The final Ricchiuti

The Final Ricchiuti #293

19 giugno 2009

“Mourinho è un figlio di buona donna, ma è un grandissimo tecnico”.
Jorge Mendes ? Il padre. La buona donna. E’ il potentissimo procuratore di Mourinho. Maniche, Pelè e Quaresma. Ora Deco, Carvaglio. Bruno Alves. Uno che della vita e di Moratti ha capito tutto, uno svelto, sensibile, uno che sa ascoltare anzitutto la combinazione della cassaforte. La sua società è la Gea portoghese. Si ma nulla a che vedere col ruspantismo dei Somoza Moggi. Troppo schietti e popolani. ‘Sto qui, ‘sto Mendes è uno felpato, uno da rivoluzione dei garofani all’occhiello, non l’odioamato arcitaliano da un giorno in questura ma il santo protettore di tutti i portoghesi su mercato, il treno l’avrà visto si e no in prima classe, a lui la D’Amico l’avrebbe data in cambio delle chiavi di Parigi e un’opzione su Avignone, e ha per ogni evenienza residenza e utenza sempre all’estero.
Gesti. E Fute.

17 commenti a The Final Ricchiuti #293

  1. Nuvola Rossa

    Ma che manfrine si possono fare per sbattere fuori a calci nel sedere Chiellini dalla Nazionale azzurra? Prestazioni inguardabili!!! Jourinho.

  2. ricchiuti

    Chiellini ? L’anno scorso agli Europei è stato il migliore in assoluto.
    Sul goal egiziano è De Rossi che s’addormenta ma non è colpa di nessuno in particolare. E’ la mentalità di squadra l’imputata.

  3. redmail

    Anche Antonio Caliendo col ”Pibe de Oro” fu gran procuratore, non scordiamolo allora, per far trentuno.
    Lui e il Moggi favillavano. Per arrivare al patriarca della categoria Italo Allodi, mentore del Lucianone Moggi nazionale di vaticana virtù. E primo genio del mestiere.
    Poi vennero i ”pappagalli cespuglietti” Alessandro e Lippi figlio, della Gea. Società off-shore, false intestazioni, presta nome, roba da mandare in brodo di giuggiole un anima bella come Mills. Mancano e dico forse le navi battenti bandiera panamense. Ma erano di ”moda” negli anni settanta.
    Il trinchetto papi? Al comando.
    Ma se vuoi fare successo nella professione di ”procuratore antisportivo”, la regola d’ora moggiana è trovare i talenti per le grandi e impedire che altri talenti, vadano alle concorrenti grandi, piccole e medie. Solo così si vince. Fiuto e minaccia decisa e ironica. Alla Moggi.
    Quindi si deve essere: 1) Ottimi talent-scout 2)Ottimi ricattatori 3) Ottimi costruttori di scatole cinesi. Jorge Mendes? Il futuro siore e siori. Il futuro. Mou? Il suggeritore. Ci vuole sempre. Nessun uomo è un isola poetava Garcia Lorca. ;)

  4. ricchiuti

    Bè, Mou suggerisce a Moratti e stecca. La Gea era qualcosa di innovativo per il calcio italiano perchè curava tutti gli aspetti e riusciva anche ad accasarti all’estero. Quello che accusò Moggi di mobbing, Miccoli, fu mobbizzato in un clubbuccio da poco come il Benfica.
    La Gea andava al di là dei tanti improvvisati ignoranti nel sottobosco e alla fine ha dato fastidio ma il processo scaturio ha dimostrato che era pulita.
    La regola di Moggi è trovare (lui nasce come osservatore come hai detto tu, discepolo del nobile Allodi) e non rafforzare il diretto avversario. Una regola giusta se pensi alla vendita di Ibra. Anche se Ibra sarebbe andato via lo stesso, anche senza Calciopoli. Magari all’estero però.

