Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 18 giugno 2009 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

E’ giusto ricordare che non è successo nulla, non ancora. Silvio Berlusconi non è né indagato, né tantomeno rischia nulla. Anche a voler dar credito alla ricostruzione fatta dai magistrati comunque nulla di penalmente rilevante ci sarebbe nei suoi confronti. In quelli dei fratelli Tarantini, invece sì: “Fonti ufficiose della Procura di Bari confermano che è in corso un’indagine per induzione alla prostituzione in luoghi esclusivi di Roma e della Sardegna. L’inchiesta, che coinvolge i responsabili della Tecnohospital, Gianpaolo Tarantini ed il fratello Claudio, sarebbe scaturita da elementi acquisiti nell’ambito di accertamenti per presunti episodi di corruzione relativi a forniture di protesi“.

5AHpiaD5qolftgw0Dj1PbuIAo1 500 Berlusconi non è indagato. Ma è nervoso, però. Troppo! E’ chiaro quindi in che modo il nome di Berlusconi è entrato in questa vicenda. Se i Tarantini inducono ragazze come Patrizia D’Addario - è soltanto un esempio, un nome a caso – alla “prostituzione” in ville in Sardegna, e magari qualcuna di queste è finita anche a Villa Certosa – è un’ipotesi, un’idea a caso – ecco che abbiamo un perfetto identikit ipotetico dell’eventuale indotta (una giovane ragazza piacente); secondo gli inquirenti gli induttori sarebbero i Tarantini. E il cliente, beh…

Ma anche per poter sostenere un’ipotesi del genere, bisognerebbe “trovare i piccioli“, come disse all’epoca Ilda Boccassini. E trovarli, perché? In ogni caso, reati non sembrano profilarsene, per Berlusconi: cosa giustificherebbe, per la procura di Bari, eventuali indagini? Non certo il dover perseguire un reato – finora – inesistente. Quindi, a meno che qualche elemento “di prova” decisivo non sia stato già acquisito, magari per caso, oppure all’interno di un registro che contiene anche altri nominativi – è un’ipotesi – oltre a quello di Berlusconi, questa storia dovrebbe finire in un nulla di fatto. Insomma, dal punto di vista giuridico sembra proprio avere ragione Ghedini: “Qualsiasi ricostruzione si possa ipotizzare, ancorché fossero vere le indicazioni di questa ragazza e vere non sono, il premier sarebbe, secondo la ricostruzione, l’utilizzatore finale e quindi mai penalmente punibile” (sì, ha detto “l’utilizzatore finale“: capitelo, l’alternativa era dire “il cliente“). A meno che…

Però il premier è troppo nervoso. Ieri ha annullato la conferenza stampa in Abruzzo. Mentre Patrizia D’Addario, candidata nelle liste di “Puglia prima di tutto”, schieramento inserito nel Pdl alle ultime elezioni comunali a Bari ha detto: “Mi hanno messo in lista perché ho partecipato a due feste a palazzo Grazioli. Ho le prove di quello che dico“, specificando che ha contattato il Corriere della Sera di sua iniziativa. Eppure, in un’intervista esclusiva rilasciata a Teleuniverso Frosinone - è vero! L’ha fatto veramente! – nell’ambito della campagna elettorale per le – fondamentali, visto che per l’Abruzzo non ha parlato – elezioni amministrative del ridente paesello laziale. E ha detto: “Non ho mai parlato di oscuri complotti. Ho parlato con chiarezza e precisione di un chiaro attacco al presidente del Consiglio, un progetto eversivo messo in atto da un gruppo editoriale schierato a sinistra con la connivenza della sinistra”. Ora, ragionando nell’ottica del “non nominiamoli per non fargli pubblicità, tanto si sa di chi sto parlando“, il gruppo editoriale innegabilmente schierato a sinistra è L’espresso – Repubblica. Ma la notizia è stata data dal Corriere. E al quotidiano diretto da Ferruccio De Bortoli si è presentata, per sua stessa ammissione, la candidata D’Addario. Che c’entrano gli altri, almeno stavolta?In tutto ciò, pare difficile credere che l’ossessione principale del premier sia davvero la possibilità che altre foto scattate da Antonello Zappadu, dopo quelle pubblicate da El Paìs, finiscano pubblicate sui giornali esteri alla vigilia del G8 o durante la kermesse a L’Aquila. Quello sarebbe il minimo. La ragione di tanto nervosismo potrebbe invece risiedere nel fatto che a questo punto potrebbe davvero spuntarne una al mese, di aspirante Noemi o Patrizia. A quel punto, al gruppo su Facebook Prenota anche tu una ragazza da 2000 € al giorno con registratore in borsa!“, il gruppo “per quegli sprovveduti a cui bastano due gambe e un bel sorriso per essere fottuti” potrebbe cominciare a ritrovarsi un sacco di iscritti. Anche insospettabili. Il tutto, a causa di fatti che non hanno nessuna rilevanza penale. Se non è ironia della sorte questa…

(immagine da HardCoreJudas)

26 commentistampa - fallo leggere