“E’ cosa tanto piccola il pianto, tanto breve un sospiro eppure (di faccende) di questa misura noi uomini e donne”
Gli egiziani stanno ancora festeggiando. E’ una certezza. Battere i campioni del mondo ha un gran senso se puoi e riesci a dare un senso ai valori e ai risultati. In Italia no, non si capirebbe. L’Italia non ha contezza di sé e della realtà se non all’ultimo. Quando a Sordi e Gassman insulti solo per caso l’onore. Quando ci strilliamo addosso Restiamo a Vigo oppure Forza Ghana. L’Italia è quel paese che ha vinto i Mondiali nel 2006 e subito dopo la Cempions Lig nel 2007. Eppure a distanza di due anni due si ritiene l’ancella dei foball d’Inghilterra che un Mondiale non lo vince da quando se l’arrangiò in casa nel ’66 e Spagna, un paese che Franco se l’è tenuto quaranta e non venti di anni, che si porta ancora appresso i Borboni e che un Mondiale non sa nemmeno com’è fatto. Questo è un paese che non più tardi di tre anni fa ha messo in ginocchio la quarta o quinta industria nazionale bruciando l’ara della modernizzazione con un bel mucchio di soldini veri e per quasi tutti onde difendere gli interessi privatistici dei vari Ciccio Formaggio maneggioni di stecche locali dalla puzza di piedi disseminati nella carta stampata e tra le procure dei calciatori. Per abbattere Saddam e poi cercarne il tesoro. Per poi godere vertiginosamente come nelle adozioni della prole dei desaparecidos dei successi ottenuti proprio con i figli di quegli ignobili genitori ammazzati. Per poi ri-piangere sul torneo impoverito e su tutti quei bigliettoni andati in fumo delle fumisterie ideologiche. Così è se a voi italiani così pare.
L’Italia ha urgente bisogno di passare il turno qui alla Confederescions cap e di arrivare almeno alle semifinali. Dove l’aspetta almeno, male che vada e non è affatto detto, una rispettabile morte civile e dall’ottima critica con la Spagna tanto amata. Quantomeno staremmo tranquilli.
L’Italia ha gettato un comodo viatico alla fase successiva comportandosi con un Egitto d’italiani come il più scemo e presuntuoso dei Brasile. L’Italia ha bisogno di andare avanti sennò la depressione sale e le analisi sulla crisi italiana in Eupalla a cura di Severgnini, le veline, Gegè Scalfari, il Romanista, Gigi Manconi ed Oliviero Beha renderanno quest’estate già afosa insopportabile e letale. L’Italia è sempre quel paese nel quale se spari a un poliziotto o i poliziotti si sparano da soli è finito tutto. E’ uno schifo. Uno spreco. E dove andremo a finire. Anzitutto, stop al campionato e pure tu, modera un po’ il tuo respirare. Poi fermi, tutti fermi, zitti e gogna, che vergogna, meglio gli altri, modello inglese. Poi la realtà arriva e senza dircelo rimettiamo tutto a posto. Perché poi quando arriviamo al dunque ci giriamo e siamo soli, puliti ma soli, niente più Carraro, Moggi, Franchi, Allodi, niente, solo una accozzaglia di ritagli di giornale, due Paolo Liguori che non contano un benedetto cazzo e che ti guardano e allargano le braccia e dicono aò ma noi che possiamo fare, siamo solo i vermi della mela. E allora ricomponiamo le pulzelle d’Orleans incenerite, malediciamo in silenzio le prediche che hanno bruciato chi girandoci avremmo trovato utile. Perché dopo il gran calore della palingenesi morale ci raffreddiamo e ritorniamo noi. Bruciamo il Romanista che alla fine ha fatto solo danno e risantifichiamo il compromesso che all’ultimo minuto può salvarci, abbiamo vinto, ci ha salvato.




Ricchiu tu stai male zio..
Il tuo allontanamento dalla realtà è ormai preoccupante..
Il livello dei tuoi deliri sta raggiungendo il punto del non ritorno..
Curate..
Quel disprezzo veso la Spagna, non riesco a capirlo. Tutto sommato, è un Paese che fino a pochi secoli orsono, dominava più di mezzo mondo, ha dato la propria lingua dal Messico all’Antartide, è partita con venti anni di ritardo (dopo la guerra), e se non era per questa recessione, ci avrebbe superato. Gli Spagnoli, hanno fatto una rivoluzione VERA, non si sono ammazzati più o meno di nascosto come abbiamo fatto NOI, e dopo Franco, non la “”menano”" come NOI con i buoni e cattivi. (almeno non con la cattiveria e la quantità con cui lo facciamo noi). Per cui, questi articoli sulla loro supposta inferiorità, non sono altro che squallore per nascondere le nostre debolezze di fronte alle sfide odierne cercando di minimizzare i successi degli altri.
Calcisticamente parlando, siamo sicuramente, (per temperamento, atteggiamento e doti naturali ) i terzi o quarti del mondo, (e questo è moltissimo), in questo momento non abbiamo CAMPIONI all’infuori di un paio, la nostra mentalità è furbescamente difensiva, (lo è sempre stata) e non si potevano ottenere migliori risultati. Lippi è un buon allenatore che non gode della mia simpatia, ma non c’è di meglio. Cassano è un personaggio da non inserire in una Nazionale ne in una squadra importante.(infatti non lo vuole nessuno). Pensare, possiamo pensare ciò che vogliamo, ma quando si SCRIVE PER IL PUBBLICO, bisognerebbe avere il senso della misura per poi avere il diritto di criticare ciò che scrivono gli altri.
Avere il senso della misura per scrivere in funzione del pubblico dovrebbe essere Zdanov.
Non funziona, l’Urss non ha mai vinto un mondiale.