Ieri Anno Zero ha chiuso davvero in bellezza. Non tanto per quel fantastico momento in cui Marco Travaglio, per prevenire l’accusa di essere un condannato che l’avvocato Niccolò Mavalà Ghedini e l’ingegnere prestato alla giustizia – e da essa prontamente restituito - Roberto Castelli gli stavano per fargli ha tirato fuori il suo certificato penale, tra l’altro opportunamente scannerizzato prima e passato dalla regia in foto nel momento in cui ha cominciato a svolazzare; spia, questa, di un gesto organizzato con la redazione, e non di un’estemporaneità del giornalista. E nemmeno quando, in una puntata veramente ben concepita, spuntava da una parte Beppe Grillo nel suo intervento in commissione Affari Costituzionali, dall’altra il faccione di Ghedini veramente euforico. Anche se si capisce il perché: l’avvocato del premier sguazzava nel suo tema preferito, che poi era un po’ quello della trasmissione: buttarla in caciara. Sempre e comunque.
No, la parte più azzeccata era la pantomima di Corrado Guzzanti nei panni del ministro Giulio Tremonti, quando cercava di spiegare perché il nostro paese uscirà “bene” dalla crisi economica. Tremonti-Guzzanti diceva che gli italiani, alla fin fine, sono abituati ad essere maltrattati: quindi sono abituati a soffrire, e il crollo dell’economia mondiale li trova preparati. In più, proseguiva il ministro-comico, c’è anche da ricordare che negli habitat che soffrono le difficoltà, alcuni animali muoiono subito. Altri, come i topi e gli scarafaggi, invece sopravvivono alla sfida della natura. E anche per questo, noi nella crisi saremo avvantaggiati. In ultimo, Giulio-Corrado faceva notare che ad esempio nei paesi scandinavi, dove ad esempio è presente un vero welfare state, sono abituati a sussidi, aiuti, e a ricevere al momento del ritiro in pensione quanto versato negli anni. Invece da queste parti siamo abituati a tutt’altro, molto di peggio. E quindi anche per questo gli italiani i rovesci li soffrono di meno. O comunque li sopportano.
E in effetti, a pensarci bene, è proprio così. Saranno i postumi di una campagna elettorale per una volta stranissima, aggressiva, arrabbiata. Sarà che il decreto intercettazioni è passato con voto di fiducia, e corredato da 24 deputati dell’opposizione che si sono schierati con la maggioranza. Sarà che la tenda piantata dal colonnello Muammar Gheddafi in una Villa Pamphili assediata da elicotteri ed esercito, fa un pochino pensare – e insieme sperare che ieri notte sia venuto giù quantomeno il diluvio universale. Ma, usciti da una consultazione in cui il Partito Democratico ha perso clamorosamente consensi, il presidente del Consiglio è andato così così rispetto alle aspettative, Lega e Italia dei Valori hanno raddoppiato i consensi, la sensazione è che il livello dello scontro si sia radicalizzato – “C’è il golpe e non ho nulla da mettermi!“, sembra quasi sentirsi urlare. Contemporaneamente, però, qualcosa succede: tre consiglieri lasciano il Csm dopo un’intervista dove il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha parlato di nomine lottizzate ai vertici degli uffici giudiziari e di un planning, cioè una spartizione sistematica. Tre consiglieri di tre diverse correnti, non solo di Magistratura Democratica. Intanto, la Banca Centrale Europea pronostica Pil in calo del 4-5% e disoccupazione in aumento nel 2009. Però, alla fin fine, ha ragione il ministro Tremonti-Guzzanti: siamo preparati al peggio del peggio, alla fin fine passerà anche questa. No?
“Una delle storie più suggestive sul Titanic è quella della sua orchestra. Il 14 aprile, gli otto membri hanno suonato nel salone di prima classe per distrarre e calmare i passeggeri. Successivamente si sono trasferiti nella parte anteriore della nave ed hanno continuato a suonare anche quando era ormai evidente il prossimo affondamento. Nessuno dei componenti dell’orchestra si è salvato, e si è speculato su quale fosse stato il loro ultimo brano. Alcuni testimoni dissero che fu l’inno “Nearer, My God, to Thee“. Si disse che il direttore dell’orchestra avrebbe confessato ad un amico che se si fosse trovato su una nave che stava affondando “Nearer, My God, to Thee” sarebbe stata uno dei brani che avrebbe voluto suonare” (da Wikipedia).