  5. redmail

    Si è vero. Ma è il mercato dei procuratori stessi a cui Moggi ha applicato la ”regola” che applicava ai giocatori, ad esserne stato alterato. Il procuratore che mi concorre sta lontano dal suggeritore( anzi io faccio i due ruoli ). E così rimase solo lui. Eliminando le regole di concorrenza del mercato in Italia e all’estero, che vanno nella direzione della redistribuzione dei contratti disponibili, tra gli agenti intermediari. Anche fuori piazza(ecco spiegato in parte il gran numero di sim card con roaming alterati).
    Eliminando anche l”’Hotel Gallia” a Milano, come luogo fisico delle stanze per gli scambi ( fu quella già a suo tempo una grande mossa stategica). Primi ’80.
    Non contesto la carriera che ha fatto da modesto capo stazione a Follonica e giocatore di serie minori, per passare al commercio dei purosangue a quattro zampe ( e li arricchendosi molto più che nel calcio pochi lo sanno).
    E quando è arrivato ai purosangue bipedi che ha creato un monopolio nel settore. Impedendo nuove entrate.
    Questo il processo non lo mise in evidenza, anche con l’aiuto del pilatesco Rossi. Miccoli è un nano. Si dice, nano maligno.
    Se i mobbing fossero tutti così, lo prendo come segretaria. Senza farmi consolare è ovvio.

  6. ricchiuti

    Sul fatto che vi fosse conflitto d’interessi, è un po’ una fantasia. Moggi dg della Juve non aveva interesse a truffare se stesso nel momento in cui trattava gli ingaggi col figlio o col figlio di Lippi o la figlia di Geronzi.
    Il figlio come procuratore non aveva interesse a relegare i propri giocatori in vicoli ciechi e improduttivi.
    La Gea nacque come la possibilità di gente giovane e cresciuta a pane e pallone di rivoluzionare il mondo del management potendo contare sulle conoscenze dei padri nel mondo del calcio esattamente come è possibile in altri settori. L’idea di base ea quella di uscire dal pane e salame dei truffatori di provincia e curare di un giocatore tutto, dai diritti d’immagine al medico personale a un amplissimo raggio di squadre dove farli giocare, estero compreso. Era un progetto salutare e moderno fatto di professionisti e supportato da cnsulenti di ogni tipo nel quale un giocatore si sentiva accudito anche per le cose più complesse e rispetto al quale i Caliendo, i mediatori, i se col condizionale apparivano quelli che in fondo sono sempre stati. Dei provincialotti. Era una merchant bank che parlava inglese, crebbe nella simpatia di stampa e modernizzatori(c’era anche Mancini tra i soci iniziali), è finita in una accusa rivelatasi infondata di associazione a delinquere dopo anni di lamentele dei se col condizionale che ovviamente ai loro assistiti non potevano garantire Benfica o serie A o campionati esteri (ricordiamo un’altra vittima del sistema, Corrado Grabbi povera stella mortificato dalla ea nel triste campionato inglese) ma la nazionale disoccupati.

  7. redmail

    Se intendi il libero mercato dei ”bibepi da bubolo viziati”, cioè nella ”case-history” in questione, lo scambiarsi i giocatori tra i clan Geronzi, Lippi e Moggi tra padri e a discendere i figli, considerando l’innovazione lo sfruttare i consigli di papà nel settore e chiamarlo magari know-how. Allora povera innovazione. E povero Schumpeter.E povero know-how. Alessandro Moggi coi gessati di Caraceni li mette solo più Mieli e Mannoni.
    Meglio Banfield e il suo scambio ”inter pares” al limite dell’incesto. E’ più realista.
    In più se mi dici che fu una barriera contro la concorrenza il cambiare i risultati delle partite con Buffon come broker , il difendersi dai ”se condizionali” come li definisci efficacemente dei Caliendo e soci, vendi sòle di ”serie A nazionale disoccupati”, come azione all’interno della ”mano invisibile”, per difendersi dalla concorrenza e Rossi come equilibratore, son punti di vista. Cosa doveva scoprire un inchiesta insabbiata in partenza? Nulla, ovvio. Cvd.
    Oggi è ancora qui. Comanda come prima e concede ”zeru interviste” ai Variale. Insomma guadagna di più e si rompe di meno.Senza visibiltà. Al sole delle Bahamas. Dieci sim card e un telefonino o il contrario, non cambia molto. E vi giro lo sconto del successo. Ai Moratti e Mendes di ritorno. Vecchi amici. Scontato.

