banche e fisco non è che i debiti gli siano comparsi dopo la nomina di Monti, ma si sono formati e cresciuti in anni di menefreghismo dei più alti livelli politici.
Analisi perfetta e mediata. Grazie.
A mio modo di vedere Grillo è una ventata di aria fresca nel modo di concepire la politica che ha deciso di essere diretta e non decisa più nelle varie segreterie di partito. E’ emblematico soprattutto il fatto che con pochi soldi si siano fatte campagne elettorali ben più incisive dei soliti carrozzoni autoreferenziati dove partecipano solo coloro che hanno qualcosa da chiedere al politico di turno. Francamente se tra un anno avessi la certezza di non vedere più certi personaggi sedere in Parlamento, voterei anche per Tutankamon !!!