Benzina, le zone in cui il prezzo è più alto
di Dipocheparole - Differenze tra nord e sud per il carburante. Il ministero, finalmente, si muove
Mentre scoppia il caso del prezzo del carburante dopo l’articolo di Repubblica con il j’accuse di Nomisma, le compagnie petrolifere cominciano a fare marcia indietro. Intanto, però, riporta sempre Repubblica, c’è da raccontare anche la disparità del prezzo tra nord e sud, sintetizzato in un’infografica:
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Nel frattempo però sono arrivati i tagli del prezzo:
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Anche perché, segnalava sempre Repubblica, l’impiccio era troppo grosso:
Nelle ultime settimane il prezzo del petrolio raffinato è calato del 15%, mentre quello di benzina e gasolio è rimasto costante. Rispettivamente 7,7 e 2,4 centesimi sopra quello “ottimale”, secondo uno studio di Nomisma Energia. Tra 150 e 190 milioni di euro al mese, tanto è l’incasso aggiuntivo che si stanno assicurando le compagnie e la spesa extra a cui costringono gli italiani. Che ci fossero i margini per un taglio lo aveva ammesso anche l’Unione Petrolifera. E domenica la prima a passare ai fatti è stata Eni, la compagnia di bandiera controllata dal Tesoro: 2,5 centesimi al litro in meno per la benzina, 1 per il diesel, 2 per il Gpl. Subito imitata da Shell (-1 centesimo sulla Verde, -0,5 sul Diesel), TotalErg (-0,8 centesimi, solo sulla Verde), IP (-1,5), Q8 (-1,2) e Tamoil (-0,5). «Tagli assolutamente insufficienti», ha commentato il presidente del Codacons Carlo Rienzi. Secondo le associazioni dei consumatori è l’intero margine di 8 centesimi che dovrebbe scomparire.
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