  8. Giamba

    Poro Ricchiuti..
    Al quarto scudetto consecutivo dell’Inter già sta a sclerà..
    E’ tuto verde..
    Je sta a scoppia er fegato..
    Se l?inter il prossimo anno vince il quinto e la Champions schiattta..

  9. Giamba

    Mò c’ha pure er compagnuccio de merende che je fa l’eco..
    ADINOLFI STYLE..

  10. Josè Mourinho

    CIAO NVIDIOSSSSI !!!

  11. ricchiuti

    Inchiesta insabbiata ? In nessun paese civile condannano sulla base del semplice possesso di sim. In altri paesi devi avere i tabulati e conoscerne il contenuto.
    Quindi non è una inchiesta insabbiata ma inventata.

  12. redmail

    Da repubblica.it Anche 200 telefonate su un turno per condizionare arbitri e risultati
    Poco prima di Roma-Juve l’arbitro Racalbuto parla con l’ex dg per 1’38″
    Funzionava così il sistema Moggi
    107 partite sospette nel 2004-05
    Per gli investigatori, condizionati 79 match di A, 22 di Be 6 di Coppa Italia

    di MARCO MENSURATI

    Luciano Moggi
    ROMA – 0041764334741. La fine del sistema Moggi comincia così, con questo numero di telefono svizzero chiamato imprudentemente all’una e quattro minuti del 9 febbraio del 2005. Una traccia decisiva, un filo. Tirato il quale, gli investigatori che da due anni stanno smontando a pezzo a pezzo il mondo di Calciopoli sono arrivati a conclusioni dalle proporzioni apocalittiche: nella sola stagione 2004-2005, nel periodo compreso tra il 29 settembre e il 16 maggio (tra la sesta di andata e la diciassettesima di ritorno), la cupola è riuscita a manomettere il numero, fino ad oggi inimmaginabile, di 107 partite. 79 di serie A, 22 di serie B e 6 di Coppa Italia.

    LA TELEFONATA CHIAVE
    A chiamare nel cuore della notte, è Atalanta (il nome in codice di Paolo Bergamo; Pairetto, per la cronaca, è Pinocchio). Atalanta usa il suo numero italiano, e quindi è intercettato. Gli investigatori sono proprio curiosi di sapere chi risponderà a quegli squilli. E quando sentono la voce, inconfondibile, di Moggi, capiscono tutto. Capiscono il senso di quelle misteriose chiamate fatte solo di due parole – il nome di chi chiamava e l’imperativo: “Apri”. Capiscono come mai non avevano mai trovato fin lì contatti tra Moggi e gli arbitri. Capiscono, insomma che esiste un mondo parallelo, una sorta di Matrix telefonica che connetteva Moggi a chissà quanti arbitri e guardalinee. Seguendo i contatti di quella scheda svizzera, “consegnata” involontariamente da Bergamo, i carabinieri di Roma arrivano a isolare una cinquantina di schede. 31 delle quale particolarmente attive. Di queste, alla fine delle indagini, solamente 21 verranno abbinate a un “proprietario”. Ma tanto basterà a far cadere definitivamente la maschera del calcio italiano.