(Grendel usa la metafora in un altro contesto; vignetta di Artefatti)























Grandissimo Guzzanti col suo darwinismo sociale rovesciato e con l’esaltazione ironica dell’inetto-abbozzo italico buono a nulla ma disponibile a tutto!
Amara la storia che riporti del Titanic: più che una metafora, una tragica allegoria dell’esistente.
Ridere per non piangere, eh, Gregorj?
Beh era carina anche la parte iniziale, quando diceva che il mondo è diventato italiano con la crisi, e così abbiamo risolto i nostri complessi di inferiorità
Tra l’altro la riflessione fa straordinariamente coppia con il “contro corrente” di oggi…
Bah. Travaglio ha poco da far svolazzare: è stato condannato in primo grado, e per evitare di essere condannato un’altra volta, ha dovuto chiedere pubblicamente scusa ad uno dei tanti che lui usa diffamare (SOCCI, nella fattispecie).
Il suo eroe della mionchia, tal Di Pietro, ha fatto ricorso all’immunità parlamentare (europea) per evitare guai giudiziari. Proprio quello che dice che bisogna correre dal proprio giudice (sic) per farsi giudicare. Pezzente.
Che il CSM sia inefiiciente è evidente. Se a qualcuno non fosse chiaro, un bell’esempio è quel giudice che, non avendo in un anno depositato le motivazioni di una sentenza di condanna, ha di fatto rimesso in libertà un tot di boss mafiosi. Il buffo è che era stato appena promosso per la celerità della sua azione contro la mafia..A Bologna c’è un detto: “accidenti a prenderci”..
Le pensioni: che bella la Svezia (sospiro con lacrimuccia di un qualsiasi socialista..Il miglior sistema pensionistico riconosciuto è quello cileno, non quello socialdemocratico che ti spenna fino all’osso). Adesso, chiedetevi chi ha voluto, per decenni, che il sistemma pensionistico andasse tranquillamente verso lo sfascio. E magari, chi solo un anno fa abolì lo scalone, una scemenza che forse andrebbe spiegata alle anime belle e ai pur bravi comiconzoli nostrani.
Per chiudere: piuttosto che contaballe come Santoro e Travaglio (il vacanziere a sbafo a casa di un mafioso), meglio 1000 Castelli e Ghedini. Questione di gusti..
Kill Bill
>Adesso, chiedetevi chi ha voluto, per decenni, che il sistemma >pensionistico andasse tranquillamente verso lo sfascio….
l’incredibile coacervo di malafede, disinformazione, faziosità e spocchia che trasuda nei fan boy dei vari “zoccoli duri” mi lascia sempre un po atterrito….
L’Inps chiude il 2008 con un attivo di 11,2 miliardi di euro. E’ il dato più significativo della prima Relazione annuale dell’Inps, presentata a Montecitorio dal presidente dell’Istituto, Antonio Mastrapasqua, alla presenza del presidente della Camera dei deputati, Gianfranco Fini, del ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, e del sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, Gianni Letta. In particolare, il bilancio 2008 evidenzia un patrimonio netto di 43.526 milioni di euro, un risultato economico di esercizio di 11.068 milioni di euro e un avanzo di gestione finanziaria di competenza di 11.275 milioni di euro, quale differenza fra 267.171 milioni di euro di entrate e 255.896 milioni di euro di uscite complessive.
Le uscite per prestazioni istituzionali sono pari a 196.864 milioni di euro e così suddivise: spesa per pensioni comprensiva dei trattamenti agli invalidi civili 178.449 milioni, spesa per prestazioni a sostegno del reddito 17.879 milioni, spesa per prestazioni erogate per conto dei comuni: 536 milioni. Nel 2008 la spesa per pensioni cresce del 2,8% ma cala in rapporto al Pil dello 0,06%. L’Inps eroga circa una pensione ogni tre cittadini italiani e i pensionati rappresentano il 24% della popolazione.
Il sistema pensionistico è in equilibrio, afferma Mastrapasqua, che assicura: I conti dell’istituto sono a posto. Il bilancio 2008 dell’Inps presenta un saldo attivo di più di 11 miliardi di euro. Rimane sostenuta la dinamica delle entrate contributive, sensibilmente in crescita, così come migliora l’attività di recupero dei crediti (un vero piccolo grande boom con 5 miliardi di euro nel 2008).