Non è mica un problema di merito, ma di metodo. Ieri la Procura di Roma ha chiesto al Tribunale dei Ministri di archiviare l’inchiesta sui voli di Stato per la quale è indagato per abuso d’ufficio il premier Silvio Berlusconi. Le motivazioni arrivano a stretto giro di posta: “secondo i magistrati della Capitale, su ciascuno dei sei voli sui quali si era puntata l’attenzione dell’ufficio del pubblico ministero era presente una persona autorizzata a usufruire del volo. E poi perché, sempre a loro giudizio, esiste una costante giurisprudenza sull’ospitalità a bordo in simili occasioni”. Ora, è importante ricordare che in questo articolo di Repubblica a firma Elsa Vinci e Carlo Bonini, si precisava che “gli accertamenti sono scattati dall’esposto presentato dal Codacons che ha chiesto alla Corte dei Conti di valutare gli eventuali danni erariali“, e si diceva anche che il tutto era un atto dovuto e così via.
Ora, non bisogna essere dei fan di Marco Travaglio per pensare male. A Roma quell’inchiesta c’è finita per caso: c’era finita per la famosa questione delle foto di Antonello Zappadu, delle quali l’avvocato di Berlusconi aveva chiesto il sequestro. E lo aveva chiesto a Roma non a caso: il fatto era accaduto in Sardegna, ma qualche tempo prima Niccolò Ghedini aveva tentato lo stesso colpo a Tempio Pausania, in occasione delle foto pubblicate da Oggi. E’ successo due anni fa, ma Ghedini deve essersene ricordato. Per questo è andato a Roma, dove deve esistere la customer’s satisfaction: “Giovanni Ferrara apre il fascicolo, sequestra gli scatti e blocca così ogni eventuale pubblicazione, alla vigilia delle elezioni europee“. Soltanto dopo, il procuratore passa tutto a Tempio Pausania, la procura in realtà competente per questione territoriale, “dove però Ghedini – che è un avvocato preparato – non era andato. Forse per questioni di tempo, forse per questioni di opportunità“. Quella procura gli aveva già dato torto, perché rischiare? Voi che avreste fatto al suo posto? Anche se, come fa notare Luigi Castaldi, “è vero che, se su un aereo di Stato c’è chi è autorizzato a starci, non costa nulla all’erario che ci siano accompagnatori a lui graditi, ma per salire su un aereo è obbligatoria un’assicurazione che nei voli di linea, per esempio, è compresa nel costo del biglietto: quando il volo è gratuito, per esempio se ospiti di Berlusconi per Villa Certosa, l’assicurazione deve essere comunque pagata per il singolo passeggero – e chi la paga?”
Invece Roma ieri ha praticamente chiuso l’indagine con un nulla di fatto. I pubblici ministeri Simona Maisto, Giuseppe Saieva e Ilaria Calò, il procuratore aggiunto Achille Toro e il procuratore capo Giovanni Ferrara hanno dichiarato che non sussiste un danno erariale e nemmeno la rilevanza penale. Dice Repubblica: “In pratica, nonostante l’ospitalità data a estranei sia conclamata, e sebbene fosse in vigore un regolamento restrittivo voluto dal governo Prodi, la Procura ha valutato il caso dei voli di Berlusconi simile a quello che due anni fa coinvolse Clemente Mastella e Francesco Rutelli (allora ministri)“. La procura di Roma, ci fa sapere tra le righe che sì, è vero, il regolamento è stata violato, ma alla fin fine l’hanno fatto anche altri dall’altra parte, e quindi facciamo che siamo pari e patta. Ecco, allora diciamolo prima che succeda: se anche il Tribunale dei Ministri tirerà fuori queste motivazioni, non si tratterà, in questo caso, di una tipica sentenza politica?
***
“Pensa che sia scandaloso che il tg1 non abbia dato notizia della protesta a roma dei sindaci della provincia de l’aquila, che si sentono presi in giro da un governo che fa continue promesse ogni giorno disattese. questo sì è un caso di informazione di regime contro cui far sentire l’indignazione dei cittadini” Lo ha scritto Piero Fassino ieri su Facebook. Bentornato in Italia, dopo l’ottimo lavoro svolto in campo internazionale, Piero: ma quant’è che mancavi, venticinque anni?
