Un serial killer da manuale

12/06/2009 - È un delitto d’impeto, casuale, disorganizzato scriverebbe l’autore di un manuale. Nessuno lo scopre, nessuno sospetta di lui. Gli incubi iniziano, Andrea cerca di scacciarli. Prima con il militare, poi con una ragazza. L’ha conosciuta come è tornato ad Aosta.

     
 

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È un delitto d’impeto, casuale, disorganizzato scriverebbe l’autore di un manuale. Nessuno lo scopre, nessuno sospetta di lui. Gli incubi iniziano, Andrea cerca di scacciarli. Prima con il militare, poi con una ragazza. L’ha conosciuta come è tornato ad Aosta. I due stanno bene e alla fine decidono di sposarsi. È il 1983. Tutto sembra perfetto finché non arriva il 1992. Qualcosa fra i due non funziona, e ognuno decide di seguire la sua strada. Gli incubi tornano.

TRA INCUBI E OSSESSIONI - Una sera di quell’anno, mentre torna casa dal lavoro, decide di trattenersi in giro ancora un po’. Forse la rabbia è tornata ad ossessionarlo, o forse non vuole restare solo quella notte. In un modo o nell’altro, decide di caricare sul proprio furgone una prostituta, Daniela Zago, di 33 anni. Andrea sente la rabbia crescere dentro di lui. È tanta, troppa, non riesce nemmeno a fare l’amore con lei. Allora Daniela è chiara: riportami indietro. Lui accetta, poi torna sui propri passi: dai riproviamo. Daniela non ne ha intenzione, ma la pistola puntata sul suo viso non ammette repliche. Il colpo parte. Lei respira ancora. Andrea la carica sulla machina, si apparta e infine la giustizia. La spoglia dei gioielli e poi la seppelisce. La rabbia è appagata. Ma non del tutto. Un mese dopo Andrea torna sul luogo del delitto. Disotterra il corpo di Daniela e lo a fa a pezzi. E poi dà fuoco al tutto. Forse dopo aver tentato anche un nuovo rapporto con il cadavere. Ora si sente appagato Andrea e capisce finalmente qual è la sua strada. E diventa meticoloso. Le vittime inizia a sceglierle. Sono prostitute e non devono avere figli. Prima sarà la volta di Clara Omaregbee, una ragazza nigeriana di 26 anni uccisa il 30 agosto del 1994. Poi di Albana Dakovi, un’albanese 20 enne massacrata la notte del 12 giugno 1995. Andrea era diventato un serial killer. Organizzato. Praticava anche atti di necrofilia. Ed era nel pieno delirio di onnipotenza, quando secondo le famose teorie, il killer si sente invincibile. E Andrea così si sentiva, talmente sicuro di sé che, quando viene fermato per un controllo, non ha nessun problema a tornare in caserma con il corpo di Albana dentro il furgone. Alla fine venne catturato, perché tutti, secondo il libri, alla fine è quello che cercano. E sarà lui che confermerà tutto. Lui che spiegherà i motivi dei suoi folli gesti. “Mia madre faceva la prostituta e mi faceva assistere agli incontri con i suoi clienti”, raccontò. “Io odio le donne che si fanno pagare per stare con gli uomini. Con loro cercavo di avere un colloquio: ma esse mi trattavano male, inveivano, volevano solo i soldi. E io questo non lo sopportavo”. Una madre prostituta, una situazione famigliare tragica, un caso da manuale in pratica.

     
 

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