Le elezioni secondo i giornalisti
11/06/2009 - Quello elettorale non è un periodo facile per i reporter: bisogna stare molto attenti a quello che si dice, e il rischio di sgarro è sempre dietro l’angolo. Con le elezioni europee finalmente alle spalle, qualcuno sperava di non vedere
Quello elettorale non è un periodo facile per i reporter: bisogna stare molto attenti a quello che si dice, e il rischio di sgarro è sempre dietro l’angolo.
Con le elezioni europee finalmente alle spalle, qualcuno sperava di non vedere più tribune politiche, comizi e spot elettorali in televisione. E invece il meglio è appena iniziato, non tanto per i poco interessanti ballottaggi quanto per il meraviglioso dibattito sul referendum, probabilmente il più insensato degli ultimi anni. Voto sì alla modifica di questa legge perché poi ne riscriviamo una nuova. Voto no alla modifica di questa legge perché non vorrei che poi non venisse modificata. Voto sì insieme a tutti quelli che vogliono riscriverla ma secondo me non c’è bisogno. La legge l’ho scritta io ma voto sì. Voto no ma spero che non si raggiunga il quorum perché altrimenti rischiamo di tenercela. Voterò convinto per il sì ma non lo appoggerò pubblicamente. Ho visto programmi andare avanti così per ore, e vi assicuro che è stato orribile.
L’ARIA CHE TIRA - Ma anche le europee hanno regalato alcune perle. Una delle migliori è stata il grazioso fuorionda del Tg5, in cui Gioacchino Bonsignore (storico curatore della rubrica Gusto) chiede ai colleghi un raffronto tra il nuovo risultato del Pdl e quello delle politiche 2008 (tra l’altro non ricordando neppure se nel 2008 c’era già il Pdl o se si erano presentate ancora Forza Italia e An), ma ci tiene a precisare più volte che è la sua è “solo una curiosità”, e quasi scherzando aggiunge: “non penserai mica che lo diciamo”. “No, se no ci strozzano”, gli rispondono. “Ecco, appunto”. Bonsignore, va detto, si è poi giustificato sostenendo che quel confronto non spettava a lui e che comunque poi in studio si è detto del calo. Giudicate voi quanto la spiegazione sia convincente.
TRADIZIONI - L’altro gioiello l’ha sfoggiato Studio Aperto, l’inesauribile fonte di cretinate di casa Mediaset, che domenica scorsa ha trasmesso un servizio su un presidente di seggio a Bresso “che fa discutere”. Il presidente in questione è una ragazza musulmana, Rassmea Salah, e “fa discutere” perché ha il velo (non il velo che copre il viso, tra l’altro, ma solo l’hijab, quello tipo mia nonna per intenderci). Naturalmente la quasi totalità del servizio è occupata dalle dichiarazioni dell’uomo della strada: c’è un signore che dice che “ognuno si deve adattare in base al paese che va”, un altro secondo il quale “è una questione di civiltà per gli italiani”. C’è un biondino – guardatelo – che fa, “eh, è strano, penso anche poi chissà dopo il conteggio cosa… tutto coperto… mi dà un’idea di, di…”. “Di poco chiaro”, suggerisce l’inviato. “Ecco, di poco chiaro”. Poi ci sono due strani vecchietti che si dicono indifferenti ma hanno evidentemente l’aria da comunisti. Poi il capolavoro: “Anticostituzionale chi mi costringe a togliere il velo, dice lei, che ha detto di battersi per il dialogo tra le religioni ma che stamattina alla sezione elettorale rifiuta il dialogo davanti alla telecamera”. Ah, l’ipocrita! Il servizio, comunque, si chiude con una signora inquietante che in meno di cinque secondi spiega tutto questo molto meglio di qualunque articolo. Non mostratela ai vostri bambini.