(vignetta di Mauro Biani)




Mi associo al bentornato a Piero Fassino.
Sulla vicenda dei voli di Stato, com’è abbastanza evidente, la rilevanza non è tanto penale: è etica. La “cosa pubblica” fa schifo, la spesa del pubblico è “spreco”. A meno che non sia Silvio B. a “sprecare”…allora è una “sciocchezuola”
Ah, mi sono accorto che parlo di etica e di doppiezza morale….Bentornato in Italia anche a Comicomix. ^_^
C.
Un sorriso Gregorio
“ma per salire su un aereo è obbligatoria un’assicurazione che nei voli di linea, per esempio, è compresa nel costo del biglietto: quando il volo è gratuito, per esempio se ospiti di Berlusconi per Villa Certosa, l’assicurazione deve essere comunque pagata per il singolo passeggero – e chi la paga?”
questo mi puzza di cazzata, qualche fonte?
googlando le uniche assicurazioni che trovo e non obbligatorie sono quelle del rimborso biglietto.
Mi associo a Comicomix, fa tanto basso impero tutto ciò, ci manca solo che nomini senatore un cavallo e lo faccia allegramente salire su un volo di stato.
…Tra l’altro le due notizie della Rassegna(zione) Stampa sembrano davvero una sola, tanto sono ben collegate tra loro…
Qui però il discorso non è solo o non è tanto etico (forma) quanto normativo (sostanza giuridica).
Sembra di capire che il regolamento restrittivo introdotto da Prodi sia ancora in vigore.
Allora che orrore giuridico è una sentenza che dice: “Visto che prima dell’entrata in vigore del regolamento X i comportamenti in oggetto non erano sanzionabili e dunque non sono stati sanzionati, per non fare un torto a nessuno non li sanzioniamo neanche dopo l’entrata in vigore del regolamento stesso”? Mi pare giuridicamente abominevole, una regressione alla giustizia dei tempi di Salomone.
Poi però forse è tutto legato alla scelta delle fonti, che sono quei bolscevichi di Repubblica…
“Sembra di capire che il regolamento restrittivo introdotto da Prodi sia ancora in vigore.”
Il regolamento è stato cambiato quasi subito da Berlusconi, eliminando le restrizioni (potevano viaggiare solo gli aventi diritto sui voli di stato), autorizzando anche gli accompagnatori (numero indefinito) basta che ci sia una persona che abbia diritto al volo di stato… tipo fai viaggiare un segretario per raggiungere il capo e dentro ci ifnili ballerine di flamenco, cantastorie e gente simile
Bel pezzo, peccato che l’autore sia un bruto
Vergogna!1
Solidarietà al vice direttore!
Se serve qualcuno che tenga fermo Just mi offro volontario…
….tra l’altro è evidente che il pensiero di Gregorj sia stato estrapolato dal suo contesto originario, snaturandolo completamente.
Per questo vile attacco spacchiamo la faccia a Just!
Pingback: diggita.it
Le inchieste non finiscono per caso in un circoscrizione, ma secondo precise regole procedurali.
Chi scrive non svolge certamente la professione di avvocato.
Vorrei ricordare che all’interno di un tribunale di una grande città vi sono numerosissime sezioni e nelle procure numerosissmi P.M. ed all’interno dello stesso tribunale vi sono orientamenti differenti, perchè nel nostro paese e per fortuna, nessun giudice è tenuto a conformarsi alla decisone di altro giudice anche se di grado superiore.
L’affermazione secondo cui avviare una procedura in un loco piuttosto che in un altro porta a risultati certi viene considerata nell’ambiente forense una “cazzata giuridica”.
Piantiamola di dire che i giudici sono bravi quando dicono quello che ci piace e non lo sono in caso contrario.
I giudici dicono quello che ritengono e per questo abbiamo tre gradi di giudizio.
“L’affermazione secondo cui avviare una procedura in un loco piuttosto che in un altro porta a risultati certi viene considerata nell’ambiente forense una “cazzata giuridica”.”
