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Internidi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 14 giugno 2009 alle 01:10 dallo stesso autore - torna alla home

Si può anche far finta di non vederle. Si può persino credere che non esistano. Ma bisognerebbe sempre ricordare che alla fin fine ci sono. E le loro istanze hanno diritto ad essere rappresentate

3623408644 6252c293b4 b Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normaliQuello del Gay Pride è un tipico “effetto mediatico“. Nel senso che sulla manifestazione di sabato a Roma che è partita da piazza della Repubblica ed è finita a Piazza Navona ogni anno si potrebbe scrivere lo stesso articolo, oppure ripubblicare ogni volta lo stesso: a parte qualche riferimento all’attualità, nessuno si accorgerebbe della cosa. Quella che i media raccontano ogni volta è la solita “Allegria, eccentricità, musica, colori sgargianti, drag queen” (Repubblica), i soliti carri multicolore, i soliti coriandoli, i soliti fischietti. Insomma, le solite cose. Con qualche attualizzazione: l’anno scorso era il Papa, a questo giro oltre a lui è toccato a Papi (e a chi tocca nun se ingrugna): “«Papi Gay» e «Camper Anticiarpame», questi i nomi di due dei venti carri allegorici che sfilano e nel Gay Pride 2009 a Roma. Anche un cartello con scritto «Habemus papi» e l’immagine del presidente del consiglio“, dice il Corriere. Gli altri pezzi, bene o male, sono tutti uguali. Proprio le solite cose, si raccontano.

Quello che non si racconta è che in mezzo 3623411982 b866a25a5b b Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normalia molta gente vestita o svestita in modo “originale“, partecipano da anni persone che sembrano passare lì per caso, per quanto sono convenzionali. Però magari fanno qualcosa che di solito, in pubblico, nella loro città non fanno: tenersi per mano. Poi passano di lì e continuano  un pezzo di strada insieme coppie eterosessuali, che stanno lì un po’ perché ci credono, un po’ perché si divertono. Ogni tanto, raramente, puoi vedere anche qualche bambino o bambina, in braccio ai genitori oppure che cammina mano nella mano. Magari il bimbo a un certo punto urla “Ma non sono normali!“, e si sa con chi ce l’ha. Ma la madre si mette a ridere, pensando che nessuno se la prenderà, e il pupo crescerà e capirà, prima o poi. Tutte queste persone non sono lì per caso, ma per piacere o per necessità (ok, i bambini per cause di forza maggiore), e da anni – si vede – sono sempre di più. D’accordo, gli slogan non sono un granché: “Carfagna dice: gay costituzionalmente sterili. I gay rispondono: cervello della Carfagna sterile ad ogni forma di intelligenza. Carfagna la pari opportunità non sa manco dove sta“. Diciamo che sono difficili da ricordare, per essere buoni. E’ anche vero che le dichiarazioni degli organizzatori sono così così: “Migliaia di persone, non solo gay e lesbiche ma anche giovani, etero e famiglie hanno sfilato a Roma per riaffermare il diritto di tutte e tutti a vivere in un Paese laico e democratico – ha detto il presidente dell’Arcigay Aurelio Mancusodalla richiesta del matrimonio civile alla necessità di norme contro le

3622568221 4ec6fa27a7 b Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normalidiscriminazioni che combattano realmente la violenza omofobica che in questi giorni è tornata a colpire, il popolo delle vere libertà dimostra ancora una volta che un altro Paese è possibile“. Sembrano uguali a tante altre. Poi, c’è da dire che è una vera vergogna che non ci fossero bandiere del Partito Democratico, se non quelle portate in corteo dal Tavolo Glbt dei Democratici e di un circolo on line del PD: sottovoce, qualcuno scherzava sul carro dei democrats che stava per arrivare, indicando le macchinette per bambini che vendeva un negozio di giocattoli.

E’ vero, l’occhio del fotografo va da tutt’altra parte, così come quello del cameraman. I servizi in televisione sono tutti uguali, più o meno: c’è chi censura gli attacchi al governo, ma lo fa più per abitudine che per obbedire a un ordine tassativo arrivato appositamente. Semplicemente, gli scappa la mano e zac!, via quel cartello contro Papi o la Carfagna: per accorgersene, bisogna aver guardato un tg che le ha fatte vedere, e la probabilità è 2 o 3 su 7: non si rischia poi molto. E alla fine, quello che ne viene fuori è – come direbbero i giornali, appunto – un’allegra manifestazione che assomiglia all’unico giorno di libertà annuale concesso a uno rinchiuso in manicomio: “Vai, sfogati oggi e poi taci per sempre“. In effetti, alla fin fine è proprio così. Le istanze portate avanti da manifestazioni politiche – sì, politiche - come il Gay Pride trovano scarsa o nulla attenzione nella classe dirigente di questo paese. 3622561427 4950a2bb86 b Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normaliDi solito, i partiti si presentano con qualche attivista con bandierona d’ordinanza, al quale viene raccomandato di passare davanti alle telecamere e di mettersi più “in largo” possibile, sparpagliati in una zona. Lo scopo è quello di cercare di “inglobare” più persone all’interno del perimetro delle bandiere, in modo da sembrare molti di più di quelli che realmente si è. Un trucchetto tramandato da intere generazioni di sindacalisti e lottacontinuisti e potereoperaisti, fin da quei meravigliosi anni ‘70 (che anni di merda gli anni ‘70, eh? Che gli toccava fare, per campare…). Poi, magari qualche segretario di partito viene, sfila e dichiara a tutti i microfoni che trova a tiro. Qualcuno ha invece il brutto vizio di dire la verità, come Anna Paola Concia: “Mi scuso a nome del mio partito, il Pd, perchè ancora non ha fatto la sua parte per i diritti degli omosessuali“. Ai fischi che si sono levati da parte dei presenti la parlamentare ha risposto che “in politica nessuno chiede scusa, quindi mi prendo volentieri i fischi. In 30 anni - ha proseguito – non abbiamo ottenuto niente per gli omosessuali, e la colpa non è solo della chiesa, i responsabili sono la politica e le istituzioni, e lo dico oggi che ci sono dentro. Voglio dire al mio partito e a tutti gli altri che omofobia e razzismo sono la stessa cosa, la politica lo deve capire“.

Ma, al netto di tutto questo, quelle persone in piazza ci sono. A Roma, come a Genova, come in tutte le città d’Italia. Quelle comuni, ed è stupido usare questa parola. Passeggiano tranquille, ridono a volte, si divertono ogni volta un po’ di meno, anche se incontrano vecchi amici che non vedevano da anni. Tutte persone che sono praticamente invisibili per la legislazione italiana: come se non esistessero. Eppure si muovono, sembrerà incredibile. Camminano, addirittura, tutti gli anni, testardi e tignosi: sembra quasi di riconoscere le loro facce, per quanto sono familiari ormai. Probabilmente qualcuno si aspetta che si stufino, prima o poi. Non è detto che non succeda, visto che ogni sforzo, sia verso destra che verso sinistra, sembra comunque vano. Però sarebbe un peccato. Un vero peccato.

xslide1 Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normali xslide2 Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normali xslide42 Roma Pride 2009: ecco a voi le persone normali

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