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pubblicato il 19 giugno 2009 alle 12:30 dallo stesso autore - torna alla home

Silvio andrà a votare, i suoi sostenitori no. Le giovani leve del Pdl, si schierano per il non voto e per il rifiuto delle schede referendarie laddove ci sono i ballottaggi. “Il tuo tempo è prezioso, non sprecarlo inutilmente” fanno sapere dal sito spiegando la loro posizione che, a quanto pare, coincide con quella della Lega.

Quando si tratta di modifiche alle legge elettorale, si sa, troppo spesso le posizioni assunte dalle varie forze politiche non sono mosse dalla incondizionata volontà di rendere più referendum Referendum: i Club della Libertà si ribellano a Silvio?efficiente il funzionamento del sistema politico e di varare norme che, indipendentemente dalla propria convenienza, garantiscano ottimali livelli di governabilità degli esecutivi, stabilità delle maggioranze, rappresentatività delle forze presenti nel Paese: le posizioni assunte dai partiti si differenziano e mutano, invece, in relazione agli eventuali vantaggi o svantaggi elettoralistici che possono derivare dall’approvazione delle modifiche in questione.

LA BERLUSCONI GENERATION – Ci sono poi i casi in cui nemmeno all’interno dello stesso partito si riesce a trovare una posizione unitaria, e non per visioni contrastanti su come debbano essere eletti i rappresentanti del popolo, ma semplicemente perché le proposte avanzate è difficile che vadano in porto. E’ il caso del referendum di oggi e del Popolo della Libertà berlusconiano, del suo leader, e dei Club della Libertà che ne rappresentano all’interno dello stesso Pdl una realtà non secondaria poiché coinvolge tutti i giovani del partito. Si definiscono la “Berlusconi generation”, una generazione che – sostengono – vuol diventare “protagonista”, precisando che dal 1994 sono stati sempre e indistintamente in campo al fianco del Cavaliere. Eppure, questa volta, il Cavaliere hanno deciso di non seguirlo nella sua scelta. Il Presidente del Consiglio, infatti, andrà a votare e voterà anche per il referendum. I Club consigliano, invece, di non andare a votare o, quantomeno, di non ritirare le schede del referendum nel caso di concomitanza con i ballottaggi. L’obiettivo, insomma, è affossare i tre quesiti.

silvio berlusconi Referendum: i Club della Libertà si ribellano a Silvio?SILVIO INDIFFERENTE – A questo punto la domanda nasce spontanea: i Club avrebbero preso la stessa decisione anche se il quorum sarebbe stato superato con molte probabilità come doveva essere in principio? Se il governo ha rinviato la consultazione al 20 e 21 giugno, così come riferito esplicitamente dal premier, lo ha fatto esclusivamente per le richieste della Lega ostile al premio di maggioranza attribuito alla singola forza e non più alla coalizione. Fino a quel punto era evidente, infatti, che il Pdl non aveva intenzione di ostacolare il successo del Sì, tant’è che, ancora oggi, il Presidente del Consiglio continua a dichiarare di aver intenzione di recarsi alle urne per votare. E sia ben chiaro: senza rifiutare alcuna scheda. Non teme, quindi, che una eventuale vittoria del Sì possa oggi mettere a rischio la sua maggioranza e il suo governo.

COSTOSI E INUTILI – Come giustificano i Club della Libertà la loro differente scelta? Si schierano per l’astensionismo facendo leva su argomentazioni alquanto bizzarre e per di più contrastanti tra di loro. “Il tuo tempo è prezioso, non sprecarlo inutilmente”, recita una bella ragazza in un video pubblicato in questi giorni sul sito ufficiale e fatto circolare anche nei social network. Inutile andare al seggio, una perdita dichantelle Referendum: i Club della Libertà si ribellano a Silvio? tempo, insomma. E spiegano: “Dal 1997 nessuno dei 21 quesiti referendari ha raggiunto il quorum e il referendum è divenuto uno strumento abusato. Abbiamo votato per l’abolizione del Ministero dell’Agricoltura, per l’abolizione del Ministero del Turismo, per eliminare il finanziamento pubblico dei partiti, eppure non sono mai stati aboliti. Risultato? Il Paese ha speso miliardi di euro inutilmente. E, pensate, col referendum dell’87 continuiamo a pagare  la scelta di aver detto no al nucleare”. Nulla di strano fino a quando nello stesso video pochi secondi dopo compare a schermo pieno una slide che solleva dei punti interrogativi su quanto sostenuto precedentemente: “Se nel tuo comune o nella tua provincia si vota per il ballottaggio, vota per il candidato del Popolo della Libertà o della Lega e non ritirare le schede del referendum. Il tuo voto è fondamentale”.

I CLUB COME LA LEGA – I conti non tornano. Nulla da eccepire, per carità, sul fatto che i Club ritengano inutile il voto al referendum e fondamentale quello ai ballottaggi. E’ il fatto che si dicano sostenitori del rifiuto delle tre schede referendarie laddove si vota anche per i Sindaci e i Presidenti della Provincia che lascia più di qualche dubbio. Mentre, infatti, nel caso dei seggi in cui si vota esclusivamente per i referendum la motivazione pro-astensione della perdita di tempo può reggere, sicuramente essa non può essere utilizzata come arma nel caso di concomitanza con i ballottaggi. Fa mica risparmiare tempo rifiutare le tre schede del referendum? E nemmeno la motivazione dello sperpero di denaro pubblico, a pensarci bene, può andare molto lontano. Un elettore che rifiuta una scheda come fa ad evitare  lo sperpero di denaro pubblico? Maggiore astensione significa minori costi? Per evitare sperpero di denaro pubblico magari sarebbe stato meglio votare quindici giorni prima in concomitanza con le Europee, no? Non è difficile dedurre, insomma, che un elettore che rifiuta le schede del referendum non evita né lo sperpero di denaro pubblico né la perdita di tempo visto che oramai si è già recato al seggio. Ergo, la posizione dei Club sembra essere una scelta animata da una precisa idea: meglio tenersi il Porcellum senza modifiche. Stessa linea della Lega, quindi. Il tutto mentre Berlusconi non mostra esitazioni: “Non faccio cam­pagna, ma ritirerò la scheda e voterò Sì”.

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