Mi spieghi allora come mai Ghedini non ha presentato la richiesta a Tempio Pausania ma a Roma?
E mi spieghi come mai a Roma non hanno detto subito “non è di nostra competenza, ma di tempio Pausania”?
Si vede che Ghedini e quelli che hanno accolto il ricorso a Roma non erano a conoscenza di questa “cazzata giuridica”.
Caro Tetsuo, io posso presentare la domanda dove voglio.
Spetta al giudice valutare in base al codice diprocedura se sia o meno competente.
Ribadisco non è Roma a decidere, ma il giudice a cui la pratica è stata affidata.
Un altro giudice avrebbe potuto declinare la propria competenza.
Tutti e due potrebbero avere avuto torto o ragione, atteso che le norme, anche quelle procedurali sono da interpretare.
Del resto le questioni di giurisdizione e competenza costituiscono una gran parte della nostra giurisprudenza.
Sono avvocato da oltre venti anni e nel diritto che mi interessa, quello amministrativo, è possibile liberamente presentare i ricorsi avanti qualsiasi TAR.
Ma nessuno di noi, se non per questioni di urgenza sceglie i TAR a seconda degli orientamenti proprio per la ragione che ho evidenziato: nessun giudice è tenuto ad attenersi all decisione di altro giudice.
Posso garantire che vi sono stati casi in cui la medesima sezione, lo stesso giorno, in casi analoghi ha espresso orientamenti differenti e non perchè i giudici sono scemi, ma perchè bisogna anche vedere che cosa hanno scritto gli avvocati nein propri atti.
Se ci fosse la certezza che a seconda del tribunale si ottiene un risultato certo, io sarei miliardario…in euro.
Non difendo certo i giudici, ma esprimo ilo mio dissenso commentando su riviste del settore sentenze con le quali non concordo.
In questo paese, al contrario, si giudicano i dispositivi delle sentenze come giusti o sbagliati, senza conoscere la motivazione della sentenza.
E’ normale?
Io non trovo normale pensare che sia giusto che una sentenza non faccia giurisprudenza. E che la giustizia italiana sia appesa ad un totale libero arbitrio di interpretazioni.
a EssEmme
Probabilmente non mi sono espresso chiaramente.
Una sentenza fa giurisprudenza, ma gli altri giudici non sono tenuti a seguire quell’orientamento.
E’ chiaro che un orientamento delle Sezioni Unite della Suprema Corte di Cassazione venga seguito, ma ciò non è obbligatorio, come invece accade nei paesi anglosassoni.
Ciò non significa libero arbitrio, atteso che il Giudice deve dare giustizia e non esibirsi in elucubrazioni giuridiche.
Credo che sia una fortuna avere un siffatto ordinamento, perchè, a parte le normali disfunzioni di ogni sistema consente di attagliare le decisioni ai casi specifici che, ti assicuro non sono mai uguali uno all’altro.
Il sistema, del resto, presuppone che i giudici siano capaci, mentre a volte non lo sono, come accade in ogni professione.
Tuttavia, nella maggior parte dei giudizi, sono previsti tre gradi tra loro indipendenti e che dovrebbero garantire (in teoria) la riduzione degli errori.
Io capisco benissimo cosa intendi Matteo (e anzi ti ringrazio perchè stai animando un bellissimo dibattito), ma continuo a dissentire sull’idea che ogni caso sia unico. O, meglio, non c’è dubbio che sia praticamente unico, ma astrattamente riconducibile ad altri su cui una direzione data dalle “corti alte” dovrebbe influire in modo obbligatorio, riducendo l’alea dell’interpretazione – quella sì – unica del giudice.
Se così fosse molti appelli in Italia, tra l’altro, avrebbero minor ragione d’essere (solo se ci fossero NUOVE prove a carico o discolpa nei casi penali, comunque NUOVE informazioni per quelli amministrativi) e la durata del percorso legale si ridurrebbe con conseguenti (e ingenti) risparmi per il cittadino; e, ovviamente affatto secondaria, conseguente maggior certezza del diritto.