    LA STRUTTURA
    Scrivono gli investigatori: “La rete di comunicazione realizzata da Luciano Moggi era ispirata a principi di compartimentazione, per cui vi erano almeno due maglie di comunicazione autonome (non in contatto tra di loro) necessarie a Moggi per mantenere assidui contatti riservati con i designatori arbitrali e con alcuni arbitri”. Moggi usava cinque differenti numeri. Due erano dedicati ai designatori, e li usava soltanto per loro. Tre erano per gli arbitri. I principali complici dell’ex direttore sportivo della Juventus – Bergamo, Pairetto e Fabiani – ne avevano invece solo due a testa, uno per parlare con Moggi e l’altro per dare istruzioni agli arbitri. I quali, a loro volta, ne avevano una soltanto (a parte Racalbuto che ne aveva due).

  13. redmail

    Intendiamoci, non voglio fare il solito pusillanime tifoso del toro, faziosamente anti moggiano, quindi anti juventino. Anzi. Moggi con la sua insolenza da flaneur mi è anche simpatico e molto.
    Panorama che leggevo molti anni fa, quando era di area radicale e non forzitaliota aveva un motto-esergo: ”I fatti separati dalle opinioni”.
    Che è anche il metodo della storiografia classica. O quello di Milena Gabanelli, più semplicemente.
    Comunque niente insabbiature. Solo sabbiature. Calde e tonificanti. Alle maldive. Con la yacht di famiglia. Te possino Lucià. ;)

  14. ricchiuti

    No, ti prego, i ritagli di giornale dell’epoca.
    Roba sorpassata. Come Buffon, neanche processato, il figlio di Lippi che dovevamo richiamare la nazionale in patria, etc.
    Il processo alla Gea ha fatto cadere l’associazione a delinquere.
    Il processo a Napoli sta facendo uguale, il vincolo associativo non esiste neanche con Carraro, quindi.
    Il processo sportivo non ha permesso nemmeno di confutare le prove e ha concluso che non era illecito ma come se lo fosse, come a dire che Riina pur essendo un boss ci ha solo provato senza riuscirci.
    Pietà, Aldo.

  15. redmail x Vincenzo

    Penso che in fondo hai ragione. Io sono per la meritocrazia. Anche nell’anonima sequestri. Se li fai bene, sei bravo.
    A parte il sarcasmo una cosa ora sul serio. Basta vedere la Bongiorno, che mi valuta la linea di confine tra illecito sportivo e reato penale, quando Cesco mi innaffia la faccia di una mezzala danese ( e a ragione tra l’altro), quando mi torna a coprire. Basta vedere Giri d’Italia fermati per reati semipenali o quasi sportivi che non esistono. O che per vederli ”in chiaro” devo pagare la smart card.
    O si equipara l’illecito sportivo( doping, partite divenute fuffa per creduloni ecc…)al reato penale e lo si fa veramente. E passi, ok, perfetto.
    O basta titoli strillati, pirati rovinati a vita ( e a morte purtroppo)perchè la mafia quel giorno li, aveva scommesso su Gotti. Ne ho le scatole piene. In questo Vincenzo hai ragione. Credo ancora allo sport, nonostante tutto. ”El pipe de oro” mi urla davanti alla telecamera, ma con la Grecia mi fa un gol da cinema che viene gìù la gradinata? Crepi l’avarizia morale ma a me va bene così. Degli ipocriti alla Guariniello ne ho piene le tasche anch’io. Notte.
    Ciao.

  16. ricchiuti

    Lo sapevo che alla fine ci saremmo trovati d’accordo.
    Per l’anno prossimo, forza Toro, da vecchio moggi-giraudiano lo so che a loro un pezzo di Toro nel cuore non è mai andato via.
    Ps Sulla citazione che fai di Pantani, mi hai fatto commuovere.
    Non scherzo. Quel ragazzo è stato ucciso, hai perfettamente ragione.

  17. redmail

    Secondo capoverso no grazie. Sono io che aiutavo Mara.
    ps: Il resto, riciao :)

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