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Culturadi Stefano Morciano (Aioros)
pubblicato il 11 giugno 2009 alle 14:30 dallo stesso autore - torna alla home

Quello elettorale non è un periodo facile per i reporter: bisogna stare molto attenti a quello che si dice, e il rischio di sgarro è sempre dietro l’angolo.

ricetta33 Le elezioni secondo i giornalistiCon le elezioni europee finalmente alle spalle, qualcuno sperava di non vedere più tribune politiche, comizi e spot elettorali in televisione. E invece il meglio è appena iniziato, non tanto per i poco interessanti ballottaggi quanto per il meraviglioso dibattito sul referendum, probabilmente il più insensato degli ultimi anni. Voto sì alla modifica di questa legge perché poi ne riscriviamo una nuova. Voto no alla modifica di questa legge perché non vorrei che poi non venisse modificata. Voto sì insieme a tutti quelli che vogliono riscriverla ma secondo me non c’è bisogno. La legge l’ho scritta io ma voto sì. Voto no ma spero che non si raggiunga il quorum perché altrimenti rischiamo di tenercela. Voterò convinto per il sì ma non lo appoggerò pubblicamente. Ho visto programmi andare avanti così per ore, e vi assicuro che è stato orribile.

L’ARIA CHE TIRA - Ma anche le europee hanno regalato alcune perle. Una delle migliori è stata il grazioso fuorionda del Tg5, in cui Gioacchino Bonsignore (storico curatore della rubrica Gusto) chiede ai colleghi un raffronto tra il nuovo risultato del Pdl e quello delle politiche 2008 (tra l’altro non ricordando neppure se nel 2008 c’era già il Pdl o se si erano presentate ancora Forza Italia e An), ma ci tiene a precisare più volte che è la sua è “solo una curiosità”, e quasi scherzando aggiunge: “non penserai mica che lo diciamo”. “No, se no ci strozzano”, gli rispondono. “Ecco, appunto”. Bonsignore, va detto, si è poi giustificato sostenendo che quel confronto non spettava a lui e che comunque poi in studio si è detto del calo. Giudicate voi quanto la spiegazione sia convincente.

pict Le elezioni secondo i giornalistiTRADIZIONI - L’altro gioiello l’ha sfoggiato Studio Aperto, l’inesauribile fonte di cretinate di casa Mediaset, che domenica scorsa ha trasmesso un servizio su un presidente di seggio a Bresso “che fa discutere”. Il presidente in questione è una ragazza musulmana, Rassmea Salah, e “fa discutere” perché ha il velo (non il velo che copre il viso, tra l’altro, ma solo l’hijab, quello tipo mia nonna per intenderci). Naturalmente la quasi totalità del servizio è occupata dalle dichiarazioni dell’uomo della strada: c’è un signore che dice che “ognuno si deve adattare in base al paese che va”, un altro secondo il quale “è una questione di civiltà per gli italiani”. C’è un biondino – guardatelo – che fa, “eh, è strano, penso anche poi chissà dopo il conteggio cosa… tutto coperto… mi dà un’idea di, di…”. “Di poco chiaro”, suggerisce l’inviato. “Ecco, di poco chiaro”. Poi ci sono due strani vecchietti che si dicono indifferenti ma hanno evidentemente l’aria da comunisti. Poi il capolavoro: “Anticostituzionale chi mi costringe a togliere il velo, dice lei, che ha detto di battersi per il dialogo tra le religioni ma che stamattina alla sezione elettorale rifiuta il dialogo davanti alla telecamera”. Ah, l’ipocrita! Il servizio, comunque, si chiude con una signora inquietante che in meno di cinque secondi spiega tutto questo molto meglio di qualunque articolo. Non mostratela ai vostri bambini.

INTELLETTUALI - E visto che ormai abbiamo preso di mira Mediaset, non perdetevi la raffinata critica a Ezio Mauro, direttore di Repubblica, mossa da Paolo Liguori, direttore – non a caso – di Tgcom. Liguori ce l’ha da tempo con Repubblica per via della campagna da “cacciatori di topless” condotta dal quotidiano su Berlusconi. Sabato scorso, quindi, ha scritto un post sul suo blog, “Dedicato a Ezio Mauro”, in cui spiegava che sì, ok, anche Tgcom aveva pubblicato le foto incriminate di Villa Certosa, ma l’aveva fatto per mostrare quanto fossero disgustosi gli altri giornali che le avevano pubblicate prima, e capirete bene che c’è una bella differenza. E per rafforzare il concetto, chiude così: “Al direttore di Repubblica va di diritto questa l3hzhe2e2oea3b4u2xg4cr7 Le elezioni secondo i giornalistifoto come risposta”. E – perdonatemi se vi rovino la sorpresa – ci mette la foto di un culo. Sarà il suo? Forse no. Ma ci piace pensare che lo sia, e che questo segni un nuovo standard nella comunicazione tra direttori (Nicotri, stia pronto).

NOTIZIE VERE - Per la consueta serie di fesserie, da segnalare il servizio di CorriereTv sulla “nuova lady Farnesina”, che a quanto pare è una campionessa di golf. Sempre sul Corriere, il ritorno di un grande classico del titolismo acrobatico. Menzione d’onore anche per Repubblica, che sputtana completamente il finale della quinta stagione di House a chi ancora non l’ha visto. Ma io l’ho già visto in inglese, bastardi: e qui ci starebbe bene la suddetta foto di Liguori.

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