INTELLETTUALI - E visto che ormai abbiamo preso di mira Mediaset, non perdetevi la raffinata critica a Ezio Mauro, direttore di Repubblica, mossa da Paolo Liguori, direttore – non a caso – di Tgcom. Liguori ce l’ha da tempo con Repubblica per via della campagna da “cacciatori di topless” condotta dal quotidiano su Berlusconi. Sabato scorso, quindi, ha scritto un post sul suo blog, “Dedicato a Ezio Mauro”, in cui spiegava che sì, ok, anche Tgcom aveva pubblicato le foto incriminate di Villa Certosa, ma l’aveva fatto per mostrare quanto fossero disgustosi gli altri giornali che le avevano pubblicate prima, e capirete bene che c’è una bella differenza. E per rafforzare il concetto, chiude così: “Al direttore di Repubblica va di diritto questa
foto come risposta”. E – perdonatemi se vi rovino la sorpresa – ci mette la foto di un culo. Sarà il suo? Forse no. Ma ci piace pensare che lo sia, e che questo segni un nuovo standard nella comunicazione tra direttori (Nicotri, stia pronto).
NOTIZIE VERE - Per la consueta serie di fesserie, da segnalare il servizio di CorriereTv sulla “nuova lady Farnesina”, che a quanto pare è una campionessa di golf. Sempre sul Corriere, il ritorno di un grande classico del titolismo acrobatico. Menzione d’onore anche per Repubblica, che sputtana completamente il finale della quinta stagione di House a chi ancora non l’ha visto. Ma io l’ho già visto in inglese, bastardi: e qui ci starebbe bene la suddetta foto di Liguori.













Questa Daria deve essere proprio… un fenomeno della natura!
anche La Stampa ieri nella home page sputtanava il finale della quinta stagione di House. In piccolissimo, in grigio chiaro scriveva: “attenzione spoiler” e subito sotto megatitolone: “Finale shock per House: ..MEGASPOILER…”.
@Essemme
mica per niente Treviso è nota in tutto il mondo soprattutto per il record nazionale di fratture del pene
Adesso conosciamo il nome della colpevole
frattura? eh? devo rivedere un po’ di nozioni anatomiche:-)
mi fai morire just…
Rassmea Salah, la cosiddetta “presidente di seggio con il velo” di cui si parla nell’articolo, non è altro che una povera cretina in cerca di notorietà. Mai portato il velo in vita sua fino allo scorso anno, aveva posizioni assolutamente critiche e contrarie in materia. Conduceva uno stile di vita certo non da musulmana esemplare: innumerevoli fidanzati, italiani tra l’altro, uscite nei locali etc. etc. tutte cose normalissime per una ragazza della sua età ma esattamente opposte allo stile di vita assunto da un anno a questa parte.
Lo scorso anno improvvisamente Rassmea ha un’illuminazione: non divina nè mistica ma pragmatica e arrivista. Capisce che il cavallo da sfruttare è proprio il velo perchè solo così può essere notata e uscire dall’anonimato di ragazza milanese qualunque. Ed ecco che, sulla scia di qualche sua amica (vedi Sumaya Abdel Qader), mette il velo e cambia stile di vita, sbandierando ai quattro venti (giornali e televisione) ciò che in realtà dovrebbe essere un atto di fede privato da custodire per sè stessi senza inutili e volgari ostentazioni (cosa gliene frega al mondo che un’anonima ragazza di Milano si è messa il velo????!!!)
Ed ecco che all’improvviso, da anonima ragazza con una laurea triennale e una specialistica in corso di studi (fuori corso, per la verità..) diventa un’islamologa, un’arabista, un’esperta di lingua e cultura araba, un’esperta di integrazione e multiculturalismo. Partecipa a diversi programmi televisivi quali Annozero, dove dice una marea di banalità e luoghi comuni, aggirando le domande per evidente incapacità nel gestire l’intervista. Viene intervistata su vari giornali tra cui ripetutamente Vita Non Profit, il magazine per il quale ogni tanto scrive e che ha sapientemente creato il suo personaggio, partecipa ad un’infinità di seminari in qualità di “esperta di Islam e multiculturalismo”.. finchè ecco la genialata più grande: decide di iscriversi ai seggi (spinta e supportata probabilmente da qualcuno)proponendosi come il primo presidente di seggio con il velo: BINGO!!! subito fioccano le interviste dei giornali locali e persino Studio Aperto (feccia dei tg ma, ahimè, seguitissimo) le dedica un servizio.
La realtà qual’è? Rassmea Salah è una povera cretina molto, molto furba. Non eccellente negli studi (nonostante si vanti di essersi laureata con il massimo dei voti la realtà è che è una brava adulatrice dei docenti..)ma eccellente nel sapersi mostrare per quello che non è..
Molta apparenza, molta lingua ma sotto al velo.. poco cervello.