Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Rassegna stampadi Alessandro D'Amato (Gregorj)
pubblicato il 12 giugno 2009 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

Ieri Anno Zero ha chiuso davvero in bellezza. Non tanto per quel fantastico momento in cui Marco Travaglio, per prevenire l’accusa di essere un condannato che l’avvocato Niccolò Mavalà Ghedini e l’ingegnere prestato alla giustizia – e da essa prontamente restituito - Roberto Castelli gli stavano per fargli ha tirato fuori il suo certificato penale, tra l’altro opportunamente scannerizzato prima e passato dalla regia in foto nel momento in cui ha cominciato a svolazzare; spia, questa, di un gesto organizzato con la redazione, e non di un’estemporaneità del giornalista. E nemmeno quando, in una puntata veramente ben concepita, spuntava da una parte Beppe Grillo nel suo intervento in commissione Affari Costituzionali, dall’altra il faccione di Ghedini veramente euforico. Anche se si capisce il perché: l’avvocato del premier sguazzava nel suo tema preferito, che poi era un po’ quello della trasmissione: buttarla in caciara. Sempre e comunque.

 Cè il golpe e non ho nulla da mettermi No, la parte più azzeccata era la pantomima di Corrado Guzzanti nei panni del ministro Giulio Tremonti, quando cercava di spiegare perché il nostro paese uscirà “bene” dalla crisi economica. Tremonti-Guzzanti diceva che gli italiani, alla fin fine, sono abituati ad essere maltrattati: quindi sono abituati a soffrire, e il crollo dell’economia mondiale li trova preparati. In più, proseguiva il ministro-comico, c’è anche da ricordare che negli habitat che soffrono le difficoltà, alcuni animali muoiono subito. Altri, come i topi e gli scarafaggi, invece sopravvivono alla sfida della natura. E anche per questo, noi nella crisi saremo avvantaggiati. In ultimo, Giulio-Corrado faceva notare che ad esempio nei paesi scandinavi, dove ad esempio è presente un vero welfare state, sono abituati a sussidi, aiuti, e a ricevere al momento del ritiro in pensione quanto versato negli anni. Invece da queste parti siamo abituati a tutt’altro, molto di peggio. E quindi anche per questo gli italiani i rovesci li soffrono di meno. O comunque li sopportano.

E in effetti, a pensarci bene, è proprio così. Saranno i postumi di una campagna elettorale per una volta stranissima, aggressiva, arrabbiata. Sarà che il decreto intercettazioni è passato con voto di fiducia, e corredato da 24 deputati dell’opposizione che si sono schierati con la maggioranza. Sarà che la tenda piantata dal colonnello Muammar Gheddafi in una Villa Pamphili assediata da elicotteri ed esercito, fa un pochino pensare – e insieme sperare che ieri notte sia venuto giù quantomeno il diluvio universale. Ma, usciti da una consultazione in cui il Partito Democratico ha perso clamorosamente consensi, il presidente del Consiglio è andato così così rispetto alle aspettative, Lega e Italia dei Valori hanno raddoppiato i consensi, la sensazione è che il livello dello scontro si sia radicalizzato – “C’è il golpe e non ho nulla da mettermi!“, sembra quasi sentirsi urlare. Contemporaneamente, però, qualcosa succede: tre consiglieri lasciano il Csm dopo un’intervista dove  il ministro della Giustizia Angelino Alfano ha parlato di nomine lottizzate ai vertici degli uffici giudiziari e di un planning, cioè una spartizione sistematica. Tre consiglieri di tre diverse correnti, non solo di Magistratura Democratica. Intanto, la Banca Centrale Europea pronostica Pil in calo del 4-5% e disoccupazione in aumento nel 2009. Però, alla fin fine, ha ragione il ministro Tremonti-Guzzanti: siamo preparati al peggio del peggio, alla fin fine passerà anche questa. No?

“Una delle storie più suggestive sul Titanic è quella della sua orchestra. Il 14 aprile, gli otto membri hanno suonato nel salone di prima classe per distrarre e calmare i passeggeri. Successivamente si sono trasferiti nella parte anteriore della nave ed hanno continuato a suonare anche quando era ormai evidente il prossimo affondamento. Nessuno dei componenti dell’orchestra si è salvato, e si è speculato su quale fosse stato il loro ultimo brano. Alcuni testimoni dissero che fu l’inno “Nearer, My God, to Thee“. Si disse che il direttore dell’orchestra avrebbe confessato ad un amico che se si fosse trovato su una nave che stava affondando “Nearer, My God, to Thee” sarebbe stata uno dei brani che avrebbe voluto suonare” (da Wikipedia).

(Grendel usa la metafora in un altro contesto; vignetta di Artefatti)

7 commentistampa - fallo leggere