Seduci e distruggi (ma anche no) II

16/06/2009 - Qualche settimana fa abbiamo recensito un manuale di seduzione che prometteva di insegnare “a controllare la propria mente, ed influenzare quella delle persone che conosci”. In buona sostanza a ficcare. Noi di Giornalettismo vi offriamo lo stesso servizio e per

     
 

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Qualche settimana fa abbiamo recensito un manuale di seduzione che prometteva di insegnare “a controllare la propria mente, ed influenzare quella delle persone che conosci”. In buona sostanza a ficcare. Noi di Giornalettismo vi offriamo lo stesso servizio e per di più gratis. Zio Vertigo vi svela i trucchi per andare a letto con le donne.

(La rubrica che svela al mondo la turpe realtà sui tanto vituperati “gggiovani d’oggi”. Per scoprire che, magari, se sono tanto vituperati un motivo vi dovrà pur essere. A cura di Vertigoz)

Nella scorsa lezione abbiamo appreso come uno dei primi passi per rimorchiare forte, rimorchiare duro, sia quello di rendersi conto una volta per tutte che il sesso è un piacere ampiamente sopravvalutato. In questa lezione affronteremo alcuni temi di un certo spessore culturale. Se all’ultime elezioni avete votato Forza Italia scrivetemi una mail e vi manderà un riassunto in corpo 16.

LA COMUNICAZIONE UMANA – Cominciamo dalla Pragmatica della comunicazione umana di Watlzavick, un testo fondamentale per limonare e buttare le mani in caciara. Watlzavick, o come minchia si scrive, sostiene che ogni comunicazione ha un aspetto di contenuto e un aspetto di relazione. Se dico “chiudi la finestra, pezzo di merda” l’aspetto di contenuto è “chiudi la finestra”, l’aspetto di relazione è “pezzo di merda”. L’aspetto di relazione può anche essere implicito come nell’esempio che segue: “chiudi la finestra, pezzo di m…”. Ovvero può essere implicito l’aspetto di contenuto come nell’esempio che segue: “pezzo di merda”.  Con ogni comunicazione ci poniamo o in posizione up o in posizione down (se avete votato Forza Italia alle ultime elezioni  contate i vostri cromosomi: potrebbero essere più di 46). Con la posizione up comunichiamo che ci sentiamo, o siamo, superiori al nostro interlocutore: “chiudi quella cazzo di finestra, pezzo di merda, è la terza volta che te lo dico”. Il nostro interlocutore può o meno accettare la posizione down in cui l’abbiamo messo. Ad esempio “zì badrone” oppure “fottiti in culo e datti fuoco ai capelli”. Con la posizione down comunichiamo invece che ci sentiamo, o siamo, inferiori al nostro interlocutore, ad esempio: “Ti hanno mai detto che sei bellissima?”.

STRATEGIE DI SEDUZIONE – Apriamo una parentesi. Se è veramente bellissima è probabile che glie l’abbiano già detto. Io ad esempio sono bellissimo e lo so da quando avevo cinque anni. Il contenuto informativo della domanda “Ti hanno mai detto che sei bellissima?” è quindi paragonabile a: “Ti hanno mai detto che o piove o non piove?”. Il messaggio implicito di relazione invece è: “Sono un povero stronzo, non ho seguito il corso per rimorchiare duro su Giornalettismo e probabilmente neanche stavolta vedrò un pelo di sorca che sia uno. Ti prego, abusa verbalmente di me”. A questo punto il lettore potrebbe pensare che la mossa più furby sia quella di mettersi in posizione up (volgarmente detta “la missionaria”). “Ehy tu, femmina, ti va di farmi il bidè con la lingua?”. Neanche questa è una buona idea. Se provate a mettere una donna in posizione down questa può reagire in due modi. Accettare la posizione down, nel qual caso ha un disturbo di personalità dipendente, problemi irrisolti col padre e sa cucinare. Se siete in cerca di una vagina e non di una pastasciutta questa non è la donna che fa per voi. Viceversa può rifiutare la posizione down, mettersi in posizione up, e reagire con un motto di spirito o una facezia di dubbio gusto: “Hai più smegma che palle, ho paura di ferirti con la mia lingua tagliente”. Forte eh? Una così è certamente una bella scopata, peccato che non sia la vostra. La soluzione è uscire dall’ottica di io sto sopra tu stai sotto. La soluzione è mettersi di fianco. Gli uomini tendono a pensare che le donne siano creature del tutto diverse da loro. Contribuiscono a questa tesi errata libri dozzinali come Gli uomini vengono da Marte, le donne vengono tre volte o tutta quella menata del Cavalier cortese, la donna idealizzata, la Vergine Maria. Agli uomini piace struggersi, pensare oh! non l’avrò mai! è così bella!. Se volete ficcare e non scrivere L’orlando furioso smettere ora di usare tutti quei punti esclamativi quando pensate. Le donne cacano, muoiono, partoriscono tra scorregge e deiezioni, fatevene una ragione.

