Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Internidi Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 22 giugno 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Una storia che sembra inventata apposta dalla mente di qualche scrittore da strapazzo. Invece è accaduta nell’Italia del 2009. San Filippo Neri sembra dicesse ai bambini: State buoni se potete. Ma un giudice di pace della provincia di Pavia ha saputo fare di meglio

Bambini silenzio Cari bambini, state muti se potete

L’Italia non è solo un paese di santi, navigatori e poeti. Ma è anche il paese della famiglia. Il paese di mamma ce n’è una sola. Ed è il paese dei figli: i figli so pezz’ e core. L’Italia è il paese dove i bambini fanno Ooh, come dice una famosa canzone. Adorabili bambini, sono il futuro. Li dobbiamo curare, vezzeggiare. Il nostro domani.

Però questi bambini a volte non sono così adorabili. Quando stanno all’aria aperta, nei parchi pubblici, o nei cortili dell’asilo e si mettono a giocare, ridendo e saltando, a volte strillando, con quei timbri alti, allegri, acuti che hanno i bambini, ammettiamolo: danno davvero fastidio. Magari uno se ne sta stravaccato in poltrona, davanti ad un interessantissima trasmissione tv (La ruota della fortuna, il pranzo è servito, la prova del cuoco) e sente quel vociare rompi timpani, interrompere dei magnifici spot pubblicitari, e si irrita. Va bene che ci sono anche i rumori dei clacson, del traffico, delle marmitte truccate. Ma quelli non danno fastidio. Non più.

Invece, quel vociare stridulo, è insopportabile. Per questo un giudice di pace di Stradella, comune di 11 mila abitanti vicino Pavia, ha condannato i bambini della scuola materna “Gavina” a giocare in silenzio, intimando agli insegnanti di impedire ai bambini di avvicinarsi al cortile dell’asilo che si trova di fronte a un palazzo dove i condomini si sono lamentati del “disturbo loro arrecato dai giochi dei piccoli”. Quei bambini, dispettosi, preferivano giocare proprio lì. Per dare meglio fastidio a quella brava gente. Non perché è lì che si trovano le altalene, gli scivoli, il parco giochi.

Insomma, i bambini facessero pure i loro Ooh, ma lontani dalle case di chi vuole ascoltare in santa pace il telegiornale ad ora di pranzo. E poi, diciamo le cose come stanno, questi piccoli mostriciattoli armati di ciuccio, pannolino e occhi da cerbiatto hanno davvero stufato. Vogliono giocare a palla nei parchi, vogliono fare merenda nella aiuole, vogliono – che sfrontati! – costruire castelli di sabbia in riva al mare, o raccogliere sassi, conchiglie. Dando tanto tanto disturbo ai passanti. Insopportabili mocciosi!

Meno male che c’è sempre un solerte amministratore comunale, un integerrimo giudice di pace, un vigile urbano con grande senso del dovere che è lì, pronto a intimare loro di stare zitti e buoni, a mettere un bel divieto. Di non dare fastidio alle gente perbene. In fondo in questo splendido mondo in cui hanno avuto la fortuna di nascere, a questi marmocchi i divertimenti non mancano: istruttivi programmi in TV, da guardare in silenzio divorandosi gli oltre 33 mila magnifici spot all’anno fatti apposta per loro. Videogames ultima generazione, a trazione anteriore. Ma che altro vogliono?

Ma così, dice qualche pedagogo da 4 soldi, smettono di comunicare, di confrontarsi tra loro. Ma chi l’ha detto? Basta un bel telefono cellulare, ultimo modello: molti bambini più fortunati ce l’hanno già a 5, 6, 7, 10 anni. Chissà perché ci sono dei cattivi genitori che non glieli comprano, e magari mandano i loro figli in cortile a giocare a nascondino o al pallone, dando fastidio alla brava gente che vuole ascoltare in silenzio il Tg 4 di Emilio Fede.

Invece, è giusto che i bambini e le bambine stiano chiusi in casa. Non danno fastidio, e almeno si possono trasformare i parchi verdi in utilissimi parcheggi per le automobili, non costruire le piste ciclabili che costano un mucchio di soldi, non lasciare inutili spazi verdi nei cortili delle scuole rubando spazio alle strade per le auto e i motorini. Molto meglio: così questi pestiferi rompiballe non escono per giocare, con gli amici, o da soli, facendo insensate corse a perdifiato sui prati a rincorrere il vento.

Perché i bambini hanno il maledetto vizio di strillare, di rotolarsi sul prato, di sporcarsi con la terra. Di esplorare, guardare, domandare. Di varcare il confine. Tutte cose fastidiose per i loro vicini di casa, e pericolose per loro e per la società. Meno male che ci sono adulti intelligenti ed avveduti che mettono divieti, costruiscono recinti, e creano città che non sono mai a misura di bambino. Non come nella Baviera dove a rotazione vengono chiuse alcune strade e consegnate ai bambini con le loro bici e i loro skateboard.

E allora, come una volta ha detto qualcuno, questi altri bambini e bambine, prigionieri nelle loro case stracolme di giocattoli, un po’ obesi e imbottiti di merendine, perdono lentamente e silenziosamente, giorno dopo giorno, quella luce speciale negli occhi, quello stupore curioso che gli fa fare Ooh, quell’anima di fanciullino che li rende poeti dello stupore mentre guardano le cose del mondo strillando e saltando senza ragione, e dando anche fastidio a chi sta chiuso in casa e non ha voglia di pensare.

In questo paese dalle culle vuote, che invecchia scendendo il colle del declino in un mare di melma schifosa, tra pedofili impuniti, politici che forse vanno con minorenni, sembra di vederli: bambini e bambine, con gli occhi opachi, chiusi nelle loro gabbie dorate, senza più quella profonda logica illogica che li porta nell’abisso della verità. E questo stupore che scolorisce nei loro visi fa smarrire anche ai più grandi, agli adulti, quel “cantuccio dell’anima di fanciullino presente in ognuno, quel fanciullino che resta anche quando ingrossiamo e arrugginiamo la voce, anche quando – nell’età più matura – siamo tutti occupati a litigare e a perorare la causa della nostra vita e siamo meno disposti a badare a quell’angolo d’anima”. E fa mettere divieti che sanno di ridicolo, ma che invece, a pensarci bene, sono tragici.

E così, in questo tempo e in questo spazio, quello stupore evapora e svanisce nel nulla, per grandi e piccini. Ma tra queste macerie dell’anima, i bambini perdono la voglia di fare Ooh, e smettono di ruzzolare per terra, giocare, saltare. E i grandi mettono divieti e perdono la voglia di ascoltarli, di ascoltare. Di confrontarsi e di pensare. Un popolo di ebeti quieti, davanti a tv che anestetizzano il pensiero. Senza cortili, senza parchi, senza culle. Senza futuro.

Buon tutto!

Tre cose ci sono rimaste del Paradiso: le stelle, i fiori e i bambini

Dante Alighieri

10 commentistampa - fallo leggere