Cara Essemme,
ogni caso è unico nella vita come nel diritto.
Un tradimento in amore è unico e ognuna delle due parti potrebbe addurre motivi validi per il suo comportamento.
Non pensare che nel diritto sia diverso.
Il diritto è opera umana e comunque segue la natura umana.
Ora non ti parlo da avvocato ma da uomo.
Prova a pensare che per la decisione precedente di un giudice un altro giudice decida se affidare a te od al coniuge i tuoi figli.
Mi sembra una cosa terribile.
Io preferisco un giudice che se ne fregi di quello che dice la Cassazione ma valuti le cose in ragione delle evidenze del caso.
La possibilità per un giudice di esprimere liberamente il proprio intendimento non ha valore.
Se poi alcuni giudici ne aprofittano sono cazzi loro.
Ricorda che nel nostro paese e questo è un danno, i giudici arrivano ale alte corti non per merito , ma per anzianità.
Questo sistema ha lati positivi, ma consente che delle teste di cazzo arrivino ai massimi livelli della magistratura.
Ti confermo che ogni caso è unico.
In caso contrario, invece di prosperare, morirei di fame.
Forse sarebbe più opportuna una selezione severa dei magistrati.
Comunque Ti ringrazio, sei l’unico/a che risponde alla mia “vox clamans in deserto”
“L’affermazione secondo cui avviare una procedura in un loco piuttosto che in un altro porta a risultati certi viene considerata nell’ambiente forense una “cazzata giuridica”.”
Ma questa affermazione non è presente nell’articolo, se non in forma ironica (la “customer’s satisfaction”): qui si fa notare che a Tempio Pausania, in occasione di un caso simile, Ghedini se ne era tornato con le pive nel sacco. E si fa dell’ironia sulle decisioni prese dalla Procura di Roma in occasione dell’esposto contro Zappadu, criticando poi le decisioni della stessa procura in merito all’archiviazione del Codacons. C’era anche un articolo sui giornali di oggi, interessante, lo cerco.
Eccolo: D’avanzo
http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna¤tArticle=MN2IJ
Propongo un’inchiesta sulle “barche” di stato, quella sulle case c’è già stata, ma non ha riscosso molto successo.
ironia o no il senso è quello.
Ghedina non è tornato con le pive nel sacco.
E andato da un giudice che ha opinato diversamente da lui e basta.
Questo è il nostro lavoro.
Complimentoni per l’articolo di D’Avanzo.
Perchè nessuno indica la norma del codice di procedura che sarebbe stata violata?
Sulla base di quale ragionamento il giudice di Tempio Pausania sarebbe bravo e quello di Roma no?
Mi è parso che il criterio di valutazione si fondi sulla ciorcostanza che è bravo quello che da torto all’avvocato di Berlusconi e non bravo quello che accoglie le sue domande.
Di nuovo complimenti.
“ironia o no il senso è quello”.
Questa è una tua opinione, legittima quanto discutibile; come tutte le opinioni
“Ghedina non è tornato con le pive nel sacco”.
Già, guardacaso. p.s.: si chiama Ghedini
“E andato da un giudice che ha opinato diversamente da lui e basta”.
un giudice? Non era andato in procura? E diversamente da lui? Ma se era d’accordo con lui!
“Complimentoni per l’articolo di D’Avanzo.
Perchè nessuno indica la norma del codice di procedura che sarebbe stata violata?”
Perché nessuno ha parlato di norme del codice violate.
“Sulla base di quale ragionamento il giudice di Tempio Pausania sarebbe bravo e quello di Roma no?”
Sulla base di quale ragionamento qualcuno ha dato l’etichetta di bravo a uno e di cattivo all’altro?
“Mi è parso che il criterio di valutazione si fondi sulla ciorcostanza che è bravo quello che da torto all’avvocato di Berlusconi e non bravo quello che accoglie le sue domande.
Di nuovo complimenti.”
Sei proprio un avvocato. E hanno ragione a New York.
Gregorj
sostieni che l’affermazione da me definita “cazzata giuridica” non è presente nell’articolo se non in forma ironica; dunque è inequivocabilmente presente.