LA DONNA E’ UNA PERSONA! –  - Riassumiamo le fila del discorso. In quanto esseri umani di sesso maschile vogliamo spargere il nostro seme nel più ampio numero di cavità a ciò predisposte. Lo dice Charles Darwin, non lo dico io. Ma siccome siamo uomini e non bonobo non ci interessa spargere il seme per davvero, ci basta fare il gesto. Ciò non toglie che vogliamo farlo con donne belle, ovvero donne dotate di un appropriato rapporto vita-seni-fianchi e una proporzione tra occhi-naso-bocca pari ad uno su radice quadrata di cinque (la sezione aurea). Le donne belle tuttavia sono desiderate da un numero maggiore di uomini. Ma non disperate, non tutti leggono Giornalettismo. Una bella donna si aspetta che voi perdiate il senno solamente perché non porta il reggiseno e le si intravedono le areole (Gesù Cristo, le areole!).  Bene, deludetela. Parlatele della Metafisica dei costumi, trattatela come una persona. Per trattarla come persona, dovete però convincervi che è una persona. Voi direte, cazzo, non è una persona, ha le tette! Vi ho già detto di piantarla con tutti quei punti esclamativi. Non è che “ha le tette!”, ha semplicemente un paio di mammelle, come tutte le femmine di tutte le razze, che devono nutrire la prole con l’allattamento. Visualizzate pile di pannolini sporchi, è a quello che mira, la sgualdrina. Ogni volta che pensate a un capezzolo annusate un pannolino sporco. Col tempo sarete in grado di rievocare l’odore di pupù senza nemmeno alzarvi dal vostro divano.

E VAI CON LA TROMBA! - Bene, avendo stabilito che è una persona, non penserete ogni cinque microsecondi a come sarebbe ficcarglielo su per il culo (pannolino!pannolino!). A quel punto succederà una cosa strana. Sarà lei a pensare come sarebbe farselo ficcare su per il culo. A questo punto dovete uscire dall’autoipnosi. Non è più una persona. Basta, via persona, via pannolino. Per trombarla come si deve la dovrete spersonalizzare, altrimenti sai che noia. Tornate pure al vostro consueto particolarismo feticistico (tette-culo, tette-culo, coscia, etc.). Non è più un essere umano come voi, è semplicemente un insieme di parti più o meno gradevoli al tatto e alla vista. Riprendete la vostra consueta prospettiva da serial killer. Fatto? Ok. Ora potete procedere alla dissezione.  Non fate l’errore di trombarla come se fosse una persona. Ci sono cose migliori da fare con una persona che venirle in faccia. Cazzo siete, pervertiti? Se invece tutto quello che vedete è un bel viso avulso dal contesto e dal rapporto mente-corpo ne converrete che sburrare è certamente l’azione più appropriata.

RIASSUMENDO… – Quindi per riassumere. Per poterle trattare come delle non persone e poter finalmente eiaculare sui loro corpi inermi (mi raccomando, mai dentro, a meno che non siano prepuberi o in menopausa) dovete prima convincervi che sono delle persone, perché in caso contrario non avrete nessun vantaggio su tutti gli altri eiaculatori. Nella prossima lezione vi parlerò della parabola degli scacchi e del libro Come influenzare gli altri e farsi gli amici di Dale Carnegie. Mai più senza! Da oggi anche tu avrai sempre un monte di Venere a portata di Marte (ragazzi, è tosta chiudere gli articoli, datemi retta).

     
 

105 Commenti

  1. g scrive:

    giamba secondo me è un essere superiore nella sua sana e lucida follia

  2. vecchio rinco scrive:

    “cazzo, giamba, sembri uno di quei vecchi rincoglioniti che parlano da soli sugli autobus.”

    Il commento più bello !!!

  3. g scrive:

    i vecchi che parlano da soli sugli autobus li ascolto sempre! interessanti!

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