Individuata la corretta forma ironica per me resta una “cazzata Giuridica”.
Hai scritto che Ghedini (perdona l’errore di battitura) da Tempio Pausania “se ne era tornato con le pive nel sacco”.
Mi sono permesso di rispondere che non è tornato con le pive nel sacco, ma ha semplicemente trovato un magistrato (scusa se ho usato giudice per semplicità)che ha opinato diversamente da lui, cosa normale nella nostra professione.E allora?
Mi chiedi sulla base di quale ragionamento qualcuno ha dato l’etichetta di bravo a uno e di cattivo all’altro.
Vediamo, nell’articolo si dice che non si deve essere un fan di Travaglio per pensare male.
Se si deve pensare male significa che deve essere accaduto qualcosa di poco corretto o di anormale.
Ma le norme procedurali non sono state violate.
Allora devo pensare che Roma sia stata scelta perchè vi erano possibilità di successo.
E perchè vi erano più possibilità di successo? Esiste colà una giurisprudenza costante sul tema?
Devo sospettare che il magistrato sia stato in senso generale “cattivo”.
Cosa che mi pare Tu confermi nel Tuo commento laddove sostieni che Ghedini era daccordo con il magistrato (“Diversamente da lui? ma se era daccordo con lui”).
Asserisci, pertanto, l’esistenza di un reato. Manca solo un particolare: la prova.
E’ vero, al magistrato non è stata data l’etichetta di cattivo, ma di disonesto.
Non so che cosa pensino a New York, pertanto ignoro se la frase finale sia positiva o negativa.
Propendo per la seconda ipotesi.
Ammetto, la mia categoria non è fra le migliori, ma qualcuno questo lavoro lo deve fare.
Ricorda, però, noi siamo come le puttane, tutti le disprezzano, ma tutti ci vanno.
“sostieni che l’affermazione da me definita “cazzata giuridica” non è presente nell’articolo se non in forma ironica; dunque è inequivocabilmente presente”.
in forma ironica.
“Individuata la corretta forma ironica per me resta una “cazzata Giuridica”.”
opinioni.
“Hai scritto che Ghedini (perdona l’errore di battitura) da Tempio Pausania “se ne era tornato con le pive nel sacco”.
Mi sono permesso di rispondere che non è tornato con le pive nel sacco, ma ha semplicemente trovato un magistrato (scusa se ho usato giudice per semplicità)che ha opinato diversamente da lui, cosa normale nella nostra professione.E allora?”
e allora, se ne è tornato con le pive nel sacco. Capisco che sei un avvocato, ma non mi pareva difficile comprendere il significato metaforico.
“Mi chiedi sulla base di quale ragionamento qualcuno ha dato l’etichetta di bravo a uno e di cattivo all’altro.
Vediamo, nell’articolo si dice che non si deve essere un fan di Travaglio per pensare male.
Se si deve pensare male significa che deve essere accaduto qualcosa di poco corretto o di anormale.
Ma le norme procedurali non sono state violate”.
Puoi indicarmi la riga in cui ho sostenuto che le norme sono state violate? Te lo dico io: no, non puoi. E sai perché? Perché la riga non c’è. E quindi ti sei inventato un’obiezione per poter rispondere alla stessa. Tipico degli avvocati. Qui invece si discute in topic.
“Allora devo pensare che Roma sia stata scelta perchè vi erano possibilità di successo. E perchè vi erano più possibilità di successo? Esiste colà una giurisprudenza costante sul tema?”
no, non devi per forza pensare che a Roma ci siano maggiori probabilità di successo, ma invece che a Tempio Pausania ci fossero maggiori probabilità di insuccesso, visti i precedenti. Ma capisco che sei un avvocato, e non sei abituato a leggere e capire quello che c’è scritto negli articoli. Ma solo ad aprire bocca per dargli fiato pro domo tua.
“Devo sospettare che il magistrato sia stato in senso generale “cattivo”.
Cosa che mi pare Tu confermi nel Tuo commento laddove sostieni che Ghedini era daccordo con il magistrato (”Diversamente da lui? ma se era daccordo con lui”).”
Anche qui non hai capito un emerito. D’accordo con lui, nel senso che la Procura HA ACCOLTO le istanze di Ghedini. Anche qui, capisco però la difficoltà nel comprendere un’espressione sintetica: sei un avvocato.
“Asserisci, pertanto, l’esistenza di un reato. Manca solo un particolare: la prova.”
non ho mai asserito l’esistenza di un reato. Punto. Capisco che sei un avvocato, ma stai attento con le parole. Specialmente quando dici cazzate “giuridiche” come questa.
“Ricorda, però, noi siamo come le puttane, tutti le disprezzano, ma tutti ci vanno”.
Col preservativo.
“Ammetto, la mia categoria non è fra le migliori, ma qualcuno questo lavoro lo deve far”
E direi che siete pure in troppi a “doverlo” fare…. ci sono più avvocati a Roma che in tutta la Francia…
“Ricorda, però, noi siamo come le puttane, tutti le disprezzano, ma tutti ci vanno.”
Io le puttane non le disprezzo e non disprezzo neanche gli avvocati (almeno non tutti)… sul fatto che tutti ci vanno… io da una puttana in tutta la mia vita non ci sono mai andato e neanche da un avvocato… ritengo lo stesso il mestiere di avvocato imporatntissimo, anche se non sono mai riuscito a capire perchè un avvocato deve fare il bene del suo assistito e non della giustizia… e soprattutto perchè per ogni minima cazzata giuridica serva un avvocato e non basti la consultazione delle leggi da parte delle autorità competenti.
Gregorj
Guarda che hai qualche problema.
L’italiano è una lingua che ha regole, pertanto, se vuoi farti capire devi usarle.
La sintesi, è un’arte che si affina con un severo esercizio quotidiano.
Se si è privi di quest’arte, come nel Tuo caso, ma la si vuole usare comunque e maldestramente è matematico che le persone di modesta intelligenza come la mia non capiscano un cazzo.
Pertanto, prima impara a scrivere in italiano, poi esercitati nella sintesi e vedrai che le cose andranno meglio ed eviterai di incazzarTi col mondo.
Non vai molto meglio nella lettura.
Non ho detto che hai scritto che le regole sono state violate, ho scritto io che le regole non sono state violate, non per creare una obiezione ma per rispondere ad una Tua domanda.
Ribadisco il pensiero usando la sintesi a Te tanto cara: se le regole non sono state violate ma devo pensare male vuol dire che c’è qualcosa di anormale.
Non era difficile.
Guarda che il giudice che ha “opinato diversamente” nel mio commento è quello di Tempio Pausania, dal quale Ghedini sarebbe tornato con le pive nel sacco.
Io sarò un avvocato trombone, ma Tu prima di rispondere ed incazzarti dovresti leggere quello che Ti scrivono.
Rispedisco al mittente, pertanto, i commenti su come leggo gli articoli.
Capisci, adesso, che non devo stare attento io con le parole, ma devi imparare Tu a leggere ed a scrivere. So che per Te sarà dura, ma con la buona volontà ed incazzandoTi meno vedrai che ci riuscirai.
Non capisco perchè Tu debba essere offensivo, ma le parole non mi offendono da tempo, quindi caschi male.
E’ vero, dalle puttane si va con il preservativo, dagli avvocati con l’assegno; in questo ci differenziamo.
Buono studio.
P.S.
Ma Tu sei, per caso, stato stuprato da un gruppo di Avvocati?
Tetsuo
E’ vero, siamo in troppi, ma tutti pensano che fare l’Avvocato consenta di guadagnare molto denaro e questo è vero in pochi casi.
So che non tutti vanno a puttane e non tutti le disprezzano; la mia è una iperbole.
Sei fortunato a non dover essere mai andato da un avvocato.
Io le Puttane le stimo alquanto, forse perchè la mia prima volta è stata in un casino con una donna che, avendo capito che ero un esordiente totale, è stata, ancorchè non tenutavi, dolcissima.
Se le leggi fossero scritte chiaramente io suonerei l’organetto all’entrata della metropolitana.